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	<title>Gian Carlo Blangiardo Archivi - Openpolis</title>
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	<item>
		<title>La rete di think tank intorno a Blangiardo, nuovo presidente Istat</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-rete-di-think-tank-intorno-a-blangiardo-nuovo-presidente-istat/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Feb 2019 08:36:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=35938</guid>

					<description><![CDATA[<p>Fa parte di 3 fondazioni politiche: ResPublica, Iustus e De Gasperi. Una rete di strutture vicine al centrodestra. Anche il "governo del cambiamento" utilizza vecchi metodi per le nomine pubbliche.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-rete-di-think-tank-intorno-a-blangiardo-nuovo-presidente-istat/">La rete di think tank intorno a Blangiardo, nuovo presidente Istat</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A fine gennaio Gian Carlo Blangiardo è stato ufficialmente nominato nuovo presidente dell&#8217;Istat, l&#8217;istituto statistico del nostro paese. Una nomina che aveva generato non poche polemiche, soprattutto per la poca trasparenza che aveva accompagnato tutto il processo.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/la-mancanza-di-trasparenza-nelle-nomine-pubbliche-il-caso-istat/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La mancanza di trasparenza nelle nomine pubbliche, il caso Istat<br />
<br><strong>Leggi il nostro articolo</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Come spesso capita il nome di Blangiardo non è arrivato dal nulla. Oltre alla sua nota carriera accademica infatti, il professore è tra i nomi più ricorrenti nella rete di think tank e fondazioni politiche che monitoriamo ormai dal 2015. <strong>Era già finito nel nostro radar quando, per l&#8217;edizione 2018 del nostro report &#8220;Cogito ergo sum&#8221;, avevamo analizzato i network vicini a partiti ed aree politiche.</strong></p>
        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Cogito ergo sum</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/07/Cogito-ergo-sum-2018.pdf" target="_blank" rel="noopener">Leggi il report completo</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		
<p>Assieme ad altri nomi importanti della politica italiana infatti fa parte di un network di fondazioni e think tank politici vicini al centrodestra. Ennesima prova di quanto queste strutture stiano diventando luogo centrale per l&#8217;accreditamento personale, e soprattutto una <strong>chiave di lettura sempre più importante per ricostruire il perché di nomine pubbliche e politiche</strong>.</p>
<h3>I think tank di cui fa parte Blangiardo</h3>
<p>Mappare il mondo di think tank e fondazioni politiche significa censire nomi, e attraverso di essi costruire network. In questo senso una parte considerevole del lavoro riguarda l&#8217;aggiornamento quotidiano di un&#8217;anagrafica composta da oltre 120 strutture e migliaia di nomi. <strong>Negli anni alcune personalità sono emerse in quanto particolarmente ricorrenti, e tra queste anche Gian Carlo Blangiardo.</strong></p>
        <section class="blockquote">
							<p>Blangiardo è tra i nomi più ricorrenti analizzando i think tank maggiormente influenti.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>La prima struttura che vede la partecipazione del neo presidente Istat è la <a href="http://www.fondazionerespublica.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Fondazione ResPublica</a>, presieduta da Eugenio Belloni. Nel <a href="http://www.fondazionerespublica.org/?page_id=1464#1499091062194-00dc3ef4-d553" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comitato direttivo</a> figurano Paolo Colombo, Federico Ghizzoni, Gaetano Miccichè, Alessandro Profumo e altri. Gian Carlo Blangiardo fa parte del <a href="http://www.fondazionerespublica.org/?page_id=1464#1499091132259-5722e221-7a05" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comitato scientifico</a>, guidato da Giulio Tremonti, ex ministro del governo Berlusconi, e di cui fanno parte tra gli altri anche gli ex ministri Lorenzo Ornaghi (governo Monti) e Giuliano Urbani (governo Berlusconi) e gli ex senatori Luigi Compagna e Carlo Secchi.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">3 </span>le fondazioni politiche di cui fa parte Blangiardo: ResPublica, De Gasperi e Iustus.</p>
