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	<title>Facebook Archivi - Openpolis</title>
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		<title>La propaganda social e la difficile definizione di politica</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-propaganda-social-e-la-difficile-definizione-di-politica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Nov 2019 08:02:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=58370</guid>

					<description><![CDATA[<p>Facebook, Twitter e Google stanno prendendo direzioni diverse per affrontare il problema della propaganda social. Nell'immobilismo delle istituzioni appare sempre più complicato definire cosa voglia dire fare politica online.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-propaganda-social-e-la-difficile-definizione-di-politica/">La propaganda social e la difficile definizione di politica</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo l&#8217;ondata di attenzione mediatica intorno al tema in vista delle elezioni per il parlamento europeo, è giunto il tempo di analizzare a che punto è il dibattito sulla propaganda social</p>
<p>Le azioni di apertura messe in campo da Facebook, Twitter e Google, sotto invito della commissione europea, si sono rivelate fallimentari, provando chiaramente quanto l&#8217;autoregolamentazione non possa essere la soluzione su cui investire. <strong>Ma nel prorogato immobilismo delle istituzioni i grandi player del mercato si stanno iniziando a muovere.</strong></p>
        <section class="blockquote">
							<p>Inutile dire che Facebook, Google e Twitter stanno sbagliando, se la politica è ferma.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Twitter, attraverso il suo amministratore delegato Jack Dorsey, ha dichiarato che entro novembre<strong> non sarà più possibile sponsorizzare contenuti politici</strong>. Facebook ha invece deciso di non voler eliminare i <strong>post sponsorizzati dai politici contenenti informazioni false</strong>. Al tempo stesso iniziano a girare indiscrezioni che sia Facebook che Google vogliano <strong>eliminare il micro targeting per le inserzioni pubblicitarie politiche</strong>. Insomma tante soluzioni, tutte diverse, che non aiutano i cittadini.</p>
<p>Tutto questo sta aprendo anche un altro tema: <strong>cosa vuol dire fare politica online?</strong> Molte delle soluzioni suggerite limitano il raggio di controllo a candidati ed eventi elettorali, ma questa risposta non sembra riuscire ad intercettare tutte le sfumature della questione.</p>
<h3>La decisione presa da Twitter</h3>
<p>Lo scorso 30 ottobre Twitter ha preso l&#8217;importante decisione di progressivamente eliminare la possibilità di fare sponsorizzazioni politiche. Dietro la scelta la realizzazione che i post a pagamento compromettano <strong>il principio per cui il successo di un messaggio politico sui social debba dipendere dalle interazioni che riceve, e non dall&#8217;investimento economico</strong>.</p>
<p>Un rischio per la nostra democrazia, visto che i contenuti politici sponsorizzati possono influenzare le elezioni e quindi avere delle conseguenze sulla vita di milioni.</p>
<p><a href="https://twitter.com/jack/status/1189634360472829952" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-60895 size-full" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/11/Schermata-2019-11-07-alle-15.50.18.png" alt="" width="592" height="282" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/11/Schermata-2019-11-07-alle-15.50.18.png 592w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/11/Schermata-2019-11-07-alle-15.50.18-414x197.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/11/Schermata-2019-11-07-alle-15.50.18-350x167.png 350w" sizes="(max-width: 592px) 100vw, 592px" /></a></p>
<p><strong>È stata anche presa la decisione di sospendere le cosiddette &#8220;issue ads&#8221;</strong>, cioè quei contenuti sponsorizzati che, anche se non scritti da politici e/o partiti, trattano tematiche politiche o socialmente rilevanti. La decisione di Dorsey e di Twitter è poi soprattutto un appello alla classe dirigente mondiale.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Abbiamo bisogno di politiche e regolamentazioni che guardino al domani (cosa molto difficile da fare). Gli obblighi di trasparenza per le pubblicità sono un inizio, ma non è abbastanza. Internet fornisce nuove possibilità, e il legislatore deve pensare al domani per assicurare parità di condizioni per tutti</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://twitter.com/jack/status/1189634374758617088" target="_blank">- Jack Dorsey, AD Twitter - 30 ottobre 2019</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>La scelta è basata sulla realizzazione da parte di Twitter che essendo la tematica complessa e con delle ramificazioni serie nella nostra democrazia, sia necessario fare un passo indietro per capire come intervenire. Un intervento però che non può essere fatto dalle aziende, ma da chi prende le decisioni politiche.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">$3 milioni </span>spesi per pubblicità su Twitter dai politici Usa per le elezioni midterm 2018.</p>
			        </section>
		
<p>Se per molti la scelta è stata giusta, non sono mancate le critiche, soprattutto per le tante contraddizioni dietro al concetto di &#8220;issue ad&#8221;. Cosa si intende esattamente per &#8220;contenuto politico&#8221;? Come si fa a marcare il confine tra una dichiarazione per scopi politico/sociali e una dichiarazione normale?</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Marcare il confino tra un contenuto normale e un contenuto politico può essere molto difficile.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Ma facciamo un esempi pratico. Con le nuove regole determinati gruppi di attivisti non potranno più sponsorizzare contenuti, ma le aziende privati potranno continuare a farlo. È il caso, <a href="https://heated.world/p/exxon-climate-ads-arent-political" target="_blank" rel="noopener noreferrer">come sottolineato da HEATED</a>, dei gruppi ambientalisti che non potranno più valorizzare i loro post a favore di migliori politiche sul clima, in quanto &#8220;issue ads&#8221;, mentre colossi dell&#8217;energia come Exxon, con delle chiare agende politiche sul tema, non avranno formalmente limiti.</p>
<p><a href="https://twitter.com/emorwee/status/1191687399547518977?s=21" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-60898 size-full" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/11/Schermata-2019-11-07-alle-16.18.03.png" alt="" width="592" height="706" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/11/Schermata-2019-11-07-alle-16.18.03.png 592w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/11/Schermata-2019-11-07-alle-16.18.03-414x494.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/11/Schermata-2019-11-07-alle-16.18.03-210x250.png 210w" sizes="(max-width: 592px) 100vw, 592px" /></a></p>
<h3>La lettera dei dipendenti Facebook a Zuckerberg</h3>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.nytimes.com/2019/10/28/technology/facebook-mark-zuckerberg-letter.html?action=click&module=RelatedLinks&pgtype=Article" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lettera dei dipendenti a Zuckerberg<br />
<br><strong>Leggi</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Un paio di giorni prima che Dorsey facesse la sua dichiarazione, circa 250 dipendenti Facebook hanno scritto <strong>una lettera aperta a Mark Zuckerberg chiedendo di intervenire con migliori regole per le pubblicità politiche.</strong> Un appello al fondatore del social network basato sul credo che la libertà di espressione e i contenuti sponsorizzati non siano la stessa cosa.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>La disinformazione colpisce tutti noi. Le nostre attuali politiche sul controllo di ciò che dicono i politici o coloro che si candidano per una carica rappresentano una minaccia per ciò che Facebook rappresenta. Siamo fortemente contrari a queste politiche così come sono. Non proteggono le opinioni, ma consentono invece ai politici di usare la nostra piattaforma come un’arma, prendendo di mira le persone che credono che i contenuti pubblicati da personaggi politici siano affidabili</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.nytimes.com/2019/10/28/technology/facebook-mark-zuckerberg-letter.html?action=click&module=RelatedLinks&pgtype=Article" target="_blank">- Lettera dipendenti Facebook a Zuckerberg</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>In particolare la lettera si incentrava su 6 suggerimenti:</p>
<ul>
<li>Richiedere gli stessi standard alle pubblicità politiche, come per le altre pubblicità;</li>
<li>Trattamento grafico più netto per le pubblicità politiche;</li>
<li>Limitare le capacità di targeting per le pubblicità politiche;</li>
<li>Rispetto del silenzio elettorale;</li>
<li>Tetto alle spese dei singoli politici per le sponsorizzazioni;</li>
<li>Regole più chiare per le pubblicità politiche.</li>
</ul>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/cosa/propaganda-social/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Propaganda social<br />
<br><strong>Leggi tutti i nostri articoli</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>I punti sollevati riprendono molte dei temi su cui da tempo come openpolis chiediamo di intervenire: <strong>dal problema delle micro targetizzazioni, alla necessità di far rispettare il silenzio elettorale anche su internet.</strong></p>
<p><a href="https://www.theguardian.com/technology/2019/oct/04/facebook-exempts-political-ads-ban-making-false-claims" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Tutto questo a poche settimane dalla decisione presa da Facebook</a> di non rimuovere un video sponsorizzato da Trump contenente informazioni false su Biden.<a href="https://www.facebook.com/help/publisher/182222309230722?ref=MisinfomrationPolicyPage" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Una scelta basata sul credo</a> che il &#8220;<em>discorso politico non debba essere limitato, in quanto renderebbe le persone meno informate sulle opinioni dei candidati eletti e i personali politici sarebbero meno responsabili delle loro parole</em>&#8220;.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Facebook e Google valutano di eliminare il micro targeting per le pubblicità politiche.</p>
<p>
			        </section>
		
<p><a href="https://amp.theguardian.com/media/2019/nov/07/google-facebook-considering-ban-micro-targeted-political-ads?__twitter_impression=true" target="_blank" rel="noopener noreferrer">È notizia di questi giorni</a> poi che sia Google che Facebook stiano considerando <strong>l&#8217;eliminazione del micro targeting per le pubblicità politiche</strong>. La possibilità cioè di indirizzare determinati contenuti solamente a gruppi ristretti di elettorato, potenzialmente suggerendo proposte politiche non uguali a gruppi demografici differenti.</p>
<h3>L&#8217;esperimento (fallito) delle europee 2019</h3>
<p>Se Facebook, Google e Twitter stanno affrontando il problema in maniera diversa è anche e soprattutto perché ad oggi hanno la piena di libertà di azione sul tema. La mancanza di regolamentazione nei diversi paesi fa sì che aziende private che gestiscono servizi di online advertising siano libere di agire come meglio credono.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/propaganda-online-a-che-punto-siamo-in-vista-del-voto/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Europee2019 e propaganda online<br />
<br><strong>Leggi</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Come abbiamo avuto modo di raccontare nei mesi precedenti al voto la commissione europea era intervenuta chiedendo a Facebook, Google e Twitter, su tutti, di mettere in campo delle operazioni per rendere più trasparenti le pubblicità politiche online.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Le operazioni di trasparenza per le europee 2019 erano scoordinate e non esaustive.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Un percorso che aveva portato alla messa online di diverse piattaforme, tutte differenti, che in vario modo cercavano di rispondere alle richieste della commissione. <strong>Risposte non coordinate che di fatto non hanno reso la materia più trasparente, ma che hanno solo contribuito a fare confusione sul tema</strong>. In particolare perché su uno dei temi più caldi, quello delle micro targetizzazioni, venivano solamente fornite le variabili demografiche (età, sesso, area geografica), e non quelle di comportamento (es. utenti che seguivano determinate pagine su un social).</p>
<p>A fine ottobre è stato redatto il <a href="https://ec.europa.eu/digital-single-market/en/news/annual-self-assessment-reports-signatories-code-practice-disinformation-2019" target="_blank" rel="noopener noreferrer">primo report di auto valutazione</a> sui progressi fatti dalle diverse piattaforme. <strong>Nelle considerazioni fatte dalla commissione europea sulle auto valutazioni non sono mancanti i punti critici</strong>. Principalmente il fatto che i dati e gli strumenti messi a disposizione di ricercatori e società civile per analizzare la materia sono stati sporadici e arbitrari, non rispondendo ad esigenze di ricerca più ampie. In aggiunta i documenti forniti dai diversi player sono risultati poco dettagliati in relazione a metriche qualitative per analizzare realmente l&#8217;impatto delle operazioni messe in campo.</p>
<h3>Cosa sta facendo la politica?</h3>
<p>Se Facebook, Google e Twitter stanno andando tutti in direzioni diverse, è perché le istituzioni sono in silenzio. Sia <a href="https://www.facebook.com/zuck/posts/10107013839885441" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Zuckerberg a marzo</a> che <a href="https://twitter.com/jack/status/1189634374758617088" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Dorsey a fine ottobre</a> hanno sottolineato la chiara necessità di interventi normativi da parte della classe politica. <strong>Come riconosciuto infatti, la materia ha delle implicazioni tali sulle qualità della nostra democrazia, che certe decisioni devono essere prese da chi è eletto per prenderle.</strong></p>
        <section class="blockquote">
							<p>Sia Facebook che Twitter hanno richiesto un intervento della politica.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>La necessità di spostare la discussione sul tema nel campo della politica è soprattutto per un bisogno di trasparenza. <strong>Il dialogo deve essere aperto, e non circoscritto agli uffici dirigenziali delle grandi aziende del web.</strong> Un dialogo che deve coinvolgere non solo la politica e le piattaforme digitali, ma anche società civile, ricercatori e cittadini.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-propaganda-social-e-la-difficile-definizione-di-politica/">La propaganda social e la difficile definizione di politica</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ricomincia la propaganda online</title>
		<link>https://www.openpolis.it/ricomincia-la-propaganda-online/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2019 10:56:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=56878</guid>

