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	<title>Forum Terzo Settore Archivi - Openpolis</title>
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	<lastBuildDate>Thu, 10 Jul 2025 15:00:44 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Il Terzo settore nel Pnrr, a un anno dalla conclusione</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-terzo-settore-nel-pnrr-a-un-anno-dalla-conclusione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jul 2025 14:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=302194</guid>

					<description><![CDATA[<p>È online la terza edizione del report di approfondimento che abbiamo realizzato con il Forum nazionale del Terzo settore. Un’occasione per fare il punto sullo stato dell’arte e sul coinvolgimento degli Ets nell’attuazione del piano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-terzo-settore-nel-pnrr-a-un-anno-dalla-conclusione/">Il Terzo settore nel Pnrr, a un anno dalla conclusione</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>A poco più di un anno dalla scadenza fissata per la conclusione del <strong>Piano nazionale di ripresa e resilienza</strong> (Pnrr) pubblichiamo la terza edizione del<strong> rapporto</strong> civico di monitoraggio realizzato in collaborazione con il <strong>Forum nazionale del Terzo settore</strong>. Si tratta di un rapporto con cui proseguiamo il lavoro iniziato nel 2023, volto ad analizzare gli sviluppi, le promesse e le difficoltà di uno degli strumenti più rilevanti delle politiche pubbliche degli ultimi decenni in Italia.</p>


<div id="strillo-testo-block_890feba48bf9b7853e5e757090a66e73" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>In questa terza edizione lo stato dell&#8217;arte delle misure che interessano il terzo settore.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Al centro dell’indagine non c’è solo una panoramica sullo <strong>stato di attuazione del piano</strong> &#8211; soprattutto il suo impatto nell’ambito della coesione sociale &#8211; ma anche un primo tentativo, sulla base dei dati disponibili, di <strong>valutare l’effettiva partecipazione del mondo del Terzo settore</strong>.</p>



<p>Nel dossier abbiamo raccontato attraverso le analisi e dati di dettaglio<strong> a che punto è il Pnrr, nelle misure che coinvolgono il terzo settore</strong> e in riferimento ai soggetti che lavorano nel comparto. Nel documento presentiamo anche alcuni <strong>focus tematici</strong> rispetto a investimenti del piano che riguardano <strong>le persone vulnerabili, quelle senza fissa dimora, il diritto all&#8217;abitare, il piano asili nido e le scuole dell&#8217;infanzia.</strong></p>


<div id="e-online-la-terza-edizione-del-report-sul-pnrr-da-openpolis-e-forum-nazionale-del-terzo-settore" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<div class="content_block" id="custom_post_widget-302226"><div class="d-none d-lg-flex justify-center flex-align-center pb-50 mb-30 bb-3-grey2">
<div class="mt-30 mr-20"><a href="/wp-content/uploads/2025/07/report_2025.pdf" target="_blank"><amp-img src="/wp-content/uploads/2025/07/forum-terzo-settore_report-2025_img.png" alt="" width="170" height="170" /></a></div>
<div class="mb-15">
<h3 class="fw-700">IL PNRR A UN ANNO DALLA CONCLUSIONE</h3>
<p>Il punto del Terzo settore</p>
<div class="mt-10"><a class="btn" href="/wp-content/uploads/2025/07/report_2025.pdf" target="_blank">Scarica il report (Pdf 2,9 MB)</a></div>
</div>
</div>
<div class="d-lg-none flex-grid-col justify-center flex-align-center pb-50 mb-30  bb-3-grey2">
<div class="mb-10 text-center">
<h3 class="fw-700">IL PNRR A UN ANNO DALLA CONCLUSIONE</h3>
<p>Il punto del Terzo settore</p>
<div class="mt-10"><a class="btn" href="/wp-content/uploads/2025/07/report_2025.pdf" target="_blank">Scarica il report (Pdf 2,9 MB)</a></div>
</div>
<div class="mt-20"><a href="/wp-content/uploads/2025/07/report_2025.pdf" target="_blank"><amp-img src="/wp-content/uploads/2025/07/forum-terzo-settore_report-2025_img.png" alt="" width="235" height="235" /></a></div>
</div></div>