			        </section>
		
<p>Altra struttura in cui compare il nome di Blangiardo è la <a href="http://www.fondazionedegasperi.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Fondazione De Gasperi</a>, nata nel 1982 e <strong>presieduta dall&#8217;ex vice premier, nonché ministro di giustizia, esteri e interno, Angelino Alfano</strong>. Anche qui troviamo Blangiardo nel <a href="http://www.fondazionedegasperi.org/lafondazione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comitato scientifico</a>, e anche qui incontriamo i nomi di Altomonte, economista della Bocconi membro di ResPublica, e i già citati Ornaghi e Secchi. A completare il trio di nomine di Blangiardo abbiamo quella nel comitato scientifico della <a href="http://www.iustus.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Fondazione Iustus</a>. Tra i promotori troviamo due nomi importanti dell&#8217;ultimo governo Berlusconi <strong>(Tremonti e Frattini)</strong>, ma anche personalità di spicco dell&#8217;attuale esecutivo: <strong>Giovanni Tria e l&#8217;ex ministro Paolo Savona.</strong></p>
<h3>La galassia del centrodestra</h3>
<p>Nell&#8217;ultima edizione di <a href="https://www.openpolis.it/think-tank-e-fondazioni-dove-non-arrivano-i-partiti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Cogito ergo sum</a> avevamo analizzato i diversi network vicini a partiti nazionali e specifiche aree politiche. A questo proposito proprio il nome di Blangiardo, e le 3 strutture di cui fa parte, erano emersi come particolarmente rilevanti.</p>
<p><strong>Le fondazioni Iustus, ResPublica e De Gasperi infatti, assieme a <a href="http://magna-carta.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Magna Carta</a>, struttura presieduta da Gaetano Quagliariello, creano il network di realtà vicine al centrodestra</strong>. Una galassia che vede la presenza di alcuni nomi ricorrenti, molti dei quali, come abbiamo avuto modo di vedere, hanno avuto incarichi di governo nei vari esecutivi Berlusconi.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>I nomi che collegano tra loro le fondazioni</strong></p>
<p><a href="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/07/cetrodestra.png" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-26950 size-full" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/07/cetrodestra.png" alt="" width="1331" height="913" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/07/cetrodestra.png 1331w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/07/cetrodestra-768x527.png 768w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/07/cetrodestra-414x284.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/07/cetrodestra-635x436.png 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/07/cetrodestra-1026x704.png 1026w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/07/cetrodestra-350x240.png 350w" sizes="(max-width: 1331px) 100vw, 1331px" /></a></p>
<h5 style="text-align: center;"><em>I colori identificano l’appartenenza alle strutture. Sono elencati solo i membri con due o più incarichi nelle strutture analizzate.</em></h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il nome di Blangiardo quindi è riconducibile a una ben definita aerea politica, e soprattutto nell&#8217;equilibrio di governo, assegna un punto all&#8217;anima leghista dell&#8217;esecutivo piuttosto che a quella 5stelle. In quest&#8217;occasione, come fu per Foa, si è attinto da un&#8217;area politica più vicina al partito di Salvini piuttosto che a quello guidato da Luigi Di Maio.</p>
<h3>Think tank e fondazioni per spiegare dinamiche politiche.</h3>
<p>La crescente importanza di mappare queste strutture appare sempre più evidente.</p>