					<description><![CDATA[<p>Per il lancio di Italia Viva Matteo Renzi ha speso oltre 4.000 euro in inserzioni su Facebook. Tra i grandi leader, e i principali partiti, è quello che si è mosso per primo. Ma anche Salvini ha ricominciato con le sponsorizzazioni. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/ricomincia-la-propaganda-online/">Ricomincia la propaganda online</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;inizio del secondo governo Conte ha anche sancito l&#8217;avvio di una nuova fase politica in parlamento.</p>
<p>La relativa tranquillità che ha contraddistinto questa prima parte della XVIII legislatura ha lasciato spazio ad una fase di transizione in cui tanti tasselli si stanno spostando. Tra scissioni partitiche e cambi di gruppo, lo scacchiere politico sta cambiando.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">€4.261 </span>spesi da Matteo Renzi per sponsorizzazioni su Facebook per il lancio di Italia Viva.</p>
			        </section>
		
        <section class="blockquote">
							<p>Anche Salvini, dopo 3 mesi di silenzio, ha ripreso le sponsorizzazioni su Facebook.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Con esso e con la nascita, o rilancio, di nuovi soggetti politici, è ripresa anche la propaganda politica, soprattutto quella online. <strong>Protagonista di questa partita Matteo Renzi, che per il lancio di Italia Viva ha già speso oltre 4.000 euro in inserzioni su Facebook.</strong> Tra i grandi partiti, e i loro relativi leader, sembra essere stato il primo a muoversi. Il tutto pagato con i soldi raccolti dai suoi Comitati azione civile, l&#8217;associazione lanciata dal politico toscano a fine 2018. <strong>Dopo oltre 3 mesi di silenzio, anche Salvini ha ricominciato con le sponsorizzazioni.</strong></p>
<h3>La propaganda politica, come funziona</h3>
<p>Ad oggi per la propaganda politica online non valgono le stesse regole già in campo per la tradizionale propaganda politica. Un gap normativo importante, per cui il parlamento italiano deve ancora intervenire.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/cosa/propaganda-social/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Propaganda social<br />
<br><strong>Leggi tutti i nostri articoli</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>La trasparenza del campo è quindi nelle mani delle singole realtà che forniscono questi strumenti di advertising online: su tutti facebook, google e twitter. La principale soluzione messa in piedi da queste piattaforme per aumentare la trasparenza della propaganda politica online prevede l&#8217;accreditamento ufficiale delle strutture e degli individui che intendono pubblicizzare contenuti politici. Questo comporta, per esempio, l&#8217;obbligo di fornire una serie di informazioni, tra cui chi sta pagando per l&#8217;inserzione.</p>
<p>Tra queste piattaforme, pur con molti limiti, quella che comunica il maggior numero di informazioni, e in maniera più costante, è senza dubbio Facebook. È proprio su questa piattaforma che possiamo quindi analizzare come siano cambiate le carte in tavole in queste settimane.</p>
<h3>Chi sta spendendo in questa fase</h3>
<p>Nella nuova fase politica che è cominciata diventa importante capire se la partita della propaganda social è ripresa. Grazie ai dati, seppur limitati, che fornisce Facebook è possibile ricostruire l&#8217;investimento fatto in inserzioni online nella settimana del 17-23 settembre, quella successiva alla fondazione di Italia Viva. Prendendo in considerazione i principali partiti italiani, e i loro relativi leader, appare in maniera evidente la scelta strategica fatta da Matteo Renzi.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/renzi-e-toti-come-lanciare-un-nuovo-partito/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Renzi e Toti, come lanciare un nuovo partito<br />
<br><strong>Leggi l'analisi</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Il politico, recentemente uscito dal Partito democratico, è nel bel mezzo del lancio ufficiale del suo nuovo soggetto politico Italia viva. <strong>Nella settimana successiva al lancio del partito la sua spesa ha superato i €4.000. Il tutto finanziato direttamente dai Comitati azione civile di Ritorno al futuro, </strong>l&#8217;associazione che Renzi ha utilizzato in questi mesi per raccogliere fondi e aggregare consenso.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-comitati-di-renzi-hanno-raccolto-oltre-mezzo-milione-da-inizio-2019/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Donazioni da privati<br />
<br><strong>Vedi quanti soldi ha raccolto Renzi</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Scorrendo l&#8217;elenco delle inserzioni possiamo vedere come la tipologia di contenuti scelti dall&#8217;ex premier vari molti: da post a <a href="https://www.facebook.com/ads/library/?active_status=all&amp;ad_type=political_and_issue_ads&amp;country=IT&amp;q=Matteo%20Renzi&amp;view_all_page_id=113335124914" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sostegno di Emma Marrone</a>, a quelli sulla <a href="https://www.facebook.com/ads/library/?active_status=all&amp;ad_type=all&amp;country=IT&amp;q=Matteo%20Renzi&amp;view_all_page_id=113335124914" target="_blank" rel="noopener noreferrer">politica internazionale</a>, passando per quelli <a href="https://www.facebook.com/ads/library/?active_status=all&amp;ad_type=all&amp;country=IT&amp;q=Matteo%20Renzi&amp;view_all_page_id=113335124914" target="_blank" rel="noopener noreferrer">&#8220;pubblicitari&#8221; per presentare il nuovo movimento</a>.  In totale tra il 17 e il 23 settembre i post sponsorizzati sono stati 17.</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/ads/library/?active_status=all&amp;ad_type=all&amp;country=IT&amp;q=Matteo%20Renzi&amp;view_all_page_id=113335124914" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-56906 size-full" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/09/Schermata-2019-09-25-alle-10.41.17.png" alt="" width="790" height="1158" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/09/Schermata-2019-09-25-alle-10.41.17.png 790w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/09/Schermata-2019-09-25-alle-10.41.17-768x1126.png 768w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/09/Schermata-2019-09-25-alle-10.41.17-414x607.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/09/Schermata-2019-09-25-alle-10.41.17-635x931.png 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/09/Schermata-2019-09-25-alle-10.41.17-171x250.png 171w" sizes="(max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a></p>
<p>L&#8217;investimento da parte di Renzi in questo senso sembra essere completo, e soprattutto ben coordinato. <strong>Grazie alla raccolta fondi portata avanti dai suoi Comitati azione civile, come abbiamo recentemente raccontato, l&#8217;uscita dal Partito democratico e il lancio di Italia viva ha potuto beneficiare di un budget iniziale considerevole</strong>. Soldi che, tra le altre cose, ora vengono spesi in propaganda online.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/renzi-e-toti-come-lanciare-un-nuovo-partito/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Renzi, e il lancio del nuovo partito<br><strong>Vai all'articolo</strong></a>.</p>
        </section>
		
            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/per-il-lancio-di-italia-viva-renzi-ha-speso-e4-000-in-propaganda-social/">Per il lancio di Italia Viva Renzi ha speso €4.000 in propaganda social</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/per-il-lancio-di-italia-viva-renzi-ha-speso-e4-000-in-propaganda-social/">Spesa per inserzioni politiche su facebook, dal 17 al 23 settembre 2019</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_56885_tab3"><p>Sono state dichiarate le spese ufficiali su Facebook dei principali partiti italiani, e dei loro rispettivi leader. Se un partito o un politico non viene mostrato, vuol dire che la spesa è stata zero.</p>
</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>dati Facebook ad library elaborazione openpolis                                                            </p>
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						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="per-il-lancio-di-italia-viva-renzi-ha-speso-e4-000-in-propaganda-social"></div>
						                        
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                            </div>

			
<p>Tra i principali leader politici nazionali analizzati, e i relativi partiti di appartenenza, i dati di Renzi sembrano essere fuori scala. Mettendo insieme tutti gli altri numeri si arriva a malapena agli 800euro di investimento, un quinto di quanto speso dall'ex presidente del consiglio. <a href="https://www.facebook.com/ads/library/?active_status=inactive&amp;ad_type=all&amp;country=IT&amp;q=Giorgia%20Meloni&amp;view_all_page_id=38919827644" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Giorgia Meloni è il secondo politico che ha speso di più, 231 euro</a>,  seguita da <a href="https://www.facebook.com/ads/library/?active_status=inactive&amp;ad_type=all&amp;country=IT&amp;q=Giovanni%20Toti&amp;view_all_page_id=1419354464978596" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Giovanni Toti, con 174 euro</a>.</p>
<p>Quest'ultimo, anch'egli fresco di scissione dal suo partito di appartenenza, in questo caso Forza Italia, non sembra aver ancora deciso di investire massivamente in propaganda online, anche se <strong>il numero di inserzioni è in crescita: 15 da inizio settembre, di cui 7 solamente nell'ultima settimana. </strong></p>
        <section class="blockquote">
							</p>
<p>Toti utilizza le sponsorizzazioni sia per post istituzionali da governatore, sia per quelli politici da leader di Cambiamo!</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Negli ultimi giorni si è infatti intensificata l'attività social di Toti. Dal punto di vista comunicativo si mescolano inserzioni "istituzionali", che vengono cioè fatte in quanto governatore della regione Liguria e che trattano temi strettamente territoriali, ed altre invece dal tono più "politico", lanciando il neo nato partito e promuovendo iniziative di alleati politici come Fratelli d'Italia.</p>
<p><strong>C'è quindi molta confusione comunicativa,</strong> confermando ancora una volta quanto sia poco appropriato portare avanti contemporaneamente due incarichi del genere: da un lato leader nazionale di partito (incarico politico), e dall'altro governatore di regione (incarico istituzionale).</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/ads/library/?active_status=inactive&amp;ad_type=all&amp;country=IT&amp;q=Giovanni%20Toti&amp;view_all_page_id=1419354464978596" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-57058 size-full" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/09/Schermata-2019-09-26-alle-09.36.40.png" alt="" width="794" height="1235" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/09/Schermata-2019-09-26-alle-09.36.40.png 794w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/09/Schermata-2019-09-26-alle-09.36.40-768x1195.png 768w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/09/Schermata-2019-09-26-alle-09.36.40-414x644.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/09/Schermata-2019-09-26-alle-09.36.40-635x988.png 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/09/Schermata-2019-09-26-alle-09.36.40-161x250.png 161w" sizes="(max-width: 794px) 100vw, 794px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Ricomincia la campagna elettorale?</h3>
<p>Questi numeri segnalano in maniera chiara che qualcosa sta cambiando.<strong> Ne è prova il fatto che anche Matteo Salvini, dopo 3 mesi di silenzio, abbia ricominciato a sponsorizzare contenuti su Facebook.</strong> Non lo faceva da fine maggio, e ha ripreso proprio nelle ultime settimane con 2 inserzioni: una contro il governo Conte, attaccando la possibile tassa sulle merendine di cui si è tanto parlato in questi giorni, e una sulle elezioni regionali in Umbria che si terranno da qui a breve.</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/ads/library/?active_status=inactive&amp;ad_type=all&amp;country=IT&amp;q=Matteo%20Salvini&amp;view_all_page_id=252306033154" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-56908 size-full" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/09/Schermata-2019-09-25-alle-11.09.53.png" alt="" width="416" height="669" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/09/Schermata-2019-09-25-alle-11.09.53.png 416w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/09/Schermata-2019-09-25-alle-11.09.53-414x666.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/09/Schermata-2019-09-25-alle-11.09.53-155x250.png 155w" sizes="(max-width: 416px) 100vw, 416px" /></a></p>
<p>Insomma oltre alla nascita di nuovi schieramenti, e al cambio di governo, sembra realmente cominciata una nuova fase politica. Con nuovi soggetti alla ribalta, vedi Italia Viva e Cambiamo!, ed altri che sono passati dalla maggioranza all'opposizione, come la Lega, le prossime settimane vedranno certamente un intensificarsi della propaganda online.</p>
<p>Foto credit: <a href="https://www.facebook.com/matteorenziufficiale/photos/a.10151728379389915/10156851941144915/?type=3&amp;theater" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Facebook - Matteo Renzi</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/ricomincia-la-propaganda-online/">Ricomincia la propaganda online</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Propaganda online, a che punto siamo in vista del voto</title>
		<link>https://www.openpolis.it/propaganda-online-a-che-punto-siamo-in-vista-del-voto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Apr 2019 07:40:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=41756</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le soluzioni messe in campo da Facebook, Twitter e Google per le elezioni europee lasciano ancora molte zone d'ombra. Il parlamento italiano dovrebbe intervenire, ma non fa nulla.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/propaganda-online-a-che-punto-siamo-in-vista-del-voto/">Propaganda online, a che punto siamo in vista del voto</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Manca un mese e mezzo alle elezioni del parlamento europeo, ed è ora possibile iniziare ad analizzare le iniziative che i grandi del web hanno lanciato per rispondere alle richieste della commissione europea nel campo delle sponsorizzazioni social.</p>
<p><strong>Ad oggi infatti la cosiddetta propaganda politica online, sui social e internet più in generale, non è ancora correttamente normata.</strong> Questo sia perché in paesi come l&#8217;Italia non vengono imposte le regole già in essere per la normale propaganda elettorale anche a quella online, sia perché i grandi del web che forniscono servizi di <em>advertisement</em> online hanno livelli di trasparenza ancora troppo bassi.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/elezioni-europee-mancano-ancora-regole-chiare-per-la-propaganda-online/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Elezioni europee, mancano ancora regole chiare per la propaganda online<br><strong>Leggi</strong></a>.</p>
        </section>
		
