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	<title>Fairbnb Archivi - Openpolis</title>
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		<title>Il fenomeno dell&#8217;home sharing e la trasformazione delle città</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-fenomeno-dellhouse-sharing-e-la-trasformazione-delle-citta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Jun 2019 09:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura del dato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sharing economy è un tema fondamentale nella trasformazione sociale ed economica delle nostre società. La particolarità dell'home sharing però riguarda il suo effetto sulle città, con lo svuotamento dei quartieri da parte dei residenti e la conseguente chiusura di negozi locali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-fenomeno-dellhouse-sharing-e-la-trasformazione-delle-citta/">Il fenomeno dell&#8217;home sharing e la trasformazione delle città</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il fenomeno dell&#8217;home sharing è cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi anni modificando il modo di viaggiare di milioni di persone. La diffusione di questo nuovo modo di affittare abitazioni però ha un impatto significativo sulle città. Il numero di abitazioni presenti sul mercato per i residenti infatti si riduce e i prezzi aumentano incentivando fenomeni di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gentrificazione" target="_blank" rel="noopener noreferrer">gentrificazione</a> dei quartieri e delle principali mete turistiche.</p>
<h3>Analizzare il fenomeno dell&#8217;home sharing con i dati</h3>
<p>Il principale sito di home sharing è AirBnb con oltre 6 milioni di inserzioni in 191 paesi. Il sito però non rilascia dati pubblicamente e quindi per analizzare il fenomeno degli affitti brevi e la loro diffusione tramite questa piattaforma è necessario ricorrere ad altri metodi.</p>
<p><a href="http://insideairbnb.com" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Inside Airbnb</a> è un portale nato proprio per diffondere pubblicamente questi dati, in modo che possano essere utilizzati per fare analisi sia da parte di privati che, a maggior ragione, da parte delle amministrazioni pubbliche che vogliono regolamentare la materia.</p>
<p>Sul sito oltre a scaricare i dati, possono essere trovati report molto interessanti su diverse città turistiche. Da segnalare l&#8217;approfondimento del 2017 curato dal fondatore del sito su <a href="http://insideairbnb.com/face-of-airbnb-nyc/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">New York</a>, la città dove abita, e l&#8217;<a href="http://insideairbnb.com/face-of-airbnb-nyc/a-year-later-airbnb-as-racial-gentrification-tool.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">aggiornamento</a> all&#8217;anno successivo. Rispetto all&#8217;Italia, di particolare interesse è il <a href="http://insideairbnb.com/venice/report.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Bollettino Venezia</a>, curato da <a href="https://alice-corona.nl/bio" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Alice Corona</a> e aggiornato mensilmente.</p>
<h3>Chi è Murray Cox &#8211; Il creatore di InsideAirbnb</h3>
<p>Inside AirBnb è stato fondato da Murray Cox, vice presidente di una startup tecnologica, che si occupa del sito per passione.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>I’m just a housing activist. I believe housing is a human right; not an economic tool or a commodity.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2019-05-23/meet-murray-cox-airbnb-s-public-enemy-no-1-in-new-york" target="_blank">- Murray Cox</a>
									            </div>
        </section>
		
<p><a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2019-05-23/meet-murray-cox-airbnb-s-public-enemy-no-1-in-new-york" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Un articolo</a> di Bloomberg ci racconta meglio questa figura, i suoi rapporti con alcune municipalità, a cui fornisce i dati necessari a studiare il fenomeno ed elaborare politiche pubbliche, e soprattutto con Airbnb, tra diffidenza e difficili tentativi di dialogo.</p>
<h3>L’airificazione delle città</h3>
<p>Se le comuni piattaforme della sharing economy incidono sulle dinamiche sociali ed economiche, la particolarità di AirBnb è l&#8217;effetto ulteriore che produce sulle città. Aumento dei prezzi delle abitazioni e il conseguente svuotamento dei quartieri storici da parte dei residenti sono fenomeni che, nelle principali mete turistiche italiane, sono iniziati ben prima dell&#8217;avvento dell&#8217;home sharing.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>L&#8217;home sharing alimenta la &#8220;disneyficazione&#8221; delle città italiane.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Un problema quindi che non nasce con Airbnb ma che si alimenta grazie alla facilità del mezzo, esacerbandone effetti e criticità. Tutti questi temi sono stati affrontati dal Laboratorio Dati Economici Storici Territoriali dell&#8217;Università di Siena in uno studio dal titolo &#8220;<a href="https://usiena-air.unisi.it/retrieve/handle/11365/1018294/123748/The%20Airfication%20of%20cities.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">The airification of cities</a>&#8220;.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.che-fare.com/lairificazione-delle-citta/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi un&#8217;anteprima in italiano della ricerca<br />
