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	<title>Comitato per l&#039;aiuto allo sviluppo (Dac) Archivi - Openpolis</title>
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		<title>I secondi fini della cooperazione europea</title>
		<link>https://www.openpolis.it/i-secondi-fini-della-cooperazione-europea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Oct 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Leggi I reali fini della cooperazione europea Ascolta il nostro podcast su Radio [&#8230;]</p>
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]]></description>
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<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Leggi <a href="https://www.openpolis.it/i-reali-fini-della-cooperazione-europea/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">I reali fini della cooperazione europea</a></p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.radioradicale.it/rubriche/1328/openpolis-numeri-alla-mano" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Numeri alla mano
<br><strong>Ascolta tutti i podcast su Radio Radicale</strong></a>.</p>
        </section>
		




        <section class="numeri-alla-mano">
							<h1 class="red1 mb-0">0,51%</h1><p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>il rapporto tra aiuto pubblico allo sviluppo (Aps) e reddito nazionale lordo (Rnl) dei paesi europei nel 2023. </strong>Un dato ancora distante dall&#8217;obiettivo di raggiungere lo 0,7%. Malgrado questo però parliamo di cifre importanti (circa 82,4 miliardi di euro), che possono dare un contributo reale, a patto che siano effettivamente utilizzate per promuovere lo sviluppo sostenibile dei paesi partner.  <a href="https://www.openpolis.it/i-reali-fini-della-cooperazione-europea/" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo</a></p>
			        </section>
		

        <section class="numeri-alla-mano">
							<h1 class="red1 mb-0">3</h1><p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>le aree in cui la possibilità che i programmi rispondano più a esigenze del donatore che del paese destinatario è più elevata. </strong>La prima è il cosiddetto<strong> aiuto legato, </strong>una seconda area riguarda progetti per “riformare e migliorare i <strong>sistemi di sicurezza</strong>” e le “missioni di <strong>peacekeeping</strong>“, infine rientrano in questa riflessione tutte quelle misure messe in atto per “<strong>facilitare forme di migrazione ordinata</strong> e regolare“. <a href="https://www.openpolis.it/i-reali-fini-della-cooperazione-europea/#esistono-3-aree-della-politica-di-cooperazione-allo-sviluppo-in-cui-e-piu-probabile-che-gli-obiettivi-reali-rispondano-piu-a-esigenze-del-donatore-che-del-paese-destinatario" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo</a></p>
			        </section>
		

        <section class="numeri-alla-mano">
							<h1 class="red1 mb-0">23%</h1><p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>di tutto l’aiuto pubblico allo sviluppo dei paesi dell’Unione europea è costituito dal cosiddetto aiuto gonfiato. </strong>Certo è vero che tra 2022 e 2023 l’aiuto gonfiato è calato del 13,2%. Tuttavia i valori dello sorso anno avevano raggiunto cifre record a causa della crescita del numero di rifugiati, provenienti anche dall’Ucraina. Una riduzione di questa entità quindi, per quanto positiva, non è sufficiente a riportare il fenomeno a una dimensione accettabile. Infatti rispetto al 2021 l’aiuto gonfiato è aumentato di oltre il 50%. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/laiuto-gonfiato-europeo-rappresenta-oltre-un-quinto-di-tutto-laiuto-pubblico-allo-sviluppo/" target="_blank" rel="noopener">Vai al grafico.</a></p>
			        </section>
		

        <section class="numeri-alla-mano">
							<h1 class="red1 mb-0">1,6 miliardi di €</h1><p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>le risorse dell’Aps italiano destinate ai rifugiati nel paese donatore nel 2023. </strong>Parliamo di fondi importantissimi che i governi nazionali rivolgono all’accoglienza e dunque al primo passo per un percorso di integrazione sociale, culturale e lavorativa dei migranti. Ciò nonostante il fatto che 26,7% dell’Aps italiano non vada realmente a contribuire alla cooperazione allo sviluppo rappresenta un elemento che non può non essere tenuto in considerazione. <a href="https://www.openpolis.it/i-reali-fini-della-cooperazione-europea/#oltre-1-4-degli-stanziamenti-italiani-per-la-cooperazione-allo-sviluppo-riguarda-risorse-destinate-ai-rifugiati-nel-paese-donatore" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo</a></p>
			        </section>
		

        <section class="numeri-alla-mano">
							<h1 class="red1 mb-0">5°</h1><p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>il posto dell&#8217;Italia nella classifica europea per quota di risorse destinate ai rifugiati nel paese donatore. </strong>Tra i paesi dell’Unione europea che fanno parte del comitato Ocse Dac alcuni registrano quote di Aps destinate a questa voce anche maggiori. Nessuno di loro però supera l’Italia in valori assoluti. In effetti se si guarda al totale delle risorse destinate ai rifugiati nel paese donatore l’Italia viene superata solo dalla Germania. Tuttavia i valori dell’aiuto genuino tedesco sono decisamente più elevati di quelli italiani. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/litalia-al-quinto-posto-in-europa-per-quota-di-aps-destinata-ai-rifugiati-nel-paese-donatore/" target="_blank" rel="noopener">Vai al grafico.</a></p>
			        </section>
		


<h3 class="wp-block-heading">Ascolta il nostro podcast su Radio Radicale</h3>


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			</item>
		<item>
		<title>La cooperazione e i numeri della legge di bilancio</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-cooperazione-e-i-numeri-della-legge-di-bilancio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Dec 2022 06:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=225008</guid>

					<description><![CDATA[<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Vai all&#8217;approfondimento La cooperazione e la prima legge di bilancio del governo Meloni</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-cooperazione-e-i-numeri-della-legge-di-bilancio/">La cooperazione e i numeri della legge di bilancio</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Vai all&#8217;approfondimento <a href="https://www.openpolis.it/la-cooperazione-e-la-prima-legge-di-bilancio-del-governo-meloni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>La cooperazione e la prima legge di bilancio del governo Meloni</strong></a></p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.radioradicale.it/rubriche/1328/openpolis-numeri-alla-mano" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Numeri alla mano
<br><strong>Ascolta tutti i podcast su radio radicale</strong></a>.</p>
        </section>
		




