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	<title>famiglie Archivi - Openpolis</title>
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		<title>Perché nelle periferie il tempo pieno nelle scuole è importante</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-questione-educativa-nelle-periferie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 05:37:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=306902</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nelle aree periferiche urbane le scuole aperte di pomeriggio contrastano il disagio giovanile e rafforzano il supporto ai giovani. Un’analisi, quartiere per quartiere, di alcune delle principali città italiane. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-questione-educativa-nelle-periferie/">Perché nelle periferie il tempo pieno nelle scuole è importante</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il prossimo 24 giugno si celebrerà la Giornata nazionale delle periferie urbane, istituita con <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2024/11/18/24G00186/SG" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legge dello stato alla fine del 2024</a>. L’obiettivo della ricorrenza è <strong>riportare l’attenzione sulle condizioni di inclusione sociale, vivibilità e sicurezza delle aree periferiche</strong> attraverso iniziative di rigenerazione urbana, riqualificazione e partecipazione facendo leva su stato, enti locali, soggetti della comunità educante e scuole.</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Nella Giornata nazionale, lo Stato, le regioni, le province,  le citta&#8217; metropolitane e  i  comuni  possono  promuovere  e  sostenere (&#8230;) anche in coordinamento con le associazioni degli enti locali, con gli  enti previsti dall&#8217;articolo 4 del codice del  Terzo  settore,  (&#8230;) e  con  le  istituzioni scolastiche (&#8230;)  iniziative specifiche,    manifestazioni pubbliche, cerimonie, incontri e momenti di studio e  analisi,  volti alla  sensibilizzazione  delle  istituzioni  e  dei  cittadini  sulle specificita&#8217; delle periferie urbane e sugli  interventi  necessari  a contrastare le situazioni di degrado economico, sociale, culturale  e abitativo.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2024/11/18/24G00186/SG" target="_blank">&#8211; Legge 170/2024, art. 2</a>
									            </div>
        </section>
		


<p>In questo contesto, <strong>la scuola rappresenta uno dei principali presìdi educativi e sociali delle aree periferiche</strong>. L’accesso a servizi scolastici di qualità, come il tempo pieno nella scuola primaria, può infatti contribuire a ridurre le disuguaglianze educative e a offrire maggiori opportunità a bambini e ragazzi che vivono in contesti più fragili.</p>



<p>Abbiamo analizzato il tema della questione educativa nelle periferie urbane attraverso i dati sull’accessibilità alle scuole con tempo pieno, per capire quanto questo servizio sia effettivamente diffuso e raggiungibile nelle diverse zone delle città metropolitane.</p>



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<h3 class="wp-block-heading">Scuole aperte nelle periferie, perché sono importanti</h3>



<p>Nell&#8217;ultimo rapporto <a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/12/report_2025_giovani_e_periferie_HD.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Giovani e periferie</a>, abbiamo avuto modo di approfondire come la <strong>presenza di scuole, e anche la loro apertura pomeridiana, sia uno strumento potente per migliorare la condizione nelle aree urbane.</strong></p>



<p>Può offrire un <strong>contributo decisivo nella riduzione dei divari educativi </strong>e nel contrasto della dispersione, perché consente lo svolgimento di attività educative, didattiche, formative anche al di fuori dell’orario scolastico. </p>



<p>Ma una scuola che resta aperta anche di pomeriggio è anche un&nbsp;<strong>presidio sociale sul territorio insostituibile</strong>. L&#8217;estensione dell&#8217;orario di apertura può avere un impatto che non è esclusivamente educativo: rappresenta un <strong>luogo sicuro</strong> dove poter trascorrere il tempo libero. Una <strong>funzione essenziale, soprattutto nelle periferie urbane</strong>, dove la carenza di spazi di aggregazione alternativi si fa sentire maggiormente.</p>



<p>Nel rapporto avevamo avuto modo di riscontrare come <strong>l&#8217;incidenza di studenti frequentano il tempo pieno variasse fortemente tra le città</strong>. In alcune, come Milano, Firenze, Torino e Roma, oltre l’85% degli alunni delle primarie statali frequenta scuole con il tempo pieno; mentre la quota scende al di sotto del 10% a Reggio Calabria e Palermo. Con <strong>differenze interne nelle città</strong>: a Palermo, ad esempio, a fronte di una media cittadina pari a circa il 5%, la quota supera il 30% in quartieri come Tribunali-Castellammare (47,4%) e Palazzo Reale &#8211; Monte Di Pietà (34%).</p>



<h3 class="wp-block-heading">La raggiungibilità delle scuole primarie con il tempo pieno</h3>



<p>In questo approfondimento, analizziamo un altro indicatore altrettanto rilevante,  elaborato nell&#8217;ambito delle attività di Istat per la commissione periferie di questa legislatura. Si tratta della quota di popolazione che risiede in sezioni di censimento che distano al massimo 1,5 chilometri dalla scuola primaria a tempo pieno più vicina. Un indicatore che consente di valutare la questione da un <strong>punto di vista diverso</strong>: l&#8217;accessibilità territoriale di servizi scolastici che offrono il tempo pieno.</p>


<div id="ce-piu-tempo-pieno-nelle-scuole-delle-periferie-del-centro-nord" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/scuole-con-il-tempo-pieno-piu-capillari-nelle-citta-del-centro-nord/">Scuole con il tempo pieno più capillari nelle città del centro-nord</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/scuole-con-il-tempo-pieno-piu-capillari-nelle-citta-del-centro-nord/">Percentuale di residenti che vivono vicini a scuole primarie a tempo pieno (2022/23)</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Istat per la Commissione periferie                                                                <br>(pubblicati: lunedì 16 Dicembre 2024)
                                        </p>
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                </div>

                            </div>

			


<p>La classifica sull&#8217;accessibilità alle scuole primarie a tempo pieno conferma un divario marcato tra i capoluoghi di città metropolitana italiani, lungo la <strong>faglia nord-sud</strong>. Milano e Torino si collocano in testa con percentuali vicine al 100%, seguite da vicino da Cagliari, Firenze e Bologna. In tutti questi comuni, la quota di popolazione cge vive in una sezione di censimento distante al massimo 1,5 km dalla scuola primaria a tempo più vicina supera il 95%. </p>



<p>Al contrario, molte città del mezzogiorno occupano le posizioni inferiori. <strong>La coda della classifica è interamente composta da città meridional</strong>i, in particolare Messina, Reggio Calabria e Palermo (quest&#8217;ultima a quota 44,7%). Indicando una forte disparità territoriale nella capillarità del servizio, con il nord e il centro che garantiscono un accesso quasi universale, molto meno frequente nel sud.</p>


<div id="strillo-testo-block_3d0ec717faeea5c08bbdd11d04971b74" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Spesso le aree delle città più lontane dalle scuole con tempo pieno sono anche quelle più fragili.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Parallelamente, <strong>anche nella stessa città possono convivere situazioni di accessibilità radicalmente diverse</strong>. Spesso queste si correlano con altri fattori di disagio. Ad esempio, le aree subcomunali delle città metropolitane dove è più bassa la quota di residenti vicini a scuole con il tempo pieno, sono spesso anche quelle con i valori immobiliari più bassi e  quelle con più famiglie in potenziale disagio economico. </p>



<p>Altro aspetto rilevante è come<strong>in pochi chilometri quadrati possano registrarsi divari anche molto ampi in termini di accessibilità </strong>delle scuole a tempo pieno. Lo abbiamo approfondito per le due città emerse dall&#8217;analisi precedente.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dentro le città: un focus su Milano e Palermo</h3>



<p>A Palermo, in 3 aree subcomunali (Tribunali-Castellammare, Palazzo Reale &#8211; Monte Di Pieta&#8217; e Cuba-Calatafimi) l&#8217;accessibilità della popolazione residente alle scuole primarie a tempo pieno raggiunge il 100%. Non casualmente, <strong>le prime due sono anche le zone con maggiore incidenza degli alunni delle scuole primarie a tempo pieno</strong> della città.</p>


<div id="a-palermo-ampi-divari-tra-i-quartieri-nellaccessibilita-delle-scuole-primarie-a-tempo-pieno" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/a-palermo-forti-divari-tra-i-quartieri-nellaccessibilita-delle-scuole-primarie-a-tempo-pieno/">A Palermo forti divari tra i quartieri nell&#8217;accessibilità delle scuole primarie a tempo pieno</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/a-palermo-forti-divari-tra-i-quartieri-nellaccessibilita-delle-scuole-primarie-a-tempo-pieno/">Percentuale di residenti che vivono vicini a scuole primarie a tempo pieno per area subcomunale (2022/23)</a></h3>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_306939_tab3"><p>L&#8217;indicatore mostra la percentuale di popolazione che risiede in sezioni di censimento che distano al massimo 1,5 km dalla scuola primaria a tempo pieno più vicina.</p>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Istat per la Commissione periferie                                                                <br>(pubblicati: lunedì 16 Dicembre 2024)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/06/a-palermo-forti-divari-tra-i-quartieri-nellaccessibilita-delle-scuole-primarie-a-tempo-pieno.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-306939"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                </div>

                            </div>

			


<p>Al contrario, <strong>7 zone si caratterizzano per una quota di popolazione a meno di 1,5 km dalla scuola a tempo pieno più vicina inferiore all&#8217;1%</strong>. Si tratta di Boccadifalco, Partanna Mondello, Montepellegrino, Villagrazia-Falsomiele, Borgo Nuovo, Tommaso Natale &#8211; Sferracavallo e Arenella &#8211; Vergine Maria. In queste zone, come in 14 quartieri su 25, la quota di alunni che frequentano scuole con il tempo pieno risulta pari a 0.</p>



<p><strong>A Milano, l&#8217;offerta è complessivamente omogenea sul territorio</strong>, con una media comunale molto elevata (98,7%) di accessibilità della popolazione residente alle scuole primarie a tempo pieno. In gran parte dei nuclei di identità locale la quota raggiunge il 100%, segnalando una capillarità estesa del servizio sul territorio comunale. </p>


<div id="a-milano-altissima-accessibilita-ma-valori-piu-bassi-in-alcune-periferie" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/a-milano-laccessibilita-delle-scuole-a-tempo-pieno-e-omogenea-valori-piu-bassi-in-alcune-periferie/">A Milano l&#8217;accessibilità delle scuole a tempo pieno è omogenea, valori più bassi in alcune periferie</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/a-milano-laccessibilita-delle-scuole-a-tempo-pieno-e-omogenea-valori-piu-bassi-in-alcune-periferie/">Percentuale di residenti che vivono vicini a scuole primarie a tempo pieno per area subcomunale (2022/23)</a></h3>
                                    </div>
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                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Istat per la Commissione periferie                                                                <br>(pubblicati: lunedì 16 Dicembre 2024)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-306940"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                </div>

                            </div>

			


<p><strong>Livelli inferiori al 95%</strong>, sebbene superiori al 66%, si registrano in zone come Parco Monluè &#8211; Ponte Lambro, Lambrate, Quarto Cagnino, Lorenteggio, Quarto Oggiaro, Quinto Romano, Adriano, Maggiore &#8211; Musocco.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa comporta per le politiche pubbliche</h3>



<p>La presenza e l’accessibilità delle scuole – in particolare quelle con tempo pieno – possono rappresentare una leva cruciale per migliorare le condizioni sociali ed educative delle periferie urbane.</p>


<div id="nel-contesto-italiano-occorrono-politiche-pubbliche-che-contrastino-disagio-giovanile-e-rafforzino-le-comunita-nelle-periferie-urbane" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>I margini di azione in questo senso sono ampi. <strong>Oggi l’offerta di scuole accessibili e diffuse sul territorio non è uniforme</strong>: nelle città del nord e del centro l’accesso è quasi universale (pur con differenze interne anche significative), mentre in molte città del mezzogiorno permangono forti carenze. <strong>Anche all’interno delle singole città si osservano divari importanti tra quartieri centrali e aree periferiche</strong>. In alcune zone, la popolazione residente non dispone di una scuola primaria a tempo pieno raggiungibile nel raggio di 1,5 chilometri, con conseguenze dirette sulle opportunità educative dei bambini che vivono in questi contesti.</p>



<p>In questa prospettiva,<strong> investire nell’apertura e nella capillarità delle scuole nelle aree periferiche</strong> significa intervenire contemporaneamente su più fronti: riduzione delle disuguaglianze educative, contrasto alla <strong>dispersione scolastica</strong>, <strong>contrasto del disagio giovanile</strong>, <strong>rafforzamento della comunità educante</strong>, e miglioramento della <strong>qualità della vita</strong> nei quartieri. Le politiche di rigenerazione urbana e di sviluppo delle periferie dovrebbero quindi considerare la scuola come una vera infrastruttura sociale strategica, da rendere accessibile e pienamente funzionante in tutti i territori.</p>



<p>Rafforzare la presenza delle scuole e garantire la possibilità di frequentare il tempo pieno anche nelle aree più marginali <strong>non è soltanto una misura educativa, ma un investimento strutturale per rendere le periferie più inclusive, vivibili e sicure</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, città per città</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_23_accesso_scuole_periferie/bari.xls" target="_blank" rel="noopener">Bari</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_23_accesso_scuole_periferie/bologna.xls" target="_blank" rel="noopener">Bologna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_23_accesso_scuole_periferie/cagliari.xls" target="_blank" rel="noopener">Cagliari</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_23_accesso_scuole_periferie/catania.xls" target="_blank" rel="noopener">Catania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_23_accesso_scuole_periferie/firenze.xls" target="_blank" rel="noopener">Firenze</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_23_accesso_scuole_periferie/genova.xls" target="_blank" rel="noopener">Genova</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_23_accesso_scuole_periferie/messina.xls" target="_blank" rel="noopener">Messina</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_23_accesso_scuole_periferie/milano.xls" target="_blank" rel="noopener">Milano</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_23_accesso_scuole_periferie/napoli.xls" target="_blank" rel="noopener">Napoli</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_23_accesso_scuole_periferie/palermo.xls" target="_blank" rel="noopener">Palermo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_23_accesso_scuole_periferie/reggio_calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Reggio Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_23_accesso_scuole_periferie/roma.xls" target="_blank" rel="noopener">Roma</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_23_accesso_scuole_periferie/torino.xls" target="_blank" rel="noopener">Torino</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_23_accesso_scuole_periferie/venezia.xls" target="_blank" rel="noopener">Venezia</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/cosa/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione.</p>



