David Maria Sassoli Archivi - Openpolis https://www.openpolis.it/chi/david-maria-sassoli/ Mon, 10 May 2021 08:03:16 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.3 Gli europarlamentari italiani: chi sono e che cosa fanno https://www.openpolis.it/gli-europarlamentari-italiani-chi-sono-e-che-cosa-fanno/ Mon, 10 May 2021 08:00:00 +0000 https://www.openpolis.it/?p=135313 Le istituzioni europee stanno ricoprendo un ruolo di grande rilevanza nella gestione della pandemia, compreso il parlamento. Abbiamo quindi approfondito in che misura gli eurodeputati italiani pesano all'interno del Pe, sia in termini numerici che di key positions.

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Dall’inizio della pandemia è stato subito chiaro il ruolo di rilievo dell’Unione europea sia per quanto riguarda la spartizione dei fondi per la ripresa economica, ma anche per la programmazione e distribuzione dei vaccini. Oltre che per la promozione della ricerca e, soprattutto all’inizio della pandemia, per la fornitura di attrezzature mediche. Le azioni e le misure messe in campo a livello comunitario sono state guidate in primis dalla commissione europea, ma anche l’europarlamento ha giocato il suo ruolo.

Può essere quindi interessante indagare il peso degli eurodeputati che in questa fase storica cruciale rappresentano l’Italia al parlamento europeo. Sia a livello quantitativo che qualitativo, approfondendo quali posizioni chiave sono affidate agli eurodeputati italiani.

 

I partiti italiani all’interno del parlamento europeo

Il parlamento europeo viene eletto ogni 5 anni direttamente dai cittadini europei. Per tale ragione è considerato tra gli organi europei più democratici. Ogni paese, dunque, elegge i propri rappresentanti europei proporzionalmente al numero degli abitanti. L’Italia ha 76 seggi dei 705 totali. Al momento delle elezioni, i cittadini sono chiamati a scegliere i propri rappresentanti tra i partiti nazionali candidati, ognuno dei quali appartiene a un determinato gruppo politico nel parlamento europeo.

11% i seggi occupati da europarlamentari italiani su 705.

Nel caso nostrano, il Movimento 5 stelle è l’unico partito italiano che nel parlamento europeo fa parte del gruppo dei “non iscritti”, ossia coloro che non sono registrati in alcun schieramento europeo presente.

Il grafico rappresenta il numero assoluto dei seggi occupati all’interno dell’europarlamento per partiti nazionali a seguito dell’insediamento dal primo luglio 2019.

FONTE: elaborazione openpolis su dati dell'europarlamento
(ultimo aggiornamento: mercoledì 5 Maggio 2021)

 

La Lega, che appartiene al gruppo europeo Identità e democrazia, è il partito italiano con il numero più alto di seggi nell'europarlamento, pari a 27 ossia il 35% dei 76 italiani. Segue il Partito democratico, del gruppo dei Socialisti e democratici, con 16 rappresentanti italiani (21%).

Non c'è alcun partito italiano all'interno del gruppo della sinistra, Gue/Ngl.

Forza Italia e Movimento 5 stelle detengono entrambi 8 seggi all'interno del parlamento europeo, ossia il 10% di quelli italiani. Il primo fa parte del Partito popolare europeo, mentre il secondo come è già emerso non appartiene a nessun gruppo politico europeo.

Seguono Fratelli d'Italia e il gruppo degli indipendenti con 7 europarlamentari ciascuno (9%). I primi fanno parte del gruppo dei conservatori e riformisti europei, mentre i secondi sono confluiti nel gruppo dei verdi. Infine, con un solo rappresentante ciascuno: Azione, membro dei Socialisti e democratici, Sud in testa e Südtiroler volkspartei, entrambi facenti parte del gruppo del Partito popolare europeo.

Isabella Adinolfi è l'unica donna europarlamentare di Forza Italia su 8.

Per quanto riguarda la distribuzione dei seggi italiani tra uomini e donne, attualmente le europarlamentari sono 30 in totale, ossia poco meno del 40% dei rappresentanti italiani a Bruxelles.

In questo senso Fratelli d’Italia è l’unico partito ad avere più di un seggio al Pe (7 in totale) e nessuno di questi occupato da donne.

Al contrario, la Lega è il partito con la quota maggiore di donne, pari a 15. Questo dato cala tra le file del Pd con 7 donne su 16 europarlamentari, ossia il 44% degli eurodeputati del partito.