        <section class="numeri-alla-mano">
							<h1 class="red1 mb-0">0,28%</h1><p class="bt-2-grey3 mt-0"><span style="font-weight: 400"><strong>il rapporto tra aiuto pubblico allo sviluppo (Aps) e reddito nazionale lordo (Rnl) nel 2021.</strong> Un dato decisamente basso se si considera l&#8217;obiettivo di arrivare a quota 0,7% Aps/Rnl entro il 2030. Allo stesso tempo però si tratta di un dato in crescita rispetto al periodo precedente. Per questo è importante che la legge di bilancio rafforzi e consolidi questo trend. </span><span style="font-weight: 400"> </span><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-risorse-italiane-per-la-cooperazione-tra-2018-e-2021/" target="_blank" rel="noopener">Vai al grafico.</a></p>
			        </section>
		

        <section class="numeri-alla-mano">
							<h1 class="red1 mb-0">6,18 miliardi €</h1><p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>la spesa prevista in legge di bilancio per il settore della cooperazione allo sviluppo nel 2023. </strong>Si tratta di un dato in crescita rispetto agli scorsi anni. L&#8217;aumento è in particolare trainato dal ministero dell&#8217;economia e delle finanze e dunque dovrebbe essere destinato al canale multilaterale dell&#8217;aiuto. Non è chiaro però se si tratti di un aumento strutturale o meno. Il canale multilaterale infatti è per sua natura soggetto a oscillazioni, senza contare che l&#8217;aumento è probabilmente legato anche a risorse desinate alla lotta alla pandemia. La crescita potrebbe dunque rivelarsi episodica. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-leggi-di-bilancio-e-la-cooperazione/" target="_blank" rel="noopener">Vai al grafico.</a></p>
			        </section>
		

        <section class="numeri-alla-mano">
							<h1 class="red1 mb-0">420 milioni €</h1><p class="bt-2-grey3 mt-0"><b>le risorse del Fondo rotativo per il clima che dovrebbero essere rendicontate come aiuto pubblico allo sviluppo. </b>Un altro ministero che segna una crescita importante è quello dell’ambiente. Qui infatti è previsto per la prima volta per il 2023 un finanziamento che rappresenta la componente rendicontabile come Aps del Fondo rotativo per il clima. Si tratta tuttavia di una novità che è entra in vigore nel 2023 ma che era già prevista nella scorsa legge di bilancio. <a href="https://www.openpolis.it/la-cooperazione-e-la-prima-legge-di-bilancio-del-governo-meloni" target="_blank" rel="noopener" data-px-verified-attrs="style">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
			        </section>
		

        <section class="numeri-alla-mano">
							<h1 class="red1 mb-0">1,09 miliardi €</h1><p class="bt-2-grey3 mt-0"><b>la differenza tra i fondi a preventivo del ministero dell&#8217;interno per la cooperazione allo sviluppo nel 2021 e le risorse effettivamente rendicontate per i rifugiati nel paese donatore.</b> La tabella 28 allegata alla legge di bilancio indica gli stanziamenti previsti da ciascun ministero per l&#8217;Aps. Tuttavia in molti casi esiste una grossa discrepanza tra il preventivo e quanto poi viene effettivamente rendiconto da Ocse. Il caso più eclatante riguarda proprio il Viminale e le risorse per l&#8217;accoglienza migranti che possono essere rendicontate come Aps. <a href="https://www.openpolis.it/la-cooperazione-e-la-prima-legge-di-bilancio-del-governo-meloni/#lincongruenza-tra-le-cifre-indicate-in-legge-di-bilancio-e-quelle-effettivamente-rendicontate-da-ocse-complica-notevolmente-il-dibattito-sulla-cooperazione" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
			        </section>
		

        <section class="numeri-alla-mano">
							<h1 class="red1 mb-0">-50 milioni €</h1><p class="bt-2-grey3 mt-0"><b>il taglio al capitolo di spesa relativo al finanziamento dell’Agenzia italiana per la cooperazione. </b>Si tratta in sostanza di una riduzione degli aumenti previsti per il bilancio dell’agenzia dalla scorsa legge di bilancio. Aumenti che erano stati ampiamente valorizzati dal governo Draghi. Certo è vero che gli importi sono relativi se confrontati al totale dell’Aps. Tuttavia è bene tenere a mente la differenza che esiste tra finanziare aspetti specifici, con il rischio che tali interventi risultino episodici, e dotare delle risorse necessarie la struttura a cui è attribuito il compito di rendere il settore organico e funzionale a una vera e propria strategia di cooperazione allo sviluppo. <a href="https://www.openpolis.it/la-cooperazione-e-la-prima-legge-di-bilancio-del-governo-meloni" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a><b></b></p>
			        </section>
		


<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>La cooperazione e la prima legge di bilancio del governo Meloni</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-cooperazione-e-la-prima-legge-di-bilancio-del-governo-meloni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Dec 2022 13:55:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=221085</guid>

					<description><![CDATA[<p>In questi giorni il parlamento sta lavorando sul primo disegno di legge di bilancio del governo Meloni. Le decisioni assunte saranno fondamentali per consolidare la crescita delle risorse destinate alla cooperazione. Una crescita che invece rischia di essere episodica.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>In questi giorni il parlamento ha iniziato ad analizzare la prima legge di bilancio del governo Meloni.</strong> Anche per il settore della cooperazione, la legge ha probabilmente ricalcato in gran parte quanto già programmato dall’esecutivo precedente. Ciò non toglie che sarà la nuova maggioranza a dover approvare il testo assumendosi, assieme al governo, la responsabilità di questo passaggio politico.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le risorse per la cooperazione negli ultimi anni</h3>



<p><strong>Per comprendere l’impatto che la legge di bilancio avrà sul settore della cooperazione è utile conoscere l’andamento che l’aiuto pubblico allo sviluppo (Aps) ha avuto negli ultimi anni.</strong> I dati preliminari sul 2022 saranno pubblicati da Ocse solo ad aprile 2023, ma nel frattempo è possibile consultare quelli degli anni precedenti.</p>