<p>Rappresenta la possibilità di dare un senso a domande apparentemente senza risposta. Alla nascita del governo Conte aveva destato molto sconcerto la nomina di Luciano Barra Caracciolo come sottosegretario agli affari europei. Un nome che era nuovo alla politica italiana, ma che si era scoperto far parte del think tank <a href="http://www.asimmetrie.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">a/simmetrie</a> con Savona, Bagnai e Foa, che da lì a poco sarebbe diventato presidente del Cda Rai.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>I think tank sono un luogo in cui politici, a volte di schieramenti diversi, e accademici si incontrano e creano relazioni.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Studiare e censire queste strutture ci permette di dare quindi più sfumature alla comprensione delle scelte politiche della nostra classe dirigente. In questo senso la nomina di Blangiardo ne è l&#8217;ennesima prova. <strong>Un nome che seppur nuovo a incarichi di questo tipo, rientra in una rosa di accademici che, attraverso think tank e fondazioni politiche, entrano in contatto con numerosi politici di spicco</strong>. Queste strutture diventano quindi un modo per accreditarsi, e il loro peso nelle dinamiche politiche nazionali è innegabile. <strong>Anche in quest&#8217;ambito il &#8220;governo del cambiamento&#8221; sembra comportarsi esattamente come i suoi predecessori, confermando dinamiche di potere ormai molto note.</strong></p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/le-nuove-regole-sulle-fondazioni-politiche-sono-poco-chiare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Le nuove regole sulle fondazioni politiche sono poco chiare<br />
<br><strong>Leggi la nostra analisi</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Fino alla scorsa legislatura il mondo dei think tank non era regolato da nessuna norma. Con la <strong>legge anti corruzione il governo Conte ha introdotto nuove regole che hanno tentato di definire meglio il concetto di associazione e fondazione politica, inserendo anche degli obblighi di trasparenza per queste strutture</strong>. Ma, come abbiamo avuto modo di analizzare, molti aspetti sono pochi chiari, e necessiteranno di un ulteriore intervento legislativo da parte dell&#8217;esecutivo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-rete-di-think-tank-intorno-a-blangiardo-nuovo-presidente-istat/">La rete di think tank intorno a Blangiardo, nuovo presidente Istat</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La mancanza di trasparenza nelle nomine pubbliche, il caso Istat</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-mancanza-di-trasparenza-nelle-nomine-pubbliche-il-caso-istat/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Feb 2019 08:22:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=34834</guid>

					<description><![CDATA[<p>A luglio dello scorso anno sono iniziate le procedure per trovare il sostituto di Alleva. Ma il processo è stato poco trasparente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-mancanza-di-trasparenza-nelle-nomine-pubbliche-il-caso-istat/">La mancanza di trasparenza nelle nomine pubbliche, il caso Istat</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mercoledì scorso le commissioni affari costituzionali di camera e senato hanno dato parere favorevole alla nomina del professor Gian Carlo Blangiardo a presidente dell&#8217;Istituzione nazionale di statistica (Istat). Una lunga contrattazione, che ha generato non poche polemiche, soprattutto per come il governo Conte ha deciso di affrontare il processo di nomina di Blangiardo.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>L&#8217;iter che ha portato alla nomina di Blangiardo è stato poco trasparente.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Sicuramente l&#8217;iter che porta alle nomine pubbliche in Italia va migliorato, e l&#8217;azione dell&#8217;esecutivo giallo-verde negli ultimi mesi ne è stata l&#8217;ennesima prova<strong>. Non sono stati pubblicati i CV raccolti, non è stata fornita una rosa di nomi in lizza, e il nome di Blangiardo voluto dal governo è sempre stato l&#8217;unico in ballo.</strong> Si è andati contro quanto richiesto dall&#8217;Unione europea: una procedura di selezione e nomina trasparente e basata solo su criteri professionali.</p>
<h3>Come funziona l&#8217;iter di nomina</h3>