<p>L’analisi restituisce un quadro complesso, segnato da luci e ombre. Da un lato, sono emersi segnali incoraggianti: come un <strong>significativo miglioramento della disponibilità e accessibilità dei dati</strong>. Dall’altro, <strong>rimangono ritardi sostanziali</strong> nella spesa, criticità nei meccanismi di attuazione, e, soprattutto, una difficoltà sistemica nel riconoscere agli <strong>enti del terzo settore (Ets)</strong> un ruolo pieno e strutturale nel processo trasformativo del piano.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I dati sui progetti</h3>



<p>Rispetto alle due edizioni precedenti del report, sono stati fatti dei passi in avanti sulla trasparenza e sulla disponibilità dei dati. Oggi abbiamo a disposizione informazioni di dettaglio su oltre <strong>284mila progetti finanziati dal Pnrr</strong> per un valore totale di circa <strong>172 miliardi di euro</strong>. Sebbene l’impegno da parte delle istituzioni preposte alla pubblicazione di questi dati sia apprezzabile, rimangono delle <strong>criticità</strong>.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai a
<br><strong>OpenPNRR</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>Infatti per ben 25 misure, pari a circa 32,6 miliardi di euro, <strong>non risultano disponibili informazioni di dettaglio sui progetti finanziati</strong>. In alcuni casi questa opacità è legata al fatto che le risorse non sono ancora state assegnate. In altri si tratta di vere e proprie lacune informative.</p>



<p>Fatta questa premessa, per quanto riguarda la distribuzione dei progetti nei diversi territori, possiamo osservare che la maggior parte si trova in <strong>Lombardia</strong> (42.561 interventi). Seguono <strong>Campania</strong> (25.483), <strong>Veneto</strong> (24.827) e <strong>Piemonte</strong> (22.614). Queste regioni sono anche quelle che ricevono la maggior quota di finanziamenti Pnrr.</p>


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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-lombardia-oltre-19-miliardi-di-fondi-dal-pnrr/">In Lombardia oltre 19 miliardi di fondi dal Pnrr</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-lombardia-oltre-19-miliardi-di-fondi-dal-pnrr/">La distribuzione dei progetti e dei fondi Pnrr nelle varie regioni italiane</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Forum nazionale del Terzo Settore su dati Italia domani                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 31 Marzo 2025)
                                        </p>
                </div>
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                </div>

                            </div>

			


<p>Da notare che, sulla base delle informazioni disponibili, la clausola che prevede una riserva minima del 40% di risorse del Pnrr da destinare al mezzogiorno è sostanzialmente rispettata.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">39,8% </span><span style="font-weight: 400"> la quota di risorse Pnrr destinate al mezzogiorno al 31 marzo 2025.</span></p>
			        </section>
		


<p>Com’è evidente, <strong>il dato fatica a raggiungere la soglia minima prevista</strong>. Inoltre se è vero che osservando il piano nel suo complesso l’obiettivo è raggiunto, andando ad analizzare singoli casi si notano delle <strong>significative differenze da una misura all’altra</strong>. Questo non è attribuibile &#8211; o almeno non sempre &#8211; a una volontà politica. Spesso di tratta di <strong>difficoltà incontrate dagli enti meridionali nel presentare proposte di qualità</strong> <strong>sufficiente</strong> per essere ammesse al finanziamento.</p>


<div id="a-un-anno-dalla-conclusione-del-piano-pubblichiamo-lo-stato-dellarte-sullavanzamento-dei-progetti-che-riguardano-il-terzo-settore" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Lo stato di avanzamento finanziario</h3>



<p>Una delle grandi novità delle ultime pubblicazioni riguarda i dati di dettaglio sui <strong>pagamenti già effettuati per ogni singolo progetto</strong>. Sono informazioni che ci consentono di valutare in maniera più o meno accurata lo stato di avanzamento dei diversi interventi, almeno dal punto di vista finanziario. Anche in questo caso però è necessario evidenziare come risultino degli <strong>errori</strong> nel conferimento dei dati. Il più evidente riguarda quasi 5mila progetti, per i quali vengono indicate <strong>somme pagate superiori al valore totale</strong> indicato.</p>