<p>Foto: <a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Scuola_Elementare_Ariberto.jpg">Wikimedia</a> (<a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/Commons:Reusing_content_outside_Wikimedia">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-questione-educativa-nelle-periferie/">Perché nelle periferie il tempo pieno nelle scuole è importante</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>In Italia il numero di nati è al minimo storico</title>
		<link>https://www.openpolis.it/in-italia-il-numero-di-nati-e-al-minimo-storico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 07:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=306838</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il numero di medio di figli per donna è sceso a 1,14, il minimo storico degli ultimi 30 anni, ben lontano dalla soglia di ricambio generazionale. Scenario, possibili soluzione e un'analisi della natalità, comune per comune.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/in-italia-il-numero-di-nati-e-al-minimo-storico/">In Italia il numero di nati è al minimo storico</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>In Italia, quello che viene definito come &#8220;inverno demografico&#8221; è diventato un fenomeno strutturale. Come avevamo già osservato in <a href="https://www.openpolis.it/in-italia-continuano-a-diminuire-le-nascite/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">precedenti approfondimenti</a>, e come del resto emerge anche dalle ultime rilevazioni di Istat sul tema, <strong>il calo delle nascite non accenna a interrompersi</strong>. Secondo i <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2026/03/Report_Indicatori-demografici_Anno-2025.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dati</a> dell&#8217;istituto, ancora provvisori infatti, nel 2025 i nuovi nati sono stati circa 355mila, 6 ogni mille abitanti.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">-3,9% </span>il calo delle nascite rispetto al 2024 (dato provvisorio).</p>
</section>
</p>
<p>Allargando lo sguardo agli ultimi 17 anni, rispetto al picco di nascite registrato nel 2008, la contrazione complessiva risulta pari al <strong>38,4%</strong>.</p>
</p>
<p>Tali dinamiche hanno diverse motivazioni. La prima è di natura strutturale: <strong>le persone in età fertile sono molte meno rispetto al passato</strong>. La popolazione femminile tra i 15 e i 49 anni (considerata convenzionalmente come la fascia d&#8217;età riproduttiva) è scesa da 14,3 milioni nel 1995 a 11,4 milioni nel 2025. A ciò si aggiunge una <strong>minore propensione da parte delle giovani coppie ad avere figli</strong>. </p>
</p>
<p>Una tendenza influenzata da diversi fattori, che non può essere semplicisticamente ricondotta a un&#8217;unica causa. Tra questi tuttavia può incidere in maniera significativa la <strong>mancanza di supporti adeguati alla genitorialità</strong>. Un recente <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/09/IWP-2-2024.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">studio di Istat</a> ad esempio ha approfondito il contributo alla natalità della presenza di asili nido e servizi rivolti alla cura della prima infanzia, mostrando che <strong>un incremento sostanziale della disponibilità di servizi possa avere un effetto positivo</strong> e statisticamente significativo sull&#8217;andamento delle nascite. Anche se l&#8217;effetto causale riscontrato dalla ricerca è quello di un rallentamento del calo delle nascite piuttosto che di un incremento assoluto, si tratta di un elemento su cui riflettere nella definizione delle politiche pubbliche su questi temi.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">I nuovi dati sulla natalità in Italia</h3>
</p>
<p>Alcune recenti <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2026/03/Report_Indicatori-demografici_Anno-2025.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pubblicazioni</a> dell&#8217;istituto di statistica analizzano l&#8217;inverno demografico concentrandosi non solo sul dato riguardante i <strong>nuovi nati</strong> ma anche sul <strong>tasso di natalità</strong> e quello di <strong>fecondità</strong>.</p>
</p>
<p>Per quanto riguarda il primo aspetto, come già detto, nel 2025 si sono registrati in totale <strong>circa 355mila nuovi nati, in diminuzione del 3,9% rispetto all’anno precedente (circa 15mila in meno)</strong>. Se si confronta questo dato con il picco del 2008, quando i nati erano stati oltre 576mila, <strong>la perdita complessiva è di circa 221mila nascite</strong>. Un declino che si riflette anche nel <strong>tasso di natalità</strong>, vale a dire il numero di nuovi nati ogni mille abitanti. Questo indicatore è infatti passato da 9,7 neonati ogni mille residenti fatto registrare nel 2008 ai <strong>6 per mille del 2025</strong>.</p>
</p>
<p><div id="il-numero-medio-di-figli-per-donna-e-sceso-a-114-si-tratta-del-minimo-storico-dal-1995" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2024-meno-di-370mila-i-nuovi-nati/">Nel 2025 meno di 360mila i nuovi nati</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2024-meno-di-370mila-i-nuovi-nati/">Numero di bambini nati vivi, tasso di natalità e tasso di fecondità per gli anni 2008, 2018 e 2025</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_306825_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_306825_tab3"></p>
<p>I dati relativi al 2025 sono provvisori.</p>
<p><span data-path-to-node="11,1,0,0">Il <strong>tasso di natalità</strong> indica il numero di nuovi nati</span><span data-path-to-node="11,1,0,2"><span class="citation-54"> ogni mille abitanti</span></span><span data-path-to-node="11,1,0,4">. Il <strong>tasso di fecondità</strong> misura il numero medio di figli che una donna avrebbe se seguisse i tassi di fecondità per età registrati nell&#8217;anno di riferimento. <span style="font-weight: 400">In altre parole, è il numero medio di figli per donna nella sua età feconda, considerata tra i 15 e 49 anni.</span></span></p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Istat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: martedì 21 Ottobre 2025)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/nel-2024-meno-di-370mila-i-nuovi-nati.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-306825"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-306825" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<div id="strillo-testo-block_3c3a1db27c4f63440c1b681f54f0badb" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Per l&#8217;Istat la fecondità è ai minimi storici.</p>
</section></div>
</p>
<p>Oltre alla già citata diminuzione delle potenziali madri, assistiamo anche a un calo del <strong>tasso di fecondità</strong>. Nel 2025 infatti, il numero medio di figli per donna è sceso a <strong>1,14</strong>. Questo valore rappresenta il <strong>nuovo minimo storico</strong>, dopo che già nel 2024 si era già raggiunto un picco negativo (1,18). Il precedente minimo, pari a 1,19 figli per ogni donna, risaliva al lontano 1995. L&#8217;Istat sottolinea come siamo ormai lontanissimi dalla <strong>soglia di ricambio generazionale di 2,1 figli per donna</strong>. L&#8217;ultima generazione di donne a garantire tale soglia è stata quella delle nate nel 1947. Un dato paradossale, se si considera che le indagini sono generalmente convergenti nell&#8217;indicare in due il numero di figli desiderato dalle persone.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Varie ricerche, incluse quelle che considerano il caso italiano, dimostrano, infatti, come gli individui dichiarano di desiderare più figli (di solito circa 2) di quanti ne realizzino effettivamente (Beaujouan e Berghammer 2019). Da ciò derivano alcune riflessioni. Il livello basso e molto basso di fecondità non è semplicemente una scelta esplicita da parte delle coppie giovani.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/09/IWP-2-2024.pdf" target="_blank">&#8211; Istat, L’impatto dell’espansione dei servizi educativi per la prima infanzia sull’andamento della natalità in Italia (2024)</a>
									            </div>
</section>
<p><div id="il-622-delle-persone-dichiara-di-aver-dovuto-rinunciare-alla-genitorialita-a-causa-delle-difficolta-incontrate" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Perché si fanno meno figli</h3>
</p>
<p>Riuscire a intervenire su fenomeni strutturali come la diminuzione delle potenziali madri è piuttosto complesso. Dove invece le politiche pubbliche possono riuscire ad avere un impatto, anche nel medio termine, è su altre contingenze. <strong>Ad esempio sugli aspetti economici o sulla mancanza di strutture di supporto, che scoraggiano a fare figli anche chi invece vorrebbe averne</strong>. Da questo punto di vista, analizzare i desideri delle persone è fondamentale per comprendere il fenomeno.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>I fattori che contribuiscono alla contrazione della natalità sono molteplici: l’allungarsi dei tempi di formazione, le condizioni di precarietà del lavoro giovanile e la difficoltà di accedere al mercato delle abitazioni, che tendono a posticipare l’uscita dal nucleo familiare di origine, a cui si può affiancare la scelta di rinunciare alla genitorialità o di posticiparla.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/10/Natalita-e-fecondita-della-popolazione-residente_Anno-2024.pdf" target="_blank">&#8211; Istat, Natalità e fecondità nella popolazione residente (ottobre 2025)</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>Una recente pubblicazione di Istat ha approfondito le <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/intenzioni-di-fecondita/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">intenzioni di fecondità della popolazione</a>. Secondo l&#8217;analisi dell&#8217;istituto, nel 2024 solo il 21,2% degli under 50 intendeva avere un figlio nei successivi tre anni. Nel 2003 questa quota era del 25%. Questo significa che <strong>oltre 10,5 milioni di persone in età feconda non intendono avere figli o non vogliono averne altri</strong>. Tale scelta però in diversi casi appare più subita che voluta.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">62,2% </span>i soggetti che dichiarano di aver dovuto rinunciare alla genitorialità a causa delle difficoltà incontrate nel perseguire i propri progetti riproduttivi.</p>
</section>
</p>
<p>Le <strong>motivazioni economiche</strong> rappresentano il primo grande scoglio, segnalate da circa un terzo delle persone che hanno riferito ostacoli nel realizzare i propri desideri. Questa preoccupazione è particolarmente sentita dagli <strong>uomini tra i 25 e i 34 anni</strong>. Al fattore economico si affiancano le <strong>criticità legate al mondo del lavoro</strong>. Circa il 9,4% del campione ritiene di non disporre di condizioni lavorative adeguate per accogliere un figlio. Questo dato è strettamente connesso alla percezione di instabilità: <strong>quasi un quarto delle donne tra i 25 e i 34 anni dichiara di non avere garanzie sufficienti per intraprendere il percorso della maternità</strong>.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_e684e6e59d59e5bf808928364892390e" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>La necessità di accudire parenti anziani può scoraggiare le giovani generazioni dal perseguire i progetti familiari.</p>
</section></div>
</p>
<p>Un ulteriore elemento di freno è rappresentato dai <strong>fattori biologici e anagrafici</strong>. Poco meno di un quinto degli intervistati indica l&#8217;età come motivo principale della mancata realizzazione dei propri desiderata, un problema che riguarda la metà delle persone (51,7% tra le donne) nella fascia tra i 45 e i 49 anni. Infine, pesano in modo significativo i <strong>nuovi carichi di cura</strong> che gravano sulle generazioni attuali. L&#8217;11,5% delle persone in età feconda dichiara di dover rinunciare alla genitorialità perché impegnato nell&#8217;assistenza ai propri genitori anziani. Questo fenomeno è particolarmente evidente tra i 45-49enni, dove la quota di chi si prende cura dei genitori raggiunge il 17,9%.</p>
</p>
<p><div id="le-priorita-per-invertire-la-rotta-devono-contemplare-sostegno-economico-servizi-per-linfanzia-e-agevolazioni-abitative" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Verso politiche pubbliche integrate</h3>
</p>
<p>Il declino delle nascite non riguarda quindi solo la demografia, ma interroga il futuro del welfare e dei servizi per l&#8217;infanzia. Dalle rilevazioni di Istat infatti emergono chiaramente quali sono le priorità per invertire la rotta: <strong>sostegno economico</strong> (28,5%), <strong>potenziamento dei servizi per l&#8217;infanzia</strong> (26,1%) e <strong>agevolazioni abitative</strong> (23,1%).</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_6ae12385b762087b4d71036110673c9d" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Il potenziamento dei servizi per l&#8217;infanzia può contribuire alla genitorialità.</p>
</section></div>
</p>
<p>Uno degli aspetti critici che emergono dalle rilevazioni quindi è anche quello relativo alla <strong>presenza e disponibilità di posti in asilo nido</strong>. Come abbiamo <a href="https://www.openpolis.it/il-legame-tra-offerta-di-nidi-e-occupazione-femminile/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">raccontato in passato</a> infatti è proprio dove queste strutture mancano che le madri incontrano maggiori difficoltà a rimanere nel mercato del lavoro.</p>
</p>
<p>Senza interventi strutturali e integrati che facilitino la conciliazione tra vita e lavoro e che garantiscano stabilità economica ai giovani, difficilmente si potrà invertire la tendenza.</p>
</p>
<p><div id="nel-2022-catania-e-stato-il-comune-capoluogo-con-il-piu-alto-tasso-di-natalita" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">La natalità nei territori</h3>
</p>
<p>Finora ci siamo concentrati su analisi di carattere generale. Tuttavia per poter intervenire con politiche mirate e adeguate alle esigenze dei diversi territori è fondamentale avere <strong>dati con granularità almeno comunale</strong>. In questo senso, i <a href="https://www.istat.it/statistica-sperimentale/aggiornamento-degli-indicatori-del-sistema-informativo-a-misura-di-comune/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dati</a> più recenti con questa disgregazione fanno rifermento al 2022.</p>
</p>
<p>In quell&#8217;anno, il tasso di natalità nazionale era di 6,7 nati ogni mille abitanti. Logicamente, mentre nei grandi centri urbani il tasso di natalità risulta più stabile grazie all’ampia base della popolazione residente, nei piccoli comuni l’indicatore è soggetto a una maggiore volatilità statistica, dove anche poche nascite possono determinare variazioni percentuali molto marcate. Per questo è interessante andare a vedere cosa succede nelle principali città. </p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tasso-di-natalita-in-diminuzione-in-quasi-6mila-comuni/">Tasso di natalità in diminuzione in quasi 6mila comuni</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tasso-di-natalita-in-diminuzione-in-quasi-6mila-comuni/">Il tasso di natalità comune per comune (2022)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_306832_tab3"></p>
<p><span data-path-to-node="11,1,0,0">Il tasso di natalità indica il numero di nuovi nati</span><span data-path-to-node="11,1,0,2"><span class="citation-54"> ogni mille abitanti</span></span><span data-path-to-node="11,1,0,4">. A partire dai dati del 2018 il bilancio della popolazione residente tiene conto dei risultati del Censimento permanente della popolazione. I dati relativi agli anni 2014-2018 sono consultabili nella sezione &#8220;Popolazione Intercensuaria&#8221;. La configurazione territoriale e amministrativa utilizzata, relativa ai comuni e alle unità territoriali sovracomunali, fa riferimento alla data del 31 dicembre 2022. A questa data, il numero dei comuni era pari a 7904. Negli anni il numero dei comuni può modificarsi sia per la costituzione di nuovi enti, prevalentemente per la fusione di comuni già esistenti e conseguentemente soppressi, sia perché alcuni sono inglobati in altri che non cambiano nome. </span></p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i bambini su dati Istat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: lunedì 11 Novembre 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/tasso-di-natalita-in-diminuzione-in-quasi-6mila-comuni.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-306832"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-306832" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/tasso-di-natalita-in-diminuzione-in-quasi-6mila-comuni/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Se si prendono in considerazione i comuni capoluogo, notiamo che in 32 centri il tasso di natalità è superiore alla media. I valori più alti si registrano al sud. A <strong>Catania</strong> il tasso di natalità nel 2022 è stato di 8,5 nuovi nati ogni mille abitanti. Seguono <strong>Andria</strong> e <strong>Palermo</strong> (8) e <strong>Crotone</strong>, <strong>Bolzano</strong>, <strong>Reggio Emilia</strong> e <strong>Piacenza</strong> (7,8). Da notare anche il dato sopra la media di <strong>Napoli</strong> (7,7). Viceversa, valori particolarmente bassi si registravano in Sardegna. A <strong>Nuoro</strong>, <strong>Carbonia</strong> e <strong>Oristano</strong> c&#8217;era un tasso di 4 neonati ogni mille residenti, a <strong>Cagliari</strong> di poco superiore (4,5).</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/abruzzo.xls">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/basilicata.xls">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/calabria.xls">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/campania.xls">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/emilia_romagna.xls">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/Fvg.xls">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/Lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/Liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/Lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/Marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/Molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/Piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/Puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/Sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/Sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/Toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/Taa.xls">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/Umbria.xls">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/Vda.xls">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/Veneto.xls">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/totale_nazionale.xls">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da Openpolis con l’impresa sociale Con i bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;data journalism&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati relativi al tasso di natalità nei comuni sono di fonte Istat.</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/una-donna-incinta-che-tiene-una-macchina-fotografica-tra-le-mani-pqfyq0Iur-U">Raymart Arniño</a> (<a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/in-italia-il-numero-di-nati-e-al-minimo-storico/">In Italia il numero di nati è al minimo storico</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Asili nido, obiettivo 33% più vicino ma restano i divari</title>
		<link>https://www.openpolis.it/asili-nido-obiettivo-33-piu-vicino-ma-restano-i-divari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 08:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=306337</guid>