62,5% le donne sul totale degli eurodeputati del M5S

Infine, il M5s seppur è rappresentato da sole 5 donne è il partito nazionale con la percentuale di donne più alta sul totale dei propri membri. Nonostante anche la Lega abbia una prevalenza femminile nei seggi europei del parlamento, la quota di donne sul totale però non supera il 55%.

Le posizioni chiave degli italiani

Oltre agli aspetti strettamente numerici, è importante capire quanto partecipino e quale rilevanza abbiano gli europarlamentari italiani nel Pe. In tal senso, i dati di Votewatch.eu forniscono la percentuale di presenza alle votazioni di ciascun membro del parlamento. Per quanto riguarda l'Italia, Silvio Berlusconi (FI) ha solo il 74,80% di presenza, la quota più bassa dei 76 italiani. Al contrario, Vincenzo Sofo (FdI) è l'europarlamentare con il valore più alto in termini di partecipazione, pari al 99,97% delle votazioni.

Per quanto questi dati possano essere utili a fornire un'immagine generale dell'operato dell'europarlamentare non sono strettamente efficaci nel capire l'impatto che questo può avere nei lavori parlamentari. Infatti, nell'ottica di capire che tipo di influenza ha l'Italia all'interno del Pe, può essere utile analizzare quali posizioni ricoprono gli italiani e in particolare se svolgono funzioni chiave.

Le figure chiave del parlamento dell'Ue sono principalmente 6.

Tra i ruoli chiave presenti nel parlamento dell'Ue possono essere individuati prevalentemente 6 figure tra le più influenti. Tra queste in primo luogo c'è il presidente del parlamento europeo con i suoi 14 vicepresidenti. Il presidente tra i vari incarichi coordina le attività del parlamento, assicura il rispetto del regolamento, presiede i dibattiti dell’assemblea, firma gli atti legislativi e il bilancio dell’Unione.

Un altro ruolo importante all'interno del parlamento è quello dei presidenti di commissione e sottocommissione in quanto coordinano tematiche di rilevanza europea specifiche e ne determinano alcune decisioni. Infine, vi è la carica dei presidenti dei gruppi parlamentari e dei vicepresidenti, i quali rappresentano le posizioni dei gruppi politici nell'europarlamento.

Considerando dunque questi ruoli chiave, abbiamo analizzato quanti italiani ricoprono tali cariche per comprendere che tipo di influenza potrebbe avere il paese all'interno del parlamento europeo.

I dati fanno riferimento alle posizioni chiave all’interno dell’europarlamento e nel grafico si delinea il numero di italiani che ricoprono tali cariche nella nuova legislatura (2019-2024).

FONTE: elaborazione openpolis su dati dell'europarlamento
(ultimo aggiornamento: mercoledì 5 Maggio 2021)

Irene Tinagli e Antonio Tajani sono i due presidenti di commissione italiani.

Oltre alla presidenza italiana del parlamento dell'Ue con David Maria Sassoli, anche una delle 14 vicepresidenze è ricoperta da un italiano, l'europarlamentare pentastellato Fabio Massimo Castaldo. Considerando gli altri ruoli descritti precedentemente, ci sono 6 italiani che ricoprono il ruolo di vicepresidente di commissione (4 del Partito democratico, uno di Fratelli d'Italia e un indipendente) e due che sono invece presidenti di commissione (Irene Tinagli del Pd e Antonio Tajani di Forza Italia). Infine, i gruppi europei Conservatori e riformisti e Identità e democrazia sono guidati rispettivamente da Raffaele Fitto (Fdi) e Marco Zanni (Lega). Mentre i Socialisti e democratici hanno come vicepresidente Simona Bonafé (Pd).

2 i presidenti di commissione italiani sui 23 totali.

I ruoli ricoperti da donne sono per lo più funzioni di vicepresidenza.

Di queste posizioni, 4 sono ricoperte da donne. Oltre alla già citata Simona Bonafé, Irene Tinagli (Pd) è la presidente della commissione per i problemi economici e monetari. Mentre Caterina Chinnici (Pd) e Patrizia Toia (Pd) sono entrambe vicepresidenti, rispettivamente della commissione per il controllo dei bilanci e di quella per l'industria, la ricerca e l'energia.

 

 

Photo: Guillaume Périgois - Unsplash

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L’importanza di Fontana agli affari europei https://www.openpolis.it/limportanza-di-fontana-agli-affari-europei/ Thu, 11 Jul 2019 12:28:12 +0000 http://www.openpolis.it/?p=51589 Superato il rischio di una procedura di infrazione il governo ha realizzato un rimpasto di governo con cui la Lega ha recuperato peso all'interno del consiglio dei ministri.

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Le elezioni per il parlamento europeo hanno premiato la Lega, che ha visto i propri consensi superare di gran lunga quelli del Movimento 5 stelle, alleato di governo.