        <section class="blockquote">
							<p>Gli strumenti lanciati non bastano, e il parlamento italiano continua a non intervenire.</p>
<p>
			        </section>
		
<p><a href="https://ec.europa.eu/digital-single-market/en/news/roadmaps-implement-code-practice-disinformation" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nelle roadmap firmate</a> lo scorso autunno da Facebook, Twitter e Google sotto invito della commissione europea, i diversi stakeholder si erano impegnati ad introdurre nella primavera del 2019 soluzioni che rendessero più trasparenti i meccanismi della propaganda elettorale sul web. Alcuni di questi strumenti sono ormai online da un paio di settimane, e le criticità sembrano già essere evidenti. Le soluzioni implementate infatti forniscono poche informazioni, non danno un quadro chiaro della situazione, e provano ancora una volta come l&#8217;autoregolamentazione non può essere la strada da precorrere.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/a-caccia-di-voti-con-le-sponsorizzazioni-social/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Come funzionano le sponsorizzazioni social<br />
<br><strong>La nostra analisi per le politiche 2018</strong></a>.</p>
        </section>
		
<h3>I capitoli precedenti</h3>
<p>Ad aprile dello scorso anno la commissione europea era intervenuta per cercare di arrivare alle elezioni europee preparata. Nella comunicazione al parlamento europeo “<a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52018DC0236&amp;from=EN" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Contrastare la disinformazione online: un approccio europeo</a>” aveva tentato di affrontare in maniera diretta il tema delle pubblicità online, richiedendo alle piattaforme digitali e all’industria pubblicitaria di conseguire, tra gli altri, i seguenti obiettivi:</p>
<ul>
<li>migliorare significativamente il vaglio delle inserzioni pubblicitarie;</li>
<li>garantire trasparenza circa i contenuti sponsorizzati, in particolare per quanto riguarda i messaggi pubblicitari di natura politica e le campagne di sensibilizzazione;</li>
<li>la realizzazione di un archivio;</li>
<li>intensificare e dimostrare l’efficacia degli sforzi impiegati per chiudere i profili falsi;</li>
<li>offrire alle organizzazioni e al mondo accademico accesso alle piattaforme di dati (in particolare tramite interfacce per programmi applicativi).</li>
</ul>
<p>Un problema particolarmente rilevante, considerando che in paesi come il nostro, la propaganda online non è assolutamente regolamentata. Sia la <a href="http://www.senato.it/1050?testo_generico=23&amp;voce_sommario=64" target="_blank" rel="noopener noreferrer">legge 515 del 1993</a> infatti, che regola lo svolgimento delle campagne elettorali, che la <a href="http://www.ilsole24ore.com/SoleOnLine4/Speciali/2006/politiche2006/L_212_04_04_1956.pdf?cmd%3Dart" target="_blank" rel="noopener noreferrer">212 del 1956</a>, che invece norma in concreto le propagande elettorali, non sono ancora state integrate ed adattate al largo utilizzo che la classe politica fa dei social e degli strumenti di comunicazione online. Questo comporta una serie di problemi:</p>
<ul>
<li>nella scheda di rendicontazione spese che bisogna consegnare alle fine di ogni campagna elettorale non vi è l’obbligo di includere le spese per la propaganda online;</li>
<li>a differenza di quanto avviene per i manifesti elettorali, nelle pubblicità online non vi è l’obbligo di comunicare il mandatario (colui che finanza l’inserzione);</li>
<li>l’obbligo di silenzio elettorale, che vige dal giorno precedente del voto, non ha applicazione, almeno in maniera chiara, per internet.</li>
</ul>
<p>Come conseguenza le informazioni disponibili sulla propaganda elettorale svolta su internet, ed in particolare sui social network, sono poche e soprattutto non strutturate in un modo che permetta un pieno monitoraggio della materia.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Camminando per strada tutti vediamo gli stessi manifesti elettorali, su internet ognuno di noi vede pubblicità politiche differenti.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Questo è un problema perché mentre tutti vediamo gli stessi manifesti elettorali, parlando della tradizionale propaganda elettorale, ogni singolo utente su internet vede contenuti pubblicitari differenti, e questo ovviamente ha delle implicazioni che non si possono ignorare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il parere della commissione</h3>
<p>A fine <a href="http://europa.eu/rapid/press-release_STATEMENT-19-1757_en.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">marzo la commissione europea ha pubblicato la sua relazione mensile sui progressi fatti dalle piattaforme online</a> nell&#8217;ambito degli impegni presi.</p>
<p>I commissari Andrus Ansip, Věra Jourová, Julian King e Mariya Gabriel hanno dato un parere ampiamente positivo sull&#8217;avanzamento delle roadmap, ma andando a vedere nel dettaglio le novità, molti dubbi rimangono.<strong> La commissione infatti nota con piacere, definendolo persino un raggiungimento importante, che Google, Twitter e Facebook abbiano confermato che i diversi tool scelti saranno messi online entro le elezioni europee di maggio.</strong></p>
<p>Definire tale conferma come un avanzamento positivo appare certamente esagerato considerando che la sottoscrizione degli impegni risale allo scorso autunno, quasi 6 mesi fa, che al giorno del voto manca ormai poco più di 1 mese, e che tutto questo processo è stato attivato proprio in vista delle elezioni europee.</p>
<p>Gli unici commenti negativi riguardano la necessità di aumentare il numero di informazioni fornite per valutare le iniziative messe in campo per contrastare sia i bot che gli account falsi. La commissione ha poi incoraggiato le 3 aziende a lavorare più attivamente con ricercatori e attivisti soprattutto sui dati degli account non autentificati che sono stati individuati e rimossi.</p>
<h3>Nelle mani dell&#8217;autoregolamentazione</h3>
<p>Nei singoli report presentati dalle varie strutture poi viene fatto il punto sulle specifiche novità introdotte in questi mesi. Novità che ricordiamo sono introdotte in spirito di autoregolamentazione da parte delle piattaforme, e che non seguono indicazioni coordinate su quali debbano essere esattamente le informazioni rilasciate al pubblico e i dati forniti a ricercatori e attivisti.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Difficile chiamare le linee guida della commissione europee delle vere linee guida, sono troppo vaghe.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Questa mancanza di indicazioni dettagliate era già emersa nell&#8217;<a href="https://ec.europa.eu/newsroom/dae/document.cfm?doc_id=54456" target="_blank" rel="noopener noreferrer">opinione pubblicata dal sounding board</a> chiamato ad esprimersi sul Code of practice fatto firmare dalla commissione. Opinione che sottolineava come persino il definire quanto chiesto come “auto-regolamentazione” fosse fuorviante, in quanto mancavano da parte della commissione europea chiare linee guida da seguire, metodi di valutazione e obiettivi comuni.</p>
<p>Le iniziative in questione replicano quanto già messo in campo altrove, principalmente negli Stati Uniti. Ma andiamo con ordine.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.facebook.com/ads/library/?active_status=inactive&ad_type=political_and_issue_ads&country=IT" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Libreria inserzioni di Facebook<br />
<br><strong>visita</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>La libreria delle inserzioni di Facebook, già pubblicata nel mese di marzo, dà la possibilità di vedere i dati su tutte le inserzioni relative a contenuti di natura politica o temi di interesse pubblico all&#8217;interno dell&#8217;Unione europea pubblicati da marzo del 2019. Archivio che conserverà ogni singola inserzione nella libreria per 7 anni.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Ad oggi la libreria dei post su politici su facebook risulta vuota.</p>
<p>
			        </section>
		