					<description><![CDATA[<p>I posti in asili nido e servizi prima infanzia in Italia sono saliti a 31,6 ogni 100 bambini, secondo gli ultimi dati. A poco più di un punto dal target del 33%, stabilito in sede Ue e integrato nelle norme nazionali, ma le distanze tra territori sono ancora molto ampie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/asili-nido-obiettivo-33-piu-vicino-ma-restano-i-divari/">Asili nido, obiettivo 33% più vicino ma restano i divari</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cresce l’offerta di posti in asili nido pubblici in Italia. Secondo l’ultima rilevazione (relativa all&#8217;anno educativo 2023/24), infatti, sono 31,6 i posti ogni 100 bambini sotto i 3 anni. <strong>In avvicinamento al 33%</strong> stabilito nel 2002 dal consiglio europeo di Barcellona come obiettivo Ue e successivamente integrato nella normativa nazionale.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Lo Stato promuove (…) il progressivo consolidamento, ampliamento, nonché l’accessibilità dei servizi educativi per l’infanzia, anche attraverso un loro riequilibrio territoriale, con l’obiettivo tendenziale di raggiungere almeno il 33 per cento di copertura della popolazione sotto i tre anni di età a livello nazionale</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/05/16/17G00073/sg" target="_blank">&#8211; Dlgs 65/2017</a>
									            </div>
</section>
<p>Manca quindi poco più di un punto all&#8217;obiettivo del 33%, stabilito in sede europea nei primi anni 2000 e integrato nella normativa nazionale dal decreto legislativo 65/2017. Tuttavia <strong>resta ancora lontano il target da raggiungere previsto dalle istituzioni europee per il 2030</strong>. Durante la pandemia, nell’ottica di potenziare l’educazione pre-scolare, le istituzioni europee hanno infatti stabilito una nuova raccomandazione per arrivare al 45% (commisurata rispetto alla situazione di partenza del paese).</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Si raccomanda agli Stati membri di fornire servizi (&#8230;) provvedendo a che entro il 2030 almeno il 45% dei bambini di età inferiore ai tre anni partecipi all&#8217;ECEC [Early childhood education and care, ndr]</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-14785-2022-INIT/it/pdf" target="_blank">&#8211; Raccomandazione del Consiglio in materia di educazione e cura della prima infanzia: obiettivi di Barcellona per il 2030</a>
									            </div>
</section>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
<div id="316-posti-nei-servizi-prima-infanzia-ogni-100-bambini-nel-2023-24-in-progressivo-aumento-rispetto-ai-30-del-2022-e-ai-28-del-2021" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Negli anni<strong> l&#8217;offerta di asili nido e servizi per la prima infanzia è aumentata progressivamente</strong>. Ancora nel 2021 i posti disponibili, nell&#8217;offerta pubblica e privata, erano 28 ogni 100 bambini. La quota è cresciuta a 30 nell&#8217;anno successivo e al 31,6 attuale.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/manca-poco-piu-di-un-punto-al-raggiungimento-dellobiettivo-33-sugli-asili-nido/">Manca poco più di un punto al raggiungimento dell&#8217;obiettivo 33% sugli asili nido</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/manca-poco-piu-di-un-punto-al-raggiungimento-dellobiettivo-33-sugli-asili-nido/">Numero di posti disponibili in asili nido e servizi prima infanzia per 100 residenti tra 0 e 2 anni (a.e. 2013/14-2023/24)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i bambini su dati Istat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: martedì 3 Febbraio 2026)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/manca-poco-piu-di-un-punto-al-raggiungimento-dellobiettivo-33-sugli-asili-nido.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-306356"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-306356" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>In termini assoluti, <strong>nel 2023 si sono raggiunti 378.496 posti autorizzati</strong> nei servizi per la prima infanzia. Oltre dodicimila posti in più dell&#8217;anno precedente, con un aumento del 3,4%.</p>
<p><strong>Sul rapporto posti-minori incide quindi sia la crescita dei primi, al numeratore, ma purtroppo anche il drastico calo dei secondi</strong>. Da alcuni anni, <a href="https://www.openpolis.it/in-italia-continuano-a-diminuire-le-nascite/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">come abbiamo avuto modo di raccontare</a>, <strong>ogni anno segna un nuovo record minimo storico in termini di nascite</strong>.</p>
<div id="continua-la-crescita-dei-posti-ma-pesa-anche-il-calo-delle-nascite" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Nel 2023, anno di riferimento dei dati, sono stati 379.890 i nuovi nati in Italia. In calo rispetto ai 400mila del 2021. <strong>Il dato consolidato per il 2024 parla di 369.944 nascite</strong>. Molto lontani dal picco più recente, raggiunto nel 2008 (576.659). </p>
<p>Da allora, complici fattori socio-economici e demografici (la struttura della popolazione in età fertile), il calo di nascite è stato costante, anno per anno. Contribuendo di fatto al miglioramento dell&#8217;indicatore.</p>
<div id="13-le-regioni-al-di-sopra-del-33-erano-6-nel-2021" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Il confronto tra le regioni</h3>
<p>Un dato incoraggiante è che <strong>salgono a 13 le regioni al di sopra del target del 33%</strong>. Erano 11 nel 2022, 6 nel 2021. Un aumento complessivo che riguarda anche gli ultimi posti della classifica, come Campania e Sicilia che superano per la prima volta quota 15%.</p>
<p>Tuttavia, <strong>già a un livello regionale si nota come &#8211; pur nel miglioramento complessivo &#8211; restino ampie le distanze interne</strong>. Con alcune aree del paese che hanno già raggiunto, o stanno per raggiungere, il nuovo target del 45%. E altre ben lontane da questa soglia.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2023-13-regioni-si-attestano-sopra-la-soglia-del-33-sui-nidi/">Nel 2023 13 regioni si attestano sopra la soglia del 33% sui nidi</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2023-13-regioni-si-attestano-sopra-la-soglia-del-33-sui-nidi/">Numero di posti disponibili in asili nido e servizi prima infanzia per 100 residenti tra 0 e 2 anni (2023/24)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_306360_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_306360_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i bambini su dati Istat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: martedì 3 Febbraio 2026)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/nel-2023-13-regioni-si-attestano-sopra-la-soglia-del-33-sui-nidi.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-306360"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-306360" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p><strong>Guida la classifica l&#8217;Umbria, con quasi un posto ogni 2 minori (48,4%)</strong>. Sopra la soglia del 40% anche Emilia-Romagna, Valle d&#8217;Aosta, Toscana e Friuli-Venezia Giulia; poco sotto Lazio, Sardegna e Lombardia.</p>
<p>È rilevante osservare come, pur negli incrementi degli ultimi anni, nelle ultime posizioni restino tutte importanti regioni del mezzogiorno, come Campania (15,4%), Sicilia (15,5%) e Calabria (17,2%). Segno di un <strong>divario strutturale che permane, ancora più visibile sui singoli territori</strong>.</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;offerta di asili nido e servizi prima infanzia sul territorio</h3>
<p>In <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/lofferta-di-asili-nido-in-italia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">precedenti approfondimenti dell&#8217;osservatorio</a> abbiamo evidenziato come l’offerta di asili nido e servizi per la prima infanzia nel nostro Paese sia attraversata da <strong>due principali fratture</strong>.</p>
<p>La prima, chiaramente visibile già a livello regionale, riguarda il divario tra <strong>centro-nord e mezzogiorno</strong>. La seconda, che emerge solo analizzando i dati almeno su scala comunale, è quella che separa le <strong>grandi città dalle aree interne</strong>.</p>
<div id="387-i-posti-ogni-100-bambini-nei-comuni-polo-245-nelle-aree-interne" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p><strong>Nei comuni polo, baricentrici in termini di servizi, si registrano quasi 40 posti ogni 100 bambini</strong> con meno di 3 anni (38,7%). La quota scende di circa dieci punti (29% circa) in comuni di cintura, gli hinterland delle città principali. <strong>Nelle aree interne scende ulteriormente, con una media di circa 24,5 posti per 100 minori</strong>.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/asili-nido-resta-la-spaccatura-tra-nord-e-sud-e-tra-centri-e-aree-interne/">Asili nido, resta la spaccatura tra nord e sud e tra centri e aree interne</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/asili-nido-resta-la-spaccatura-tra-nord-e-sud-e-tra-centri-e-aree-interne/">Posti in asili nido e servizi prima infanzia per 100 residenti 0-2 anni nei comuni italiani (2023/24)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_306340_tab1" role="tab" aria-controls="chart_306340_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_306340_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_306340_tab1"><br />
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<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/asili-nido-resta-la-spaccatura-tra-nord-e-sud-e-tra-centri-e-aree-interne/">Asili nido, resta la spaccatura tra nord e sud e tra centri e aree interne &#8211; Posti in asili nido e servizi prima infanzia per 100 residenti 0-2 anni nei comuni italiani (2023/24)</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i bambini su dati Istat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: martedì 3 Febbraio 2026)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/asili-nido-resta-la-spaccatura-tra-nord-e-sud-e-tra-centri-e-aree-interne.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-306340"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-306340" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/asili-nido-resta-la-spaccatura-tra-nord-e-sud-e-tra-centri-e-aree-interne/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p><strong>Con differenze anche rispetto al tipo di comune di area interna</strong>. I comuni intermedi, situati a quasi mezz&#8217;ora dalla città polo più vicina, vedono un&#8217;offerta di 24,9 posti per 100 minori. La quota scende al 24,5% nei comuni periferici e al 20,4% in quelli ultraperiferici, a oltre un&#8217;ora dai poli.</p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		Le aree interne sono i territori del paese più distanti dai servizi essenziali (quali istruzione, salute, mobilità). Parliamo di circa 4.000 comuni, con 13 milioni di abitanti, a forte rischio spopolamento (in particolare per i giovani), e dove la qualità dell&#039;offerta educativa risulta spesso compromessa.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-le-aree-interne/"><br />
                &#8220;Che cosa sono le aree interne&#8221;</a></span></p></div>
</section>
<p>Divari si registrano però anche tra le città. Prendendo in considerazione i capoluoghi, la quota supera i 60 posti ogni 100 bambini a Nuoro, Sassari, Siena e Ferrara e Carbonia. <strong>Sono 25 i capoluoghi di provincia dove l&#8217;offerta raggiunge o supera i 50 posti ogni 100 bambini</strong>; con l&#8217;eccezione dei 3 comuni sardi appena citati, si trovano tutti nel centro-nord del paese.</p>
<p>Al contrario, si trovano tutte nel mezzogiorno le 6 città capoluogo con meno di 15 posti ogni 100 bambini, come Barletta, Messina, Isernia, Ragusa, Andria e Catania.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/emilia_romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/friuli_venezia_giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/trentino_alto_adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/valle_daosta.xls" target="_blank" rel="noopener">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/totale_generale.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div></div>
</section>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/cosa/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione.</p>
<p>Foto: <a href="https://mockuptree.com/free/woman-macbook-mockup/" type="link" id="https://mockuptree.com/free/woman-macbook-mockup/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pexels</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/asili-nido-obiettivo-33-piu-vicino-ma-restano-i-divari/">Asili nido, obiettivo 33% più vicino ma restano i divari</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I divari territoriali nelle strutture sportive scolastiche</title>
		<link>https://www.openpolis.it/i-divari-territoriali-nelle-strutture-sportive-scolastiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 07:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=306438</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lo sport dentro e fuori il tempo scolastico è fondamentale per il benessere psico-fisico sia individuale che collettivo. Ma nella pratica dei minori ci sono forti divari sia rispetto al contesto sociale delle famiglie di appartenenza che tra nord e sud del paese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-divari-territoriali-nelle-strutture-sportive-scolastiche/">I divari territoriali nelle strutture sportive scolastiche</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Lo sport è universalmente riconosciuto come uno strumento fondamentale per lo <strong>sviluppo fisico, la socializzazione e l&#8217;apprendimento di valori come il rispetto delle regole e il gioco di squadra</strong>, <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/la-pratica-sportiva-tra-bambini-e-ragazzi/">come abbiamo avuto modo di approfondire in passato</a>. Eppure, in Italia, il diritto alla pratica sportiva per i giovanissimi è tutt&#8217;altro che garantito in modo equo.</p>
</p>
<p>Un recente <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/12/Giovanissimi-e-tempo-libero_Anno-2023.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rapporto dell&#8217;istituto nazionale di statistica</a> ha messo in luce come <strong>oltre il 60% dei giovanissimi pratichi sport</strong> al di fuori dell’orario scolastico, soprattutto il calcio tra i ragazzi, la palestra tra le ragazze.</p>
</p>
<p><div id="645-dei-giovani-tra-gli-11-e-i-19-anni-pratica-sport-in-orario-extrascolastico-ma-laccesso-cambia-molto-a-seconda-della-condizione-di-partenza" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Tuttavia, sebbene il 64,5% dei ragazzi tra gli 11 e i 19 anni pratichi un&#8217;attività sportiva al di fuori dell&#8217;orario scolastico, questa <strong>media nasconde profonde disuguaglianze</strong> dettate dal <strong>genere</strong>, dalla <strong>cittadinanza</strong> e dal <strong>contesto sociale</strong> di provenienza.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le disuguaglianze nell&#8217;attività sportiva fuori da scuola</h3>
</p>
<p>I dati dell&#8217;ultima indagine Istat, pubblicata nel dicembre scorso, restituiscono la fotografia di un paese in cui <strong>l&#8217;accesso allo sport in ambito extrascolastico è un&#8217;opportunità che resta fortemente condizionata dalle possibilità familiari</strong>. Il background socio-culturale, misurato attraverso il titolo di studio dei genitori, traccia un confine netto: <strong>più del 75% dei figli di laureati pratica regolarmente sport</strong>, ma la quota scende nelle famiglie con livelli di istruzione inferiori. Nello specifico, <strong>questa barriera sociale si intreccia con il divario di genere, aggravandolo</strong>.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">7 su 10 </span>le ragazze con genitori laureati che praticano sport nel tempo libero. Tra le figlie di non diplomati la quota scende a 3 su 10.</p>
</section>
</p>
<p>Complessivamente, <strong>i maschi praticano sport con maggiore frequenza delle femmine (73,5% contro 55%)</strong> e le ragazze, superati i 13 anni, fanno attività sportiva in meno di un caso su due. Tuttavia, <strong>uno dei dati più rilevanti emerge dall&#8217;incrocio tra genere ed estrazione sociale</strong>: mentre sette figlie di laureati su dieci possono accedere alla pratica sportiva fuori da scuola, solo tre su dieci ci riescono se i genitori non possiedono un diploma superiore.</p>
</p>
<p><strong>A rimanere ai margini sono spesso anche i giovanissimi di cittadinanza straniera</strong>, per i quali l&#8217;attività sportiva è molto meno frequente. Meno della metà dei ragazzi stranieri (47,3%) fa sport, con un calo drastico per le <strong>ragazze con cittadinanza non italiana, che lo praticano solo in un caso su tre</strong>. Per alcune comunità, l&#8217;esclusione appare ancora più marcata: tra le ragazze di origine cinese e marocchina, solo una su quattro ha accesso a un&#8217;attività sportiva.</p>
</p>
<p>In un contesto in cui le famiglie non sempre riescono – per limiti economici, culturali o sociali – a garantire ai minori l&#8217;accesso alla pratica sportiva nel tempo libero, <strong>la scuola rimane un presidio fondamentale per il diritto al movimento e alla salute</strong>.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Quante scuole hanno una palestra o una piscina</h3>
</p>
<p>È in questo senso che la dotazione infrastrutturale delle scuole, con la presenza di strutture sportive, cessa di essere un semplice dettaglio architettonico. L&#8217;assenza della palestra a scuola, ovviamente, <strong>da sola non significa in automatico un problema, potendo utilizzare per l&#8217;educazione fisica altri istituti o impianti sportivi del territorio, magari limitrofi</strong>. Ma è comunque un&#8217;indicazione rispetto alla dotazione infrastrutturale delle scuole sul territorio, rispetto alla necessità di fare sport.</p>
</p>
<p>Quante scuole italiane hanno dotazioni di questo tipo? Per comprenderlo, possiamo avvalerci degli open data del ministero dell&#8217;istruzione; sono gli stessi enti proprietari degli edifici scolastici statali a indicare la presenza di dotazioni in questo senso, come una palestra o una piscina. </p>
</p>
<p>In Italia, <strong>su circa 40mila edifici scolastici statali, sono 15.067 quelli per cui è segnalata la presenza di una palestra o di una piscina (38,3%)</strong>. Per 24mila non è dichiarata la presenza di tali dotazioni, mentre per 271 l&#8217;informazione non è censita. </p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">38,3% </span>gli edifici scolastici statali con palestra o piscina in Italia.</p>
</section>
</p>
<p>Analizzando i dati nel dettaglio, il quadro cambia molto tra i diversi territori. </p>
</p>
<p><div id="537-gli-edifici-scolastici-con-palestra-o-piscina-in-liguria-in-calabria-sono-il-218" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>La <strong>Liguria è la regione con l&#8217;incidenza più elevata</strong>: il 53,7% dei suoi edifici scolastici statali è dotato di palestra o piscina. A seguire, la Puglia e la Lombardia mostrano percentuali di poco inferiori, rispettivamente con il 49,2% e il 48,8% degli edifici attrezzati. In queste regioni quasi un edificio su due risulta attrezzato per fare sport a scuola.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-calabria-circa-un-edificio-scolastico-su-5-ha-la-palestra/">In Calabria circa un edificio scolastico su 5 ha la palestra</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-calabria-circa-un-edificio-scolastico-su-5-ha-la-palestra/">Percentuale di edifici scolastici statali dotati di palestra e/o piscina per regione (a.s. 2024/25)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_306444_tab1" role="tab" aria-controls="chart_306444_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_306444_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/in-calabria-circa-un-edificio-scolastico-su-5-ha-la-palestra/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/03/in-calabria-circa-un-edificio-scolastico-su-5-ha-la-palestra.png" placeholder ></amp-img></p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Mim                                                                <br />(ultimo aggiornamento: mercoledì 6 Agosto 2025)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
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<div>
<p><label for="embed-chart-306444"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-306444" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Al contrario, in coda alla classifica troviamo la <strong>Calabria</strong>, con la percentuale più bassa di edifici scolastici statali per cui è dichiarata la presenza di palestra o piscina (21,8%), seguita dall&#8217;<strong>Umbria</strong> (23,7%). In queste regioni, le strutture sportive sono presenti in meno di un edificio scolastico su quattro. Ciò ovviamente non significa che gli alunni che frequentano queste scuole non abbiano accesso alla palestra, in altri istituti o in impianti sportivi della zona. Ma è comunque un&#8217;indicazione rispetto alla dotazione infrastrutturale delle scuole sul territorio.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">I divari nell&#8217;offerta di palestre scolastiche sul territorio</h3>
</p>
<p>L&#8217;analisi rispetto alla classificazione dei comuni per area interna rivela una <strong>correlazione tra centralità territoriale e dotazione infrastrutturale</strong>.</p>
</p>
<p><div id="nelle-citta-polo-oltre-il-40-degli-edifici-ha-la-palestra-nelle-aree-interne-poco-piu-di-uno-su-3" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>I comuni polo, baricentrici in termini di servizi, registrano la <strong>percentuale di copertura più alta, superiore al 42%</strong>. Tale concentrazione appare coerente con il ruolo di centri di servizi svolto da queste aree.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nelle-citta-polo-oltre-il-40-degli-edifici-ha-la-palestra-nelle-aree-interne-poco-piu-di-uno-su-3/">Nelle città polo oltre il 40% degli edifici ha la palestra, nelle aree interne poco più di uno su 3</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nelle-citta-polo-oltre-il-40-degli-edifici-ha-la-palestra-nelle-aree-interne-poco-piu-di-uno-su-3/">Percentuale di edifici scolastici statali dotati di palestra e/o piscina nei comuni italiani (a.s. 2024/25)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_306441_tab1" role="tab" aria-controls="chart_306441_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_306441_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_306441_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/nelle-citta-polo-oltre-il-40-degli-edifici-ha-la-palestra-nelle-aree-interne-poco-piu-di-uno-su-3/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/03/nelle-citta-polo-oltre-il-40-degli-edifici-ha-la-palestra-nelle-aree-interne-poco-piu-di-uno-su-3.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nelle-citta-polo-oltre-il-40-degli-edifici-ha-la-palestra-nelle-aree-interne-poco-piu-di-uno-su-3/">Nelle città polo oltre il 40% degli edifici ha la palestra, nelle aree interne poco più di uno su 3 &#8211; Percentuale di edifici scolastici statali dotati di palestra e/o piscina nei comuni italiani (a.s. 2024/25)</a></div>
</p></div>
<div id="chart_306441_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_306441_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_306441_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_306441_tab3"></p>
<p>L’indicatore misura il rapporto percentuale tra gli edifici scolastici statali per cui è dichiarata la dotazione di palestra e/o piscina e il totale degli edifici scolastici statali. Non sono disponibili dati per il Trentino-Alto Adige. I dati, pubblicati sul portale open data del ministero dell’istruzione, sono forniti dagli enti locali proprietari o gestori degli edifici adibiti ad uso scolastico.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Mim                                                                <br />(ultimo aggiornamento: mercoledì 6 Agosto 2025)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/03/nelle-citta-polo-oltre-il-40-degli-edifici-ha-la-palestra-nelle-aree-interne-poco-piu-di-uno-su-3.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-306441"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-306441" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Le aree territoriali meno centrali e più distanti dai servizi mostrano una progressione decrescente. I&nbsp;<strong>comuni di cintura</strong>, ovvero gli hinterland&nbsp;delle città principali, si attestano al 38,1%. <strong>La quota di scuole con strutture sportive cala ulteriormente nelle aree interne</strong>. Nei comuni <strong>intermedi</strong>, a circa mezz&#8217;ora di distanza dai poli, la quota di edifici scolastici con palestra o piscina scende al 35%.</p>
</p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		Le aree interne sono i territori del paese più distanti dai servizi essenziali (quali istruzione, salute, mobilità). Parliamo di circa 4.000 comuni, con 13 milioni di abitanti, a forte rischio spopolamento (in particolare per i giovani), e dove la qualità dell&#039;offerta educativa risulta spesso compromessa.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-le-aree-interne/"><br />
                &#8220;Che cosa sono le aree interne&#8221;</a></span></p></div>
</section>
</p>
<p>L&#8217;<strong>incidenza di scuole con la palestra scende ulteriormente allontanandosi dai poli</strong>. I comuni periferici (a oltre 40 minuti dal polo più vicino) e ultraperiferici (a oltre un&#8217;ora di distanza) sono quelli con la minor incidenza, attestandosi al 34% circa. Questi dati indicano che, in media, la presenza di strutture sportive negli edifici scolastici statali tende a diminuire progressivamente allontanandosi dai principali centri urbani.</p>
</p>
<p><div id="divari-profondi-anche-tra-i-capoluoghi-797-a-milano-95-a-catanzaro" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Divari profondi anche tra le città</h3>
</p>
<p>Ciò detto, anche <strong>tra le stesse città la situazione non è omogenea</strong>. Se si considerano i soli capoluoghi di provincia, <strong>Milano</strong> registra il dato più elevato, con quasi l&#8217;80% degli edifici scolastici statali per cui è dichiarata la presenza di palestra o piscina. Seguono altri centri con alta incidenza, tra cui <strong>Firenze</strong> (71,5%), <strong>Bologna</strong> (71,2%) e <strong>Monza</strong> (71,2%), segnalando una notevole concentrazione di strutture sportive nelle scuole di questi contesti urbani.</p>
</p>
<p>Le percentuali più basse, al contrario, si riscontrano in <strong>4 capoluoghi che non raggiungono il 15% di strutture per cui è dichiarata la presenza di palestra o piscina</strong>. <strong>Catanzaro</strong> presenta il valore più basso tra questi comuni, con il 9,5% degli edifici scolastici attrezzati per lo sport. Seguono Forlì (10,3%) e Teramo (13,6%), assieme a Latina (14,2%).</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_abruzzo.xls">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_basilicata.xls">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_calabria.xls">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_campania.xls">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_emilia_romagna.xls">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Fvg.xls">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Umbria.xls">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Vda.xls">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Veneto.xls">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_totale_nazionale.xls">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati relativi alla presenza di piscine e palestre negli istituti scolastici sono di fonte ministero dell&#8217;istruzione e del merito.</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://it.freepik.com/foto-gratuito/bambini-che-giocano-a-basket-su-un-campo_11684602.htm#from_element=cross_selling__photo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Freepik</a> (<a href="https://it.freepik.com/ai/faq/what-are-premium-licenses" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-divari-territoriali-nelle-strutture-sportive-scolastiche/">I divari territoriali nelle strutture sportive scolastiche</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le mense scolastiche a supporto dell&#8217;occupazione femminile</title>
		<link>https://www.openpolis.it/le-mense-scolastiche-a-supporto-delloccupazione-femminile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Lovat]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=305549</guid>