<div id="nel-2021-laps-italiano-ha-segnato-un-aumento-inaspettato-una-crescita-spiegata-in-buona-parte-dallaiuto-gonfiato" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Tra 2018 e 2020 le risorse destinate dall’Italia alla cooperazione hanno visto un calo continuo. <strong>Il 2021 ha rappresentato invece un’inaspettata inversione di tendenza che ha portato il nostro paese a raggiungere un valore pari allo 0,28% nel rapporto tra Aps e reddito nazionale lordo (Rnl).</strong> Un dato ben distante dall’<a href="https://www.openpolis.it/parole/quante-risorse-la-cooperazione-allo-sviluppo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">obiettivo di arrivare allo 0,70%</a> Aps/Rnl entro il 2030 ma comunque decisamente maggiore rispetto allo 0,22% raggiunto solo l’anno precedente.</p>


        <section class="dossier">
            <div>
															<p>Leggi</p>
									                <span class="read-more"><a href="https://www.openpolis.it/esercizi/la-cooperazione-e-laiuto-pubblico-allo-sviluppo/">&#8220;Un impegno concreto per la cooperazione, l&#8217;obiettivo dello 0,70&#8221;</a></span>
            </div>
        </section>
		

            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-risorse-italiane-per-la-cooperazione-tra-2018-e-2021/">Le risorse italiane per la cooperazione tra 2018 e 2021</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-risorse-italiane-per-la-cooperazione-tra-2018-e-2021/">Le risorse destinate alla cooperazione allo sviluppo suddivise tra canale multilaterale, bilaterale e risorse destinate ai rifugiati nel paese donatore</a></h3>
                                    </div>
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                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://stats.oecd.org/" target="_blank" rel="noopener">Ocse</a>                                                            </p>
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                        <div>
                            <p><label for="embed-chart-221083"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-221083" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/le-risorse-italiane-per-la-cooperazione-tra-2018-e-2021/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Una buona notizia insomma che tuttavia va letta alla luce delle <a href="https://www.oecd.org/dac/financing-sustainable-development/development-finance-standards/ODA-2021-summary.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">considerazioni</a> fatte dal comitato per l’aiuto allo sviluppo dell’Ocse (Dac).</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/cosa-paesi-dac/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Che cosa sono i paesi Dac
<br><strong>Leggi</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>Il comitato infatti indica chiaramente come <strong>le risorse aggiuntive siano legate, oltre che a operazioni di cancellazione del debito, all’aumento delle risorse destinate ai <a href="https://www.openpolis.it/parole/cose-capitolo-spesa-rifugiati-nel-paese-donatore/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rifugiati nel paese donatore</a> e alle spese sostenute in campo multilaterale per contrastare la pandemia.</strong></p>


        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		L’aiuto multilaterale riguarda le risorse destinate a organizzazioni internazionali per svolgere attività volte a promuovere lo sviluppo.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/cosa-canale-bilaterale-canale-multilaterale/">
                &#8220;Cosa sono il canale bilaterale e il canale multilaterale&#8221;</a></span>

            </div>
        </section>
		


<p>Già in un precedente approfondimento abbiamo visto come questi due ultimi elementi possano essere considerati <a href="https://www.openpolis.it/parole/cosa-si-intende-aiuto-genuino-aiuto-gonfiato/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">aiuto gonfiato</a>. Ovvero risorse che, pur essendo correttamente rendicontate come Aps secondo le regole del comitato per lo sviluppo (Dac) dell’Ocse, non sono in senso stretto legate a progetti di cooperazione. Considerando solo l’aiuto genuino come definito da <a href="https://concordeurope.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Concord</a> infatti le risorse destinate alla cooperazione risultano sostanzialmente stagnanti tra 2020 e 2021.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/con-lemergenza-sanitaria-aumenta-laiuto-gonfiato/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Con l’emergenza sanitaria aumenta l’aiuto gonfiato.
<br><strong>Leggi</strong></a>.</p>
        </section>
		




<div id="la-crescita-dellaps-rischia-di-avere-carattere-episodico-non-riguardando-voci-di-spesa-stabili" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p><strong>Le risorse in aumento inoltre non hanno un carattere strutturale. Per questo dunque non è affatto scontato che in futuro gli stanziamenti crescano ancora e neanche che rimangano stabili.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">Le incongruenze tra le leggi di bilancio e le risorse rendicontate</h3>



<p>Come accennato la crescita dell’Aps nel 2021 è stata una buona notizia abbastanza inaspettata. D&#8217;altronde dalla legge di bilancio 2021 non emergeva un aumento di questa portata. Una discrepanza spiegata dal fatto che <strong>esiste uno scostamento tra le risorse messe a preventivo nella legge di bilancio e quelle effettivamente rendicontate in sede Ocse.</strong></p>



<p><strong>Una parte delle voci che compongono l&#8217;Aps in effetti non può rientrare nella legge di bilancio per varie ragioni.</strong> Come il fatto che una parte della spesa, per quanto piccola, non sia di competenza dello stato centrale ma degli enti locali, o che un’altra parte rientri invece nel bilancio di cassa depositi e prestiti.</p>


<div id="lincongruenza-tra-le-cifre-indicate-in-legge-di-bilancio-e-quelle-effettivamente-rendicontate-da-ocse-complica-notevolmente-il-dibattito-sulla-cooperazione" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p><strong>Come <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/la-legge-di-bilancio-e-il-futuro-della-cooperazione-italiana/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">denunciato</a> dalle organizzazioni della società civile in molte occasioni, l’incongruenza più lampante è rappresentata dalle risorse inserite in legge di bilancio dal ministero dell’interno per la gestione dell’accoglienza dei migranti </strong>(circa 1 miliardo e mezzo) <strong>e le risorse effettivamente rendicontate dall’Ocse a questo scopo</strong> (che negli ultimi 2 anni hanno oscillato tra i 201 e i 470 milioni di euro). Una differenza molto consistente che <strong>rende le previsioni di spesa del Viminale nel settore della cooperazione del tutto inaffidabili.</strong> Questo tuttavia non sembra interessare il ministero che ogni anno ripropone cifre del tutto simili. Senza considerare dunque né che solo una parte della spesa per l’accoglienza dei migranti può essere rendicontata come Aps né le variazioni dei flussi migratori e delle presenze nei centri di accoglienza.</p>