<p>Il presidente dell’Istituto nazionale di statistica è scelto tra i professori ordinari in materie statistiche, economiche ed affini, con esperienza internazionale. Come sancito dal <a href="https://www.istat.it/it/files/2011/04/dlgs322.pdf" target="_blank" rel="noopener">decreto legislativo 322 del 1989</a>, la persona è nominata dal presidente della repubblica tramite un decreto, su proposta del presidente del consiglio dei ministri, e previa deliberazione del consiglio dei ministri. <strong>Elemento cruciale di questo iter è il parere delle commissioni parlamentari competenti, che possono procedere anche con l&#8217;audizione della persona designata. </strong>Per ottenere il via libera delle commissioni è necessario il parere favorevole di 2/3 dei componenti.</p>
<p>A quanto prescritto dalla legge nazionale poi bisogna aggiungere la normativa europea. Il <a href="https://www.istat.it/it/files/2012/01/LeggeStatisticaEuropea2015.pdf" target="_blank" rel="noopener">regolamento europeo 223 del 2009</a>, tra le altre cose, richiede un processo di selezione trasparente:</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Gli Stati membri garantiscono che le procedure di selezione e nomina dell&#8217;organo di vertice degli INS e, se del caso, dei responsabili statistici delle altre autorità nazionali che producono statistiche europee siano trasparenti e basate solo su criteri professionali. Tali procedure garantiscono il rispetto del principio delle pari opportunità, in particolare per quanto riguarda il genere.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.istat.it/it/files/2012/01/LeggeStatisticaEuropea2015.pdf" target="_blank">- paragrafo 4 dell’articolo 5 – bis del Regolamento (CE) n. 223/2009</a>
									            </div>
        </section>
		
<h3>Come sono andate le cose</h3>
<p>L&#8217;iter per trovare il sostituto di Giorgio Alleva è cominciato il 27 luglio del 2018, con la pubblicazione sul sito del ministero per la pubblica amministrazione dell&#8217;<a href="http://www.funzionepubblica.gov.it/articolo/ministro/06-07-2018/istat-avvio-procedura-la-selezione-del-presidente-dell%E2%80%99istituto" target="_blank" rel="noopener">avviso pubblico per la manifestazione di interesse</a>. Il comunicato richiedeva agli interessati di presentare la propria candidatura compilando un modulo online entro la mezzanotte del 16 agosto.</p>
<p>Con il <a href="http://www.funzionepubblica.gov.it/articolo/dipartimento/16-10-2018/aggiornamento-sullo-stato-di-avanzamento-della-procedura-di" target="_blank" rel="noopener">decreto ministeriale del 5 settembre</a> successivo è stata nominata la commissione competente per la valutazione dei curricula ricevuti. Valutazione che si sarebbe dovuta concludere <strong>con la presentazione al ministro per la pubblicazione amministrazione di una terna di nomi ritenuta maggiormente idonea a ricoprire l&#8217;incarico in questione</strong>.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="http://www.governo.it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-26/10291" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Consiglio dei ministri dell&#8217;8/11/ 2018 &#8211; Comunicato stampa<br />
<br><strong>Avvio della procedura di nomina</strong></a>.</p>
        </section>
		
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>In esito alla valutazione, la Commissione sottopone l’elenco dei tre candidati ritenuti maggiormente idonei a ricoprire l’incarico al Ministro per la pubblica amministrazione, il quale, ove ritenuto opportuno, potrà procedere alla loro audizione.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="http://www.funzionepubblica.gov.it/articolo/dipartimento/16-10-2018/aggiornamento-sullo-stato-di-avanzamento-della-procedura-di" target="_blank">- Art. 2 comma 6 - DM 5/9/2018 di costituzione della commissione per designazione Presidente ISTAT</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>L&#8217;<a href="http://www.governo.it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-26/10291" target="_blank" rel="noopener">8 novembre del 2018</a> poi il ministro Giulia Bongiorno ha portato in consiglio dei ministri il nome del professore Gian Carlo Blangiardo come quello scelto per ricoprire l&#8217;incarico di presidente dell&#8217;Istat. Designazione che è stata poi sottoposta, come prescritto dalla legge, al parere delle commissioni competenti. L&#8217;<a href="http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/ProcANL/ProcANLscheda40806.htm" target="_blank" rel="noopener">iter in parlamento è quindi cominciato il 13 novembre successivo</a>, dando il via ad una serie di sedute, terminate il <a href="https://twitter.com/SenatoStampa/status/1090680067838103552?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Eembeddedtimeline%7Ctwterm%5Eprofile%3ASenatoStampa&amp;ref_url=http%3A%2F%2Fsenato.it%2Fhome" target="_blank" rel="noopener">30 gennaio del 2019 con il parere favorevole delle commissioni affari costituzionali di Montecitorio e Palazzo Madama</a>. A favore di Blangiardo ha votato la maggioranza parlamentare con l’appoggio di Forza Italia.</p>