					<description><![CDATA[<p>La differenza tra il tasso di occupazione dei padri e quello delle madri in Italia è il secondo più ampio tra tutti i paesi dell’Ue. Inoltre quasi un terzo delle donne tra 25 e 49 anni con figli non lavora. I servizi scolastici, come le mense, possono rispondere alle esigenze delle famiglie, ma c’è ancora molto da fare</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-mense-scolastiche-a-supporto-delloccupazione-femminile/">Le mense scolastiche a supporto dell&#8217;occupazione femminile</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I servizi scolastici come gli asili nido, il tempo pieno e le mense non sono soltanto importanti per il percorso educativo dei minori. <strong>Hanno infatti anche un ruolo importante nel colmare i divari occupazionali tra donne e uomini.</strong></p>
<p><strong>Queste differenze nascono in prima istanza da un diverso carico del lavoro di cura all&#8217;interno della coppia</strong>, che risulta sbilanciato verso le donne a causa anche di stereotipi di genere radicati. Secondo i dati di <a href="https://eige.europa.eu/gender-equality-index/2025/domain/time/IT#:~:text=51.9-,Care%20activities,-Informal%20childcare%20(0" type="link" id="https://eige.europa.eu/gender-equality-index/2025/domain/time/IT#:~:text=51.9-,Care%20activities,-Informal%20childcare%20(0">Eige</a>, nel 2025 il 41% delle donne italiane di età compresa tra 16 e 74 anni si occupa della cura di bambini con meno di 12 anni per più di 35 ore alla settimana. Tra gli uomini la quota scende al 20%.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">21 </span>la differenza, in punti percentuali, tra l&#8217;incidenza di donne e uomini che si occupano della cura dei bambini oltre le 35 ore alla settimana.</p>
</section>
<p>Tale tendenza va a discapito della stessa vita lavorativa delle donne, che risultano sistematicamente meno occupate e più spesso in condizione di part-time. L&#8217;accesso all&#8217;istruzione fin dai primi anni di vita, oltre ad essere essenziale per lo sviluppo di minore, può svolgere un ruolo fondamentale anche nella riduzione di questo tipo di divari. <strong>Ciò accade lungo i diversi gradi di istruzione: se gli asili nido sono essenziali per consentire alle donne di rientrare al lavoro dopo la gravidanza, la possibilità di frequentare il tempo pieno a scuola è altrettanto decisiva per la continuità della vita professionale delle donne che hanno avuto figli.</strong> In questo contesto, le mense scolastiche rappresentano anche un servizio indispensabile per garantire la frequenza pomeridiana di bambine e bambini.</p>
<h3 class="wp-block-heading">I divari di genere si riflettono sul lavoro</h3>
<p><strong>Considerando la fascia d&#8217;età compresa tra i 25 e i 49 anni, il tasso di occupazione maschile europeo è più alto rispetto a quello femminile.</strong> Stando ai dati <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/lfst_hheredty__custom_19945954/default/table" type="link" id="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/lfst_hheredty__custom_19945954/default/table" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Eurostat</a>, nel 2024 l&#8217;87,5% degli uomini europei risultava occupato contro il 77,6% delle donne. Tra i due genere esiste quindi un divario di partenza pari a circa 10 punti percentuali.</p>
<div id="le-donne-con-figli-sono-meno-occupate-rispetto-agli-uomini-nella-stessa-situazione" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p><strong>Questa forbice si allarga quando i lavoratori o le lavoratrici hanno avuto almeno un figlio.</strong> Gli uomini infatti riportano sistematicamente un tasso di occupazione maggiore, sia nel caso in cui siano padri (92,1%) sia che non lo siano (83,7%). Le donne senza figli riportano valori più bassi rispetto agli uomini che non ne hanno (80,9%) e per le madri il tasso cala ulteriormente al 75,1%.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">17 </span>la differenza, in punti percentuali, del tasso di occupazione tra uomini e donne con figli.</p>
</section>
<p>Questa dinamica spesso risulta presente anche nei singoli paesi dell&#8217;Unione.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-e-marcato-il-divario-tra-occupati-uomini-e-donne-con-figli/">In Italia è marcato il divario tra occupati uomini e donne con figli</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-e-marcato-il-divario-tra-occupati-uomini-e-donne-con-figli/">Tasso di occupazione delle persone 25-49 anni con e senza figli nei paesi Ue, per genere (2024)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         aria-labelledby="chart_306548_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i bambini su dati Eurostat                                                                <br />(consultati: lunedì 2 Febbraio 2026)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/03/in-italia-e-marcato-il-divario-tra-occupati-uomini-e-donne-con-figli.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-306548"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-306548" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p><strong>Se si considerano uomini e donne senza figli, i tassi di occupazione tendono ad essere più simili.</strong> Dei 27 paesi considerati, 22 riportano un tasso maggiore per gli uomini, i restanti 7 per le donne e uno (la Germania) una condizione di perfetta parità. In 9 stati il divario si aggira intorno al punto percentuale. Il paese dove la differenza tra il tssso di occupazione di uomini e donne senza figli è maggiore è l&#8217;Italia (9,9) mentre in Lettonia le donne superano gli uomini per 2,6 punti percentuali.</p>
<div id="strillo-testo-block_dee3380de0b6e4e3f1a86415a18b3b59" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Il divario occupazionale tra padri e madri è il più alto d&#8217;Europa.</p>
</section></div>
<p><strong>Sempre nella fascia tra 25 e 49 anni, i padri riportano sistematicamente un tasso di occupazione più alto rispetto alle madri.</strong> In questo contesto, i divari inferiori si registrano in Lussemburgo (6,8 punti percentuali), Svezia (7,7) e Slovenia (8,2). Al contrario, i valori maggiori sono quelli di Grecia (29,3), Italia (28,6) e Repubblica Ceca (23,9). Inoltre, <strong>l&#8217;Italia è anche il paese europeo che registra il tasso di occupazione tra le madri più basso: è pari al 61,9%, circa 13 punti percentuali in meno rispetto alla media europea.</strong></p>
<div id="nellue-il-319-delle-madri-europee-ricorre-al-part-time" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>La nascita di un figlio ha un impatto importante sulla vita lavorativa di una donna. Questo accade non soltanto al momento del parto: le donne infatti tendono ad adattare il proprio percorso professionale per includere le responsabilità genitoriali, in particolare quando i bambini sono molto piccoli ma anche negli anni successivi.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Women in particular are likely to adapt their paid work according to the additional responsibilities that come with parenthood, especially when children are very young, but also as they get older [&#8230;].</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.oecd.org/content/dam/oecd/en/publications/reports/2017/10/the-pursuit-of-gender-equality_g1g8072d/9789264281318-en.pdf" target="_blank">&#8211; Ocse, The Pursuit of Gender Equality: an uphill battle (2017)</a>
									            </div>
</section>
<p>Oltre a riportare un tasso di occupazione più basso, le donne con figli tendono a ricorrere di più ai lavori part-time. Nell&#8217;<a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/lfst_hhptety__custom_20277803/default/table" type="link" id="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/lfst_hhptety/default/table?lang=en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Unione europea</a>, nel 2024, il 31,9% delle madri di età compresa tra 25 e 49 anni lavora part-time contro il 5,2% dei padri. A livello italiano, il 35,9% delle donne con figli lavora part-time mentre per gli uomini il dato si ferma al 4,6%.</p>
<p>Per favorire quindi un reinserimento lavorativo ma anche il mantenimento della carriera professionale durante l&#8217;intero percorso di crescita del figlio <strong>è importante andare incontro alle esigenze delle famiglie in ogni fase del percorso scolastico del minore.</strong></p>
<h3 class="wp-block-heading">Il tempo pieno e l&#8217;uguaglianza di genere</h3>
<p>L&#8217;integrazione del minore in un percorso scolastico favorisce l&#8217;occupazione femminile. Oltre al ruolo degli asili nido, di cui abbiamo già avuto modo di <a href="https://www.openpolis.it/il-legame-tra-offerta-di-nidi-e-occupazione-femminile/" type="link" id="https://www.openpolis.it/il-legame-tra-offerta-di-nidi-e-occupazione-femminile/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">approfondire</a>, ci sono degli effetti anche per quel che riguarda l&#8217;introduzione del tempo pieno nelle scuole. Secondo uno studio di Banca d&#8217;Italia, c&#8217;è un impatto positivo sull&#8217;occupazione femminile.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Mothers of children who attend the FT scheme in primary school increase their labor force participation by approximately 2 percentage points both in the short- and medium-term. The effect on mothers’ employment is smaller initially and increases with students’ age, probably because it takes time for mothers to find jobs: overall, three years after the end of the program, mothers of pupils in FT classes in primary school have a 2.2 percentage points higher employment rate.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/temi-discussione/2023/2023-1423/en_tema_1423.pdf#page=9" target="_blank">&#8211; Banca d&#8217;Italia, The short and medium term effects of full-day schooling on learning and maternal labor supply (2023)</a>
									            </div>
</section>
<p>Nel breve e nel medio periodo, le madri di bambini che hanno preso parte al programma del tempo pieno scolastico definito dallo studio hanno incrementato la partecipazione al lavoro di circa 2 punti percentuali. L&#8217;effetto è inizialmente più piccolo e aumenta all&#8217;incrementare dell&#8217;età degli studenti, probabilmente perché trovare lavoro richiede del tempo. Dopo 3 anni dalla fine del programma, le madri con i figli che si trovavano nelle classi a tempo pieno riportano un tasso di occupazione maggiore di 2,2 punti percentuali.</p>
<div id="il-6706-delle-donne-italiane-tra-25-e-49-anni-risulta-occupata" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>In passato abbiamo parlato delle <a href="https://www.openpolis.it/il-profondo-divario-tra-nord-e-sud-sulle-mense-scolastiche/" type="link" id="https://www.openpolis.it/il-profondo-divario-tra-nord-e-sud-sulle-mense-scolastiche/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">mense</a>, un servizio scolastico che è la premessa per consentire ai minori di fare attività extra-scolastiche e di continuare le lezioni nel pomeriggio. In Italia si registra un profondo divario tra il centro-nord e il mezzogiorno, con le isole che mostrano i dati più bassi e il nord-ovest quelli più alti. <strong>Questa forbice tra nord e sud si riscontra anche considerando i tassi di occupazione delle donne in età compresa tra 25 e 49 anni d&#8217;età.</strong></p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/sia-le-mense-scolastiche-che-loccupazione-femminile-presentano-divari-tra-nord-e-sud/">Sia le mense scolastiche che l&#8217;occupazione femminile presentano divari tra nord e sud</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/sia-le-mense-scolastiche-che-loccupazione-femminile-presentano-divari-tra-nord-e-sud/">Tasso di occupazione femminile della fascia d&#8217;età 25-49 (2024) e incidenza mense negli edifici scolastici (a.s. 2024-2025)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_306144_tab1" role="tab" aria-controls="chart_306144_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_306144_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_306144_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/sia-le-mense-scolastiche-che-loccupazione-femminile-presentano-divari-tra-nord-e-sud/">Sia le mense scolastiche che l&#8217;occupazione femminile presentano divari tra nord e sud &#8211; Tasso di occupazione femminile della fascia d&#8217;età 25-49 (2024) e incidenza mense negli edifici scolastici (a.s. 2024-2025)</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i bambini su dati Mim e Istat                                                                <br />(consultati: martedì 27 Gennaio 2026)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-306144"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-306144" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p><strong>In Italia il 67,06% delle donne di quella specifica fascia d&#8217;età risulta occupato</strong>. La zona con l&#8217;incidenza maggiore è quella del nord-est (76,68%) a cui seguono nord-ovest (75,64%) e centro (70,69%). Il mezzogiorno riporta invece valori minori, nello specifico al sud le occupate sono il 53,58% e nelle isole il 51,36%.</p>
<div id="in-nessuna-regione-del-sud-si-supera-la-media-nazionale" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p><strong>Per quanto riguarda le regioni, tutte quelle che riportano un valore maggiore della media nazionale si trovano nel centro-nord.</strong> I valori maggiori si rilevano in Trentino-Alto Adige (80,65%), Valle d&#8217;Aosta (77,14%) e Veneto (76,81%). Al contrario, tutte le regioni che riportano valori inferiori della media nazionale sono nell&#8217;area del mezzogiorno. In particolare, i tassi di occupazione più bassi si riscontrano in Calabria (51,61%), Campania (49,41%) e Sicilia (47,62%).</p>
<p><strong>Si tratta di un divario visibile anche nel confronto tra province</strong>, con i valori maggiori a Belluno (81,90%), Monza e della Brianza (78,98%) e Prato (78,93%) e quelli minori a Palermo (45,68%), Agrigento (45,34%) e Caltanissetta (43,28%).</p>
<div id="il-potenziamento-delle-mense-puo-essere-uno-dei-servizi-leva-anche-per-loccupazione-femminile" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nelle-province-con-piu-occupazione-femminile-ci-sono-piu-mense/">Nelle province con più occupazione femminile ci sono più mense</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nelle-province-con-piu-occupazione-femminile-ci-sono-piu-mense/">Incidenza della presenza di mense negli edifici scolastici (a.s. 2024-2025) e occupazione femminile (2024) a livello provinciale</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_306149_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_306149_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/nelle-province-con-piu-occupazione-femminile-ci-sono-piu-mense/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/03/nelle-province-con-piu-occupazione-femminile-ci-sono-piu-mense.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nelle-province-con-piu-occupazione-femminile-ci-sono-piu-mense/">Nelle province con più occupazione femminile ci sono più mense &#8211; Incidenza della presenza di mense negli edifici scolastici (a.s. 2024-2025) e occupazione femminile (2024) a livello provinciale</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i bambini su dati Mim e Istat                                                                <br />(consultati: martedì 27 Gennaio 2026)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/03/nelle-province-con-piu-occupazione-femminile-ci-sono-piu-mense.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-306149"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-306149" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p><strong>È possibile osservare che tendenzialmente nelle province italiane in cui ci sono più mense scolastiche nelle scuole pubbliche l’occupazione femminile è più alta, con una forte divisione tra i territori del centro-nord e quelli del sud. </strong>Ci sono però delle province del centro che presentano dei valori di occupazione femminile e presenza di mense in linea con quelli del sud. Si segnalano in particolare i casi di Latina e Frosinone, due province laziali che registrano rispettivamente un tasso di occupazione femminile pari al 61,28% e 61,16% e la presenza di mense pari al 14,77% e 22,48%.</p>
<p><strong>Questa è una relazione da leggere nei due sensi</strong>: da un lato la maggiore occupazione è probabilmente un incentivo all&#8217;offerta da parte delle scuole di questo tipo di servizio; dall&#8217;altro è presumibile che la possibilità per gli studenti di fare scuola il pomeriggio garantisca ai genitori una maggiore facilità di conciliazione dei tempi di vita con quelli di lavoro. In particolare per le donne, su cui ricade gran parte del lavoro di cura nel nostro paese. </p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_occupazionefemminile_mense/abruzzo.xls">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_occupazionefemminile_mense/basilicata.xls">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_occupazionefemminile_mense/calabria.xls">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_occupazionefemminile_mense/campania.xls">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_occupazionefemminile_mense/emilia_romagna.xls">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_occupazionefemminile_mense/friuli_venezia_giulia.xls">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_occupazionefemminile_mense/lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_occupazionefemminile_mense/liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_occupazionefemminile_mense/lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_occupazionefemminile_mense/marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_occupazionefemminile_mense/molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_occupazionefemminile_mense/piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_occupazionefemminile_mense/puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_occupazionefemminile_mense/sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_occupazionefemminile_mense/sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_occupazionefemminile_mense/toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_occupazionefemminile_mense/trentino_alto_adige.xls">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_occupazionefemminile_mense/umbria.xls">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_occupazionefemminile_mense/valle_daosta.xls">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_occupazionefemminile_mense/veneto.xls">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_occupazionefemminile_mense/totale_nazionale.xls">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione. I dati relativi alla competenze linguistiche degli studenti di terza media nei comuni capoluogo sono di fonte Istat statistiche sperimentali.</p>
<p>Foto: <a href="https://it.freepik.com/foto-gratuito/ragazza-che-saluta-la-vista-posteriore-della-madre_32518289.htm" type="link" id="https://it.freepik.com/foto-gratuito/ragazza-che-saluta-la-vista-posteriore-della-madre_32518289.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Freepik</a> (<a href="https://it.freepik.com/ai/docs/what-are-premium-licenses" type="link" id="https://it.freepik.com/ai/docs/what-are-premium-licenses" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-mense-scolastiche-a-supporto-delloccupazione-femminile/">Le mense scolastiche a supporto dell&#8217;occupazione femminile</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il profondo divario tra nord e sud sulle mense scolastiche</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-profondo-divario-tra-nord-e-sud-sulle-mense-scolastiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Lovat]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=305464</guid>