<p><strong>Navigando lo strumento per i principali politici e partiti nazionali però non risultano essere state fatte, dall&#8217;avvio dell&#8217;iniziativa, sponsorizzazioni di nessun tipo</strong>. Verosimile o meno, sta di fatto che l&#8217;elemento della ricerca rende più difficile intercettare il fenomeno. Il tool infatti non fornisce un quadro immediato e completo delle sponsorizzazioni politiche, ma è necessario andarsele a cercare di volta in volta, pagina per pagina.</p>
<p>Dubbi sorgono in generale sul funzionamento del strumento di per sé, visto che cercando qualsiasi pagina che fa inserzioni in modo ricorrente per scopi pubblicitari e non politici, non vengono mostrati risultati di alcun tipo.</p>
<p>Negli Stati Uniti il progetto è già attivo e funzionante da mesi, e fornisce quantomeno una fotografia del fenomeno. Una volta selezionato il profilo di interesse, quello che gli utenti hanno a disposizione è una visualizzazione come quella qui riprodotta che si riferisce al presidente Usa Donald Trump.</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/ads/library/?active_status=inactive&amp;ad_type=all&amp;country=US&amp;q=Donald%20J.%20Trump&amp;view_all_page_id=153080620724" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-42280 size-full" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/04/Schermata-2019-04-11-alle-11.00.44.png" alt="" width="1187" height="1001" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/04/Schermata-2019-04-11-alle-11.00.44.png 1187w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/04/Schermata-2019-04-11-alle-11.00.44-768x648.png 768w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/04/Schermata-2019-04-11-alle-11.00.44-414x349.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/04/Schermata-2019-04-11-alle-11.00.44-635x535.png 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/04/Schermata-2019-04-11-alle-11.00.44-1026x865.png 1026w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/04/Schermata-2019-04-11-alle-11.00.44-296x250.png 296w" sizes="(max-width: 1187px) 100vw, 1187px" /></a></p>
<p>Oltre alla spesa totale, e alcuni informazioni sulla natura della pagina, viene fornito l&#8217;elenco delle sponsorizzazione attive e non attive fatte nei mesi. Per ogni post poi, vengono indicati i dati relativi all&#8217;inserzione (spesa e durata dalla campagna), con i dettagli del pubblico (sesso, età, genere e location) che ha visualizzato il contenuto. <strong>Ovviamente questo elemento rappresenta un limite: non vengono mostrati i target selezionati, ma bensì le statistiche demografiche generali su chi ha visualizzato l&#8217;inserzione.</strong></p>
<p><a href="https://www.facebook.com/ads/library/?active_status=inactive&amp;ad_type=all&amp;country=US&amp;q=Donald%20J.%20Trump&amp;view_all_page_id=153080620724" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-42282 size-full" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/04/Schermata-2019-04-11-alle-11.14.40.png" alt="" width="556" height="1113" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/04/Schermata-2019-04-11-alle-11.14.40.png 556w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/04/Schermata-2019-04-11-alle-11.14.40-414x829.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/04/Schermata-2019-04-11-alle-11.14.40-125x250.png 125w" sizes="(max-width: 556px) 100vw, 556px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per Twitter la situazione non migliora di molto. Il <a href="https://business.twitter.com/en/help/ads-policies/restricted-content-policies/political-content/eu-political-content.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">lancio dell&#8217;iniziativa anche nell&#8217;Unione europea</a>, avvenuto l&#8217;11 marzo scorso, costringe ora gli inserzionisti a seguire un <a href="https://business.twitter.com/en/help/ads-policies/restricted-content-policies/political-content/how-to-get-certified.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">processo di certificazione</a> ben preciso. Qui lo strumento di ricerca è più immediato, nel senso che per singola area di riferimento, nel nostro caso l&#8217;Unione europea, viene mostrato l&#8217;elenco dei soggetti accreditati, e per ognuno il numero di inserzioni fatte. Un passo in avanti perché l&#8217;individuazione delle sponsorizzazione politiche qui è più facile rispetto all&#8217;interfaccia di Facebook.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://ads.twitter.com/transparency/i/political_advertisers" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Centro trasparenza sugli annunci di Twitter<br />
<br><strong>Visita</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Ad oggi l&#8217;unico partito registrato è il <a href="https://ads.twitter.com/transparency/PES_PSE" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Partito socialista europeo</a>, per cui è possibile vedere: l&#8217;elenco dei post sponsorizzati, che vengono etichettati come &#8220;campagna politica&#8221;, e il dettaglio dei finanziamenti effettuati tramite carta di credito (esborso ed intestatario).</p>
<p><a href="https://ads.twitter.com/transparency/PES_PSE/tweet/1103910233779261444" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-42285 size-full" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/04/Schermata-2019-04-11-alle-11.18.29.png" alt="" width="617" height="576" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/04/Schermata-2019-04-11-alle-11.18.29.png 617w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/04/Schermata-2019-04-11-alle-11.18.29-414x386.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/04/Schermata-2019-04-11-alle-11.18.29-268x250.png 268w" sizes="(max-width: 617px) 100vw, 617px" /></a></p>
<p><strong>Per ogni singola sponsorizzazione poi vengono forniti alcuni dei parametri selezionati:</strong> durata della campagna, target selezionati, spesa totale e numero di visualizzazioni. Interessante anche la sezione &#8220;pubblico effettivo&#8221; in cui sono mostrati i dati demografici degli utenti realmente raggiunti dalla campagna: fasce d&#8217;età, aree metropolitane, genere, lingua e regione.</p>
<p>Per esempio nel tweet riportato qui sopra in onore dell&#8217;8 marzo, come target erano stati selezionati solo un numero circoscritto di paesi, e solamente le donne. L&#8217;investimento economico era stato inferiore ai 100 euro, per un numero di visualizzazioni che non superava le 1.000 unità.</p>
<p><a href="https://ads.twitter.com/transparency/i/campaign/erj50" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-42286 size-full" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/04/Schermata-2019-04-11-alle-11.17.50.png" alt="" width="611" height="785" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/04/Schermata-2019-04-11-alle-11.17.50.png 611w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/04/Schermata-2019-04-11-alle-11.17.50-414x532.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/04/Schermata-2019-04-11-alle-11.17.50-195x250.png 195w" sizes="(max-width: 611px) 100vw, 611px" /></a></p>
<p>In un certo senso quindi Twitter, a differenza di Facebook, mostra i due lati della medaglia: <strong>i parametri inseriti dall&#8217;inserzionista, come anche l&#8217;effettivo pubblico che ha visualizzato i post.</strong></p>
<p>I limiti comunque ci sono anche per questo tipo di iniziativa.<strong> Uno su tutti, il fatto che non è possibile scaricare le informazioni (<a href="https://www.facebook.com/ads/library/api/?source=archive-landing-page" target="_blank" rel="noopener noreferrer">su Facebook vengono fornite delle Api per la consultazione dei dati</a>) rende molto difficile analizzare realmente la portata del fenomeno</strong>. Una migliore regolamentazione della materia passa soprattutto per una sua maggiore comprensione.</p>
<p>Sarà ora interessante vedere l&#8217;evoluzione dello strumento perché, e questo rappresenta un altro problema, ad oggi un solo partito in tutta Europa ha portato a termine l&#8217;intero processo di accreditamento per fare sponsorizzazioni su twitter.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://transparencyreport.google.com/political-ads/home" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Portale per la trasparenza di Google<br />
<br><strong>Vai</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Per quanto riguarda Google la versione europea del portale creato negli Stati Uniti non è ancora disponibile. Come annunciato dall&#8217;azienda di Mountain View nel report mensile fornito alla commissione, l&#8217;Ad transparency report per le elezioni europee sarà introdotto nel mese di aprile, e mostrerà tutte le pubblicità politiche online della piattaforma. <strong>Aspetto interessante è che sullo strumento di Google è possibile scaricare i dati in formato csv, rendendo quantomeno possibile analizzare per sommi capi la grandezza fenomeno.</strong></p>
<h3>In attesa del parlamento</h3>
<p>Sulla mancanze di regole chiare nei singoli paesi è intervenuto anche Mark Zuckerberg.</p>
<p>In lungo post su Facebook dello scorso 30 marzo il fondatore del social network ha trattato diversi temi: contenuti dannosi, integrità elettorale, privacy e portabilità dei dati.</p>
            <section class="facebook">
                <div class="facebook-content">
					                        <amp-facebook width="632" height="310"
                                      layout="responsive"
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                        </amp-facebook>
					                </div>
            </section>
			
<p>Sul tema specifico delle pubblicità politiche online poi Zuckerberg affronta la questione in maniera diretta. <strong>Denuncia la mancanza di leggi al livello nazionale, sottolineando che quando ci sono spesso si limitano al periodo elettorale, e soprattutto ai candidati.</strong> Due variabili che condizionano fortemente la capacità di intercettare il fenomeno nella sua interezza.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Le leggi sulla pubblicità politica online si concentrano principalmente sui candidati e sulle elezioni, piuttosto che sulle questioni politiche divisorie in cui abbiamo visto più tentativi di interferenza. Alcune leggi si applicano solo durante le elezioni, anche se le campagne di informazione sono non stop. E ci sono anche domande importanti su come le campagne politiche utilizzano dati e targeting. Riteniamo che la legislazione debba essere aggiornata per riflettere la realtà delle minacce e stabilire gli standard per l&#8217;intero settore.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.facebook.com/4/posts/10107013839885441?sfns=mo" target="_blank">- Mark Zuckerberg - 30 marzo 2019</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>L&#8217;invito di aggiornare la legislazione viene quindi anche da Zuckerberg, che riconosce l&#8217;importanza di un intervento normativo statale per affrontare pienamente la materia.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>L&#8217;autoregolamentazione porta a tante piccole soluzioni diverse che non aiutano a risolvere il problema.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Come abbiamo dimostrato gli esempi di autoregolamentazione portano tutti a soluzioni differenti, con informazioni variegate e con limiti (nonché pregi) diversi. Iniziare ad imporre delle regole comuni almeno al livello nazionale rappresenta sicuramente il primo step per affrontare il problema.</p>
<p>Dal canto suo il parlamento italiano continua però a rimanere in silenzio, e il governo giallo-verde guidato da Giuseppe Conte insiste nel non considerare il problema una priorità da affrontare prima delle prossime elezioni per il parlamento europeo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/propaganda-online-a-che-punto-siamo-in-vista-del-voto/">Propaganda online, a che punto siamo in vista del voto</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Propaganda politica su Facebook, le novità lanciate dal social</title>
		<link>https://www.openpolis.it/propaganda-politica-su-facebook-le-novita-lanciate-dal-social/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jul 2018 10:47:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=26617</guid>