        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Tra le risorse destinate all&#8217;Aiuto pubblico allo sviluppo può essere rendicontata anche una parte specifica della spesa sostenuta per l&#8217;accoglienza dei rifugiati.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/cose-capitolo-spesa-rifugiati-nel-paese-donatore/">
                &#8220;Che cos&#8217;è il capitolo di spesa &#8220;rifugiati nel paese donatore&#8221;&#8221;</a></span>

            </div>
        </section>
		


<p>Nel 2021 si è aggiunto un altro elemento. Si tratta, come abbiamo visto, delle <strong>spese sostenute per la lotta alla pandemia passate da meno di 86 milioni nel 2020 a oltre 565 nel 2021.</strong> La ragione per cui tali importi non rientravano, almeno integramente, nella legge di bilancio 2021 è probabilmente dovuta da un lato al fatto che determinate decisioni (come i contributi straordinari alle agenzie Onu impegnate nel contrasto al Covid) sono state assunte dopo l’approvazione della legge. E dall’altro dal fatto che la donazione di vaccini avanzati (inizialmente acquistati per l&#8217;Italia), non poteva ovviamente rientrare in questo tipo di partita contabile.</p>



<p><strong>In conclusione, negli anni in analisi la distanza tra le cifre indicate a monte in legge di bilancio e quelle effettivamente rendicontate a valle dal comitato aiuto allo sviluppo dell’Ocse si è fatta sempre più ampia.</strong> Per questa ragione conviene leggere e confrontare le cifre della legge di bilancio in relazione a quelle indicate l’anno precedente. Consapevoli che poi <strong>le risorse effettivamente investite nel settore potranno essere verificate solo dopo il rilascio dei dati Ocse</strong>. Ad aprile 2023 infatti sono attesi i dati preliminari sul 2022 e in seguito quelli definitivi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Confronto tra leggi di bilancio</h3>



<p>Date queste premesse possiamo confrontare le ultime leggi di bilancio, osservando le differenze e le variazioni in specifici ministeri e specifici capitoli di spesa.</p>



<p>Da un primo confronto tra le cifre riportate per il 2021, per il 2022 e per il 2023 (nelle rispettive leggi di bilancio), e<strong>merge un aumento considerevole per il prossimo anno.</strong></p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-leggi-di-bilancio-e-la-cooperazione/">Le leggi di bilancio e la cooperazione</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-leggi-di-bilancio-e-la-cooperazione/">Le previsioni di spesa delle leggi di bilancio 2021 e 2022 e il disegno di legge di bilancio per il triennio 2023-2025</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_221135_tab3"><p>Gli importi sono quelli indicati nell&#8217;allegato 28 delle leggi di bilancio (stanziamenti destinati al finanziamento di interventi a sostegno di politiche di cooperazione allo sviluppo L. 125/2014 articolo 14). Per il 2021 si fa riferimento alla <a href="https://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/attivita_istituzionali/formazione_e_gestione_del_bilancio/bilancio_di_previsione/bilancio_finanziario/2021-2023/apas/APS_LB_2021-2023.pdf" target="_blank" rel="noopener">legge di bilancio 2021</a> (Ldb 2021), per il 2022 alla <a href="https://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/attivita_istituzionali/formazione_e_gestione_del_bilancio/bilancio_di_previsione/bilancio_finanziario/2023-2025/LB/DLB_2023_DLB-04-AT-060-Esteri.pdf#page=655" target="_blank" rel="noopener">legge di bilancio 2022</a> (Ldb 2022) mentre per le annualità successive al <a href="https://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/attivita_istituzionali/formazione_e_gestione_del_bilancio/bilancio_di_previsione/bilancio_finanziario/2023-2025/LB/DLB_2023_DLB-04-AT-060-Esteri.pdf" target="_blank" rel="noopener">disegno di legge di bilancio</a> attualmente in discussione in parlamento (Dldb 2023).</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/attivita_istituzionali/formazione_e_gestione_del_bilancio/bilancio_di_previsione/bilancio_finanziario/" target="_blank" rel="noopener">ministero dell&#8217;economia</a>                                                            </p>
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                            <p><label for="embed-chart-221135"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-221135" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p><strong>Uno dei ministeri che vedono un aumento delle risorse destinate alla cooperazione è quello dell’economia e delle finanze</strong> (+296 milioni tra 2022 e 2023). Una struttura questa che finanzia buona parte del canale multilaterale italiano.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/limportanza-del-canale-multilaterale-nellaiuto-allo-sviluppo-italiano/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">L’importanza del canale multilaterale.
<br><strong>Leggi</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>Anche in questo caso però non è facile interpretare il dato. Potrebbe infatti trattarsi nuovamente di risorse destinate alla lotta alla pandemia, che dunque sono poi previste in calo per gli anni successivi. Inoltre <strong>il canale multilaterale è periodicamente soggetto a oscillazioni</strong> dovute alle diverse annualità con cui sono rifinanziati i bilanci delle organizzazioni internazionali a cui prende parte l’Italia. L’aumento potrebbe dunque essere del tutto episodico e in effetti è previsto in calo per gli anni 2024 e 2025.</p>



<p><strong>Un altro ministero che segna una crescita importante è quello dell’ambiente</strong> (già ministero della transizione ecologica). Qui infatti è previsto per la prima volta per il 2023 un finanziamento pari a <strong>420 milioni di euro</strong> che rappresenta la componente rendicontabile come Aps del <strong>Fondo rotativo per il clima</strong> (che per intero ammonta a 840 milioni). Si tratta tuttavia di una novità che è entra in vigore nel 2023 ma che era già prevista nella scorsa legge di bilancio.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">420 mln € </span>le risorse del Fondo rotativo per il clima che dovrebbero essere rendicontate come aiuto pubblico allo sviluppo.</p>
			        </section>
		