<div id="strillo-testo-block_7a5c2540566064c0349b894efb8958f3" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Nonostante i passi avanti rimangono lacune nei dati pubblicati dalle istituzioni.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Rispetto a questo aspetto vanno fatte due doverose precisazioni. La prima riguarda la <strong>natura del finanziamento</strong>. Le anomalie, infatti, sono state riscontrate per gli <strong>importi totali</strong>, compresi quelli derivanti da altre fonti di finanziamento. I dati sulle risorse relative al Pnrr invece non riportano questa criticità. La seconda riguarda l’entità dei progetti: solo in 240 casi la differenza tra pagato e finanziato è superiore ai 100mila euro.<strong> In alcuni casi, però, tale divario è eclatante</strong>. Per questo nell’analisi ci siamo focalizzati esclusivamente sui dati riguardanti i finanziamenti Pnrr.</p>



<p>Da questo punto di vista possiamo osservare che <strong>tutti i territori si trovano ben al di sotto del 50% di pagamenti già effettuati</strong> rispetto al valore del finanziamento Pnrr ricevuto. La regione dove gli interventi sono più avanzati risulta essere il <strong>Veneto</strong> con il 35%. Seguono <strong>Trentino-Alto Adige</strong> (29%), <strong>Lombardia</strong> e <strong>Toscana</strong> (24%) e <strong>Liguria</strong> (23%). Più in difficoltà nella realizzazione degli interventi invece le regioni del mezzogiorno. Fatta eccezione per la <strong>Valle d’Aosta</strong> infatti sono tutte meridionali le aree del paese con la quota di pagamenti effettuati più bassa. Si tratta della <strong>Calabria</strong> (13%), della <strong>Sicilia</strong> (15%), della <strong>Sardegna</strong> (16%), del <strong>Molise</strong> e della <strong>Campania</strong> (18%).</p>


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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-calabria-speso-appena-il-13-dei-fondi-pnrr-assegnati/">In Calabria speso appena il 13% dei fondi Pnrr assegnati</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-calabria-speso-appena-il-13-dei-fondi-pnrr-assegnati/">La percentuale dei pagamenti effettuati rispetto al valore totale dei progetti per ogni regione</a></h3>
                                    </div>
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                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Forum nazionale del Terzo Settore su dati Italia domani                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 31 Marzo 2025)
                                        </p>
                </div>
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<p>Questi dati ci confermano come molto del lavoro sia ancora da portare a termine e che è indispensabile un’accelerazione da parte di tutti i soggetti coinvolti.</p>


<div id="nel-dossier-unanalisi-dati-alla-mano-su-oltre-4mila-progetti-a-cui-partecipa-a-vario-titolo-almeno-un-ente-del-terzo-settore-ets" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Il coinvolgimento del terzo settore</h3>



<p>In questo scenario, il ruolo degli Enti del terzo settore (Ets) appare ancora marginale rispetto al potenziale espresso dalla loro presenza e competenza capillare nei territori. I dati indicano infatti che sono appena <strong>4.491 i progetti attivi a cui partecipa, a vario titolo, almeno un Ets</strong>. Si tratta di un universo composito di attori – cooperative sociali, associazioni, imprese sociali, fondazioni – che operano come soggetti attuatori, aggiudicatari di gare, destinatari finali, partner di rete o intermediari. Il valore complessivo dei progetti che coinvolgono il comparto <strong>supera i 3 miliardi di euro</strong>. </p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">3,12 mld € </span><span style="font-weight: 400">l’importo totale dei progetti Pnrr che vedono un </span><span style="font-weight: 400">coinvolgimento degli Ets.</span></p>
			        </section>
		


<p>Tuttavia, i dataset non permettono di stabilire con certezza quale quota di risorse sia effettivamente arrivata nelle casse degli enti coinvolti, rendendo parziale la lettura dell’impatto economico sul comparto.</p>