					<description><![CDATA[<p>Due le novità, di cui una già disponibile anche in Italia. Gli utenti possono vedere i post sponsorizzati di qualsiasi pagina, raccolti in un'apposita sezione</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/propaganda-politica-su-facebook-le-novita-lanciate-dal-social/">Propaganda politica su Facebook, le novità lanciate dal social</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da quando abbiamo lanciato la nostra campagna per il monitoraggio della propaganda politica sui social la materia, oltre a essere rimasta al centro del dibattito pubblico, ha avuto numerose evoluzioni.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/propaganda-politica-sui-social-servono-regole-chiare-trasparenza/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Propaganda politica sui social, servono regole chiare e trasparenza<br />
<br><strong>Leggi il nostro appello</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>L&#8217;ultima proprio in queste settimane, con l&#8217;<a href="https://newsroom.fb.com/news/2018/06/transparency-for-ads-and-pages/" target="_blank" rel="noopener">introduzione da parte di Facebook</a> di due novità.</p>
<h3>Le sponsorizzazioni attive</h3>
<p>È ora possibile navigare su qualsiasi pagina Facebook e vedere l&#8217;elenco dei post sponsorizzati attivi in quel momento. Facciamo un esempio con la <a href="https://www.facebook.com/pg/radicali/ads/?ref=page_internal" target="_blank" rel="noopener">pagina dei Radicali italiani</a> per rendere il tutto un po&#8217; più chiaro.</p>
<p>Ogni pagina fan ha ora un tab sulla sinistra chiamato &#8220;Informazioni e inserzioni&#8221;, in cui <strong>viene pubblicato l&#8217;elenco delle inserzioni attive gestite da quel profilo</strong>. In aggiunta viene anche data la possibilità di monitorare tutte le volte che la pagina ha cambiato nome nel tempo.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-26621" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/07/novità-inserzioni-facebook.png" alt="" width="1045" height="1063" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/07/novità-inserzioni-facebook.png 1045w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/07/novità-inserzioni-facebook-768x781.png 768w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/07/novità-inserzioni-facebook-414x421.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/07/novità-inserzioni-facebook-635x646.png 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/07/novità-inserzioni-facebook-1026x1044.png 1026w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/07/novità-inserzioni-facebook-246x250.png 246w" sizes="(max-width: 1045px) 100vw, 1045px" /></p>
<p>In questo caso Radicali italiani sta sponsorizzando un solo contenuto, e non ha mai modificato il nome della pagina da quando è stata creata il 4 maggio del 2010. Parliamo di informazioni preziose, ma comunque limitate. Gli utenti infatti non hanno un storico delle inserzioni, e non è possibile accedere ad un archivio storicizzato. Questione che però viene affrontata grazie alla seconda novità introdotta da Facebook.</p>
<h3>L&#8217;archivio della propaganda politica su Facebook</h3>
<p>Il secondo elemento nuovo lanciato dal social di Palo Alto è un <a href="https://www.facebook.com/politicalcontentads/?active_status=all&amp;ad_type=ads-with-political-content" target="_blank" rel="noopener">archivio delle inserzioni con contenuti di natura politica</a>. Già <a href="https://newsroom.fb.com/news/2018/05/ads-with-political-content/" target="_blank" rel="noopener">presente negli Stati Uniti da maggio</a>, sarà estesto anche al Brasile in vista delle prossime elezioni generali di ottobre.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.facebook.com/politicalcontentads/?active_status=all&ad_type=ads-with-political-content" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Archivio Facebook delle pubblicità politiche<br />
<br><strong>Consulta</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p><strong>L&#8217;archivio include le inserzioni di Facebook e Instagram che sono state classificate come inserzioni con contenuti di natura politica</strong> o relativi a questioni nazionali di importanza pubblica. Ad esempio, potreste trovare inserzioni sui candidati eletti, candidati per cariche pubbliche o temi come l&#8217;istruzione o l&#8217;immigrazione. <strong>Contiene tutte le inserzione che sono state avviate dal 7 maggio 2018, e queste saranno disponibili per circa 7 anni</strong>.</p>
<p>Navigare l&#8217;archivio è molto interessante, e vengono fornite <strong>una serie di informazioni che fino ad oggi non erano disponibili</strong>. Innanzitutto, visto che parliamo di sponsorizzazioni di contenuti politici, vengono rese disponibili sia quelle attive, che quelle non attive.</p>
<p>Per entrambe le tipologie poi, vengono comunicate le prestazioni delle inserzioni. <strong>Dall&#8217;ammontare di soldi spesi per la sponsorizzazione</strong> (non viene esposta la cifra esatta, ma una fascia di spesa), <strong>al numero di visualizzazioni, passando per tutti i dettagli del pubblico</strong> (età, sesso e luogo). Le informazioni sono poi disponibili per inserzionista (<a href="https://www.facebook.com/politicalcontentads/?active_status=all&amp;ad_type=ads-with-political-content&amp;view_all_page_id=153080620724" target="_blank" rel="noopener">qui per esempio tutte quelle del presidente Trump</a>).</p>
<p>L&#8217;archivio è disponibile in italiano, ma non ancora in Italia, nel senso che non è possibile per gli utenti <a href="https://www.facebook.com/help/180607332665293" target="_blank" rel="noopener">segnalare contenuti politici</a>, e visualizzare quelli che riguardano il nostro paese. Navigandolo è possibile trovare alcuni contenuti e post scritti da politici italiani (<a href="https://www.facebook.com/politicalcontentads/?active_status=all&amp;ad_type=ads-with-political-content&amp;q=sindaco" target="_blank" rel="noopener">come in questi casi</a>), ma solo perché, probabilmente erroneamente, sono stati selezionati utenti americani come target di riferimento.</p>
<h3>E in Italia?</h3>
<p>Per ora ancora nulla. Anche se, grazie al lavoro che abbiamo portato avanti in questi mesi, un <a href="http://propaganda.openpolis.it/" target="_blank" rel="noopener">archivio delle sponsorizzazioni di politici e partiti su Facebook è già disponibile</a>.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="http://propaganda.openpolis.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Propaganda politica su Facebook in Italia<br />
<br><strong>Naviga il nostro archivio</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Rilanciando il <a href="https://www.openpolis.it/political-ad-collector-monitoriamo-le-pubblicita-politiche-su-facebook/" target="_blank" rel="noopener">Political Ad Collector</a> creato da <a href="https://www.propublica.org/article/help-us-monitor-political-ads-online" target="_blank" rel="noopener">ProPublica</a>, testata indipendente americana, da oltre 5 mesi monitoriamo quotidianamente la propaganda social nel nostro paese. Abbiamo raccolto oltre 1.000 inserzioni, grazie al contributo degli utenti che hanno deciso di installare l&#8217;estensione sul proprio browser (<a href="https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/facebook-ad-collector/" target="_blank" rel="noopener">qui per Firefox</a> e <a href="https://chrome.google.com/webstore/detail/facebook-political-ad-col/enliecaalhkhhihcmnbjfmmjkljlcinl?hl=it" target="_blank" rel="noopener">qui per Chrome</a>).</p>
<p><strong>Mentre Facebook prende piccoli passi avanti verso la trasparenza, in Italia la legislazione in materia sembra ancora essere molto indietro</strong>. Gli aspetti centrali che vanno risolti riguardano due leggi: la <a href="http://www.senato.it/1050?testo_generico=23&amp;voce_sommario=64" target="_blank" rel="noopener">515 del 1993</a> e la <a href="http://www.ilsole24ore.com/SoleOnLine4/Speciali/2006/politiche2006/L_212_04_04_1956.pdf?cmd%3Dart" target="_blank" rel="noopener">212 del 1956</a>. La prima regola lo svolgimento delle campagne elettorali per le elezioni sia della camera che del senato, disciplinando l’obbligo di pubblicità per spese e contributi relativi al periodo elettorale. La seconda legge invece regola in maniera specifica la propaganda elettorale, più precisamente il cosiddetto silenzio elettorale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto credit &#8211; <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=50996200" target="_blank" rel="noopener">By Maurizio Pesce from Milan, Italia &#8211; Mark Zuckerberg on stage at Facebook&#8217;s F8 Developers Conference 2015, CC BY 2.0</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/propaganda-politica-su-facebook-le-novita-lanciate-dal-social/">Propaganda politica su Facebook, le novità lanciate dal social</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Persuasori social, il rapporto del progetto Punto Zero</title>
		<link>https://www.openpolis.it/persuasori-social-il-rapporto-del-progetto-punto-zero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jun 2018 12:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=25868</guid>

					<description><![CDATA[<p>Presentata la relazione sulla trasparenza nelle campagne elettorali digitali. Molti i punti in comune con il nostro monitoraggio della propaganda social.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/persuasori-social-il-rapporto-del-progetto-punto-zero/">Persuasori social, il rapporto del progetto Punto Zero</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Su iniziativa del <a href="https://www.centroriformastato.it/" target="_blank" rel="noopener">Centro per riforma dello stato</a>, il <a href="https://nexa.polito.it/" target="_blank" rel="noopener">Nexa center for internet &amp; society</a> e della <a href="http://www.pr-foundation.org/" target="_blank" rel="noopener">P&amp;r foundation</a> è stato lanciato a dicembre del 2017 il <a href="https://nexa.polito.it/punto-zero" target="_blank" rel="noopener">progetto Punto Zero</a>.</p>
<p>Il Progetto Punto Zero è un laboratorio partecipato per l’innovazione critica. Consiste in un percorso strutturato di indagine, analisi, formazione, confronto ed elaborazione di interventi di policy, ed è dedicato ai principali attori/decisori dei processi di innovazione digitale che presentano, immediatamente o in prospettiva, implicazioni critiche per la società. Uno dei primi argomenti che è stato affrontato è quello dei &#8220;<strong>persuasori social&#8221;, con un focus dedicato alla trasparenza e democrazia nelle campagne elettorali digitali.</strong></p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://nexa.polito.it/punto-zero" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Progetto Punto Zero<br />
<br><strong>Scopri tutte le informazioni</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Il 30 maggio scorso si è tenuta la <a href="https://nexa.polito.it/persuasori-social" target="_blank" rel="noopener">prima presentazione dei risultati</a>. Con <strong>Fabio Chiusi</strong> (Coordinatore del progetto Punto Zero), <strong>Giulio De Petra</strong> (Centro per la Riforma dello Stato) e <strong>Antonio Santangelo</strong> (Centro Nexa for Internet e Society del Politecnico di Torino) <strong>era presente anche openpolis</strong>, che ha partecipato al laboratorio insieme a partiti politici, agenzie di comunicazione, autorità indipendenti, piattaforme digitali, sindacati, ordini professionali, giornalisti ed esperti.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.centroriformastato.it/wp-content/uploads/Persuasori-Social-Finale-per-stampa.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Persuasori social: trasparenza e democrazia nelle campagne elettorali digitali<br />
<br><strong>Leggi il rapporto completo</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p><strong>Nello specifico hanno contribuito al lavoro</strong>: Vittorio Alvino (fondazione openpolis), Dino Amenduni (Proforma), Anna Ascani (Partito Democratico), Laura Bononcini (Facebook Italia), Carmelo Caravella (Consulta dell’innovazione – CGIL), Eugenio Cau (Il Foglio), Diego Ciulli (Google Italia), Piero De Chiara (Agcom), Mirella Liuzzi (Movimento Cinque Stelle), Cinzia Maiolini (SLC CGIL), Michele Mezza (Ordine dei giornalisti), Vanna Palumbo (Giornalista), Massimiliano Pennone (Reti), Claudio Riccio (Sinistra Italiana), Mario Tedeschini Lalli (GEDI).</p>
<h3>Cosa c&#8217;è nel rapporto</h3>
<p>Internet e i social media stanno rapidamente mutando il volto delle campagne elettorali, con la diffusione di messaggi politici a pagamento personalizzati, e dunque diversi, per ciascun utente, senza che tutti gli altri ne siano a conoscenza (“dark ads”).</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Sui social la politica viene &#8220;venduta&#8221; come un prodotto commerciale, personalizzando e targetizzando le pubblicità per raggiungere utenti specifici.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Un&#8217;evoluzione della rivoluzione commerciale della targetizzazione delle pubblicità arrivata ormai anche al mondo della politica, facendo però sollevare numerose questioni. <strong>Il primo è che la politica non è un prodotto, e trattare i due ambiti nello stesso modo è ovviamente problematico</strong>. Il perché è evidente: le dark ads possono contenere bugie, e i politici possono quindi decidere di veicolare determinati messaggi ad un pubblico, e di veicolarne di opposti ad un altro.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Il problema non è avere accesso a tutte le sfumature semantiche con cui un candidato cerca di vendere le sue idee. Il problema è di democrazia. Perché quando i messaggi diventano effimeri — la durata di una campagna pubblicitaria, se non addirittura di un refresh — e visibili solo in maniera altamente selettiva — da un bersaglio, ma non da tutti gli altri — il rischio che al loro interno si annidino bugie, e che quelle bugie passino inosservate, si moltiplica.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://nexa.polito.it/persuasori-social" target="_blank">- Persuasori Social: trasparenza e democrazia nelle campagne elettorali digitali</a>
									            </div>
        </section>
		
<p><span style="font-family: Roboto, -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;"><strong>A questo poi è collegato il concetto di viralità</strong>. Come per i prodotti commerciali, sui social è sicuramente la cosa più ricercata. Questo comporta un mutamento del messaggio politico per farlo diventare il più accattivante possibile, anche a costo di colorarlo in maniera ideologicamente estrema, arrivando all&#8217;assurdo di scrivere cose false. Proprio per questo motivo la materia delle <strong>dark ads è strettamente collegata a quello delle fake news</strong>. </span></p>
<p>Il trattare la politica come un bene commerciale può avere delle degenerazioni preoccupanti, soprattutto vista la mancanza di una regolamentezione ad hoc. Un caso molto curioso che viene citato nel rapporto riguarda quanto avvenuto a giugno del 2017 in Gran Bretagna:</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>L’opacità che finora ha caratterizzato le pubblicità personalizzate sul social network consente a chi è disposto a spendere di più, per occuparne gli spazi, di “sovrastare” chi ha meno fondi. [&#8230;] La strategia è stata adottata dai Conservatori per occupare tutti gli slot pubblicitari che una campagna di attivisti per portare i giovani al seggio aveva cercato di riservare per sé in una zona chiave, perché “in bilico”: Delyn, nel nord del Galles. Inizialmente, le ads avevano funzionato, e a prezzi economici. “Ma il giorno prima della scadenza per registrarsi al voto”, spiega un’attivista, “i prezzi sono schizzati in alto. Prima avevamo pagato circa 1,08 sterline a click; poi è più che raddoppiato. A un certo punto era arrivato a 3,40 sterline a click. E visto che le pubblicità su Facebook richiedono una ‘puntata’ per uno slot libero, significa che qualcun altro stava puntando più forte contro di noi per gli stessi slot”. Il tutto, in assenza totale di qualsivoglia regolamentazione che garantisca la democraticità dell’assegnazione.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://nexa.polito.it/persuasori-social" target="_blank">- Persuasori Social: trasparenza e democrazia nelle campagne elettorali digitali</a>
									            </div>
        </section>
		