<br><strong>L’airificazione delle città</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>L&#8217;argomento che il turismo di massa incentivi un modello di sviluppo squilibrato per il territorio, oltre che materia di ricerca accademica, è un tema tipico di vari movimenti di base e lotta per la casa. Non a caso una delle città dove la protesta contro Airbnb è stata più forte è <a href="https://www.linkiesta.it/it/article/2017/06/24/la-battaglia-di-barcellona-contro-il-turismo-e-airbnb/34693/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Barcellona</a>, il cui sindaco proviene proprio da questi movimenti.</p>
<h3>Airbnb e il fisco</h3>
<p>Dal punto di vista del decisore pubblico sono principalmente due i temi da considerare quando si tratta di home sharing. Da un lato l&#8217;effetto sulle città, dall&#8217;altro la questione fiscale.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Read my lips: We want to pay taxes</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.wired.com/story/inside-airbnbs-guerrilla-war-against-local-governments/" target="_blank">- Chris Lehane, Airbnb’s global head of public policy</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>Il managment di Airbnb si è sempre detto disposto ad affrontare positivamente il tema, tuttavia quando delle città o dei governi hanno tentato di regolamentare la materia della tassazione si sono spesso trovati ad affrontare l&#8217;opposizione del colosso tecnologico nelle aule di tribunale. <a href="https://www.wired.com/story/inside-airbnbs-guerrilla-war-against-local-governments/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">The Wired</a> ha dedicato un articolo ricostruendo lo scontro tra Airbnb e varie amministrazioni locali degli Stati Uniti.</p>
<p>In Italia nel 2017 il governo Gentiloni ha provato a disciplinare la materia prevedendo la cedolare secca per gli affitti di durata inferiore a 30 giorni (<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2017-04-24;50" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dl. 50/2017</a>). Anche in questo caso però Airbnb ha fatto ricorso e ne è nato un lungo <a href="https://www.wired.it/economia/business/2019/02/19/airbnb-cedolare-secca-affitti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">contenzioso</a> arrivato fino al Tar del Lazio che però, a febbraio, ha respinto il ricorso della piattaforma.</p>
<h3>L&#8217;home sharing in versione cooperativa</h3>
<p>Nel mondo della sharing economy esistono però anche realtà che cercano di offrire alternative cooperative alle pratiche estrattive dei colossi che attualmente dominano il mercato. Nel settore del home sharing un esempio è quello di <a href="https://fairbnb.coop/it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">FairBnb</a>.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/fairbnb-piattaforme-cooperative-vs-piattaforme-estrattive/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai a<br />
<br><strong>Fairbnb, piattaforme cooperative vs piattaforme estrattive</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Si tratta di una cooperativa su piattaforma che vuole offrire un servizio di affitto a breve termine alternativo a Airbnb, per contrastare gli effetti negativi del turismo peer-to-peer e ridirigere parte del plusvalore che esso genera direttamente a vantaggio delle comunità che lo ospitano.</p>
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								                    <div class="intro"><p>Ascolta la nostra intervista a Damiano Avellino, co-fondatore di Fairbnb.</p>
<p></p></div>
				            </div>
        </section>
		
<p>&nbsp;</p>
<p>Se non lo avete ancora fatto potete <a href="https://b7h3d.emailsp.com/frontend/forms/Subscription.aspx?idList=1&amp;idForm=46&amp;guid=f5db7580-08ea-4ac0-bd9e-fc14eb028cc4" target="_blank" rel="noopener noreferrer">iscrivervi alla nostra newsletter</a>. Se già fate parte della community openpolis invece potete gestire la vostra iscrizione e scegliere quali canali seguire, accedendo alla sezione dedicata nell&#8217;ultima mail che vi abbiamo inviato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-fenomeno-dellhouse-sharing-e-la-trasformazione-delle-citta/">Il fenomeno dell&#8217;home sharing e la trasformazione delle città</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fairbnb, piattaforme cooperative vs piattaforme estrattive</title>