A tale successo elettorale non corrisponde tuttavia un peso maggiore all’interno del governo: anzi, negli ultimi mesi la Lega ha perso alcuni membri.

Anche per questa ragione l’esecutivo ha proceduto a un piccolo rimpasto di governo, a partire dal nuovo ministro agli affari europei, Lorenzo Fontana (Lega).

Potrebbe essere lui a gestire importanti dossier a Bruxelles, dal cambiamento delle regole europee, all’immigrazione, per finire su temi più strettamente economici come la trattativa sulla prossima legge di bilancio.

Al suo posto al ministero per la famiglia e la disabilità è stata nominata Alessandra Locatelli, deputata, sempre della Lega.

Il contesto europeo

Nonostante il ministero agli affari europei fosse vacante già da 4 mesi, Matteo Salvini, leader della Lega, ultimamente ha fatto pressioni per fare in modo che il ministro venisse nominato al più presto.

L’8 marzo del 2019 sono state infatti confermate le dimissioni di Paolo Savona, ministro alle politiche europee, nominato presidente della Consob. Trattandosi di un ministro senza portafoglio, le sue funzioni sono tornate in carico al presidente del consiglio Conte.

L’accelerata ha due principali ragioni, una dovuta al contesto europeo e l’altra legata al contesto nazionale.

Per quanto riguarda la prima, bisogna ricordare che fino a pochi giorni fa l’Italia rischiava di subire una procedura di infrazione per debito eccessivo in Ue. Poiché si tratta di una questione molto complessa era meglio attendere di conoscere il destino del nostro paese prima di individuare il soggetto che avrà un ruolo molto importante nella gestione della procedura. Oggi il rischio sembra essere scongiurato e questo ha dato ai leader politici maggiore libertà nell’individuazione del ministro.

Di recente infatti il presidente del consiglio Giuseppe Conte aveva affermato che, ora che si è chiuso il rischio della procedura di infrazione, si poteva procedere alla nomina del ministro per gli affari europei.

I tempi sono maturi, possiamo procedere speditamente […] alla nomina del ministro per gli affari europei, mi consulterò subito con i vicepresidenti e leader delle due forze di maggioranza.

Inoltre, sono in corso le trattative per distribuire importanti incarichi a livello europeo e, considerando il fatto che la Lega al parlamento europeo siede tra l’opposizione, avrà più difficoltà di influire nelle trattative (prima tra tutte, quella per il rappresentante italiano in commissione europea). Un apposito ministro agli affari europei del proprio partito potrà invece seguire la questione più da vicino e con maggiore attenzione.

 

Perché il ministero agli affari europei è importante per la Lega

Veniamo ora alla seconda ragione per cui la nomina di un ministro agli affari europei è diventata urgente.

Dobbiamo partire da una riflessione  sui risultati delle elezioni europee. Gli elettori hanno infatti ribaltato i rapporti di forza all’interno della maggioranza.

A seguito delle elezioni europee che hanno mostrato un maggiore supporto dei cittadini all’ala leghista del governo si è più volte parlato di un possibile rimpasto per fare in modo che la compagine di governo rispetti i nuovi rapporti di forza tra i partiti che lo compongono. Salvini in passato ha più volte dichiarato di non voler far valere questa rinnovata forza, né con nuove elezioni, né con un rimpasto di governo.

Tuttavia, bisogna ricordare che la Lega ha “perso” numerosi membri all’interno dell’esecutivo.

Il primo è stato Maurizio Fugatti, sottosegretario al ministeo della salute, dimessosi nel novembre 2018 dopo essere stato eletto Presidente della Provincia autonoma di Trento.

Più di recente Armando Siri, ex sottosegretario alle infrastrutture. Il suo incarico è stato revocato all’inizio di maggio a seguito delle pressioni del M5s, che chiedevano le dimissioni del sottosegretario indagato per corruzioni.

Infine Edoardo Rixi, ex viceministro per le infrastrutture e i trasporti, dimessosi alla fine di maggio dopo essere stato condannato in primo grado per peculato.

Con le nomine di Fontana agli affari europei e Locatelli alla famiglia, la Lega recupera un membro all’interno dell’esecutivo.

Sono stati considerati ministri e sottosegretari. Ministero del lavoro e ministero dello sviluppo economico sono stati considerati separatamente anche se sono entrambi a capo di Di Maio (M5s).