<p><strong>L&#8217;aspetto forse più interessante dello studio riguarda proprio l&#8217;impatto delle dark ads e soprattutto delle fake news</strong>. Molti degli studiosi che vengono citati sono concordi nel dire che in realtà l&#8217;efficacia misurata è molto limitato in termini elettorali. Gli utenti tendono comunque a leggere i messaggi alla luce delle loro preferenze precedenti, e la quantità di disinformazione e propaganda generata è comunque molto bassa se confrontata con la mole enorme di contenuti generati dai mass media e dai candidati stessi.</p>
<h3>La campagna openpolis &#8220;Pac&#8221; per monitorare la propaganda social</h3>
<p>Il tema è comunque rilevante. Come ricorda il rapporto, il Consiglio d&#8217;Europa a novembre 2017 ha calcolato &#8220;che oltre un terzo della spesa pubblicitaria avviene su canali digitali, sorpassando la televisione per la prima volta nel 2015&#8221;.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/propaganda-politica-sui-social-servono-regole-chiare-trasparenza/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Propaganda politica sui social, servono regole chiare e trasparenza<br />
<br><strong>Vai all'articolo</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p><strong>Non a caso durante tutta la recente campagna elettorale nazionale, abbiamo avviato il primo monitoraggio della propaganda social dei partiti e candidati su Facebook</strong>. Abbiamo invocato la necessità di regole chiare e trasparenza in materia, soprattutto alla luce di leggi non adatte ai tempi in cui viviamo.</p>
        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Partecipa alla campagna, scarica PAC per il tuo browser</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://chrome.google.com/webstore/detail/facebook-political-ad-col/enliecaalhkhhihcmnbjfmmjkljlcinl?hl=it">Chrome</a></p><p><a href="https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/facebook-ad-collector/">Firefox</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		
<p>In particolare la necessità di modificare sia la <a href="http://www.senato.it/1050?testo_generico=23&amp;voce_sommario=64" target="_blank" rel="noopener">legge 515 del 1993</a>, che regola lo svolgimento delle campagne elettorali disciplinando l’obbligo di pubblicità per spese e contributi relativi al periodo elettorale, che la <a href="http://www.ilsole24ore.com/SoleOnLine4/Speciali/2006/politiche2006/L_212_04_04_1956.pdf?cmd%3Dart" target="_blank" rel="noopener">212 del 1956</a>, che norma i tempi della propaganda elettorale e del cosiddetto silenzio elettorale.</p>
<p><a href="https://www.openpolis.it/political-ad-collector-monitoriamo-le-pubblicita-politiche-su-facebook/" target="_blank" rel="noopener">Molto del lavoro che abbiamo svolto si è incentrato sul lancio in Italia del Political Ad Collector</a>, strumento di monitoraggio civico lanciato da ProPublica. Grazie al contributo degli utenti che hanno installato l&#8217;estensione abbiamo raccolto oltre 1.000 post sponsorizzati su Facebook da partiti e candidati in questi mesi.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="http://propaganda.openpolis.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Propaganda social &#8211; I post politici sponsorizzati su Facebook<br />
<br><strong>Vai all'archvio completo</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Un archivio che abbiamo reso pubblico e liberamente consultabile, in cui è anche possibile vedere quali parametri sono stati inseriti dagli inserzionisti (partiti e politici) per profilare la tipologia di utente che volevano raggiungere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/persuasori-social-il-rapporto-del-progetto-punto-zero/">Persuasori social, il rapporto del progetto Punto Zero</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Amministrative 2018, aiutateci a monitorare la propaganda sui social</title>
		<link>https://www.openpolis.it/amministrative-2018-aiutateci-a-monitorare-la-propaganda-sui-social/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 May 2018 12:01:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=25384</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sei un cittadino, attivista o giornalista di un comune che andrà al voto? Abbiamo bisogno del tuo aiuto per monitorare la propaganda politica su Facebook alle prossime elezioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/amministrative-2018-aiutateci-a-monitorare-la-propaganda-sui-social/">Amministrative 2018, aiutateci a monitorare la propaganda sui social</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 10 giugno andranno al voto oltre <a href="http://dait.interno.gov.it/documenti/elenco_enti_amministrative_2018.pdf" target="_blank" rel="noopener">700 comuni italiani</a>. Una tornata elettorale importante, sia per la portata delle città coinvolte, sia per la particolare fase politica che stiamo vivendo. Un&#8217;occasione per rilanciare uno dei nostri ultimi progetti:<strong> il monitoraggio della propaganda politica sui social.</strong></p>
        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Partecipa alla campagna, scarica PAC per il tuo browser</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://chrome.google.com/webstore/detail/facebook-political-ad-col/enliecaalhkhhihcmnbjfmmjkljlcinl?hl=it">Chrome</a></p><p><a href="https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/facebook-ad-collector/">Firefox</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		
<h3>Le sponsorizzazioni social</h3>
<p>Attraverso i like che mettiamo e le condivisioni che facciamo, Facebook, come anche Google e la maggior parte delle grandi piattaforme web, analizza i nostri comportamenti. Queste informazioni poi vengono utilizzate in una serie di servizi che le piattaforme stesse offrono ai loro clienti inserzionisti. Il caso d’uso più ricorrente è proprio quello delle sponsorizzazioni. Quando qualcuno vuole potenziare la viralità di un contenuto, ampliandone il cosiddetto “<a href="http://vincos.it/2017/12/12/calcola-la-reach-facebook/" target="_blank" rel="noopener"><em>reach</em></a>” (portata in italiano), lo può sponsorizzare. Quest’operazione permette di selezionare specifiche caratteristiche degli utenti che si vogliono raggiungere.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Ciò che facciamo su Facebook contribuisce alla nostra profilazione come utenti.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Caratteristiche che nel loro insieme contribuiscono a definire il profilo del singolo utente e che possono essere di vario tipo: geografiche (es. utenti che abitano nella regione Puglia), demografiche (es. che hanno tra i 18 e i 25 anni), di comportamento (es. persone che seguono una squadra di calcio, una band, un gruppo politico, etc.) e che si traducono in preferenze. Tutte queste informazioni sono utilizzate per definire pubblico e obiettivo della campagna, massimizzando l’investimento della sponsorizzazione.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/le-sponsorizzazioni-social-nelle-politiche-2018/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Le sponsorizzazioni social nelle politiche 2018<br><strong>Vai all'articolo</strong></a>.</p>
        </section>
		
<h3>Il Political Ad Collector</h3>
<p>A settembre del 2017 <a href="https://www.propublica.org/" target="_blank" rel="noopener">ProPublica</a> (testata giornalistica indipendente e non profit basata negli USA) ha lanciato Pac, <a href="https://www.propublica.org/article/help-us-monitor-political-ads-online" target="_blank" rel="noopener">Political Ad Collector</a>, uno strumento per monitorare proprio le pubblicità politiche online, in particolare su Facebook. <strong>Come openpolis abbiamo curato la versione italiana del progetto</strong>, avviando la raccolta, grazie al contributo degli utenti che hanno installato l&#8217;applicazione, dei post che politici e partiti hanno sponsorizzato durante l&#8217;ultima campagna elettorale. Lavoro che ci ha portato alla pubblicazione di un <a href="http://propaganda.openpolis.it/" target="_blank" rel="noopener">archivio gratuito e consultabile da tutti</a>, che permette anche di visionare quali tipi di utenti volevano essere raggiunte dai politici.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="http://propaganda.openpolis.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Propaganda politica sui social<br />
<br><strong>Naviga l'archivio completo</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>La sfida che ci siamo posti è quella di mantenere il monitoraggio attivo in maniera permanente, focalizzandoci di volta in volta su eventi politici di rilievo. Ultima analisi in ordine di tempo, ha riguardato <a href="https://www.openpolis.it/la-propaganda-sui-social-per-il-2x1000/" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;utilizzo che è stato fatto delle sponsorizzazioni nelle diverse campagne per il 2&#215;1000 dei partiti italiani.</a></p>
<h3>Le amministrative 2018: il coinvolgimento di cittadini, attivisti e giornalisti</h3>
<p>Il prossimo obiettivo è quello di analizzare le imminenti elezioni locali che si terranno il prossimo 10 giugno. Per le molte città che andranno al voto abbiamo però bisogno dell&#8217;aiuto di cittadini, attivisti e giornalisti locali. Per la natura stessa dello strumento infatti non tutti gli utenti ricevono sul proprio newsfeed gli stessi post sponsorizzati,<strong> a maggior ragione quando con molta probabilità avranno come target solo gli utenti attivi nelle città coinvolte</strong>. Una caratteristica che rende fondamentale un&#8217;iniziativa come questa, unico modo per comprendere e monitorare in maniera efficace il fenomeno.<strong> </strong>Più utenti dei comuni in questione installano l&#8217;estensione, più i risultati saranno affidabili e completi.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Se abiti in un comune che va al voto, dacci una mano a monitorare la propaganda sui social dei candidati.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Se abitualmente l&#8217;efficacia del progetto si basa sulla sua capacità di raggiungere un pubblico eterogeneo, con profili diversi per attività su Facebook, in questa occasione è anche necessario essere capillari, e coinvolgere un alto numero di utenti che abitano nelle città al voto. In maniera particolare ci piacerebbe coinvolgere i media locali.</p>
<p><strong>Ai giornalisti e alle redazioni chiediamo di <a href="mailto:fondazione@openpolis.it" target="_blank" rel="noopener">contattarci</a> (fondazione@openpolis.it) per avviare un monitoraggio ad hoc sui comuni al voto. </strong>Ecco in breve in cosa consiste la collaborazione:</p>
<ul>
<li>Diffusione del progetto, e coinvolgimento dei propri lettori per l&#8217;installazione dell&#8217;estensione;</li>
<li>Elenco delle pagine Facebook dei candidati e partiti locali;</li>
</ul>
<p>In cambio forniremo alle redazioni e ai giornalisti tutti i post sponsorizzati raccolti che avevano come focus le diverse città, offrendo anche la nostra assistenza per analisi e commenti dei dati.<strong> L&#8217;idea è quella di capire come candidati e partiti locali utilizzano le sponsorizzazione su Facebook per fare propaganda nelle elezioni che più di tutte richiedono un forte radicamento sul territorio.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/amministrative-2018-aiutateci-a-monitorare-la-propaganda-sui-social/">Amministrative 2018, aiutateci a monitorare la propaganda sui social</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La propaganda sui social per il 2&#215;1000</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-propaganda-sui-social-per-il-2x1000/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 May 2018 12:29:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=25339</guid>

					<description><![CDATA[<p>Post sponsorizzati su Facebook per raggiungere un pubblico più ampio, e aumentare i ricavi del 2x1000. Le strategie dei partiti sui social.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-propaganda-sui-social-per-il-2x1000/">La propaganda sui social per il 2&#215;1000</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;utilizzo dei social per fare politica è sempre più diffuso.</p>
<p>Diventati ormai il principale mezzo per comunicare con elettori e cittadini, <strong>stanno diventando piano piano anche il mezzo predominante per raccogliere fondi</strong>. Aboliti i rimborsi elettorali, che erano automatici e commisurati ai voti raccolti dalla lista alle elezioni, il finanziamento pubblico è diventato un’opzione lasciata ai contribuenti in sede di dichiarazione dei redditi. Se vogliono, possono scegliere una forza politica cui destinare il 2×1000 della propria irpef. Se non scelgono nessuno, quella quota dell’imposta resta allo stato.</p>
        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Con la dichiarazione dei redditi, i contribuenti possono decidere di destinare una quota della loro irpef (lo 0,2%, cioè il cosiddetto 2&#215;1000) a un partito anziché allo stato. Questa forma di finanziamento non va confusa con il 5&#215;1000 (destinato ad associazioni) e con l&#8217;8&#215;1000 (destinato alle confessioni religiose).</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/cose-2x1000-ai-partiti/">
                "Che cos&#8217;è il 2&#215;1000 ai partiti"</a></span>