<p>Si riducono invece le risorse destinate al ministero degli esteri e della cooperazione internazionale (Maeci). È vero che una riduzione era già prevista per il 2023 dalla scorsa legge di bilancio, almeno in alcuni capitoli di spesa del Maeci. Il taglio tuttavia appare più consistente del previsto andando peraltro a incidere su alcuni punti particolarmente importanti.</p>



<p>Tra questi si segnala ad esempio la riduzione di 50 milioni di euro del capitolo di spesa relativo al finanziamento dell’Agenzia italiana per la cooperazione. Si tratta in sostanza di una riduzione degli aumenti previsti per il bilancio dell’agenzia dalla scorsa legge di bilancio. Aumenti che erano stati ampiamente valorizzati dal governo Draghi.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/aumentano-i-fondi-per-la-cooperazione-ma-lobiettivo-dello-070-e-ancora-lontano/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Aumentano i fondi per la cooperazione
<br><strong>Leggi</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>Certo è vero che gli importi sono relativi se confrontati al totale dell’aiuto pubblico allo sviluppo allo sviluppo. Tuttavia è bene tenere a mente la differenza che esiste tra finanziare aspetti specifici, con il rischio che tali interventi risultino episodici, e dotare delle risorse necessarie la struttura a cui è attribuito il compito di rendere il settore organico e funzionale a una vera e propria strategia di cooperazione allo sviluppo.</p>


<div id="le-richieste-della-campagna-070-e-del-terzo-settore" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Le richieste della campagna 070 e delle ong del terzo settore</h3>



<p>Partendo dalle considerazioni elencate fin qui la&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/esercizi/la-cooperazione-e-laiuto-pubblico-allo-sviluppo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Campagna 070</a>&nbsp;(promossa da <a href="https://www.focsiv.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Focsiv</a>, <a href="https://www.ong.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Aoi</a>, <a href="https://www.cininet.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cini</a> e <a href="http://www.link2007.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Link 2007</a> con il patrocinio di <a href="https://asvis.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Asvis</a>, <a href="https://www.caritas.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Caritas</a>, <a href="https://www.forumterzosettore.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Forum del terzo settore</a> e <a href="https://www.missioitalia.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fondazione Missio</a>) segnala la necessità che nella discussione sul disegno di legge di bilancio si dia seguito ad alcuni elementi di grande importanza.</p>



<p>Prima di tutto il ripristino dell’incremento di risorse programmato nella precedente legge di bilancio e destinate all’Agenzia per la cooperazione allo sviluppo. Risorse che nella attuale proposta del governo risultano essere state tagliate in modo progressivo. Su questa questione sono stati presentati emendamenti da vari gruppi, volti a ripristinare gli aumenti previsti. Al momento però sembra che nessuno di questi emendamenti arriverà alla discussione finale. Se così fosse si tratterebbe di un passo indietro che avrebbe effetti molto gravi per il settore della cooperazione allo sviluppo.</p>



<p>Inoltre, la campagna 070 sostiene la necessità che l’Italia si doti di strumenti legislativi che avviino una&nbsp;<em>road map</em>&nbsp;specifica per raggiungere l’obiettivo di destinare lo 0,70% dell’Rnl all’aiuto pubblico allo sviluppo entro il 2030. Disporre di chiari obiettivi intermedi è infatti fondamentale per valutare se e come si stia procedendo per raggiungere concretamente questo traguardo. Un percorso che deve partire dal consolidamento dei risultati ottenuti, avanzando progressivamente sia in termini di quantità che di qualità dell’aiuto.</p>



<p><em>L’articolo è stato redatto grazie al progetto “Cooperazione: mettiamola in Agenda”, finanziato dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. Le opinioni espresse non sono di responsabilità dell’Agenzia.</em></p>



<p><strong>Foto:</strong> <a href="https://gerusalemme.aics.gov.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Aics</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-cooperazione-e-la-prima-legge-di-bilancio-del-governo-meloni/">La cooperazione e la prima legge di bilancio del governo Meloni</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I dati preliminari Ocse 2020 e i fondi della cooperazione per affrontare la pandemia</title>
		<link>https://www.openpolis.it/i-dati-preliminari-ocse-2020-e-i-fondi-della-cooperazione-per-affrontare-la-pandemia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Apr 2021 10:10:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=115712</guid>