FONTE: elaborazione openpolis su dati del governo.
(ultimo aggiornamento: giovedì 11 Luglio 2019)

Bisogna aggiungere che Salvini rischia di perdere presto altri due componenti del governo. Il primo è Massimo Garavaglia, attualmente viceministro all'economia, rischia una condanna danno erariale: la sentenza è attesa per il 17 luglio. Qualora si giungesse a una condanna, il M5s farebbe pressioni per le sue dimissioni.

A Garavaglia auguro di essere innocente, ma se non dovesse essere cosi auguro che succeda quello che è successo con Rixi, ovvero un passo indietro

Il secondo è Giancarlo Giorgetti. Attualmente infatti l'Italia sta trattando con gli altri paesi dell'Ue per ottenere il commissario europeo alla concorrenza. Il nome più probabile per la carica attualmente è proprio quello di Giorgetti, sottosegretario di stato alla presidenza del consiglio dei ministri. Se le voci fossero confermate, la Lega resterebbe priva di un ulteriore uomo al governo.

Chi sono i nuovi membri del governo

Nella giornata di ieri, mercoledì 10 luglio, sono state confermate le voci che davano Lorenzo Fontana come futuro ministro agli affari europei. Fontana del resto ha esperienza come eurodeputato: è stato infatti europarlamentare sia nella VII che nella VIII legislatura. Poiché dal giugno 2018 è ministro per la famiglia e la disabilità, è stato necessario pensare anche a chi avrebbe ricoperto questa carica.

Il posto di Fontana è stato preso da Alessandra Locatelli, leghista, deputata e vicesindaco di Como.

In questo modo entra anche una nuova donna nell'esecutivo.

19,35% di donne nel governo Conte.

Considerando anche che si è passati da 64 a 62 membri del governo (esclusi presidente e vicepresidenti del consiglio), la percentuale di donne sul totale aumenta di oltre due punti percentuali rispetto all'insediamento. Il dato rimane tuttavia molto al di sotto rispetto agli ultimi 3 governi. Con Letta le donne rappresentavano infatti il 29,03%, con Renzi il 27,87% e con Gentiloni il 28,33%.

Il dipartimento per le politiche europee: di cosa si occupa

Il dipartimento degli affari europei si occupa in particolare di promuovere e coordinare le attività ed iniziative relative all'attuazione delle politiche dell'Unione europea.

Il ministro agli affari europei si occupa di dialogare con le istituzioni europee su temi quali le nomine di vertice e la gestione delle procedure di infrazione.

Altri compiti riguardano in particolare la partecipazione del nostro paese  e del parlamento alla formazione del diritto Ue.

Più nello specifico l'ex ministro senza portafoglio Paolo Savona, nominato con decreto del presidente della repubblica il 1 giugno del 2018, aveva le deleghe a:

 

 

  • promozione delle attività per l'attuazione delle politiche dell'Ue;
  • attività sulla partecipazione del parlamento italiano alla formazione della normativa dell'Unione;
  • convocazione del Comitato interministeriale per gli affari europei;
  • rappresentare l'Italia alle riunioni del consiglio dell'Unione europea;
  • formulare proposte per la riforma del diritto europeo;
  • contribuire all'elaborazione della politica economica;
  • armonizzazione tra legislazione europea e nazionale;
  • valutare i ricorsi dei ministri alla Corte di giustizia dell'Unione europea;
  • coordinamento delle parti coinvolte nella fase di predisposizione della normativa Ue;
  • adeguamento degli obblighi derivanti dall'appartenenza all'Ue da parte delle amministrazioni pubbliche;
  • convocazione e copresidenza della sessione europea della conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano;
  • convocazione e copresidenza della sessione speciale della Conferenza Stato-città e autonomie locali dedicata all'Ue;
  • predisposizione dei provvedimenti per recepire gli atti dell'Ue (come legge europea e legge di delegazione europea);
  • predisposizione di relazioni;
  • coordinamento delle agenzie europee di regolamentazione;
  • diffusione dell'informazione sulle attività dell'Ue;
  • formazione di operatori pubblici e privati sulle tematiche europee.

 

Foto credit: Dipartimento per le politiche europee - Licenza

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Gli europarlamentari italiani: un bilancio di fine legislatura https://www.openpolis.it/gli-europarlamentari-italiani-un-bilancio-di-fine-legislatura/ Tue, 21 May 2019 08:22:14 +0000 http://www.openpolis.it/?p=43320 A pochi giorni dalle elezioni per il rinnovo del parlamento europeo ripercorriamo il lavoro dei nostri 73 rappresentanti. Abbiamo analizzato in particolare presenze, assenze, influenza e voti ribelli.