<h3>Cosa non ha funzionato</h3>
<p>Il problema principale di questo processo, come spesso avviene quando si affrontano le nomine pubbliche, è la poca trasparenza del tutto, e la sensazione che l&#8217;iter di selezione sia stato &#8220;direzionato&#8221; sin dall&#8217;inizio.</p>
<p>Dopo la call pubblica non si sono più avute notizie su come stessero procedendo i lavori della commissione. <strong>Non è stato annunciato il numero di CV ricevuti, e soprattutto non è stata data nessuna comunicazione ufficiale sulla terna di nomi scelta.</strong> Critiche anche al centro di un comunicato del sindacato CGIL interessato:</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Non è stata pubblicata la lista dei candidati e abbiamo appreso i tre nomi selezionati dalla commissione predisposta dalla ministra Bongiorno dalla stampa. E il fatto che il nome finale sia lo stesso annunciato all’inizio lascia pensare che possa essere stata una mera operazione di facciata</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="http://www.flcgil.it/comunicati-stampa/flc/il-consiglio-dei-ministri-non-puo-procedere-alla-nomina-del-futuro-presidente-dell-istat-serve-una-procedura-selettiva-e-trasparente-come-prevede-il-regolamento-europeo-fin-dal-2015.flc" target="_blank">- Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL - 24 luglio 2018</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>Anche se sui giornali erano circolati altri nomi, da parte del ministero della pubblica amministrazione non erano arrivate notizie sulla conclusione dei lavori della commissione incaricata. Il tutto era stato lasciato in sospeso, fino alla presentazione ufficiale del nome di Blangiardo in consiglio dei ministri.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Nel 2014 fu presentato l&#8217;elenco dei candidati, questa volta no.</p>
<p>
			        </section>
		
<p><strong>Già nel 2014, quando il processo di selezione portò alla nomina di Alleva, le cose andarono differentemente</strong>. A seguito dell&#8217;avvio dell&#8217;iter per la scelta del presidente infatti, era stato <a href="https://web.archive.org/web/20140422035848/http://www.funzionepubblica.gov.it/media/1166592/manifestazioniinteresseistat.pdf" target="_blank" rel="noopener">pubblicato l&#8217;elenco delle 40 persone che avevano dimostrato interesse</a>. Cosa che questa volta invece non è avvenuta. Nel stesso periodo del 2014, tra le altre cose, il governo pubblicò anche <a href="https://web.archive.org/web/20140422035240/http://www.funzionepubblica.gov.it/media/1166554/manifestazioniinteresseanac.pdf" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;elenco delle 213 persone che avevano dimostrato interesse per la carica di componente dell&#8217;Anac</a>, l&#8217;autorità nazionale anti corruzione.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://web.archive.org/web/20140422035848/http://www.funzionepubblica.gov.it/media/1166592/manifestazioniinteresseistat.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Presidenza Istat nel 2014, persone che avevano dimostrato interesse<br />
<br><strong>Vedi l'elenco</strong></a>.</p>
        </section>
		
        <section class="blockquote">
							<p>La selezione è stata poco trasparente, e le intenzioni del governo sono sembrate chiare sin dall&#8217;inizio.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Altro problema riguarda invece la tempistica di alcune dichiarazioni di Blangiardo. A luglio del 2018, prima ancora che si formasse la commissione incaricata di scegliere i profili più interessanti, il professore della Bicocca aveva rilasciato molte interviste ai giornali nazionali. Tra queste, solo per citare une esempio, una a <a href="https://www.ilmessaggero.it/pay/edicola/gian_carlo_blangiardo_istat_intervista-3873140.html" target="_blank" rel="noopener">Il Messaggero</a> in cui dichiarava di &#8220;aver dato la sua disponibilità&#8221;. <strong>Dichiarazione che implica, evidentemente, una precedente richiesta di disponibilità da parte del governo.</strong></p>