		<link>https://www.openpolis.it/fairbnb-piattaforme-cooperative-vs-piattaforme-estrattive/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[collaboratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 May 2018 16:04:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura del dato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fairbnb vuole aiutare le comunità locali a riappropriarsi del plusvalore generato dal turismo peer-to-peer.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/fairbnb-piattaforme-cooperative-vs-piattaforme-estrattive/">Fairbnb, piattaforme cooperative vs piattaforme estrattive</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo parlato con Damiano Avellino, co-fondatore di <a href="https://fairbnb.coop/">Fairbnb</a>, una cooperativa su piattaforma che vuole offrire un servizio di affitto a breve termine alternativo a Airbnb, per contrastare gli effetti negativi del turismo <em>peer-to-peer</em> e ridirigere parte del plusvalore che esso genera direttamente nelle comunità che lo ospitano.</p>
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								                    <div class="intro"><p>Ascolta l’intervista a Damiano Avellino, co-fondatore di Fairbnb.</p>
<p></p></div>
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        </section>
		
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-25654" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/05/damiano-colori.jpeg" alt="" width="1600" height="1600" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/05/damiano-colori.jpeg 1600w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/05/damiano-colori-768x768.jpeg 768w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/05/damiano-colori-92x92.jpeg 92w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/05/damiano-colori-414x414.jpeg 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/05/damiano-colori-635x635.jpeg 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/05/damiano-colori-1026x1026.jpeg 1026w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/05/damiano-colori-250x250.jpeg 250w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<h3>Puoi raccontarci come è nato Fairbnb e quali sono le caratteristiche che ne fanno una cooperativa su piattaforma piuttosto che un’altra <em>app</em> della <em>“sharing economy”</em>?</h3>
<p>Fairbnb è un progetto che nasce in risposta all’esigenza pressante, presente soprattutto in città come Amsterdam, Venezia e Bologna, di offrire un modello alternativo ad Airbnb attraverso una piattaforma che rispetti bisogni e caratteristiche delle comunità locali. Creando scompensi soprattutto nelle città che soffrono di turismo eccessivo, prima di tutto attraverso l’aumento degli affitti, Airbnb promuove il modello della “città vetrina” che da priorità ai turisti piuttosto che ai propri abitanti.</p>
<p>Fairbnb non vuole essere una piattaforma estrattiva che genera profitto raccogliendo commissioni sulle transazioni tra i suoi utenti o estraendo valore dai loro dati, ma una cooperativa su piattaforma che ridà ai suoi utenti il potere decisionale e il controllo sugli effetti delle proprie azioni digitali.</p>
<h3>Nella vostra esperienza quale è stata la risposta delle amministrazioni locali?</h3>
<p>Ci siamo confrontati con le amministrazioni di diverse città e spesso abbiamo trovato una buona sensibilità sugli effetti avversi di Airbnb. Una su tutte è sicuramente Barcellona, che sta portando avanti un percorso di riappropriazione dei suoi spazi digitali. Un’altra è Bologna, che vive il problema del turismo eccessivo non solo dal punto di vista degli affitti in rialzo ma anche anche per gli effetti che questo ha sulla comunità locale.</p>
<p>Il cambiamento radicale che l’economia sta vivendo negli ultimi dieci anni &#8211; dove aziende il cui modello di business non si basa sulla creazione di plusvalore da scambi [di prodotti o servizi] ma sull’abilitazione dello scambio tra altri attori sono diventati gli attori più potenti &#8211; è stato talmente rapido che gli amministratori delle città non hanno avuto il tempo di farsi gli anticorpi necessari ad affrontarlo.</p>
<h3>Potresti spiegarci un po’ meglio quali sono le differenze tra Faibnb e Airbnb?</h3>
<p>Principalmente sono tre. In primo luogo Fairbnb è gestito da una cooperativa in cui, nel medio termine, gli stessi utenti saranno co-proprietari della piattaforma.</p>
<p>Essa inoltre si basa su un modello di business non estrattivista, in cui il plusvalore generato sulla piattaforma viene reinvestito nelle comunità locali. Vogliamo offrire un servizio simile a quello di Airbnb, che raccoglie la stessa commissione sulle transazioni ma ne trattiene solo la metà per finanziare la gestione e il mantenimento della piattaforma, e ne ridistribuisce l’altra metà a progetti civici locali, secondo le decisioni di viaggiatori e <em>host</em>, per alimentare un’economia solidale e di prossimità.</p>
<p>Infine Fairbnb vuole garantire trasparenze e libertà di riutilizzo dei dati che produce, così da supportare la creazione di politiche locali che regolino meglio i soggiorni a breve termine e promuovano un turismo più in sintonia con le necessità di ogni città.</p>
<h3>Pensate che proponendo un modello di business radicalmente differente possiate tenere testa a un colosso che opera da anni nel settore immobiliare, e che in questi anni ha raccolto una mole di dati talmente grande da diventare quasi imbattibile?</h3>