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Continuano insieme ad Agi gli speciali di Focus Europa, una serie di approfondimenti con cui nel corso di quest’anno racconteremo l’attività delle istituzioni Ue e la posizione dell’Italia in Europa. Dalle infrazioni europee al raggiungimento degli obiettivi di Agenda 2020.

Gli europarlamentari italiani

Questa domenica 26 maggio in Italia si vota per il rinnovo del parlamento europeo. Con l’avvicinarsi della fine della legislatura è ora di fare un bilancio dell’attività degli europarlamentari italiani uscenti.

Europarlamentari italiani

La nostra analisi si è concentrata in particolar modo su alcuni dati che ci hanno permesso di valutare la qualità del lavoro svolto dai rappresentanti italiani. Ci siamo occupati delle presenze e assenze in parlamento, calcolate sulla base della partecipazione alle votazioni elettroniche, per cui abbiamo visto che gli italiani sono solo al 19° posto per presenze. Nonostante questo, ben 8 europarlamentari italiani sono compresi della classifica dei più influenti della legislatura: primo tra tutti Antonio Tajani (Fi), presidente del parlamento europeo, ma anche Roberto Gualtieri (Pd) in terza posizione. Abbiamo inoltre analizzato i voti dei parlamentari, scoprendo che la fedeltà al partito degli italiani è molto alta, ma quella al gruppo europeo scende fino al 54,04% per i 5 stelle.

È utile in particolar modo considerare l’attività dei 54 europarlamentari uscenti che si sono ricandidati alle elezioni per la IX legislatura. Alcuni di questi sono molto noti, poiché hanno ricoperto i ruoli chiave più importanti, come Tajani e Gualtieri. 7 sono compresi nella classifica dei 100 più influenti della legislatura. Altri dei candidati si sono invece fatti notare, al contrario, per le assenze in parlamento: ben 3 non arrivano al 70% di presenze alle votazioni elettroniche, pur senza ricoprire cariche che possano giustificare tante assenze. Si tratta di Aldo Patriciello, Alessandra Mussolini e Lorenzo Cesa, tutti e tre di Forza Italia. A questi si aggiunge Alessandra Moretti (Pd) che, nel breve periodo in cui è stata europarlamentare (meno di un anno tra luglio 2014 e febbraio 2015) ha totalizzato appena il 56% di presenze.

I ruoli chiave del parlamento europeo

Il parlamento europeo è strutturato in gruppi, distinti sulla base dell’affinità politica dei componenti, e commissioni, specializzate per materia e composte in maniera proporzionale al parlamento stesso.

Gli europarlamentari non hanno tutti lo stesso potere: chi ricopre posizioni chiave può influire maggiormente sui processi politici.
Vai a "I ruoli chiave del parlamento europeo"

Il potere di un europarlamentare dipende anche dal ruolo che ricopre: un presidente di commissione avrà chiaramente più peso rispetto a un semplice membro della stessa commissione.

Per questa ragione, per l’analisi sono stati considerati come principali “ruoli chiave” presidenti e vicepresidenti di gruppi, commissioni, sottocommissioni e del parlamento europeo.

I tre paesi che esprimono la maggior parte delle posizioni chiave sono Germania, Francia e Italia, distribuzione che riflette grossomodo il peso dei paesi all’interno di tutto il parlamento. Andando a distinguere i ruoli politici, ossia i presidenti e vicepresidenti dei gruppi, da quelli istituzionali, dunque presidenti e vicepresidenti di commissioni, sottocommissioni e del parlamento europeo, si notano delle differenze tra gli Stati membri.

Sono stati considerati presidenti e vicepresidenti dell’Ufficio di presidenza del parlamento, delle commissioni e sottocommissioni e dei gruppi parlamentari.

FONTE: elaborazione Agi-openpolis su dati del parlamento europeo.
(ultimo aggiornamento: martedì 30 Aprile 2019)

In particolare, sono Francia, Germania e Spagna a ricoprire il maggior numero di ruoli politici, mentre l'Italia scende notevolmente nella classifica, con soli tre vicepresidenti di gruppo (Ppe, S&d e Ecr).

L'Italia al parlamento europeo ha pochi rappresentanti tra le key position politiche ma molti tra quelle istituzionali.

Infatti attualmente nessun italiano è presidente di gruppo, ma dall'inizio della legislatura fino alla fine del suo mandato, nel marzo del 2018, Gianni Pittella (Pd) è stato presidente del Gruppo dell'Alleanza progressista di Socialisti e Democratici, il secondo gruppo più numeroso del parlamento europeo. Inoltre Lara Comi (Fi) è vicepresidente del gruppo più numeroso del parlamento, il Ppe.

Dall'altro lato, il nostro paese è secondo per posizioni chiave istituzionali, tra la Germania e la Francia.