            </div>
        </section>
		
<p>In questi mesi quindi, <a href="https://www.openpolis.it/i-partiti-alla-prova-del-2x1000/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">come abbiamo avuto modo di raccontare</a>, i partiti stanno portando avanti le loro rispettive campagne di comunicazione per cercare di sfruttare il più possibile questa nuova forma di finanziamento pubblico indiretto.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/a-caccia-di-voti-con-le-sponsorizzazioni-social/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">A caccia di voti con le sponsorizzazioni social<br />
<br><strong>Vai all'articolo</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Tra i vari mezzi utilizzati anche le sponsorizzazioni social, strumento che openpolis ha analizzato lungamente durante <a href="https://www.openpolis.it/le-sponsorizzazioni-social-nelle-politiche-2018/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">la recenti elezioni politiche</a>, presentando il <a href="http://propaganda.openpolis.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">primo archivio in Italia</a> contenente i post sponsorizzati su Facebook da partiti e politici.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="http://propaganda.openpolis.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Propaganda social<br />
<br><strong>Naviga l'archivio completo</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Un lavoro che è stato possibile grazie al <a href="https://www.openpolis.it/political-ad-collector-monitoriamo-le-pubblicita-politiche-su-facebook/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">lancio in Italia del Political Ad Collector</a>, strumento di monitoraggio civico creata a fine 2017 da ProPublica, testata giornalistica indipendente e non profit basata negli USA.</p>
        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Partecipa alla campagna, scarica PAC per il tuo browser</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://chrome.google.com/webstore/detail/facebook-political-ad-col/enliecaalhkhhihcmnbjfmmjkljlcinl?hl=it">Chrome</a></p><p><a href="https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/facebook-ad-collector/">Firefox</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		
<p><strong>In queste settimane, grazie al contributo degli utenti che hanno installato l&#8217;estensione, stiamo raccogliendo i post dei partiti per ottenere il 2&#215;1000 degli elettori.</strong> Ovviamente gli spunti di interesse non mancano, cominciando dalla confusione comunicativa tra i diversi soggetti politici coinvolti.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>I partiti stanno utilizzando le sponsorizzazioni su Facebook per le loro campagne 2&#215;1000.</p>
<p>
			        </section>
		
<h3>I partiti protagonisti</h3>
<p>Le ultime elezioni hanno visto la nascita di partiti politici nuovi, spesso come unione di diversi movimenti già esistenti. Tra questi Liberi e uguali (Leu), creato dalla fusione di Articolo 1 &#8211; Mdp, Sinistra italiana e Possibile. Per ricevere il 2&#215;1000 però bisogna essere iscritti al <a href="http://www.parlamento.it/1067" target="_blank" rel="noopener noreferrer">registro dei partiti</a>, cosa che al momento esclude Leu. Per questo motivo i diversi soggetti stanno portando avanti delle campagne di comunicazione autonome.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="http://propaganda.openpolis.it/?search=2x1000&lang=it-IT" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Propaganda social per il 2&#215;1000<br />
<br><strong>Naviga tutti i post sponsorizzati</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p><strong>Articolo 1 &#8211; Mdp ha deciso utilizzare le sponsorizzazioni su Facebook per raggiungere un pubblico più ampio.</strong> Oltre a un claim che richiama apertamente Leu &#8220;Liberi, uguali e trasparenti&#8221;, è possibile analizzare, grazie all&#8217;utilizzo di Pac, quali sono stati i target inseriti. Come spesso avviene l&#8217;utilizzo che viene fatto da parte dei partiti delle diverse variabili è abbastanza standard, delineando una strategia generalmente contenitiva.<strong> Ricordiamo a questo proposito che attraverso le nostre attività online Facebook, come anche Google e altri rivenditori di servizi analoghi, profilano gli utenti, permettendo agli inserzionisti di selezionare specifiche cerchie di persone che si vogliono raggiungere</strong>. In questo caso sono stati selezionati tutti i maggiorenni che abitano in Italia, e che sono interessati alla sinistra.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-25381" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/05/2x1000-liberi-e-uguali.png" alt="" width="508" height="520" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/05/2x1000-liberi-e-uguali.png 508w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/05/2x1000-liberi-e-uguali-414x424.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/05/2x1000-liberi-e-uguali-244x250.png 244w" sizes="(max-width: 508px) 100vw, 508px" /></p>
<p>Discorso simile per quanto riguarda l&#8217;attività social di Rifondazione comunista, partito che, come fatto da Art.1-Mdp, richiama l&#8217;attività elettorale di un altro schieramento. <strong>Il suo segretario, Maurizio Acerbo, nell&#8217;incentivare i suoi follower a donare il 2&#215;1000 a Rifondazione, rivendica il ruolo del partito nell&#8217;avventura elettorale di Potere al popolo</strong>. Ancora una volta abbiamo un movimento politico che non siede in parlamento, che evoca soggetti che hanno partecipato alle ultime elezioni per ottenere il 2&#215;1000.<strong> Una complessità comunicativa figlia della fase politica che stiamo vivendo.</strong></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-25386" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/05/2x1000-rifondazione-comunista.png" alt="" width="512" height="893" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/05/2x1000-rifondazione-comunista.png 512w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/05/2x1000-rifondazione-comunista-414x722.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/05/2x1000-rifondazione-comunista-143x250.png 143w" sizes="(max-width: 512px) 100vw, 512px" /></p>
<p>Altro partito che è impegnato nella campagne del 2&#215;1000 utilizzando le sponsorizzazioni social, e che non si è presentato alle elezioni autonomamente, è Energie per l&#8217;Italia di Stefano Parisi.<strong> Qui il neo consigliere regionale nel Lazio, ma già consigliere comunale a Milano, circoscrive gli utenti che vuole raggiungere a quelli che abitano nella regione Lazio.</strong></p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/filo-diretto-comune-regione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il doppio incarico di Stefano Parisi<br />
<br><strong>Fattibilità e opportunità</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-25387" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/05/Enerige-per-lItalia-2x1000.png" alt="" width="500" height="659" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/05/Enerige-per-lItalia-2x1000.png 500w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/05/Enerige-per-lItalia-2x1000-414x546.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/05/Enerige-per-lItalia-2x1000-190x250.png 190w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>Protagonista assoluto, almeno fino a ora e almeno per quanto raccolto ad oggi, è <strong>il Partito democratico, che più degli altri partiti sta approfittando di questo strumento per raccogliere fondi</strong>. Ricordiamo i limiti del nostro archivio: non contiene tutti i post sponsorizzati da partiti e politici, ma solo quelli che finiscono nel news feed degli utenti che hanno installato l&#8217;estensione.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="http://propaganda.openpolis.it/?search=dona+il+2x1000+al+Pd&lang=it-IT" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Tutti i i post sponsorizzati dal Partito democratico per il 2&#215;1000<br><strong>Vai all'archvio</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Ciò detto l&#8217;attività del Pd è sicuramente da sottolineare. A oggi sono stati raccolti <a href="http://propaganda.openpolis.it/?search=dona+il+2x1000+al+Pd&amp;lang=it-IT" target="_blank" rel="noopener noreferrer">6 diversi post sponsorizzati</a>, ognuno contenente lo stesso claim e le stesse indicazioni di targeting. Variano le immagini di lancio, includendo tutte le grafiche della campagna di comunicazione creata dal Partito democratico. <strong>Sono stati selezionati tutti gli utenti residenti in Italia, con età compresa tra i 25 e 64 anni.</strong></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-25391" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/05/2x1000-partito-democratico.png" alt="" width="513" height="730" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/05/2x1000-partito-democratico.png 513w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/05/2x1000-partito-democratico-414x589.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/05/2x1000-partito-democratico-176x250.png 176w" sizes="(max-width: 513px) 100vw, 513px" /></p>
<h3>Monitoraggio per i prossimi mesi</h3>
<p>La scelta del 2&#215;1000 sarà al centro delle campagne mediatiche dei partiti per molti dei prossimi mesi.</p>
        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Partecipa alla campagna, scarica PAC per il tuo browser</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://chrome.google.com/webstore/detail/facebook-political-ad-col/enliecaalhkhhihcmnbjfmmjkljlcinl?hl=it">Chrome</a></p><p><a href="https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/facebook-ad-collector/">Firefox</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		
<p>Per questo motivo invitiamo ancora una volta tutti i nostri lettori a installare Pac sul proprio browser (qui per <a href="https://chrome.google.com/webstore/detail/facebook-political-ad-col/enliecaalhkhhihcmnbjfmmjkljlcinl?hl=it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">chrome</a> e qui per <a href="https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/facebook-ad-collector/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">firefox</a>), per contribuire al monitoraggio della propaganda politica su facebook. Più utenti utilizzeranno l&#8217;estensione, più saranno completi ed eterogenei i dati raccolti. Nel frattempo <a href="http://propaganda.openpolis.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">è possibile consultare quotidianamente l&#8217;archivio</a> realizzato grazie al lavoro di questi mesi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-propaganda-sui-social-per-il-2x1000/">La propaganda sui social per il 2&#215;1000</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La risposta di Facebook e la sfida per il nuovo parlamento</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-risposta-di-facebook-e-la-sfida-per-il-nuovo-parlamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Apr 2018 08:52:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=24418</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dopo il caso Cambridge Analytica Facebook ha introdotto una serie novità. Tra queste, più informazioni sull'origine e finanziamento della propaganda politica. In Italia ancora zero regole.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-risposta-di-facebook-e-la-sfida-per-il-nuovo-parlamento/">La risposta di Facebook e la sfida per il nuovo parlamento</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono state settimane molto calde per Facebook.</p>
<p>Lo scandalo privacy che ha coinvolto il social di Palo Alto ha fortemente messo sotto l&#8217;occhio del ciclone il fondatore Mark Zuckerberg, che proprio la scorsa settimana è andato in audizione al Congresso Usa. Eventi che hanno portato una nuova regolamentazione per gli utenti Facebook, novità che hanno anche riguardato le sponsorizzazioni social di partiti e politici.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/le-sponsorizzazioni-social-nelle-politiche-2018/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Le sponsorizzazioni social nelle politiche 2018<br />
<br><strong>Vai alla nostra analisi</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Durante la campagna elettorale delle recenti elezioni del 4 marzo abbiamo dedicato molto spazio alla propaganda social. <strong>Un percorso che ci ha permesso di sottolineare il tanto lavoro ancora da fare per rendere questo ambito realmente trasparente.</strong> I punti critici individuati erano tanti, ma le nostre richieste erano dirette principalmente alle grandi aziende web coinvolte (Facebook e Google su tutte) e al nostro parlamento.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/propaganda-politica-sui-social-servono-regole-chiare-trasparenza/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Propaganda politica sui social, servono regole chiare e trasparenza<br />
<br><strong>Le nostre richieste</strong></a>.</p>
        </section>
		
<h3>Le novità di Facebook per la propaganda politica</h3>
<p>Quanto annunciato da Mark Zuckerberg in questi giorni va esattamente nella direzione auspicata, ma rientra in un programma di apertura già previsto e <a href="https://newsroom.fb.com/news/2017/10/update-on-our-advertising-transparency-and-authenticity-efforts/" target="_blank" rel="noopener">annunciato a ottobre del 2017</a>. Dal prossimo mese, e inizialmente solo negli Stati Uniti, <a href="https://newsroom.fb.com/news/2018/04/transparent-ads-and-pages/" target="_blank" rel="noopener">le novità saranno le seguenti</a>:</p>
<ul>
<li>Solo <strong>inserzionisti autenticati</strong> potranno postare pubblicità elettorale su Facebook e Instagram. Non solo, questo obbligo verrà allargato anche alle cosiddette &#8220;issue ads&#8221; cioè post che riguardano tematiche politiche spesso discusse online. In aggiunta, su ognuno di questi contenuti ci sarà l&#8217;etichetta &#8220;pubblicità politica&#8221;, con l&#8217;annessa informazione di chi ha pagato per la sponsorizzazione;</li>
<li>Verrà creato un <strong>archivio navigabile dei post politici sponsorizzati</strong>, con tutte le informazioni di targetizzazione selezionate dall&#8217;inserzionista: quanto è stato speso e che variabili demografiche sono state individuate;</li>
<li>Anche le <strong>pagine fan con tanti follower dovranno essere autenticate</strong>, con l&#8217;obiettivo di limitare il più possibile la diffusione di account falsi.</li>
</ul>
            <section class="facebook">
                <div class="facebook-content">
					                        <amp-facebook width="632" height="310"
                                      layout="responsive"
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                        </amp-facebook>
					                </div>
            </section>
			