<p>Come se non bastasse questo processo, che di trasparente ha avuto ben poco, va anche contro il già citato regolamento europeo che fa della trasparenza un elemento imprenscindibile nel processo di selezione.</p>
<h3>Come monitorare le nomine del governo</h3>
<p>Questo caso è solamente l&#8217;ennesimo esempio di come l&#8217;attuale sistema di nomine pubbliche vada migliorato. Un tema riguarda sicuramente la capacità dei cittadini di monitorare l&#8217;iter nella sua interezza. Attualmente l&#8217;unico strumento a disposizione è fornito dal dipartimento per i rapporti con il parlamento, in una sezione del suo sito in cui è possibile tracciare i<a href="http://www.rapportiparlamento.gov.it/it/banche-dati/" target="_blank" rel="noopener"> provvedimenti varati dal consiglio dei ministri</a>.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Il processo di trasparenza per le nomine del governo va migliorato, un&#8217;ipotesi è l&#8217;istituzione di audizioni pubbliche.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Tra questi, anche le <strong>nomine del governo per cui è necessario il parere delle commissioni parlamentari competenti</strong>. Quello che viene fornito è un <a href="http://www.rapportiparlamento.gov.it/media/1464/nomine-xviii.pdf" target="_blank" rel="noopener">file in formato pdf</a>, da cui non è semplice estrarre i dati, con l&#8217;elenco delle persone nominate dal governo in varie agenzie e autorità pubbliche. Per ognuna viene indicata la data di delibera da parte del consiglio dei ministri, quella di trasmissione alle camere, quella dei pareri delle commissioni, fino alla data definitiva di nomina. Informazioni che per quanto utili, non permettono pienamente di comprendere la validità del processo di selezione. <strong>Soprattutto perché il file è aggiornato di rado (l&#8217;ultimo risale a fine ottobre 2018), e questo, nel caso specifico, fa si che non ci siano informazioni sulla nomina del presidente Istat</strong>.</p>
        <section class="tweet">
			                <p><a href="https://twitter.com/intent/tweet?status=RT+%40openpolis%3A+Questa+legislatura+potrebbe+essere+l%26%238217%3Boccasione+di+rendere+pi%C3%B9+trasparente+il+processo+di+nomine+pubbliche.+Che+ne+pensa%C2%A0%40riccardo_fra%3F" target="_blank">Questa legislatura potrebbe essere l&#8217;occasione di rendere più trasparente il processo di nomine pubbliche. Che ne pensa @riccardo_fra?</p>
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<p>Quel poco di trasparenza che è richiesta, ricade sempre in un difetto che più volte abbiamo denunciato: <strong>informazioni poco utili e non riutilizzabili. </strong>Varie campagne e appelli degli anni passati, tra cui <a href="https://www.saichivoti.it/petizione" target="_blank" rel="noopener">SaiChiVoti a cui come openpolis abbiamo partecipato</a>, hanno individuato nelle <strong>audizioni pubbliche il modo migliore per le nomine di vertice di competenza statale, regionale e comunale</strong>. Un processo che renderebbe più accessibile l&#8217;elenco dei candidati (e dei loro relativi CV), che permetterebbe di monitorare attraverso audizioni pubbliche e aperte la fase di selezione e che lascerebbe traccia in maniera limpida di come e perché si è arrivati a determinate decisioni.</p>
<p><strong>Non riformare l&#8217;attuale sistema comporta un serio rischio</strong>. Il rischio, come il caso Blangiardo conferma, è che la nomina di figure a capo di autorità ed agenzie pubbliche abbiano una connotazione fortemente politica. <strong>Un elemento sbagliato, considerando che questi incarichi hanno a vario modo un ruolo super partes e di vigilanza, teoricamente, autonoma e indipendente.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-mancanza-di-trasparenza-nelle-nomine-pubbliche-il-caso-istat/">La mancanza di trasparenza nelle nomine pubbliche, il caso Istat</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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