Siamo gli unici ad avere tre rappresentanti nell'ufficio di presidenza del parlamento, non considerando i questori, che hanno funzioni consultive. Uno di questi è lo stesso presidente, Antonio Tajani (Fi). Gli altri sono David Maria Sassoli (Pd) e Fabio Massimo Castaldo (M5s), vicepresidenti. Infine, è molto importante il ruolo ricoperto da Roberto Gualtieri (Pd), presidente della commissione per i problemi economici e monetari.

I ruoli chiave degli europarlamentari italiani

NomePartitoRuolo
Antonio TajaniFipresidente del parlamento europeo
Fabio Massimo CastaldoM5svicepresidente del parlamento europeo
David Maria SassoliPdvicepresidente del parlamento europeo
Mercedes BressoPdvicepresidente del gruppo S&d
Lara ComiFivicepresidente del gruppo del Ppe
Raffaele FittoCrvicepresidente del gruppo Ecr
Roberto GualtieriPdpresidente della commissione per i problemi economici e monetari
Pier Antonio PanzeriArticolo 1 - Mdppresidente della sottocommissione per i diritti dell'uomo
Renata BrianoPdvicepresidente della commissione per la pesca
Andrea CozzolinoPdvicepresidente della commissione per lo sviluppo regionale
Paolo De CastroPdvicepresidente della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale
Laura FerraraM5svicepresidente della commissione giuridica
Barbara MateraFivicepresidente della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere
Stefano MaulluFdivicepresidente della commissione per la cultura e l'istruzione
Barbara Spinelliindipendentevicepresidente della commissione per gli affari costituzionali
Patrizia ToiaPdvicepresidente della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia

Complessivamente, quasi la metà dei ruoli chiave considerati è in quota Pd. Seguono Forza Italia con 3 ruoli chiave e il Movimento 5 stelle con 2. La Lega non ha neanche un membro in posizioni chiave. Le differenze sono giustificate dal fatto che i democratici hanno quasi il doppio degli europarlamentari dei 5 stelle (31 contro 17 dopo le elezioni). La Lega invece nel 2014 ha eletto solo 5 membri.

La partecipazione degli europarlamentari

Il tema dell'assenteismo parlamentare è sempre molto sentito dai cittadini. Per valutare quanto lavorano gli europarlamentari abbiamo analizzato i dati relativi alle presenze e assenze in parlamento, sulla base della partecipazione alle votazioni elettroniche. In generale, i dati relativi all'Italia non sono molto positivi, ma vi sono delle eccezioni: sono infatti 10 gli europarlamentari italiani che superano il 98% di presenze.

Gli europarlamentari europei sono stati presenti in media a poco oltre l'88% delle votazioni elettroniche. Gli europarlamentari che partecipano di più vengono dai paesi più piccoli, ma nessuno supera il 95% delle presenze.

12,87% la percentuale di assenze degli europarlamentari italiani.

La posizione dell’Italia non è positiva: con una partecipazione media dell’87,13% siamo diciannovesimi, su 28 paesi.

È stata considerata la partecipazione ai voti elettronici per appello nominale nel corso della legislatura VIII.

FONTE: elaborazione Agi-openpolis su dati VoteWatch.
(ultimo aggiornamento: martedì 30 Aprile 2019)

In generale, oltre la metà degli eurodeputati italiani partecipa ad almeno il 90% delle votazioni. Tuttavia, quasi il 7% è presente a meno del 70% dei voti.

1/4 degli eurodeputati italiani partecipa a oltre il 95% delle votazioni elettroniche.

Il dato, rispetto ad esempio alla media nazionale (75,88% di presenze alla camera, 84,79% al senato) può apparire positivo, ma bisogna considerare che l'impegno richiesto a livello di presenze non è paragonabile a quello dei parlamenti nazionali. Le sedute plenarie sono convocate infatti solamente una volta al mese.

Per quanto riguarda nello specifico i partiti italiani, tra quelli più numerosi è il Movimento 5 stelle quello con i rappresentanti più virtuosi, che sono stati assenti in media solo al 7,78% delle votazioni.

92,22% la partecipazione media alle votazioni elettroniche degli europarlamentari del M5s.

Gli eurodeputati del partito italiano più numeroso, il Pd, si fermano invece all'88%.

È stata considerata la partecipazione ai voti elettronici per appello nominale dei parlamentari in carica alla fine della legislatura VIII. Il dato sui parlamentari indipendenti è stato attribuito al partito della lista di elezione.