<p>Un dato significativo riguarda la <strong>co-progettazione</strong>, forma avanzata di partenariato pubblico-privato prevista dal Codice del Terzo Settore e riconosciuta come strumento privilegiato per costruire politiche realmente partecipate. Nel Pnrr, solo <strong>173 interventi </strong>hanno previsto il ricorso a questa modalità, per un valore complessivo di circa <strong>213 milioni di euro</strong>. È un numero ancora esiguo, che conferma come la cultura della collaborazione tra amministrazioni e Terzo Settore fatichi ad affermarsi, nonostante le potenzialità dimostrate.</p>



<p>Le co-progettazioni previste si concentrano in particolare sulle misure a favore delle <strong>persone vulnerabili</strong>, dei <strong>senza dimora</strong> e delle <strong>persone con disabilità</strong>, settori in cui il contributo degli Ets è storicamente molto importante.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La necessità di un&#8217;accelerazione</h3>



<p>Anche altri organismi autorevoli, tra cui la Corte dei conti nella sua ultima <a href="https://www.corteconti.it/HOME/StampaMedia/Notizie/DettaglioNotizia?Id=908807df-cf50-472b-81bb-bc6aada04e4e" target="_blank" rel="noreferrer noopener">relazione semestrale</a>, hanno confermato molte delle criticità evidenziate nel report. La Corte, in particolare, ha sottolineato come, nel 2024, la spesa sia stata pari a <strong>circa 19 miliardi di euro, cioè meno della metà di quanto programmato</strong>. Ha evidenziato inoltre l’inefficacia di alcune anticipazioni di liquidità, i ritardi negli iter procedurali, le difficoltà di coordinamento tra i diversi livelli istituzionali e la scarsa qualità del monitoraggio. Le missioni più in difficoltà sono proprio quelle che riguardano l’<strong>inclusione sociale</strong> e la <strong>salute</strong>, ossia i settori nei quali il contributo del Terzo Settore sarebbe più strategico.</p>



<p>Nel frattempo, l’Italia ha avviato <strong>numerose revisioni del piano</strong>. Tra luglio 2023 e maggio 2025, sono state formalizzate <strong>cinque richieste di modifica</strong>, cui si aggiunge <a href="https://askanews.it/2025/05/23/pnrr-foti-spesa-non-soddisfacente-sicuramente-nuova-revisione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">una sesta in fase avanzata</a>. Il numero di milestone e target è passato da 527 a 621, con una <strong>forte concentrazione delle scadenze nel biennio finale</strong>. L’inclusione della missione 7 (REPowerEU), il definanziamento di alcune misure e il potenziamento di altre, hanno trasformato progressivamente la struttura del Pnrr, con impatti anche sulle modalità di coinvolgimento degli attori sociali.</p>


<div id="e-necessaria-una-governance-piu-inclusiva-capace-di-valorizzare-la-dimensione-territoriale-di-cui-sono-portatori-gli-ets" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




<div id="strillo-testo-block_b51bd06cd1d41bc3e8d9fe3e9566ec06" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>È necessario che il Pnrr lasci al Paese un&#8217;eredita che riesca a trasformare i territori.</p>
			        </section>
		</div>



<p>A fronte di queste trasformazioni, il Forum Terzo Settore rinnova l’appello per una <strong>governance più inclusiva</strong>, capace di valorizzare la dimensione territoriale, la prossimità e l’innovazione sociale di cui gli Ets sono portatori. Il rischio infatti è che <strong>il Pnrr si esaurisca in una somma di opere e adempimenti, senza lasciare un’eredità trasformativa</strong>. Occorre invece restituire al piano il suo senso originario: essere una leva per una crescita equa, sostenibile e partecipata.</p>



<p>I prossimi mesi saranno decisivi. È ancora possibile recuperare il ritardo accumulato, ma solo a condizione di una <strong>forte accelerazione nella spesa, accompagnata da un cambio di passo nella qualità dei processi</strong>. </p>



<p>In questo percorso, il Terzo settore si propone non solo come attuatore, ma come co-artefice di politiche pubbliche più giuste, efficaci e radicate nei bisogni reali delle persone e dei territori.</p>



<p>Foto: by Sunny Studio</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-terzo-settore-nel-pnrr-a-un-anno-dalla-conclusione/">Il Terzo settore nel Pnrr, a un anno dalla conclusione</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
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