					<description><![CDATA[<p>In un edificio scolastico statale su tre, in media, c'è una mensa. Ma se in Valle d’Aosta oltre il 70% dei plessi ne ha, in Sicilia questa soglia non raggiunge neanche il 15%. Differenze territoriali che rallentano il contrasto alla povertà alimentare tra i minori.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-profondo-divario-tra-nord-e-sud-sulle-mense-scolastiche/">Il profondo divario tra nord e sud sulle mense scolastiche</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le mense rappresentano un elemento importante nelle scuole.</strong> Migliorano la qualità dell’offerta scolastica, garantiscono pasti equilibrati in contrasto alla povertà alimentare, facilitano la socialità e permettono di seguire lezioni nel pomeriggio.</p>
<p><strong>Tuttavia le mense sono presenti in poco più di un terzo degli edifici scolastici statali del paese, con differenze territoriali molto marcate tra nord e sud.</strong> Se infatti oltre il 70% delle scuole in Valle d’Aosta possiede una mensa, quest’ultima è presente in meno del 15% dei plessi scolastici siciliani.</p>
<div id="strillo-testo-block_8615bade1f9d55ae8d4699de74eb1a29" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Le mense aiutano la socialità e garantiscono pasti adeguati e bilanciati.</p>
</section></div>
<p>Poter usufruire di una mensa è infatti spesso <strong>fondamentale per il proseguo delle lezioni nel pomeriggio,</strong> permettendo la normale frequenza delle attività educative e venendo anche incontro alle alle esigenze dei genitori che lavorano. Ma anche il momento stesso del pasto ha un&#8217;importanza cruciale per ragazze e ragazzi. Dal momento che viene effettuato in uno spazio condiviso, si creano <strong>possibilità di connessione e socializzazione al di fuori dell&#8217;orario prettamente scolastico.</strong></p>
<p>Inoltre,<strong> viene garantito un pasto adeguato a livello di porzioni e di bilanciamento dei macronutrienti almeno una volta al giorno</strong>, un elemento da non sottovalutare per famiglie in condizione di fragilità economica e sociale. Il pranzo diventa infine un momento dove è anche possibile <strong>imparare come si compone un&#8217;alimentazione corretta</strong> all&#8217;interno di uno stile di vita salutare.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le mense scolastiche presidio contro la povertà alimentare</h3>
<p>La povertà alimentare è un fenomeno difficile da definire. Se nei paesi in via di sviluppo è prettamente legata alla disponibilità di cibo e alla sua diretta accessibilità, nelle economie occidentali è una questione che si lega a molti altri aspetti. Come evidenziato nella <a href="https://www.disuguaglianzesociali.it/glossario/?idg=40" target="_blank" rel="noreferrer noopener">letteratura</a> sull&#8217;argomento, si lega al tema del cosiddetto <strong>&#8220;paradosso della scarsità dell&#8217;abbondanza&#8221;</strong> (Campiglio e Rovati, 2009): nonostante la presenza di alimenti, l&#8217;accesso a risorse adeguate al proprio sostentamento è impossibile per alcune fasce della popolazione.</p>
<div id="la-poverta-alimentare-e-un-fenomeno-multimensionale-legato-anche-alla-qualita-del-cibo-cui-si-ha-accesso" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>A prescindere dal contesto, <strong>la corretta alimentazione non è soltanto legata a un adeguato apporto calorico</strong>: bisogna anche considerare la disponibilità dei diversi macronutrenti e la possibilità di avere del cibo di qualità e seguire diete salutari sin dai primi anni di età, elementi cruciali nell&#8217;evitare l&#8217;insorgenza di malattie croniche nel tempo.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Beyond adequate calories intake, proper nutrition has other dimensions that deserve attention, including micronutrient availability and healthy diets. Inadequate micronutrient intake of mothers and infants can have long-term developmental impacts. Unhealthy diets and lifestyles are closely linked to the growing incidence of non communicable diseases in both developed and developing countries.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://sdgs.un.org/topics/food-security-and-nutrition-and-sustainable-agriculture#:~:text=Beyond%20adequate%20calories,and%20developing%20countries." target="_blank">&#8211; Nazioni Unite, Sustainable development goals: Food security and nutrition and sustainable agriculture (2025)</a>
									            </div>
</section>
<p><strong>Si tende quindi a considerare in senso più ampio l&#8217;esposizione alla malnutrizione</strong>, che oltre alle condizioni di carenza (denutrizione) include anche situazioni legate al sovrappeso e all&#8217;obesità e squilibri di elementi necessari per le funzioni vitali. Chiaramente, la povertà alimentare e le situazioni di malnutrizione incidono ancora di più su bambini e ragazzi che stanno attraversando l&#8217;età dello sviluppo, per cui ci sono <a href="https://www.efsa.europa.eu/en/press/news/120209" target="_blank" rel="noreferrer noopener">raccomandazioni specifiche</a>.</p>
<div id="strillo-testo-block_ace4dc8a23bd83e582232a739cb615ae" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>La povertà alimentare non riguarda soltanto il mero apporto calorico.</p>
</section></div>
<p>In questo contesto, un&#8217;indicazione utile per comprendere il quadro italiano è la possibilità delle famiglie di mangiare carne o pesce ogni due giorni. Nel 2024, <a href="https://esploradati.istat.it/databrowser/#/it/dw/categories/IT1,HOU,1.0/HOU_ECDISTR/DCCV_FAMNOVOCISPESA/IT1,34_280_DF_DCCV_FAMNOVOCISPESA_2,1.0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">11 famiglie ogni 100 </a> dichiarano delle difficoltà nel potersi permettere un pasto proteico. Tra le tipologie familiari che mostrano le maggiori difficoltà spicca la famiglia monogenitoriale con almeno un figlio minore (13,4%). Concentrandosi più nello specifico sulla condizione minorile, i dati del 2019 mostrano dei divari tra le regioni italiane. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-sicilia-e-la-regione-in-cui-piu-incide-la-poverta-alimentare-minorile/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Come abbiamo approfondito in passato</a>, in Italia <strong>il 2,8% dei minori non riesce a consumare un pasto proteico al giorno.</strong> Si tratta di numeri che tendono ad incrementare nelle regioni del sud, con incidenze maggiori in Sicilia (8,4%), Campania (5,4%) e Basilicata (4,9%).</p>
<p>Questo dato va interpretato alla luce della complessità del fenomeno. Possono infatti incidere situazioni di indigenza economica ma anche educazione alimentare e facilità ad accesso a specifici servizi. In questo quadro,<strong> le mense scolastiche rivestono un valore essenziale</strong>, sottolineato spesso nelle <a href="https://www.garanteinfanzia.org/wp-content/uploads/2025/06/agia-relazione-parlamento-2021.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">relazioni</a> e negli interventi del garante dell&#8217;infanzia.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Povertà educativa e marginalità si combattono inoltre garantendo pari opportunità di accesso a tempo pieno e mense scolastiche.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.garanteinfanzia.org/wp-content/uploads/2025/06/scheda_5_priorita.pdf" target="_blank">&#8211; Agia, Le cinque priorità dell&#8217;Agia per la scuola (2025)</a>
									            </div>
</section>
<p>Abbiamo dunque analizzato i <a href="https://dati.istruzione.it/opendata/opendata/catalogo/elements1/leaf/?datasetId=DS0151EDIAMBFUNZSTA2021" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dati</a> della presenza delle mense scolastiche all&#8217;interno degli edifici scolastici statali per l&#8217;anno scolastico 2024-2025 rilasciati dal ministero dell&#8217;istruzione e del merito su cadenza annuale per capire come si distribuisce il servizio sul territorio nazionale.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Come si distribuiscono le mense sul territorio italiano</h3>
<p>In Italia sono presenti 39.351 edifici che comprendono scuole statali. Di questi, <strong>14.362 riportano la presenza di uno spazio adibito alla mensa.</strong></p>
<div id="in-italia-la-presenza-della-mensa-e-dichiarata-per-il-365-degli-edifici-scolastici-statali" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">36,5% </span>gli edifici scolastici in cui si dichiara la presenza di una mensa (anno scolastico 2024-2025).</p>
</section>
<p><strong>Si tratta però di un dato che nasconde profonde differenze territoriali tra l&#8217;area del centro-nord e il mezzogiorno.</strong> I contesti dove l&#8217;incidenza è più alta sono la zona del nord-ovest (50,8% degli edifici), centro (41,6%) e nord-est (38,3%). Più bassi invece i dati del sud (24,1%) e le isole (22,3%). <strong>Tra il valore maggiore e quello minore ci sono circa 30 punti percentuali di differenza.</strong> Un divario che risulta ancora più evidente se si analizzano i dati a livello regionale.</p>
<div id="quasi-tutte-le-regioni-con-valori-inferiori-alla-media-nazionale-sono-del-mezzogiorno" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nelle-regioni-del-mezzogiorno-ci-sono-meno-scuole-con-le-mense/">Nelle regioni del mezzogiorno ci sono meno scuole con le mense</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nelle-regioni-del-mezzogiorno-ci-sono-meno-scuole-con-le-mense/">Percentuale di edifici scolastici statali dotati di mensa nelle regioni italiane (a.s. 2024/25)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_305528_tab1" role="tab" aria-controls="chart_305528_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_305528_tab1"><br />
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i bambini su dati ministero dell’istruzione e del merito                                                                <br />(consultati: venerdì 9 Gennaio 2026)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/02/nelle-regioni-del-mezzogiorno-ci-sono-meno-scuole-con-le-mense.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-305528"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-305528" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p><strong>Sono 12 le regioni che superano la media italiana per incidenza di edifici scolastici per cui viene dichiarata la presenza dello spazio mensa.</strong> Di queste, solo una si trova nel mezzogiorno: è la Sardegna che con il 37,3% supera la percentuale italiana di poco meno di un punto percentuale. Le regioni che invece riportano valori inferiori a quello nazionale si trovano tutte nel mezzogiorno ad eccezione del Lazio.</p>
<div id="in-valle-daosta-il-719-degli-edifici-scolastici-dichiara-di-avere-una-mensa-in-sicilia-solo-il-144" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>La regione italiana con la percentuale maggiore è la <strong>Valle d&#8217;Aosta (71,9%) </strong>a cui seguono Piemonte (62,6%), Liguria (59,5%) e Toscana (59,1%). Quelle con i valori minori sono Lazio (25,3%), Calabria (22,5%), Campania (18,1%) e <strong>Sicilia (14,4%).</strong></p>
<p>A livello provinciale, <strong>53 province su 107 registrano valori superiori alla media nazionale</strong> (il 49,5%). Di queste, solo Potenza, Nuoro, Sassari e Cagliari si trovano nell&#8217;area del mezzogiorno. I territori con le incidenze più alte sono Valle d&#8217;Aosta (71,9%), Imperia (68,3%), Biella (67,6%) e Vercelli (66,2%). Sono invece più basse a Trapani (12,6%), Catania (8%), Napoli (7,7%) e Ragusa (3,7%).</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-comuni-del-centro-nord-piu-scuole-dichiarano-di-avere-la-mensa/">Nei comuni del centro-nord più scuole dichiarano di avere la mensa</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-comuni-del-centro-nord-piu-scuole-dichiarano-di-avere-la-mensa/">Percentuale di edifici scolastici statali dotati di mensa nei comuni italiani (a.s. 2024/25)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_305536_tab1" role="tab" aria-controls="chart_305536_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_305536_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-comuni-del-centro-nord-piu-scuole-dichiarano-di-avere-la-mensa/">Nei comuni del centro-nord più scuole dichiarano di avere la mensa &#8211; Percentuale di edifici scolastici statali dotati di mensa nei comuni italiani (a.s. 2024/25)</a></div>
</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_305536_tab3"></p>
<p>L’indicatore misura il rapporto percentuale tra gli edifici scolastici statali per cui è dichiarata la dotazione della mensa e il totale degli edifici scolastici statali. Non sono disponibili dati per il Trentino-Alto Adige. I dati, pubblicati sul portale open data del ministero dell’istruzione, sono forniti dagli enti locali proprietari o gestori degli edifici adibiti ad uso scolastico. In rosso sono visualizzati i comuni che riportano un&#8217;incidenza inferiore alla media nazionale (36,5%), in blu superiore.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i bambini su dati ministero dell’istruzione e del merito                                                                <br />(consultati: venerdì 9 Gennaio 2026)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/02/nei-comuni-del-centro-nord-piu-scuole-dichiarano-di-avere-la-mensa.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-305536"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-305536" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/nei-comuni-del-centro-nord-piu-scuole-dichiarano-di-avere-la-mensa/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p><strong>Il 47,8% dei capoluoghi italiani riporta dei valori superiori all&#8217;incidenza italiana. </strong>Anche per questo anno scolastico la percentuale maggiore si registra ad Alessandria, nel Piemonte. Dei 43 edifici scolastici presenti, 33 registrano la presenza di mense (76,7%). Seguono Carrara (71,1%), Como (68,5%) e Monza (64,4%). Come per le province, la maggior parte dei capoluoghi che supera la media nazionale si trova nel centro-nord.</p>
<p>Da notare però che alcuni comuni di grandi dimensioni come Napoli, Catania e Palermo riportino delle percentuali anomale inferiori al 10%. Questi dati sono forniti dagli enti proprietari di ogni singola struttura al ministero dell&#8217;istruzione e del merito per cui è possibile che ci possano essere dei discostamenti rispetto alla situazione effettiva. Nonostante questa puntualizzazione, è comunque chiaro che <strong>il mezzogiorno appare essere l&#8217;area più caratterizzata dalla minore incidenza di edifici scolastici con le mense.</strong> Rispetto quindi al ruolo della refezione, questo divario ha un impatto notevole sull&#8217;esperienza educativa dei minori.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2025_mense/abruzzo.xls">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2025_mense/basilicata.xls">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2025_mense/calabria.xls">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2025_mense/campania.xls">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2025_mense/emilia_romagna.xls">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2025_mense/friuli_venezia_giulia.xls">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2025_mense/lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2025_mense/liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2025_mense/lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2025_mense/marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2025_mense/molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2025_mense/piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2025_mense/puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2025_mense/sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2025_mense/sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2025_mense/toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2025_mense/trentino_alto_adige.xls">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2025_mense/umbria.xls">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2025_mense/valle_daosta.xls">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2025_mense/veneto.xls">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2025_mense/totale_generale.xls">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione. I dati relativi alla competenze linguistiche degli studenti di terza media nei comuni capoluogo sono di fonte Istat statistiche sperimentali.</p>