FONTE: elaborazione Agi-openpolis su dati VoteWatch.
(ultimo aggiornamento: martedì 30 Aprile 2019)

I tre europarlamentari italiani che risultano maggiormente presenti sono Renata Briano, Isabella De Monte e Nicola Danti, tutti membri del Partito democratico. Supera il 99% di presenze anche Mara Bizzotto della Lega.

Classifica dei 10 europarlamentari italiani più presenti alle votazioni elettroniche

Posizione (tra gli italiani)Posizione (su tutto il PE)NomePartitoPercentuale presenze
Renata BrianoPd99,67%
Isabella De MontePd99,53%
14°Nicola DantiPd99,25%
17°Mara BizzottoLn99,14%
24°Barbara SpinelliIndipendente98,81%
25°Marco ValliIndipendente98,78%
37°Piernicola PediciniM5s98,45%
45°Ignazio CorraoM5s98,11%
46°Nicola CaputoPd98,10%
10°49°Herbert Dorfmann Svp98,01%

Tra i meno presenti è in testa Renato Soru (35,65%), del Partito Democratico, che ha partecipato infatti solo a 3.450 votazioni per appello nominale su 10.252. Seguono, con una partecipazione inferiore al 70%, Aldo Patriciello (Fi), Alessandra Mussolini (Fi), Lorenzo Cesa (Udc) e Curzio Maltese (Lista Tsipras - L'altra Europa). Matteo Salvini (Lega), attualmente ministro dell'interno e vice presidente del consiglio italiano, fino alla fine del suo mandato aveva partecipato all'82,02% delle votazioni.

Classifica dei 10 europarlamentari italiani più assenti alle votazioni elettroniche

Posizione (tra gli italiani)Posizione (su tutto il PE)NomePartitoPercentuale assenze
748°Renato SoruPd64,35%
735°Aldo PatricielloFi38,16%
727°Alessandra MussoliniFi33,61%
723°Lorenzo CesaUdc32,96%
717°Curzio MalteseLista Tsipras-L'Altra Europa30,91%
702°Angelo CioccaLega27,20%
695°Raffaele FittoCr26,02%
692°Alessia Maria MoscaPd25,79%
682°Barbara MateraFi25,27%
10°681°Enrico GasbarraPd25,26%

Il voto degli europarlamentari italiani

In Unione Europea, così come in Italia, non è previsto vincolo di mandato.

I parlamentari svolgono il loro incarico senza obblighi nei confronti di partiti, programmi elettorali o dei cittadini stessi.
Vai a "Che cos’è il vincolo di mandato"

Per questa ragione i parlamentari sono liberi di votare come ritengono opportuno. Quando un parlamentare vota diversamente dalle indicazioni del gruppo politico di appartenenza, definiamo il suo voto "ribelle". Per il parlamento europeo, oltre alle indicazioni del gruppo, possiamo prendere in considerazione le indicazioni del partito politico nazionale di appartenenza. Nell'analisi abbiamo dunque effettuato una distinzione tra la fedeltà al gruppo europeo e la fedeltà al partito nazionale. E abbiamo visto che, per alcuni partiti, le differenze sono decisamente ampie.

Per i parlamentari che hanno cambiato gruppo o partito è stata considerata la media della fedeltà ai gruppi o partiti di cui l’europarlamentare ha fatto parte. La fedeltà media è riferita agli europarlamentari italiani.

FONTE: elaborazione Agi-openpolis su dati VoteWatch.
(ultimo aggiornamento: martedì 30 Aprile 2019)

Complessivamente gli eurodeputati italiani sono molto fedeli al partito nazionale (97,8%) e molto meno al gruppo del parlamento europeo (82,13%). Tuttavia, è il dato relativo a Lega e M5s ad abbassare notevolmente la media della fedeltà al gruppo: la percentuale di voti fedeli al gruppo è infatti pari rispettivamente al 63,69% e al 54,04%.

45,96% la percentuale di voti ribelli rispetto al gruppo (Efdd) degli europarlamentari del M5s.

Per fare un esempio, il 17 settembre del 2015, in occasione del voto per il ricollocamento urgente di 120 mila migranti, i parlamentari del M5s hanno votato compatti a favore della misura, dunque contro il proprio gruppo, l'Efdd.

Un caso più recente è quello della riforma sul copyright: in questo caso gli europarlamentari di Lega e 5 stelle si sono astenuti, mentre Efdd, il gruppo a cui appartiene il M5s, aveva dato indicazione di votare contro, e il gruppo a cui appartiene la Lega, Enf, aveva dato indicazione di votare a favore.

La fedeltà al partito è invece sempre alta, superiore al 97%, fino a toccare il 99,34% per il M5s.