<p>È un po’ come Davide contro Golia: queste piattaforme crescono grazie alle centinaia di milioni di dollari raccolti dai loro investitori e, più crescono, più riescono a sfruttare l’effetto rete come barriera per proteggersi dall’entrata in campo di nuovi concorrenti. Esse tendono così a creare dei monopoli: più utenti hanno e maggiore è il valore che riescono a generare.</p>
<p>Il primo problema da risolvere, quindi, è quello dell’uovo e la gallina: se non ho una buona offerta [di appartamenti] non avrò abbastanza domanda. Nel caso di Fairbnb pensiamo di affrontare questo problema trasformando i nostri valori, in primis la ridistribuzione della ricchezza generata, nel nostro principale vantaggio competitivo. Contiamo di creare partenariati solidi in ogni territorio tramite il finanziamento di progetti locali che coinvolgano le realtà già esistenti. Pensiamo inoltre che questo sistema possa essere replicato in diversi contesti, rimanendo però adattabile alle specificità di ogni territorio.</p>
<p>Inizialmente cercheremo di attivare una nicchia di attori maggiormente interessati al turismo sostenibile, per poi espanderci partendo da questa fetta di mercato. Siamo consapevoli di dover offrire un servizio il più simile possibile a quello di Airbnb, ma che faccia leva sulle potenziali soluzioni ai problemi che esso genera. Possiamo farlo anche perché, a differenza di altre cooperative su piattaforma, non dobbiamo massimizzare il profitto dei lavoratori ma, basandoci su un <em>asset</em> materiale [gli immobili], che non ha effetti solo su chi affitta e chi viaggia ma anche sulla comunità locale, possiamo utilizzare parte dei soldi raccolti dalle commissioni per creare quel meccanismo che, attraverso il coinvolgimento di partner e comunità locali, va ad alimentare il nostro vantaggio competitivo.</p>
<h3>Augurandovi che riusciate a creare una rete di partner e utenti talmente ampia da permettervi di avere un impatto significativo sui territori, come può una cooperativa dal basso come la vostra creare una base utenti di questo livello e, successivamente, mantenere una piattaforma che un giorno potrebbe contare decine o centinaia di migliaia di utenti?</h3>
<p>Questo è uno dei problemi con cui ci siamo scontrati: essendo un progetto innovativo è difficile trovare gli strumenti legislativi utilizzabili, anche dal punto di vista societario, per garantire che il progetto rifletta i valori in cui crediamo. A differenza di Airbnb, non siamo conquistatori di territori: il nostro obiettivo è creare legami con gli attori che già vi operano. Grazie ai primi partner e ai progetti che verranno finanziati tramite la piattaforma, speriamo di riuscire a promuovere delle comunità più attente a questi temi.</p>
<p>Stiamo parlando di un mercato gigantesco: il turismo genera il 10% del PIL mondiale, e la <em>peer-to-peer accomodation</em> ne è una fetta sostanziale. Solo Airbnb fa 2.5 miliardi di dollari di reddito all’anno: sono risorse sottratte ai territori e, anche riuscissimo a recuperarne solo una piccola parte, potremmo generare un valore molto grande. Per questo stiamo cercano forme di <em>governance</em> allargata che ci permettano, in quanto cooperativa dislocata geograficamente, di garantire l&#8217;efficienza dell’iniziativa (si tratta pur sempre di affari) salvaguardando però i risvolti positivi.</p>
<p>Per quanto riguarda il mantenimento della piattaforma, abbiamo già molti partner esperti di piattaforme informatiche che curano gli aspetti tecnici del progetto. Se da una parte più utenti hai e più le cose si complicano, dall’altra le maggiori entrate dovrebbero permettere il mantenimento dell’infrastruttura tecnologica, anche perché, grazie ai partenariati sul territorio, dovremo usare meno risorse per la pubblicità.</p>
<h3>Quali sono, secondo te, le prospettive per il cooperativismo su piattaforma in Italia? Ci sono degli esempi virtuosi che vorresti vedere riprodotti nel nostro Paese?</h3>
<p>L’Italia è in una posizione interessante: il mondo delle cooperative nel nostro Paese, infatti, è molto forte e diverse realtà si stanno muovendo verso il modello innovativo delle cooperative su piattaforma. Anziché scimmiottare le start-up della Silicon Valley, vogliamo promuovere piattaforme che rappresentino realmente i bisogni delle comunità.</p>
<p>Stiamo iniziando a coinvolgere diversi attori del mondo cooperativo, ad esempio in Emilia Romagna, e troviamo che gli strumenti digitali generano molto interesse. L’obiettivo dei prossimi anni è unire gli ecosistemi, creando strumenti che aiutino le cooperative a competere nella <em>“sharing economy”</em> per riappropriarsi delle nostre piattaforme digitali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Intervista a cura di <a href="https://twitter.com/federicopvs" target="_blank" rel="noopener">Federico Piovesan.</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/fairbnb-piattaforme-cooperative-vs-piattaforme-estrattive/">Fairbnb, piattaforme cooperative vs piattaforme estrattive</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
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