<p>Foto: <a href="https://it.freepik.com/foto-gratuito/bambini-che-pranzano-alle-elementari_18416160.htm#fromView=search&amp;page=1&amp;position=0&amp;uuid=6b69d7c4-9424-4d5a-abdc-6f8f36fc3049&amp;query=mensa+scolastica" target="_blank" rel="noreferrer noopener">freepik</a> (<a href="https://it.freepik.com/ai/docs/what-are-premium-licenses" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-profondo-divario-tra-nord-e-sud-sulle-mense-scolastiche/">Il profondo divario tra nord e sud sulle mense scolastiche</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>In Abruzzo una famiglia su dieci si trova in povertà relativa</title>
		<link>https://www.openpolis.it/in-abruzzo-una-famiglia-su-dieci-si-trova-in-poverta-relativa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Oct 2025 09:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italie a confronto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=302712</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel 2024 le famiglie abruzzesi in tale condizione erano il 10,1%. Questi nuclei rimangono sotto i livelli medi di benessere, con ricadute sulla coesione sociale ed economica di tutta la comunità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/in-abruzzo-una-famiglia-su-dieci-si-trova-in-poverta-relativa/">In Abruzzo una famiglia su dieci si trova in povertà relativa</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono diversi modi per misurare quante persone vivono in condizioni di indigenza. Uno di questi è la <strong>povertà assoluta</strong>, che indica la situazione in cui una famiglia non riesce a sostenere la spesa minima necessaria per acquistare un paniere di beni e servizi essenziali — come cibo, riscaldamento, abbigliamento o un’abitazione dignitosa — per condurre una vita accettabile.</p>
<p>Un&#8217;altra dimensione altrettanto rilevante, ma spesso meno considerata tra gli indicatori per misurare la situazione di singoli e famiglie, è la <strong>povertà relativa</strong>. Questa indica la condizione economica di un soggetto rispetto al resto della popolazione. In altre parole, si parla di povertà relativa quando un singolo o una famiglia ha una capacità di spesa non sufficiente per mantenere un tenore di vita in linea con quello della comunità di cui fa parte.</p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		La povertà relativa è una situazione di deficit di risorse necessarie per mantenere lo stile di vita corrente. Questa mancanza viene calcolata in relazione al livello medio di risorse della popolazione totale a cui si fa riferimento.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/?post_type=opmag_glossary&amp;p=240310"><br />
                &#8220;Che differenza c’è tra povertà assoluta e povertà relativa&#8221;</a></span></p></div>
</section>
<p>In <strong>Abruzzo</strong> nel 2024, in base ai dati appena pubblicati da <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/10/La-poverta-in-italia-_-Anno-2024.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Istat</a>, la quota di famiglie che si trovavano in questa situazione era di circa il 10%. Un dato tutto sommato contenuto se confrontato alle altre regioni del mezzogiorno e inferiore, di poco, alla media nazionale (10,9%).</p>
<div id="in-abruzzo-una-famiglia-su-dieci-si-trovava-in-poverta-relativa-nel-2024" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">10,1% </span>la quota di famiglie abruzzesi che si trovavano in condizione di povertà relativa rispetto al totale dei nuclei residenti nel 2024.</p>
</section>
<p>Analizzare questi dati è importante, non solo perché spesso povertà assoluta e relativa coincidono, ma anche perché, quando non è così, ci troviamo comunque di fronte a famiglie che rimangono sotto i livelli medi di benessere. Ciò ha ricadute sulla coesione sociale ed economica di tutta la comunità.</p>
<h3 class="wp-block-heading">I dati sulla povertà relativa, in Italia e in Abruzzo</h3>
<p>Nel 2024, anno più recente per cui sono disponibili i dati, le famiglie italiane in condizione di povertà relativa erano circa <strong>2,8 milioni</strong> (dato stabile rispetto al 2023). Si tratta del 10,9% dei nuclei totali. Il sud si conferma come l’area del paese ampiamente più critica da questo punto di vista. Qui infatti l&#8217;incidenza delle famiglie in povertà relativa è del <strong>20%</strong>. Valori simili e molto inferiori invece al nord (6,6%) e al centro (6,5%) della penisola.</p>
<p>Scindendo i dati a livello regionale, appare ancora più evidente come il divario tra sud e centro-nord del paese sia particolarmente marcato. <strong>L&#8217;Abruzzo (10,1%) infatti è l&#8217;unica regione del mezzogiorno a riportare un dato inferiore alla media nazionale (10,9%)</strong>. Viceversa, con la sola eccezione delle Marche, le regioni del centro e del nord si trovano tutte sotto il dato italiano. </p>
<p>Il valore più alto in assoluto è quello della <strong>Puglia</strong> con il 24,3%. Oltre il 20% anche <strong>Calabria</strong> e <strong>Campania</strong>. Viceversa la quota più bassa di famiglie in povertà relativa è quella del <strong>Trentino-Alto Adige</strong> (4,7%).</p>
<div id="al-sud-lincidenza-della-poverta-relativa-e-maggiore-nelle-aree-metropolitane-e-nei-piccoli-centri-periferici" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-abruzzo-il-10-delle-famiglie-si-trova-in-poverta-relativa/">In Abruzzo il 10% delle famiglie si trova in povertà relativa</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-abruzzo-il-10-delle-famiglie-si-trova-in-poverta-relativa/">Percentuale di famiglie che si trovano in povertà relativa per regione (2024)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_302704_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Abruzzo Openpolis su dati Istat                                                                <br />(pubblicati: martedì 14 Ottobre 2025)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/10/in-abruzzo-il-10-delle-famiglie-si-trova-in-poverta-relativa.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-302704"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-302704" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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</p></div>
</p></div>
</p></div>
<div id="strillo-testo-block_de1afd05f490f984392c80b68826ac14" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Al sud l’incidenza della povertà relativa è maggiore nelle aree metropolitane e nei piccoli centri periferici.</p>
</section></div>
<p>Un altro dato interessante da notare riguarda il fatto che <strong>l’incidenza delle famiglie in povertà relativa, a livello nazionale, risulta più marcata nei comuni con popolazione fino a 50mila abitanti non periferia di area metropolitana (12,2%)</strong>. L’incidenza invece è più contenuta nei grandi centri (8,3%) e nelle periferie delle aree metropolitane e nei comuni con popolazione superiore ai 50mila abitanti (10,1%). Da notare che al sud invece la situazione è un po’ diversa. <strong>Qui infatti l’incidenza delle famiglie povere è sostanzialmente identica nelle grandi città (20,9%) come nei piccoli centri (20,8%)</strong>. Leggermente inferiore invece nelle aree intermedie (18,3%).</p>
<div id="purtroppo-esistono-pochi-dati-con-granularita-territoriale-sulla-poverta-delle-famiglie" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Complessivamente quindi <strong>al sud la povertà si distribuisce in maniera più o meno omogenea tra aree urbane e periferiche</strong>. Le caratteristiche e le esigenze delle famiglie che vivono in città però probabilmente differiscono da quelle di chi vive in zone meno urbanizzate. Come nelle <strong>aree interne</strong> ad esempio. Capire regione per regione, comune per comune, dove si trovano le situazioni più critiche sarebbe molto importante per valutare l’eventuale attuazione di interventi mirati.</p>
<p>Purtroppo, al momento, <strong>dati di dettaglio territoriale non sono disponibili, e ciò limita la possibilità di un’analisi più fine </strong>e di politiche realmente personalizzate. Per avere una misura della deprivazione delle famiglie, tuttavia, è possibile fare delle stime attraverso le <a href="https://www.istat.it/statistica-sperimentale/aggiornamento-degli-indicatori-del-sistema-informativo-a-misura-di-comune/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">statistiche sperimentali</a> di Istat. Si può ad esempio analizzare la quota di famiglie con figli a carico che si mantengono su un unico reddito. Una situazione che – in molti casi – rende fragili le finanze familiari.</p>
<div id="nel-2020-a-laquila-quasi-il-20-delle-famiglie-si-trovava-in-una-situazione-di-potenziale-disagio-socio-economico" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Le famiglie in potenziale disagio socio-economico in Abruzzo</h3>
<p>L&#8217;indicatore analizzabile con i dati disponibili è la <strong>percentuale di famiglie anagrafiche con almeno un minore di età inferiore ai 6 anni e un unico percettore di reddito rispetto al totale delle famiglie monoreddito</strong>. Sebbene siano presenti distorsioni legate all&#8217;evasione fiscale e a situazioni particolari (non tutte le famiglie monoreddito sono necessariamente in difficoltà economica) e l&#8217;informazione sia disponibile solo per i <strong>comuni con almeno 5mila abitanti</strong>, questo indicatore offre la maggiore granularità territoriale possibile. Si tratta di dati relativi al <strong>2020</strong>, primo anno di emergenza Covid.&nbsp;</p>
<p>Considerando i territori per cui il dato è disponibile, possiamo osservare che in Abruzzo ci sono ben 12 comuni dove la percentuale di famiglie monoreddito con almeno un figlio nel 2020 era pari o superiore al 30%. La quota più alta in assoluto in quell’anno era stata fatta registrare da <strong>Luco dei Marsi</strong> con il 37,6%. Seguono <strong>Collecorvino</strong> (34,5%) e <strong>Corropoli</strong> (34,1%).</p>
<div id="strillo-testo-block_24aeae69f78063b16736c794a126543d" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>I comuni capoluogo hanno una bassa incidenza di famiglie monoreddito con figli.</p>
</section></div>
<p>Viceversa il dato più basso risulta essere quello di <strong>Castel di Sangro</strong> (13,8%), seguito da <strong>Tagliacozzo</strong> (14,8%) e <strong>Tortoreto</strong> (15,6%). È interessante notare che tutti e quattro i capoluoghi di provincia abruzzesi rientrano tra i 15 comuni con la più bassa percentuale di famiglie monoreddito con figli. Il dato migliore in questo caso è quello di <strong>Chieti</strong> (16,5%) che è il quarto più basso di tutta regione fra i comuni per cui l’informazione è disponibile. Troviamo poi <strong>Pescara</strong> (17,2%), <strong>Teramo</strong> (19,1%) e infine <strong>L’Aquila</strong> (19,6%). Pur non potendo confrontare direttamente questi dati con quelli relativi alla povertà relativa, possiamo comunque osservare che apparentemente in Abruzzo l’incidenza delle famiglie potenzialmente a rischio di disagio economico è maggiore nei piccoli centri piuttosto che nelle grandi città.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2020-chieti-e-stato-il-capoluogo-abruzzese-con-meno-famiglie-monoreddito-con-figli/">Nel 2020 Chieti è stato il capoluogo abruzzese con meno famiglie monoreddito con figli</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2020-chieti-e-stato-il-capoluogo-abruzzese-con-meno-famiglie-monoreddito-con-figli/">Percentuale di famiglie anagrafiche in cui è presente almeno un minore con meno di 6 anni e un unico percettore di reddito sul totale dei nuclei monoreddito (2020)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_302708_tab1" role="tab" aria-controls="chart_302708_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_302708_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2020-chieti-e-stato-il-capoluogo-abruzzese-con-meno-famiglie-monoreddito-con-figli/">Nel 2020 Chieti è stato il capoluogo abruzzese con meno famiglie monoreddito con figli &#8211; Percentuale di famiglie anagrafiche in cui è presente almeno un minore con meno di 6 anni e un unico percettore di reddito sul totale dei nuclei monoreddito (2020)</a></div>
</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_302708_tab3"></p>
<div id="chart_301671_tabpanel3" class="tabContent tabContent-3" role="tabpanel" aria-labelledby="chart_301671_tab3">
<p>Dato disponibile solo per i comuni con più di 5.000 abitanti.</p>
</div>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Abruzzo Openpolis su dati Istat (statistiche sperimentali)                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 19 Giugno 2025)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/10/nel-2020-chieti-e-stato-il-capoluogo-abruzzese-con-meno-famiglie-monoreddito-con-figli.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-302708"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-302708" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>L’impegno di Istat nel fornire dati territoriali dettagliati rappresenta un punto di riferimento essenziale. Tuttavia, per superare i limiti attuali <strong>sarebbe auspicabile che l’intero sistema pubblico rafforzi la raccolta e la condivisione di informazioni</strong> a livello locale. Solo con dati di dettaglio e aggiornati frequentemente infatti è possibile definire e implementare politiche mirate e realmente aderenti alle esigenze delle popolazioni.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Come seguire Abruzzo Openpolis</h3>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, comune per comune</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Osservatorio_Abruzzo/famiglie_monoreddito_abruzzo.xls">Famiglie monoreddito con figli</a></p>
</div></div>
</section>
<p>Abruzzo Openpolis è un progetto di Fondazione openpolis,&nbsp;<a href="https://www.hubruzzo.net/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fondazione Hubruzzo</a>&nbsp;e&nbsp;<a href="https://www.gssi.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gran Sasso Science Institute</a>. Per seguire gli aggiornamenti del nostro monitoraggio&nbsp;<strong>puoi iscriverti alla nostra newsletter</strong>&nbsp;<strong>dedicata.</strong>&nbsp;Ti invieremo una news mensile di mercoledì. Riceverai articoli, dati, grafici e mappe liberamente utilizzabili per promuovere un dibattito informato.</p>
<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/uomo-in-abito-nero-che-cammina-sul-marciapiede-durante-il-giorno-wGIOPXv7JUE" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dario Brönnimann</a> (<a href="https://unsplash.com/it/licenza">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/in-abruzzo-una-famiglia-su-dieci-si-trova-in-poverta-relativa/">In Abruzzo una famiglia su dieci si trova in povertà relativa</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>In Italia più di un milione di minori è in condizioni di povertà assoluta</title>
		<link>https://www.openpolis.it/in-italia-piu-di-un-milione-di-minori-e-in-condizioni-di-poverta-assoluta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Oct 2025 09:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=302699</guid>