Gli europarlamentari più influenti

Chi sono stati gli europarlamentari più influenti della legislatura?

Votewatch, think tank che si occupa di analisi delle istituzioni europee, ha stilato una classifica. A ogni eurodeputato è assegnato un punteggio, sulla base di tre indicatori principali: definizione delle relazioni del parlamento, ruoli di leadership all'interno degli organi parlamentari e potere politico.

I 10 eurodeputati più influenti della legislatura appartengono quasi tutti ai gruppi di maggioranza (Epp e S&d). Fa eccezione il parlamentare del gruppo Alde (liberali e democratici) Guy Verhofstad (9° posizione), eurodeputato belga presidente del gruppo di centro nonché rappresentante dell'Unione nelle trattative sulla Brexit.

L'italiano Antonio Tajani (Fi), presidente del parlamento europeo, è considerato da VoteWatch l'europarlamentare più influente della legislatura VIII.

Il parlamentare più influente della legislatura è stato l'italiano Antonio Tajani (Fi), presidente del parlamento europeo. Seguono il tedesco Manfred Weber, presidente del gruppo del partito popolare europeo, e Roberto Gualtieri (Pd), presidente della commissione per gli affari economici e monetari, terzo nella classifica complessiva.

A ogni parlamentare è attribuito un punteggio sulla base di tre indicatori principali: definizione delle relazioni del parlamento, ruoli di leadership all’interno degli organi parlamentari e potere politico.

FONTE: elaborazione Agi-openpolis su dati VoteWatch.
(ultimo aggiornamento: martedì 30 Aprile 2019)

Sono 8 gli europarlamentari italiani che rientrano nella classifica dei 100 più influenti. 6 appartengono al Partito democratico, uno al Movimento 5 stelle e uno a Forza Italia. Nessun leghista. Il numero di deputati presenti in classifica riflette orientativamente il peso dell'Italia all'interno del parlamento ma, rispetto a una versione dello studio del 2017, il potere di influenza dell'Italia è sceso di numerose posizioni. Tale perdita è dovuta anche alle dimissioni da europarlamentare e dunque di presidente del gruppo S&d di Gianni Pittella (Pd), eletto al parlamento nazionale.

Gli 8 europarlamentari italiani presenti nella classifica dei 100 più influenti dell'VIII legislatura

Posizione nella classifica complessivaNomePartito
Antonio TajaniFi
Roberto GualtieriPd
49°Nicola DantiPd
64°Fabio Massimo CastaldoM5s
71°Patrizia ToiaPd
84°Alessia Maria MoscaPd
86°David Maria SassoliPd
100°Mercedes BressoPd

Infine, per comprendere meglio la qualità del lavoro svolto dagli europarlamentari italiani nella legislatura che si avvia alla fine è importante considerare alcune attività svolte. Secondo i dati raccolti da MepRanking, i tre parlamentari che hanno presentato complessivamente più interrogazioni scritte e mozioni sono stati Fabio Massimo Castaldo (M5s), Ignazio Corrao (M5s) e Nicola Caputo (Pd).

1.554 interventi svolti da Nicola Caputo (Pd) nell'VIII legislatura, il numero più alto tra gli italiani.

Quest'ultimo è in testa per numero di interventi svolti (1548), seguito in seconda posizione da Fabio Massimo Castaldo (1383). Terzo sul podio è Antonio Tajani, che considerato il suo ruolo di presidente del parlamento ha svolto ben 1199 interventi.

Il prossimo parlamento

Tra pochi giorni i cittadini dell'Unione saranno chiamati a votare per il rinnovo del parlamento europeo. Le elezioni europee sono sempre state considerate meno importanti rispetto a quelle nazionali. Il fatto è dimostrato anche dalla scarsa affluenza alle urne: solo il 58,69% alle europee del 2014, contro il 75% alle politiche del 2013.

Tuttavia, le istituzioni europee influenzano in maniera rilevante la nostra vita, perciò è doveroso giungere alle elezioni con consapevolezza.

Inoltre, anche i partiti euroscettici risultano in crescita, a livello complessivo la maggioranza al parlamento europeo dovrebbe essere sì eterogenea, ma europeista, come quella attuale. A livello nazionale invece il voto potrebbe avere importanti ripercussioni effetti sugli equilibri di governo. Infatti, in questo momento è il Movimento 5 stelle ad avere più peso all'interno dell’esecutivo, ma i sondaggi danno la Lega in vantaggio sull'avversario-alleato. Se così fosse, Salvini potrebbe volere un riequilibrio di forze all'interno del governo.

 

Foto credit: Flickr Parlamento Europeo - Licenza

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