<p>Tutti ottimi spunti, che in un certo senso confermano la bontà di alcuni elementi già introdotti grazie alla nostra campagna Pac (Political Ad Collector), <a href="https://www.openpolis.it/political-ad-collector-monitoriamo-le-pubblicita-politiche-su-facebook/" target="_blank" rel="noopener">strumento monitoraggio civico lanciato in Italia</a> con la collaborazione di <a href="https://www.propublica.org/" target="_blank" rel="noopener">ProPublica</a>. Non a caso nell&#8217;<a href="https://www.openpolis.it/political-ad-collector-monitoriamo-le-pubblicita-politiche-su-facebook/" target="_blank" rel="noopener">archivio che abbiamo reso pubblico con i post politici sponsorizzati</a> (raccolti grazie al contributo degli utenti), sono esposte tutte le informazioni di targeting selezionate da politici e partiti: città, età, attività e interessi.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="http://propaganda.openpolis.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Propaganda social<br><strong>Naviga l'archivio completo con tutti i post dei politici</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Auspicando che le novità introdotte da Facebook arrivino presto in Italia, è evidente che gli attori coinvolti da questo processo siano due. Oltre ai colossi del web infatti, è necessario anche un intervento del nostro parlamento.</p>
<h3>Cosa deve fare ora il nostro parlamento</h3>
<p>Come abbiamo più volte avuto modo di ricordare, la normativa nel nostro paese è ancora molto indietro. Sia la <a href="http://www.senato.it/1050?testo_generico=23&amp;voce_sommario=64" target="_blank" rel="noopener">legge 515 del 1993</a>, che riguarda lo svolgimento delle campagne elettorali, che la <a href="http://www.ilsole24ore.com/SoleOnLine4/Speciali/2006/politiche2006/L_212_04_04_1956.pdf?cmd%3Dart" target="_blank" rel="noopener">212 del 1956</a>, che regola la propaganda elettorale lasciano molte zone d&#8217;ombra su quale debba essere il comportamento di politici e partiti su internet. Proprio per questo motivo, l&#8217;<a href="https://www.agcom.it/documents/10179/9478149/Documento+generico+01-02-2018/45429524-3f31-4195-bf46-4f2863af0ff6?version=1.0" target="_blank" rel="noopener">Agcom prima delle elezioni del 4 marzo aveva pubblicato le sue linee guida</a>, ma è chiaro che molto ancora deve essere fatto.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Al nuovo parlamento chiediamo una legge che regolamenti l&#8217;utilizzo dei social da parte dei politici in campagna elettorale.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>La XVIII legislatura può essere l&#8217;occasione per colmare finalmente il gap normativo in materia. Una necessità resa sempre più evidente dal crescente ruolo dei social e di internet nelle dinamiche politico-elettorali del nostro paese. <strong>Il nostro è un invito a tutte le forze politiche in campo a presentare una proposta di legge per estendere le già esistenti regole in vigore per i tradizionali mezzi di stampa e comunicazione, anche a internet.</strong> Dall&#8217;espandere il silenzio elettorale alle dichiarazione rese sui social, a includere anche il budget allocato alle sponsorizzazioni social nel rendiconto delle spese elettorali che deputati e senatori devono consegnare agli uffici di camera e senato.</p>
<p>Piccole modifiche, che però sottolineano un chiaro problema: se c&#8217;è una mancanza di trasparenza da parte di alcuni attori nei servizi pubblicitari che offrono ai politici,<strong> è anche perché il legislatore in questi anni non è mai intervenuto per regolamentare il campo.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto credit: <a href="https://www.flickr.com/photos/number7cloud/41390395971/in/photolist-25ZLH6n-264wAGK-24Yn19L-24XRPph-Gq8nQn-264tELT-24Gq2Pv-24Gq3NK-HVNq8Q" target="_blank" rel="noopener">Lorie Shaull</a> &#8211; <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/" target="_blank" rel="noopener">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-risposta-di-facebook-e-la-sfida-per-il-nuovo-parlamento/">La risposta di Facebook e la sfida per il nuovo parlamento</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Political Ad Collector, monitoriamo le pubblicità politiche su Facebook</title>
		<link>https://www.openpolis.it/political-ad-collector-monitoriamo-le-pubblicita-politiche-su-facebook/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Feb 2018 13:56:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=20192</guid>

					<description><![CDATA[<p>Aiutaci a raccogliere le sponsorizzazioni su facebook di partiti e candidati. Basta installare il plugin per il tuo browser. In collaborazione con Propublica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/political-ad-collector-monitoriamo-le-pubblicita-politiche-su-facebook/">Political Ad Collector, monitoriamo le pubblicità politiche su Facebook</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="amp-wp-inline-f62a86b1328cd4134bec55ddf6de989a">A settembre del 2017 <a href="https://www.propublica.org/" target="_blank" rel="noopener">ProPublica</a> (testata giornalistica indipendente e non profit basata negli USA) ha lanciato Pac, </span><a href="https://www.propublica.org/article/help-us-monitor-political-ads-online"><span class="amp-wp-inline-f62a86b1328cd4134bec55ddf6de989a">Political Ad Collector</span></a>,<span class="amp-wp-inline-f62a86b1328cd4134bec55ddf6de989a"> uno <strong>strumento per monitorare </strong></span><span class="amp-wp-inline-f62a86b1328cd4134bec55ddf6de989a"><strong>le pubblicità politiche online, in particolare su Facebook </strong>.</span></p>
        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Partecipa alla campagna, scarica PAC per il tuo browser</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://chrome.google.com/webstore/detail/facebook-political-ad-col/enliecaalhkhhihcmnbjfmmjkljlcinl?hl=it">Chrome</a></p><p><a href="https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/facebook-ad-collector/">Firefox</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		
<p>Con delle campagne elettorali sempre più digitali, m<span class="amp-wp-inline-f62a86b1328cd4134bec55ddf6de989a">olte delle abituali dinamiche politiche stanno ormai trovando nuova casa sui social: dai post utilizzati come megafono per rilasciare dichiarazioni alle sponsorizzazioni di contenuti per ampliare il proprio pubblico e fare propaganda. Su Facebook infatti, come su altri social, <strong>partiti e candidati possono, pagando una somma di denaro, ampliare il bacino di utenti che leggono un determinato messaggio</strong>. Quest&#8217;operazione passa attraverso l&#8217;individuazione di gruppi specifici, i cosiddetti target.</span></p>
<p><span class="amp-wp-inline-f62a86b1328cd4134bec55ddf6de989a"><strong>Proprio quest’ultimo aspetto però rientra in un ambito più oscuro della questione: attraverso la targetizzazione dei contenuti infatti non tutti gli utenti sono soggetti alle stesse pubblicità, rendendo molto difficile un&#8217;effettiva conoscenza del fenomeno</strong>. Un ragazzo 18 enne del sud Italia non visualizza sul suo news feed gli stessi contenuti sponsorizzati di un disoccupato 40 enne del nord Italia. </span></p>
        <section class="blockquote">
							<p>Partiti e candidati sponsorizzano contenuti per target diversi. Monitorare la propaganda elettorale su Facebook diventa fondamentale.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Mentre i manifesti elettorali sono fissi e sotto gli occhi di tutti, la propaganda politica su facebook, attraverso la sponsorizzazione dei contenuti, è temporanea e soprattutto limitata a un bacino selezionato di utenti. <strong>In pratica non è possibile tracciare a pieno quello che succede</strong>. Da questa esigenza nasce Pac lanciato proprio da ProPublica <span class="amp-wp-inline-f62a86b1328cd4134bec55ddf6de989a">per le elezioni politiche in Germania dello scorso settembre. Attraverso l’installazione di un estensione (<a href="https://chrome.google.com/webstore/detail/facebook-political-ad-col/enliecaalhkhhihcmnbjfmmjkljlcinl?hl=it" target="_blank" rel="noopener">qui per chrome</a>, <a href="https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/facebook-ad-collector/" target="_blank" rel="noopener">qui per firefox</a>), gli utenti possono partecipare al monitoraggio di tutti i contenuti sponsorizzati da parte di partiti e candidati che compaiono nel loro news feed. </span></p>
<p><span class="amp-wp-inline-f62a86b1328cd4134bec55ddf6de989a"><strong>Openpolis, che ha curato la versione italiana del progetto, vuole replicare l’iniziativa in vista delle elezioni politiche del 2018</strong>. Da oggi fino al giorno del voto avvieremo un monitoraggio dei contenuti sponsorizzati dai partiti politici, con l’intento di rendere più trasparenti alcuni passaggi della campagna elettorali.</span></p>
        <section class="blockquote">
							<p>Con l&#8217;installazione di PAC è possibile contribuire alla creazione di un database unico dei post sponsorizzati dai politici su Facebook</p>
			        </section>
		
<p>Per coloro che volessero contribuire a questo progetto di crowdsourcing, è possibile <strong>installare l&#8217;estensione sul proprio browser</strong>. Più alto sarà il coinvolgimento dei cittadini, più contenuti sponsorizzati verranno raccolti e più saranno affidabili e utili i risultati raccolti. <strong>A poche settimane dal voto pubblicheremo un sito con quanto raccolto</strong>, nonché le relative <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Application_programming_interface" target="_blank" rel="noopener">Api</a>, per permettere a tutti di navigare il database generato grazie all&#8217;utilizzo di Pac.</p>
<h3>Come installare Pac</h3>
<p><span style="font-size: 1rem;">La prima cosa da fare è installare l&#8217;estensione sul proprio browser, <span class="amp-wp-inline-f62a86b1328cd4134bec55ddf6de989a"><a href="https://chrome.google.com/webstore/detail/facebook-political-ad-col/enliecaalhkhhihcmnbjfmmjkljlcinl?hl=it" target="_blank" rel="noopener">qui per chrome</a> e <a href="https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/facebook-ad-collector/" target="_blank" rel="noopener">qui per firefox</a></span>. L&#8217;estensione, ideata da ProPublica, funziona solamente da computer, e non è quindi possibile utilizzarla sul telefono cellulare/smartphone. Una volta aggiunta, l&#8217;estensione comparirà nell&#8217;angolo in alto a destra del browser. Cliccando sull&#8217;icona (una P), si possono scegliere le impostazioni per lingua e paese. <strong>È importante scegliere italiano e Italia!</strong> In aggiunta vengono fornite una serie di informazioni sul funzionamento e sul trattamento dei dati forniti. Accettando le condizioni, si completa l&#8217;installazione dell&#8217;estensione.</span></p>
<h3>Cosa succede ora</h3>
<p>L&#8217;estensione ha due sezioni: pubblicità che vedo e pubblicità che vedono altri. Nella prima, man mano che si scorre il proprio news feed di Facebook, finiscono tutti i contenuti politici sponsorizzati. Quando vuoi aiutarci, puoi cliccare sull&#8217;icona e scorrere le pubblicità raccolte, &#8220;allenando&#8221; lo strumento classificando quelle politiche e quelle non politiche. Tutto questo lavoro serve per migliorare l&#8217;algoritmo, che piano a piano riuscirà a riconoscere le pubblicità politiche da solo. L&#8217;altra sezione dell&#8217;estensione mostra le pubblicità politiche visualizzate dagli altri utenti che hanno installato Pac, dando la possibilità di classificare anche quelle.</p>
<h3>Dove finisce tutto questo lavoro</h3>
<p>Man mano che vengono raccolti i contenuti politici sponsorizzati, l&#8217;estensione alimenta un database. Il contributo degli utenti contribuisce quindi alla creazione di un unico raccoglitore che contiene tutti i contenuti politici visualizzati dagli utenti nei mesi della campagna elettorale. Nelle ultime settimane prima del voto openpolis renderà pubblica una dashboard per visualizzare e navigare il database generato grazie all&#8217;utilizzo di Pac da parte degli utenti.</p>
<h3>Cos&#8217;altro posso fare</h3>
<p>Come detto molto del successo di questo lavoro dipende dal raggiungere il più ampio, ed eterogeneo, pubblico possibile. Per questo motivo un altro contributo utile che ci puoi dare è diffondere il più possibile l&#8217;estensione, e il progetto, con i tuoi amici e contatti. Più persone partecipano, più saremo capaci di capire quanto partiti e candidati utilizzano Facebook per fare propaganda elettorale. <strong>Inizia quindi a condividere questo post sulla tua pagina facebook!</strong></p>
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