					<description><![CDATA[<p>Negli scorsi giorni l'Ocse ha rilasciato i dati preliminari sulla cooperazione nel 2020. Questi confermano come gli importi italiani destinati a questo settore rimangano molto bassi. Inoltre per la prima volta vengono diffuse informazioni sui fondi destinati alla lotta alla pandemia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-dati-preliminari-ocse-2020-e-i-fondi-della-cooperazione-per-affrontare-la-pandemia/">I dati preliminari Ocse 2020 e i fondi della cooperazione per affrontare la pandemia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 13 aprile l&#8217;<strong>Ocse ha rilasciato i dati preliminari sull&#8217;aiuto pubblico allo sviluppo (Aps) nel 2020</strong>. Come ci aspettavamo <strong>l&#8217;Italia nel 2020 rimane allo 0,22% nel rapporto tra Aps e reddito nazionale lordo (Rnl)</strong>, un dato molto basso uguale a quello raggiunto nel 2019.</p>
<p>Se invece che al rapporto percentuale Aps/Rnl si guarda agli importi in termini assoluti si assiste a una diminuzione di circa 270 milioni di euro rispetto all&#8217;anno precedente. In effetti se non fosse stato per il calo del reddito nazionale lordo, causato dal lockdown dovuto alla pandemia, il rapporto Aps/Rnl sarebbe ulteriormente calato invece che rimanere stabile.</p>
<p>Quest&#8217;anno poi <strong>i dati presentati riportano anche una prima stima dei fondi che ciascun paese ha destinato a progetti per affrontare la pandemia in corso</strong>. Si tratta di informazioni parziali che dovranno poi essere riviste a dicembre, quando saranno presentati i dati definitivi, ma che comunque esprimono chiaramente le tendenze in corso. La presentazione dei dati preliminari è infatti importante sia in termini di trasparenza nella gestione delle risorse, sia per iniziare a capire quali paesi si sono impegnati di più per dare una risposta a livello globale alla pandemia.</p>
<p>        <section class="dossier">
            <div>
															Leggi									                <span class="read-more"><a href="https://www.openpolis.it/esercizi/laiuto-pubblico-allo-sviluppo-prima-del-coronavirus/">"Cooperazione Italia, il rilancio necessario di fronte alla pandemia"</a></span>
            </div>
        </section>
		</p>
<h3>L&#8217;aiuto pubblico allo sviluppo torna a crescere ma l&#8217;Italia resta ferma</h3>
<p>I primi dati sui fondi destinati alla cooperazione nel 2020 parlano di una <strong>crescita complessiva del 3,5% in termini reali rispetto al 2019</strong>. Un aumento che porta l&#8217;aiuto pubblico allo sviluppo (Aps) dei paesi membri del comitato Ocse Dac a 161,2 miliardi di dollari.</p>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Leggi la</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://www.oecd.org/dac/financing-sustainable-development/development-finance-data/ODA-2020-detailed-summary.pdf" target="_blank" rel="noopener">nota Ocse</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">0,32% </span>il rapporto tra aiuto pubblico allo sviluppo e reddito nazionale lordo dei paesi Ocse Dac nel 2020.</p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>Dopo una stagnazione durata anni quindi il volume complessivo dell&#8217;Aps dei paesi Dac è tornato finalmente a crescere</strong> passando dallo 0,30% Aps/Rnl del 2019 allo 0,32 del 2020. Anche il dato relativo ai paesi europei è in deciso aumento passando dallo 0,43 allo 0,50% Aps/Rnl, pari a 72 miliardi e 677 milioni di dollari, escludendo dal calcolo il Regno Unito.</p>
<p><strong>Sono 16 su 29 i paesi Dac che nell&#8217;anno della pandemia hanno aumentato i fondi</strong> destinati alla cooperazione in rapporto alla loro ricchezza nazionale. Tra questi si trovano paesi come la Germania (da 0,61% Aps/Rnl nel 2019 a 0,73 nel 2020) o la Francia (da 0,44% a 0,53) ma purtroppo <strong>non l&#8217;Italia.</strong></p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">0,22% </span>il rapporto Aps/Rnl raggiunto dall&#8217;Italia nel 2020. Lo stesso dato dell&#8217;anno precedente.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Nonostante gli stanziamenti indicati nella legge di bilancio lasciassero intendere un aumento delle risorse, anche per il 2020 i fondi destinati dall&#8217;Italia alla cooperazione restano bassi e ben distanti dagli obiettivi internazionali su cui ci siamo impegnati.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/numeri/laiuto-pubblico-allo-sviluppo-nei-prossimi-anni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai al grafico<br><strong>L’Aps nei prossimi anni</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		L&#8217;Italia, come gli altri paese del comitato Ocse Dac si è impegnata a raggiungere lo 0,7% Aps/Rnl entro il 2030.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/quante-risorse-la-cooperazione-allo-sviluppo/">
                "Quante risorse per la cooperazione allo sviluppo"</a></span>

            </div>
        </section>
		</p>
<p>Oltre all&#8217;obiettivo dello 0,7% Aps/Rnl entro il 2030 <strong>l&#8217;Italia si era anche posta il traguardo intermedio dello 0,30% Aps/Rnl entro il 2020.</strong> Anche se sono ormai 2 anni che questo obiettivo appariva sempre più difficile da raggiungere, <strong>i dati pubblicati da Ocse certificano definitivamente come l&#8217;Italia abbia mancato il proprio impegno</strong>. E questo in un anno in cui, a causa della pandemia, le risorse per la cooperazione assumono ancora più importanza.</p>
<h3>I fondi destinati alla lotta al Sars-Cov-2</h3>
<p>Quando nei primi mesi del 2020 è diventato evidente il carattere globale dell&#8217;epidemia da Sars-Cov-2 i programmi di cooperazione previsti da ciascun paese per quell&#8217;anno erano già definiti se non addirittura in attuazione. Ciò nonostante diversi paesi e istituzioni hanno comunque destinato una quota delle risorse alla lotta al coronavirus, anche se <strong>solo una parte di queste risultano addizionali mentre altre, già previste, sono state riorientate a questo scopo.</strong></p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">$ 20,9 mld </span>l&#8217;importo che i membri del comitato Ocse Dac hanno destinato alla lotta al Covid-19 nel corso del 2020, stando ai dati preliminari.</p>
			        </section>
		</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/laiuto-allo-sviluppo-nel-2020-e-i-fondi-destinati-alla-lotta-al-covid-19/">L&#8217;aiuto allo sviluppo nel 2020 e i fondi destinati alla lotta al Covid-19</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/laiuto-allo-sviluppo-nel-2020-e-i-fondi-destinati-alla-lotta-al-covid-19/">I primi 15 paesi Dac per fondi complessivi destinati alla cooperazione e la componente di aiuto indirizzata alla lotta alla pandemia.</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong><a href="https://www.oecd.org/dac/financing-sustainable-development/development-finance-data/ODA-2020-detailed-summary.pdf" target="_blank" rel="noopener">Ocse</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 14 Aprile 2021)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-134577"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Se da un lato sono proprio le risorse aggiuntive destinate alla lotta al Covid-19 ad aver portato i fondi complessivi per la cooperazione al loro massimo storico, dall'altro<strong> non si tratta di importi così elevati, in particolare se si considera la gravità del momento che stiamo attraversando.</strong></p>
<p><strong>Secondo le stesse previsioni dell'Ocse comunque ci si attende che questi importi risulteranno significativamente più alti quando a dicembre saranno presentati i dati definitivi.</strong> Per molti donatori infatti il processo di raccolta e sistematizzazione di questi dati è ancora in corso.</p>
<h3>I principali contributori</h3>
<p>Dei 20 miliardi presi in esame, <strong>11,9 sono stati messi a disposizione dagli stati mentre l'Unione europea, intesa come istituzione e non come insieme di stati, ne ha forniti 9</strong>, risultando, almeno secondo i dati preliminari, il primo contributore nel contrasto agli effetti della pandemia.</p>
<p>        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		All’interno dell’Ocse opera il comitato per l’aiuto allo sviluppo, noto con l’acronimo inglese “Dac”. Fanno parte di questo comitato 30 membri tra cui l’Italia e l’Unione europea.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/cosa-paesi-dac/">
                "Che cosa sono i paesi dac"</a></span>