					<description><![CDATA[<p>Se vent’anni fa erano gli anziani a essere più esposti all’indigenza, oggi i più colpiti sono bambini e bambine in famiglie numerose, nei nuclei monogenitoriali e con genitori disoccupati o operai. Investire in istruzione può contribuire a contrastare il fenomeno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/in-italia-piu-di-un-milione-di-minori-e-in-condizioni-di-poverta-assoluta/">In Italia più di un milione di minori è in condizioni di povertà assoluta</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2024 <strong>quasi 1,3 milioni di minori in Italia si sono trovati in povertà assoluta</strong>, secondo i più recenti dati <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/10/La-poverta-in-italia-_-Anno-2024.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Istat</a>. Si tratta del 13,8% dei residenti sotto i 18 anni. Un dato che resta stabile rispetto all’anno precedente ma che continua a rappresentare <strong>il livello più alto mai registrato dal 2014</strong>. Si conferma quindi una tendenza di lungo periodo che vede nei <strong>minori la fascia d&#8217;età che più spesso si trova a vivere in questa condizione</strong>. Non era così prima della recessione del 2008.</p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		Una famiglia si trova in povertà assoluta quando non può permettersi le spese essenziali per condurre uno standard di vita minimamente accettabile.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-la-poverta-assoluta/"><br />
                &#8220;Che cos&#8217;è la povertà assoluta&#8221;</a></span></p></div>
</section>
<p>Sebbene infatti questi nuovi dati non siano direttamente confrontabili con quelli di fine anni 2000, per un cambio metodologico, la&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/numeri/con-la-pandemia-si-sono-ulteriormente-allargati-i-divari-generazionali-2/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dinamica resta chiara</a>. Vent’anni fa la distanza generazionale era più contenuta e gli anziani risultavano la fascia più esposta al rischio di povertà. Oggi, invece, la <strong>situazione si è capovolta</strong>.</p>
<div id="nel-2024-erano-1-milione-e-283mila-i-minori-in-poverta-assoluta-in-italia" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">13,8% </span>i minori che vivono in povertà assoluta in Italia nel 2024 rispetto al totale delle persone residenti con meno di 18 anni.</p>
</section>
<p>Altre tendenze ormai consolidate riguardano il fatto che <strong>la povertà assoluta tende ad aumentare al crescere del numero di figli a carico delle famiglie e al diminuire del livello di istruzione della persona di riferimento</strong>. Un titolo di studio più basso riduce infatti la possibilità di accedere a lavori qualificati e ben retribuiti, con effetti che si trasmettono da una generazione all’altra. Investire in istruzione può contribuire ad arginare questi fenomeni ma <strong>servono strumenti di monitoraggio sempre più aggiornati e capillari</strong>, per comprendere dove e come intervenire. In questo approfondimento analizziamo come queste dinamiche incidono sulla popolazione minorile e sulle loro famiglie. Con uno sguardo anche locale ai possibili fattori di disagio tra i nuclei con figli.</p>
<h3 class="wp-block-heading">La condizione delle famiglie, un quadro generale</h3>
<p>Grazie ai dati pubblicati dall&#8217;istituto di statistica è possibile ricostruire un quadro sulla condizione delle famiglie che si trovano in povertà assoluta, con particolare attenzione per i <strong>nuclei che hanno minori a carico</strong>.</p>
<div id="il-207-delle-famiglie-con-3-o-piu-figli-si-trova-in-condizione-di-poverta-assoluta" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Questa rilevazione indica che le famiglie con minori in tale condizione nel 2024 erano quasi 734mila, pari al 12,3% del totale. Nelle coppie, <strong>l&#8217;incidenza del fenomeno cresce all&#8217;aumentare del numero di figli minori</strong>: 7,3% con un figlio, 10,6% con due e 20,7% con almeno tre figli. Anche le famiglie monogenitoriali con minori mostrano valori elevati (14,4%).</p>
<div id="strillo-testo-block_400466274aa56bc2824b15e548791cbd" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Investire in istruzione significa anche avere accesso a occupazioni qualificate e meglio retribuite.</p>
</section></div>
<p>I dati confermano peraltro che <strong>la condizione economica delle famiglie tende a peggiorare al diminuire del titolo di studio della persona di riferimento</strong>. L’incidenza della povertà assoluta, infatti, si attesta al 4,2% tra i nuclei in cui la persona di riferimento ha almeno un diploma di scuola superiore e raggiunge il 12,8% nel caso della licenza media. L&#8217;incidenza aumenta ulteriormente (14,4%) tra chi ha conseguito solo la licenza elementare.</p>
<div id="il-187-dei-nuclei-in-cui-la-persona-di-riferimento-e-operaio-o-assimilato-si-trova-in-poverta-assoluta" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/lincidenza-della-poverta-assoluta-tra-le-famiglie-numerose/">L&#8217;incidenza della povertà assoluta è più alta nelle famiglie numerose</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/lincidenza-della-poverta-assoluta-tra-le-famiglie-numerose/">Percentuale di famiglie con figli in povertà assoluta rispetto alla situazione familiare (2024)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_304398_tab1" role="tab" aria-controls="chart_304398_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_304398_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_304398_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/lincidenza-della-poverta-assoluta-tra-le-famiglie-numerose/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/10/lincidenza-della-poverta-assoluta-tra-le-famiglie-numerose.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/lincidenza-della-poverta-assoluta-tra-le-famiglie-numerose/">L&#8217;incidenza della povertà assoluta è più alta nelle famiglie numerose &#8211; Percentuale di famiglie con figli in povertà assoluta rispetto alla situazione familiare (2024)</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(pubblicati: martedì 14 Ottobre 2025)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/10/lincidenza-della-poverta-assoluta-tra-le-famiglie-numerose.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-304398"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Tendenzialmente <strong>un basso livello di istruzione riduce le opportunità di accesso a lavori qualificati e meglio retribuiti</strong>, accentuando la vulnerabilità economica. Questo legame emerge con particolare forza nelle famiglie con minori a carico. Tra quelle in cui la persona di riferimento è <strong>operaio o assimilato</strong>, l’incidenza della povertà assoluta raggiunge il 18,7%. Supera il 20% se la persona di riferimento è <strong>disoccupata o in cerca di occupazione</strong>. </p>
<div id="nel-2020-andria-e-barletta-erano-le-due-citta-con-la-piu-alta-percentuale-di-famiglie-monoreddito-con-figli-a-carico" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">La situazione delle famiglie nei territori</h3>
<p>Le medie nazionali e regionali offrono un quadro generale, ma spesso nascondono forti disuguaglianze interne. Per comprendere davvero dove si concentrano le situazioni di maggiore difficoltà, <strong>è fondamentale poter contare su dati territoriali il più possibile dettagliati</strong>. Disporre di informazioni aggiornate a livello comunale — e, nel caso delle grandi città, anche con maggiore livello di dettaglio — permetterebbe di individuare con precisione i contesti più fragili e di progettare interventi mirati.</p>
<p>Da questo punto di vista, l&#8217;analisi dei dati riguardanti le <strong>famiglie monoreddito con figli a carico</strong> <strong>rappresenta un importante indicatore di potenziale vulnerabilità</strong>. Tuttavia, i dati disponibili su questo specifico aspetto purtroppo provengono dalle statistiche sperimentali di Istat e riguardano esclusivamente i <strong>comuni con oltre 5mila abitanti</strong>. Inoltre <strong>il dato più recente disponibile si ferma al 2020</strong>. Sebbene allo stato attuale ciò renda complessa una ricostruzione completa e aggiornata della condizione delle famiglie con figli in Italia, si tratta di dati preziosi e utili per approfondire l&#8217;analisi.</p>
<div id="strillo-testo-block_38a8415bd531863ae4178a70941a30b0" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Dati dettagliati sulla condizione delle famiglie sono disponibili solo per i comuni con più di 5mila abitanti e risalgono al 2020.</p>
</section></div>
<p>Considerando i dati a disposizione, focalizzando l&#8217;analisi esclusivamente sui <strong>comuni capoluogo</strong>, possiamo osservare che in media la percentuale di famiglie anagrafiche monoreddito con almeno un figlio di età inferiore ai 6 anni nel 2020 era pari al <strong>17,9%</strong> rispetto al totale delle famiglie anagrafiche. Le percentuali più alte sono riportate dai comuni pugliesi di <strong>Andria</strong> (31,5%) e <strong>Barletta</strong> (28,3%), seguite dalla toscana <strong>Prato</strong> (26,7%). Da segnalare anche i dati di <strong>Napoli</strong> (24,4%) e <strong>Palermo</strong> (23,8%), casi particolarmente rilevanti visto che stiamo parlando rispettivamente del terzo e del quinto comune più popoloso d&#8217;Italia.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2020-andria-era-il-capoluogo-con-la-piu-alta-percentuale-di-famiglie-monoreddito-con-figli/">Nel 2020 Andria era il capoluogo con la più alta percentuale di famiglie monoreddito con figli</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2020-andria-era-il-capoluogo-con-la-piu-alta-percentuale-di-famiglie-monoreddito-con-figli/">I 20 comuni capoluogo con la più alta quota di famiglie monoreddito con bambini di età inferiore a 6 anni (2020).</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat (statistiche sperimentali)                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 19 Giugno 2025)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/10/nel-2020-andria-era-il-capoluogo-con-la-piu-alta-percentuale-di-famiglie-monoreddito-con-figli.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-302695"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-302695" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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</p></div>
</p></div>
<div id="strillo-testo-block_6848556cd0b363ff25ef3462b81e315c" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Sono quasi tutti del sud i capoluoghi con la più alta percentuale di famiglie monoreddito con figli.</p>
</section></div>
<p>Estendendo l&#8217;analisi ai 20 capoluoghi con la più alta quota di famiglie monoreddito con figli possiamo osservare che si tratta <strong>quasi esclusivamente di città del mezzogiorno</strong>. Oltre alla già citata Prato infatti, le uniche altre due eccezioni sono rappresentate dalla laziale <strong>Latina</strong> (22,5%) e dalla romagnola <strong>Forlì</strong> (20,2%).</p>
<p>Per quanto riguarda invece i capoluoghi con le percentuali più basse, possiamo osservare che ai primi posti troviamo i comuni sardi di <strong>Cagliari</strong> (10,9%) e <strong>Carbonia</strong> (11,6%), seguiti da <strong>Savona</strong> (12,4%). È interessante notare come sebbene in questo caso non siano presenti capoluoghi del sud continentale (e della Sicilia), troviamo invece diversi comuni della Sardegna. Oltre alle due città già citate infatti rientrano tra i primi 20 capoluoghi anche <strong>Oristano</strong> (13,3%) e <strong>Sassari</strong> (14,5%).</p>
<p>Altro elemento interessante da notare è che rientrano in questa graduatoria alcuni dei maggiori comuni italiani. Tra questi possiamo citare <strong>Genova</strong> (12,7%), <strong>Bologna</strong> (14,1%), <strong>Milano</strong> (14,2%) e <strong>Torino</strong> (14,7%). <strong>Roma</strong> invece si attesta sul 16,9%.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/a-cagliari-nel-2020-meno-dell11-di-famiglie-monoreddito-con-figli/">La percentuale più bassa di famiglie monoreddito con figli è a Cagliari</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/a-cagliari-nel-2020-meno-dell11-di-famiglie-monoreddito-con-figli/">I 20 comuni capoluogo con la più bassa quota di famiglie monoreddito con bambini di età inferiore a 6 anni (2020).</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat (statistiche sperimentali)                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 19 Giugno 2025)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/10/a-cagliari-nel-2020-meno-dell11-di-famiglie-monoreddito-con-figli.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-302697"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-302697" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/a-cagliari-nel-2020-meno-dell11-di-famiglie-monoreddito-con-figli/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Il lavoro di Istat sulle statistiche sperimentali offre una&nbsp;<strong>base preziosa per comprendere meglio la realtà a livello locale e per arricchire il dibattito pubblico con nuove evidenze</strong>. Senza queste informazioni ciò non sarebbe possibile. Purtroppo però, con i dati attualmente disponibili, ampie aree del paese rimangono escluse dall’indagine.</p>
<p>Per poter definire delle politiche mirate che siano guidate dalle evidenze dei dati&nbsp;<strong>sarebbe auspicabile garantire una disponibilità più ampia e aggiornata delle informazioni</strong>. Disporre di dati aggiornati e granulari infatti non è soltanto una questione tecnica, ma un requisito fondamentale per definire interventi mirati e realmente efficaci.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_monoreddito_2025/abruzzo.xls">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_monoreddito_2025/basilicata.xls">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_monoreddito_2025/calabria.xls">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_monoreddito_2025/campania.xls">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_monoreddito_2025/emilia_romagna.xls">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_monoreddito_2025/Fvg.xls">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_monoreddito_2025/lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_monoreddito_2025/liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_monoreddito_2025/lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_monoreddito_2025/marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_monoreddito_2025/molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_monoreddito_2025/piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_monoreddito_2025/puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_monoreddito_2025/sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_monoreddito_2025/sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_monoreddito_2025/toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_monoreddito_2025/Taa.xls">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_monoreddito_2025/umbria.xls">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_monoreddito_2025/Vda.xls">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_monoreddito_2025/veneto.xls">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/famiglie_monoreddito_2025/totale_nazionale.xls">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa <a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/">#conibambini</a> sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione. I dati relativi alla percentuale di famiglie monoreddito con almeno un figlio di meno di 6 anni sono di fonte Istat (statistiche sperimentali).</p>
<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/2-persone-sedute-sulla-sedia-nel-corridoio-aYLo12XGSY4" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Luba Ertel</a> (<a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/in-italia-piu-di-un-milione-di-minori-e-in-condizioni-di-poverta-assoluta/">In Italia più di un milione di minori è in condizioni di povertà assoluta</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lo squilibrio demografico mina il rapporto tra generazioni</title>
		<link>https://www.openpolis.it/lo-squilibrio-demografico-mina-il-rapporto-tra-generazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Sep 2025 07:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=301809</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nei prossimi vent'anni l'indice di vecchiaia potrebbe crescere a sfavore di bambini e bambine. Una condizione che pone un'ipoteca sulla condizione sociale dei minori e sulla loro futura rilevanza nella definizione delle politiche pubbliche.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/lo-squilibrio-demografico-mina-il-rapporto-tra-generazioni/">Lo squilibrio demografico mina il rapporto tra generazioni</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Venti anni fa, nel 2005, una <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2005;159" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legge dello stato</a> ha istituito il 2 ottobre come <strong>festa nazionale dei nonni</strong>. Una giornata introdotta per celebrare il ruolo svolto dagli anziani all&#8217;interno delle famiglie e della società.</p>
<p>In effetti,<strong> il ruolo delle persone anziane e dei nonni è diventato spesso cruciale</strong> <strong>in termini di</strong> <strong>contributo alla conciliazione della vita familiare</strong>. Questi infatti spesso suppliscono a <strong>carenze di lungo periodo del nostro welfare</strong>.</p>
<p>Ciò è particolarmente vero oggi, in un contesto dove <strong>stanno radicalmente cambiando gli equilibri tra generazioni, sia in termini demografici che economici</strong>. Abbiamo approfondito l&#8217;impatto della transizione demografica nel rapporto tra bambini e anziani,  anche a livello territoriale. Il <strong>rischio da scongiurare è che in un paese con sempre meno minori, anche la loro condizione perda priorità</strong> nel dibattito pubblico e nelle politiche nazionali e locali. </p>
<p>Questo squilibrio demografico crescente inoltre solleva anche interrogativi sulla <strong>tenuta del sistema previdenziale</strong>, la cui sostenibilità nel lungo periodo rischia di essere compromessa, con conseguenze che riguardano l’intera società, se non verranno posti in essere interventi mirati.</p>
<h3 class="wp-block-heading">La transizione demografica e lo squilibrio generazionale</h3>
<p>Rispetto a 20 anni fa, la società è molto cambiata. È aumentata la consistenza demografica degli anziani sul totale della popolazione. <strong>Nel 2005 infatti in Italia vivevano 2,4 milioni di persone con più di ottant&#8217;anni di età, mentre oggi sono 4,1 milioni, grosso modo a parità di popolazione</strong>.</p>
<div id="7-i-residenti-in-italia-con-oltre-80-anni-di-eta-erano-il-42-nel-2005" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">7% </span>i residenti in Italia con oltre 80 anni di età nel 2025. Erano il <span data-sheets-root="1">4,2</span>% nel 2005.</p>
</section>
<p>Proiettando il dato nei prossimi vent&#8217;anni, <strong>in uno scenario di previsione mediano la quota di over 80 potrebbe superare il 10% nel 2045</strong>.</p>
<p>Si tratta dell&#8217;esito principalmente di due fenomeni. Il primo è il <strong>positivo allungamento delle prospettive di vita</strong>. Nel 2005 infatti la speranza di vita di una persona giunta ai 65 anni d&#8217;età era inferiore a 20 anni (19,3 anni di media), mentre il dato stimato per il 2024 indica una media di 21,2 anni. Il secondo fattore ha invece a che fare con il <strong>declino nel numero di nascite</strong> che abbiamo già avuto modo di <a href="https://www.openpolis.it/in-italia-continuano-a-diminuire-le-nascite/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">raccontare</a>.</p>
<p>La conseguenza è che<strong> il rapporto tra generazioni sta diventando e si prevede diventerà sempre più squilibrato</strong>. Nel 2005 vivevano in Italia circa 10 milioni di minori, pari al 17% della popolazione; tra questi 8,2 milioni di infra-quattordicenni. Le generazioni sopra i 65 anni rappresentavano circa un quinto della popolazione (19,5%), ovvero 11,3 milioni di persone.</p>
<div id="il-rapporto-tra-generazioni-sta-diventando-e-si-prevede-diventera-sempre-piu-squilibrato-con-un-possibile-impatto-su-politiche-pubbliche-e-condizione-minorile" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2045-oltre-un-terzo-della-popolazione-potrebbe-superare-i-65-anni/">Nel 2045 oltre un terzo della popolazione potrebbe superare i 65 anni</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2045-oltre-un-terzo-della-popolazione-potrebbe-superare-i-65-anni/">Composizione percentuale della popolazione in Italia nel 2005, 2025 e 2045</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_301815_tab1" role="tab" aria-controls="chart_301815_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_301815_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/nel-2045-oltre-un-terzo-della-popolazione-potrebbe-superare-i-65-anni/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/09/nel-2045-oltre-un-terzo-della-popolazione-potrebbe-superare-i-65-anni.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2045-oltre-un-terzo-della-popolazione-potrebbe-superare-i-65-anni/">Nel 2045 oltre un terzo della popolazione potrebbe superare i 65 anni &#8211; Composizione percentuale della popolazione in Italia nel 2005, 2025 e 2045</a></div>
</p></div>
<div id="chart_301815_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_301815_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_301815_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_301815_tab3"></p>
<p>I dati si riferiscono al 1° gennaio di ogni anno. Quelli relativi al 2025 sono ancora provvisori perché stimati. Per quanto riguarda quelli al 2045 invece si tratta di una stima basata su uno scenario di previsione mediano.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(consultati: venerdì 27 Giugno 2025)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/09/nel-2045-oltre-un-terzo-della-popolazione-potrebbe-superare-i-65-anni.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-301815"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-301815" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Venti anni dopo, <strong>i dati ancora provvisori per il 2025 indicano in 14,5 milioni la popolazione  ultra-sessantacinquenne</strong> (quasi 1 residente su 4). I minori sono invece meno di 9 milioni (14,9% dei residenti), di cui <strong>7 milioni di under-14</strong>.</p>
<div id="in-italia-vivono-2-persone-con-almeno-65-anni-per-ciascun-minore-di-14-anni-nel-2045-il-rapporto-potrebbe-salire-a-3-a-1" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Il rapporto tra over-65 e under-14 (noto come indice di vecchiaia in demografia) ha quindi superato i 2 anziani per bambino. <strong>Nei prossimi anni è prevedibile che questo squilibrio aumenterà ulteriormente</strong>. Tra vent&#8217;anni, nel 2045, lo scenario di previsione mediano formulato da Istat indica che potrebbero vivere in Italia appena 6 milioni di under-14 a fronte di 19 milioni di persone con almeno 65 anni di età. Un rapporto di circa 3 a 1.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il rapporto anziani-bambini, comune per comune</h3>
<p>L&#8217;impatto di queste tendenze risulta <strong>molto diversificato sul territorio</strong>. In alcune aree del paese, ad esempio, il rapporto di 3 anziani per minore è già stato superato da anni.</p>
<p>Possiamo valutare quali zone sono le più soggette attraverso una ricostruzione dell&#8217;indice di vecchiaia a livello locale. Emerge che <strong>già nel 2022, a fronte di una media nazionale di 187,6 ultra-sessantacinquenni ogni 100 giovani sotto i 14 anni, una regione come la Liguria si stava avvicinando al fatidico rapporto di 3 a 1</strong>. Già in quell&#8217;anno erano infatti quasi 270 gli over-65 per 100 bambini residenti. Seguono <strong>Sardegna</strong> e <strong>Molise</strong>, con un indice di circa 240 nel 2022, <strong>Friuli-Venezia Giulia</strong> (231,8) e <strong>Umbria</strong> (222,8).</p>