            </div>
        </section>
		</p>
<p><strong>Quanto agli stati è il Giappone ad aver destinato più risorse della cooperazione alla lotta al coronavirus ($2,9 mld)</strong>, seguito da Francia ($2,2 mld), Regno Unito ($1,7 mld) e Germania ($1,4 mld).</p>
<p>L'Italia anche su questo piano ha fornito il suo contributo, ma in misura decisamente limitata.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">$ 97,5 mln </span>i fondi della cooperazione destinati dall'Italia alla lotta al coronavirus, stando ai dati preliminari.</p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>Con poco meno di 100 milioni di dollari infatti l'Italia si classifica al quindicesimo posto tra i paesi donatori</strong> per fondi rivolti al contrasto della pandemia. Meno di quanto abbiano fatto paesi con a disposizione risorse decisamente più limitate, come la Spagna (231 mln) o il Belgio (129 mln).</p>
<p>In ogni caso anche altri donatori importanti hanno destinato poche risorse a questo settore. Ad oggi ad esempio, risulta che gli Stati Uniti abbiano messo a disposizione solo 437 milioni. Più dell'Italia certo, ma abbastanza poco se si considera il volume complessivo della loro economia.</p>
<h3>La lotta alla pandemia e il settore sanitario</h3>
<p><strong>È bene tenere presente comunque che non tutte le risorse destinate alla lotta alla pandemia sono rivolte all'ambito sanitario, anzi</strong>.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							</p>
<p>Solo una quota minoritaria dei fondi per la lotta alla pandemia è destinata al settore sanitario.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Se si considerano complessivamente i paesi Dac<strong> solo l'11% dei fondi per il contrasto al Covid riguardano questo settore mentre il restante è rivolto più in generale a programmi di sostegno legati alle conseguenze sociali ed economiche della pandemia.</strong></p>
<p>L'Italia in questo contesto presenta un dato (11,5%) in linea con la media dei paesi Dac. Tuttavia <strong>tra i diversi donatori esiste una notevole variabilità su questo piano</strong>. Dei fondi indicati dagli Stati Uniti ad esempio il 100% sono rivolti a progetti in ambito sanitario mentre per la Germania si tratta dello 0%.</p>
<p><strong>Destinare nel 2020 risorse al settore sanitario è una scelta orientata ad affrontare le sfide più immediate poste dalla pandemia</strong>. Al contrario concentrare i propri sforzi a sostenere la società e l'economia dai drammatici effetti di questa situazione è un programma più orientato al medio-lungo periodo.</p>
<p>Anche in questo caso però <strong>è bene tenere presente il carattere parziale di questi dati.</strong> Non è affatto detto che ai 437 milioni che gli Stati Uniti hanno integralmente rivolto al settore sanitario non se ne aggiungano poi altri, sempre riferiti al 2020, indirizzati invece a un contesto più allargato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Foto Credit: </strong>UNICEF Ethiopia - Flickr (<a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-dati-preliminari-ocse-2020-e-i-fondi-della-cooperazione-per-affrontare-la-pandemia/">I dati preliminari Ocse 2020 e i fondi della cooperazione per affrontare la pandemia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;aiuto pubblico allo sviluppo prima del coronavirus</title>
		<link>https://www.openpolis.it/esercizi/laiuto-pubblico-allo-sviluppo-prima-del-coronavirus/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Mar 2021 07:10:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?post_type=opmag_minidossier&#038;p=115695</guid>

					<description><![CDATA[<p>I dati definitivi sul 2019 confermano il declino della cooperazione italiana. Alla vigila della pandemia quindi il nostro paese si allontanava dai suoi obiettivi internazionali. Una ragione in più per riorientare le proprie politiche in termini di priorità e coerenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/laiuto-pubblico-allo-sviluppo-prima-del-coronavirus/">L&#8217;aiuto pubblico allo sviluppo prima del coronavirus</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Recentemente <strong>l&#8217;Ocse ha rilasciato i <a href="http://www.oecd.org/dac/financing-sustainable-development/development-finance-data/statisticsonresourceflowstodevelopingcountries.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dati definitivi</a> sulla cooperazione nel 2019</strong>. Si tratta di un anno particolare per la cooperazione allo sviluppo, con cui <strong>si chiude un ciclo e ne inizia uno nuovo</strong>.</p>
<p>Questo per due ragioni. La prima è che <strong>l&#8217;Italia si era posta l&#8217;obiettivo di destinare entro il 2020 lo 0,30%</strong> del reddito nazionale lordo (Rnl) in aiuto pubblico allo sviluppo (Aps).<strong> Impegno che oggi può dirsi mancato.</strong></p>
<p><strong>La seconda ragione è invece legata all’arrivo del coronavirus</strong>. Un evento che ha imposto in tutti i settori una profonda revisione delle proprie priorità e strategie. Oggi più che mai infatti <strong>i progetti di cooperazione in ambito sanitario, oltre al tradizionale ruolo solidaristico, assumono il carattere di strumenti a difesa della salute come un bene pubblico globale</strong>.</p>
<h3>L&#8217;Aps italiano nel 2019</h3>
<p>Come avevamo anticipato lo scorso ottobre in &#8220;<a href="https://www.openpolis.it/esercizi/laiuto-allo-sviluppo-alla-vigilia-del-coronavirus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Cooperazione Italia, tra declino e un futuro sempre più incerto</a>&#8220;, <strong>i fondi italiani destinati al settore della cooperazione risultano decisamente inferiori rispetto a quanto indicato dall&#8217;Ocse</strong> (0,24% Aps/Rnl) con i dati preliminari.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">0,22% </span>il rapporto tra aiuto pubblico allo sviluppo e reddito nazionale lordo raggiunto dall&#8217;Italia nel 2019.</p>
			        </section>
		</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/locse-conferma-il-crollo-dellaiuto-italiano/">L&#8217;Ocse conferma il crollo dell&#8217;aiuto italiano</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/locse-conferma-il-crollo-dellaiuto-italiano/">Il rapporto tra aiuto pubblico allo sviluppo e reddito nazionale lordo italiano tra 2012 e 2019.</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong><a href="https://stats.oecd.org/" target="_blank" rel="noopener">Ocse</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 29 Dicembre 2020)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-116007"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                </div>