<p>Uno sguardo alla mappa consente di vedere come sia <strong>soprattutto nelle aree interne e montane, tra l&#8217;Appennino e l&#8217;arco alpino, che il rapporto anziani giovani è maggiormente squilibrato</strong>. Tuttavia anche tra le città la situazione è molto differenziata.</p>
<div id="andria-e-crotone-sono-i-capoluoghi-con-lindice-di-vecchiaia-piu-basso-livelli-piu-elevati-in-3-citta-sarde-carbonia-cagliari-e-oristano" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/carbonia-cagliari-e-oristano-sono-i-capoluoghi-con-lindice-di-vecchiaia-piu-alto/">Carbonia, Cagliari e Oristano sono i capoluoghi con l&#8217;indice di vecchiaia più alto</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/carbonia-cagliari-e-oristano-sono-i-capoluoghi-con-lindice-di-vecchiaia-piu-alto/">Indice di vecchiaia nei comuni italiani (2022)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_301913_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/carbonia-cagliari-e-oristano-sono-i-capoluoghi-con-lindice-di-vecchiaia-piu-alto/">Carbonia, Cagliari e Oristano sono i capoluoghi con l&#8217;indice di vecchiaia più alto &#8211; Indice di vecchiaia nei comuni italiani (2022)</a></div>
</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_301913_tab3"></p>
<p>L’indice di vecchiaia è calcolato come rapporto percentuale tra la popolazione di 65 anni e più e la popolazione di età 0-14 anni. In altri termini, misura il numero di anziani presenti nella popolazione ogni 100 giovani. Più è alto il valore, più quella popolazione è anziana.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i Bambini su dati Istat (statistiche sperimentali)                                                                <br />(pubblicati: giovedì 19 Giugno 2025)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/09/carbonia-cagliari-e-oristano-sono-i-capoluoghi-con-lindice-di-vecchiaia-piu-alto.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-301913"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-301913" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>I <strong>dieci capoluoghi con l&#8217;indice di vecchiaia più basso</strong> sono, in ordine crescente: Andria (134,9 anziani ogni 100 bambini sotto i 14 anni), Crotone (143,9), Barletta (151,7), Napoli (152,6), Reggio nell&#8217;Emilia (156,1), Palermo (159,1), Catania (161,7), Trani (162,1), Latina (164,8) e Prato (165,5). Questi dati evidenziano una <strong>maggiore presenza di giovani rispetto agli anziani in queste città</strong>, con Andria che si distingue per il valore più basso.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">3 </span>capoluoghi, tutti in Sardegna, dove il rapporto ha già superato i 3 anziani per minore.</p>
</section>
<p>Al lato opposto della classifica, <strong>tra i dieci capoluoghi con l&#8217;indice di vecchiaia più alto spiccano 3 città sarde</strong>, tutte con un rapporto superiore ai 3 anziani per minore già nel 2022. Si tratta di Carbonia (350,0), Cagliari (312,5) e Oristano (300,7). Seguono altri comuni dell&#8217;Italia centro-settentrionale, anch&#8217;essi caratterizzati da un rapporto di oltre 2,5 anziani per minore: Ascoli Piceno (285,2), Biella (285,2), Ferrara (278,3), Savona (265,9), Genova (264,7), Verbania (264,0) e Trieste (262,5).</p>
<div id="lo-squilibrio-demografico-assume-rilevanza-alla-luce-dei-minori-in-poverta-assoluta-cresciuti-in-numero-dopo-la-crisi-del-2008" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Uno squilibrio da monitorare per l&#8217;impatto sui minori</h3>
<p>Nei prossimi anni questa dinamica è destinata ad acuirsi, stante il calo delle nascite in corso. In parallelo, non va sottovalutato che dopo la crisi del 2008 è <a href="https://www.openpolis.it/numeri/con-la-pandemia-si-sono-ulteriormente-allargati-i-divari-generazionali-2/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cresciuta la quota di minori che si trovano in povertà assoluta</a> e si è invertita l&#8217;incidenza della povertà tra generazioni. <strong>Nel 2005 i più in difficoltà erano proprio gli anziani</strong>. <strong>Gli effetti delle successive crisi economiche hanno invertito la situazione</strong>, colpendo in primis le famiglie lavoratrici, specialmente se giovani e in condizioni di lavoro precarie.</p>
<p>Nel 2023 <a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-minori-sono-la-fascia-deta-piu-spesso-in-poverta-assoluta/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">quasi il 14%</a> dei bambini e dei ragazzi si è trovato in povertà assoluta. <strong>Il rischio concreto è che una popolazione dove l&#8217;equilibrio tra giovani e anziani è saltato, perda di vista l&#8217;importanza dei minori</strong>. Perciò è fondamentale porre attenzione a questi aspetti e al loro sviluppo in chiave territoriale. Così da impostare politiche pubbliche nazionali e locali che tengano conto di questi scenari.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/indice_vecchiaia_2025/indice_vecchiaia_2025_abruzzo.xls">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/indice_vecchiaia_2025/indice_vecchiaia_2025_basilicata.xls">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/indice_vecchiaia_2025/indice_vecchiaia_2025_calabria.xls">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/indice_vecchiaia_2025/indice_vecchiaia_2025_campania.xls">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/indice_vecchiaia_2025/indice_vecchiaia_2025_emilia_romagna.xls">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/indice_vecchiaia_2025/indice_vecchiaia_2025_Fvg.xls">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/indice_vecchiaia_2025/indice_vecchiaia_2025_lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/indice_vecchiaia_2025/indice_vecchiaia_2025_liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/indice_vecchiaia_2025/indice_vecchiaia_2025_lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/indice_vecchiaia_2025/indice_vecchiaia_2025_marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/indice_vecchiaia_2025/indice_vecchiaia_2025_molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/indice_vecchiaia_2025/indice_vecchiaia_2025_piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/indice_vecchiaia_2025/indice_vecchiaia_2025_puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/indice_vecchiaia_2025/indice_vecchiaia_2025_sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/indice_vecchiaia_2025/indice_vecchiaia_2025_sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/indice_vecchiaia_2025/indice_vecchiaia_2025_toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/indice_vecchiaia_2025/indice_vecchiaia_2025_trentino_AA.xls">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/indice_vecchiaia_2025/indice_vecchiaia_2025_umbria.xls">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/indice_vecchiaia_2025/indice_vecchiaia_2025_Vda.xls">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/indice_vecchiaia_2025/indice_vecchiaia_2025_veneto.xls">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/indice_vecchiaia_2025/indice_vecchiaia_2025_totale_nazionale.xls">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa <a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a> sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione. I dati relativi all&#8217;indice di vecchiaia nei comuni italiani sono di fonte Istat (statistiche sperimentali).</p>
<p>Foto: <a href="https://it.freepik.com/foto-gratuito/concetto-di-genetica-degli-occhi-verdi-della-generazione-della-famiglia_2976007.htm#from_element=cross_selling__photo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Freepik</a> (<a href="https://support.freepik.com/s/topic/0TO3V000000Cla4WAC/licenses?_gl=1*xvu8h5*_gcl_au*MjEzODk0MTEzMS4xNzQ0NzM2OTkx*_ga*MTcwMzM4OTQ5MC4xNzQ0NzM2OTkx*_ga_QWX66025LC*czE3NTI1MDE4NDgkbzEwJGcxJHQxNzUyNTAxOTQyJGoyNiRsMCRoMA.." target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/lo-squilibrio-demografico-mina-il-rapporto-tra-generazioni/">Lo squilibrio demografico mina il rapporto tra generazioni</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le famiglie che non possono permettersi di andare in vacanza</title>
		<link>https://www.openpolis.it/quasi-un-terzo-delle-famiglie-con-figli-rinuncia-alle-vacanze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jul 2025 08:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=300894</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ogni estate molte famiglie sono costrette a fare a meno delle ferie. Per i minori significa rinunciare a esperienze di crescita importanti, in una dinamica che genera divari anche in termini educativi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/quasi-un-terzo-delle-famiglie-con-figli-rinuncia-alle-vacanze/">Le famiglie che non possono permettersi di andare in vacanza</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni anno, in Italia, <strong>molte famiglie si trovano a dover fare a meno delle attese vacanze estive</strong>. La difficoltà di permettersi una settimana di ferie lontano da casa riguarda anche tante famiglie con figli che, nonostante il desiderio di offrire ai propri bambini un&#8217;esperienza di svago e crescita, si trovano ad affrontare limitazioni economiche.</p>
<p>Rinunce di questo tipo non riguardano solo il tempo libero delle persone. Per&nbsp;<strong>molti bambini e ragazzi significa rinunciare a esperienze importanti</strong>, anche formative. In altri termini, un <strong>divario nella condizione sociale ed economica che comporta anche un gap nelle opportunità educative</strong>. Il classico meccanismo con cui opera la povertà educativa.</p>
<p>Abbiamo approfondito questa dinamica e quanto possono incidere questo tipo di disuguaglianze sui bambini e i ragazzi.</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
<h3 class="wp-block-heading">Una rinuncia per quasi un terzo delle famiglie con figli</h3>
<p>Nel 2024 circa il <strong>28% delle famiglie con un figlio minore non ha potuto permettersi di fare una settimana di vacanze lontano da casa</strong>. La percentuale aumenta al crescere del numero di figli. Infatti, il 30% delle famiglie con due figli minori e il <strong>44,4% di quelle con tre o più figli</strong> ha dichiarato di non potersi permettere una settimana di ferie all&#8217;anno.</p>
<div id="il-28-delle-famiglie-con-un-figlio-non-puo-permettersi-una-vacanza" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-28-delle-famiglie-con-un-figlio-non-puo-permettersi-una-vacanza/">Il 28% delle famiglie con un figlio non può permettersi una vacanza</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-28-delle-famiglie-con-un-figlio-non-puo-permettersi-una-vacanza/">Percentuale di famiglie che non possono permettersi almeno una settimana di ferie in un anno (2024)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         aria-labelledby="chart_300903_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/il-28-delle-famiglie-con-un-figlio-non-puo-permettersi-una-vacanza/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/07/il-28-delle-famiglie-con-un-figlio-non-puo-permettersi-una-vacanza.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-28-delle-famiglie-con-un-figlio-non-puo-permettersi-una-vacanza/">Il 28% delle famiglie con un figlio non può permettersi una vacanza &#8211; Percentuale di famiglie che non possono permettersi almeno una settimana di ferie in un anno (2024)</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(consultati: mercoledì 30 Aprile 2025)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/07/il-28-delle-famiglie-con-un-figlio-non-puo-permettersi-una-vacanza.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-300903"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-300903" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Una realtà che evidenzia come le difficoltà economiche vissute da tante famiglie in Italia non sia un problema unicamente in termini monetari. Si tratta anche di una condizione strutturale che limita il benessere di molte persone, in particolare dei più piccoli.</p>
<div id="una-settimana-fuori-casa-non-e-solo-unoccasione-di-svago-si-collega-direttamente-alle-opportunita-formative-di-chi-vive-in-famiglie-con-difficolta-economiche" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Le vacanze come momento di crescita personale</h3>
<p>La rinuncia a un periodo di vacanza lontano da casa non è solo una questione di svago. Può incidere profondamente sul benessere e sullo sviluppo dei bambini. Le vacanze estive rappresentano infatti per molti minori un’<strong>occasione di apprendimento informale, di socializzazione e di crescita emotiva</strong>.</p>
<p>L’assenza di queste opportunità può <strong>amplificare ulteriormente il divario tra chi ha accesso a esperienze educative e formative di qualità e chi, invece, è costretto a restare a casa per motivi economici</strong>. Un modo diverso in cui agisce la cosiddetta &#8220;trappola della povertà educativa&#8221;. </p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		La povertà educativa è la condizione in cui un bambino o un adolescente è privato del diritto all&#039;apprendimento in senso lato, dalle opportunità culturali e educative al diritto al gioco. Povertà economica e educativa si alimentano a vicenda.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/quali-sono-le-cause-della-poverta-educativa/"><br />
                &#8220;Quali sono le cause della povertà educativa&#8221;</a></span></p></div>
</section>
<p>Le famiglie che non possono permettersi una vacanza vedono i propri figli <strong>privati di momenti di gioco all’aperto, gite culturali o semplici attività che stimolano la creatività e il legame familiare</strong>. Questo svantaggio è tanto più rilevante se si considera che la crescita dei bambini non passa solo attraverso la scuola, ma anche attraverso esperienze di vita quotidiana che non sono sempre garantite in <strong>situazioni familiari meno favorevoli.</strong></p>
<h3 class="wp-block-heading">Un fenomeno difficile da monitorare</h3>
<p>Ricostruire la quota di famiglie che rinuncia alle vacanze non è semplice come potrebbe sembrare dai dati appena visti, per una serie di motivi. Come abbiamo avuto modo di <a href="https://www.openpolis.it/il-problema-di-riscaldare-la-casa-nelle-famiglie-con-figli/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">raccontare in passato</a>, in questo tipo di rilevazioni i dati possono sembrare asettici e obiettivi, ma c&#8217;è sempre un rischio di sottostimare il fenomeno.</p>
<div id="strillo-testo-block_2cf46a4cf6dfa55282db0148c9c3ffbd" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>I dati sulla deprivazione minorile hanno un forte rischio di sottostima.</p>
</section></div>
<p>La letteratura in materia (cfr. <a href="https://www.minori.gov.it/sites/default/files/report20card_2010_it_0.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Unicef, 2012</a>) ha spesso sottolineato come serva <strong>sempre ricordare che dietro ogni statistica di questo tipo c’è un genitore cui viene richiesto di segnalare la condizione di deprivazione del suo nucleo familiare e dei propri figli</strong>. Indicando ad esempio se sia in grado di portarli in vacanza, come in questo caso, oppure di riscaldare l&#8217;abitazione o ancora di avere una casa abbastanza luminosa per fare i compiti o spaziosa a sufficienza per ospitare degli amici.</p>
<p>A maggior ragione, <strong>è ancora più complesso &#8211; quando non impossibile &#8211; monitorare quanto incidano questi fenomeni sul territorio</strong>. Per avere una misura della deprivazione delle famiglie con figli piccoli, tuttavia, è possibile fare delle stime rispetto alla condizione sociale dei nuclei con minori a carico. Si può provare a ricostruirlo attraverso i dati Istat, utilizzando i dataset che l&#8217;istituto rilascia nell&#8217;ambito delle statistiche sperimentali.</p>
<h3 class="wp-block-heading">La condizione delle famiglie con figli, comune per comune</h3>
<p>Si può analizzare la <strong>quota di famiglie con figli a carico che si mantengono su un unico reddito</strong>. Una situazione che &#8211; in molti casi &#8211; rende fragili le finanze familiari e può <strong>comportare per il nucleo di dover rinunciare a questo tipo di spese</strong>.</p>
<p>L&#8217;indicatore che è possibile analizzare attraverso i dati a disposizione, nello specifico, è la <strong>quota di famiglie anagrafiche in cui è presente almeno un minore con meno di 6 anni e<br />un unico percettore di reddito</strong> sul totale delle famiglie monoreddito. Al netto di distorsioni legate all&#8217;evasione e a casi specifici (non necessariamente una famiglia monoreddito è in difficoltà economica) e del fatto che l&#8217;informazione è disponibile solo per i comuni con almeno cinquemila abitanti, si tratta dell&#8217;<strong>indicatore con la maggiore granularità territoriale a disposizione</strong>.</p>
<div id="raggiungono-quota-315-i-nuclei-monoreddito-con-figli-piccoli-a-carico-ad-andria-nel-2020" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Nel 2020 l&#8217;incidenza maggiore si è rilevata ad <strong>Andria</strong>. In questo comune in quasi un terzo dei nuclei monoreddito (31,52%) viveva almeno un minore sotto i 6 anni. Tra i 10 capoluoghi con la maggiore quota di famiglie monoreddito con figli piccoli a carico anche Barletta (28,33%), Prato (26,69%), Napoli (24,41%), Palermo (23,85%), Matera (23,52%), Crotone (23,47%), Trani (23,24%), Vibo Valentia (22,87%) e Latina (22,52%).</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2020-andria-e-stato-il-capoluogo-con-piu-famiglie-monoreddito-con-figli-piccoli-a-carico/">Nel 2020 Andria è stato il capoluogo con più famiglie monoreddito con figli piccoli a carico</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2020-andria-e-stato-il-capoluogo-con-piu-famiglie-monoreddito-con-figli-piccoli-a-carico/">Percentuale di famiglie anagrafiche in cui è presente almeno un minore con meno di 6 anni e un unico percettore di reddito sul totale dei nuclei monoreddito (2020)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_301671_tab3"></p>
<p>Dato disponibile solo per i comuni con più di 5.000 abitanti.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat (statistiche sperimentali)                                                                <br />(pubblicati: giovedì 19 Giugno 2025)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/07/nel-2020-andria-e-stato-il-capoluogo-con-piu-famiglie-monoreddito-con-figli-piccoli-a-carico.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<p><label for="embed-chart-301671"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-301671" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Le 10 città capoluogo con la minore incidenza di famiglie in questa situazione, nello stesso anno, erano Cagliari (10,86%), Carbonia (11,56%), Savona (12,41%), Trieste (12,42%), Genova (12,67%), Biella (13,01%), Pisa (13,26%), Venezia (13,27%), Oristano (13,32%) e Gorizia (13,52%).</p>
<div id="sono-18-su-24-le-citta-con-piu-nuclei-monoreddito-con-figli-a-carico-che-si-trovano-nel-mezzogiorno" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>In generale, si nota come sia <strong>soprattutto nelle città del mezzogiorno </strong>&#8211; in particolare nel sud continentale e in Sicilia &#8211; <strong>che il fenomeno incide di più</strong>. Sono 24 i capoluoghi dove oltre il 20% dei nuclei monoreddito hanno figli a carico. Di questi, 18 si trovano nell&#8217;Italia meridionale. Fanno eccezione le già citate Prato e Latina, nel centro Italia, e le emiliano-romagnole Forlì, Reggio Emilia, Rimini e Modena.</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;importanza di politiche per il benessere familiare</h3>
<p>Il dato relativo alle famiglie che non possono permettersi le vacanze si inserisce in un contesto più ampio di povertà educativa. Un fenomeno che colpisce in modo particolare le famiglie con più figli e quelle in situazioni economiche difficili. La povertà educativa non riguarda solo la mancanza di accesso a un’istruzione di qualità, ma anche la <strong>limitazione delle esperienze di apprendimento fuori dalla scuola.</strong> La possibilità di partecipare a un centro estivo, a un’attività ludico-educativa o a una semplice vacanza è un aspetto fondamentale per garantire pari opportunità di crescita per tutti i bambini. Purtroppo però non tutte le famiglie possono permetterselo.</p>
<p>Questi dati evidenziano l<strong>&#8216;urgenza di politiche, anche territoriali, che garantiscano a tutte le famiglie, indipendentemente dal reddito o dal numero di figli, l&#8217;accesso a servizi </strong>che contribuiscano al benessere e alla crescita dei minori. Un intervento per ridurre le disuguaglianze nell&#8217;accesso alle opportunità educative e formative, creando programmi di supporto per le famiglie in difficoltà economiche. Non solo di tipo monetario, ma anche in termini di servizi. In questo caso, ad esempio, <a href="https://www.openpolis.it/le-disparita-nell-accesso-a-centri-estivi-e-doposcuola/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">estendendo la possibilità di accesso ai centri estivi, oggi fortemente squilibrata tra aree del paese</a>.</p>
<p>Solo con un impegno concreto e continuo per il benessere delle famiglie e dei bambini si potrà garantire che ogni minore, indipendentemente dalla situazione economica, possa vivere esperienze che contribuiscano alla sua crescita sana e completa.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Vacanze_2025/dati_famiglie_monoreddito_2020_abruzzo.xls">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Vacanze_2025/dati_famiglie_monoreddito_2020_basilicata.xls">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Vacanze_2025/dati_famiglie_monoreddito_2020_calabria.xls">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Vacanze_2025/dati_famiglie_monoreddito_2020_campania.xls">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Vacanze_2025/dati_famiglie_monoreddito_2020_emilia_romagna.xls">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Vacanze_2025/dati_famiglie_monoreddito_2020_fvg.xls">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Vacanze_2025/dati_famiglie_monoreddito_2020_lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Vacanze_2025/dati_famiglie_monoreddito_2020_liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Vacanze_2025/dati_famiglie_monoreddito_2020_lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Vacanze_2025/dati_famiglie_monoreddito_2020_marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Vacanze_2025/dati_famiglie_monoreddito_2020_molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Vacanze_2025/dati_famiglie_monoreddito_2020_piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Vacanze_2025/dati_famiglie_monoreddito_2020_puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Vacanze_2025/dati_famiglie_monoreddito_2020_sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Vacanze_2025/dati_famiglie_monoreddito_2020_sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Vacanze_2025/dati_famiglie_monoreddito_2020_toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Vacanze_2025/dati_famiglie_monoreddito_2020_trentino_AA.xls">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Vacanze_2025/dati_famiglie_monoreddito_2020_umbria.xls">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Vacanze_2025/dati_famiglie_monoreddito_2020_vda.xls">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Vacanze_2025/dati_famiglie_monoreddito_2020_Veneto.xls">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Vacanze_2025/dati_famiglie_monoreddito_2020_totale_nazionale.xls">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati relativi alle famiglie anagrafiche in cui è presente almeno un minore con meno di 6 anni e un unico percettore di reddito sono di fonte Istat (statistiche sperimentali).</p>
<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/un-castello-di-sabbia-rosa-con-una-macchinina-giocattolo-rosa-e-una-barca-giocattolo-blu-TwJqWH988VI" target="_blank" rel="noreferrer noopener">EtaAm Ba</a> (<a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/quasi-un-terzo-delle-famiglie-con-figli-rinuncia-alle-vacanze/">Le famiglie che non possono permettersi di andare in vacanza</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
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