                            </div>

			</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L'Italia come tutti i paesi del comitato Dac dell'Ocse si è impegnata a raggiungere lo 0,7% Aps/Rnl entro il 2030</strong> per adempiere ad uno degli obiettivi posti dall'Agenda per lo sviluppo sostenibile. <strong>Un traguardo sempre più difficile da raggiungere</strong>, visto il trend negativo seguito dal nostro paese negli ultimi 2 anni.</p>
<p>        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		L'obiettivo principale è quello di raggiungere quota 0,7% Aps/Rnl. Esistono poi anche altri obiettivi che riguardano ad esempio i fondi da destinare ai paesi più fragili.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/quante-risorse-la-cooperazione-allo-sviluppo/">
                "Quante risorse per la cooperazione allo sviluppo"</a></span>

            </div>
        </section>
		</p>
<p>Nel percorso per arrivare al vero e proprio obiettivo indicato nell’Agenda 2030 l'Italia si era però posta anche il t<strong>raguardo intermedio di raggiungere lo 0,30% Aps/Rnl entro il 2020</strong>. L'andamento dell'Aps italiano tra il 2014 e il 2017 aveva fatto sperare che si riuscisse a raggiungere questa tappa intermedia. Tuttavia <strong>a partire dal 2018 i fondi destinati alla cooperazione hanno iniziato a calare</strong> e sembrano destinati a rimanere su livelli molto bassi anche nei prossimi anni.</p>
<h3>Il calo dell'Aps e la spesa per i rifugiati nel paese donatore</h3>
<p>Come abbiamo fatto emergere in varie occasioni nei nostri focus e nei nostri approfondimenti <strong>il traguardo dello 0,30% Aps/Rnl raggiunto nel 2017 era in gran parte legato al cosiddetto aiuto gonfiato.</strong></p>
<p>        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		L'aiuto gonfiato è un termine con cui ci si riferisce a quelle risorse che, pur essendo legittimamente contabilizzate come aiuto pubblico allo sviluppo, non prevedono un effettivo trasferimento di fondi verso altri paesi.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/cosa-si-intende-aiuto-genuino-aiuto-gonfiato/">
                "Che cosa si intende per aiuto genuino e aiuto gonfiato"</a></span>

            </div>
        </section>
		</p>
<p>Per quanto riguarda i fondi italiani <strong>l'aiuto gonfiato si esaurisce quasi integralmente nella voce di spesa "rifugiati nel paese donatore"</strong>. Si tratta di una parte dell'Aps rimasta residuale per molto tempo e che, in particolare per l'Italia, è diventata rilevante negli ultimi anni a causa di un intensificarsi del fenomeno di flussi in arrivo di richiedenti asilo e rifugiati tra il 2014 e il 2017.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-arrivi-di-migranti-in-italia-dal-1997-al-2020/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai al grafico<br><strong>Gli arrivi di migranti in Italia dal 1997 al 2020</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">30,79% </span>il peso della voce di spesa "rifugiati nel paese donatore" sul totale dell'aiuto pubblico allo sviluppo nel 2017.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Tuttavia se è vero che i fondi per i rifugiati avevano assunto un ruolo determinante nel raggiungimento dell'obiettivo dello 0,30, è vero anche che<strong> in quegli anni gli importi per la cooperazione avevano parallelamente fatto registrare una crescita considerevole anche al netto di questa specifica voce di spesa.</strong> Una crescita che ha subito uno stop a partire dal 2018.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/laps-italiano-e-la-spesa-per-i-rifugiati-nel-2019/">L&#8217;Aps italiano e la spesa per i rifugiati nel 2019</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/laps-italiano-e-la-spesa-per-i-rifugiati-nel-2019/">Come si ripartiscono i fondi destinati alla cooperazione tra canale multilaterale, canale bilaterale e costo dei rifugiati nel paese donatore.</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong><a href="https://stats.oecd.org/" target="_blank" rel="noopener">Ocse</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 15 Marzo 2021)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-129039"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-129039" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p><strong>Il passaggio tra lo 0,30% Aps/Rnl nel 2017 e lo 0,25 dell'anno successivo è in gran parte legato alla riduzione della spesa per i rifugiati (-40%), ma non solo.</strong> Anche l'aiuto genuino infatti è diminuito.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">-4,23% </span>il calo dell'aiuto pubblico allo sviluppo tra il 2017 e il 2018 al netto della spesa per i rifugiati.</p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>Anche tra 2018 e 2019 i fondi per i rifugiati sono calati drasticamente (-58,30%), ma quantomeno il resto dell'Aps ha registrato una crescita, per quanto modesta (+1,88%)</strong>. Tuttavia questo aumento è stato determinato esclusivamente dal <strong>canale multilaterale</strong>, ovvero quella parte di risorse con cui il nostro paese finanzia le organizzazioni internazionali di cooperazione di cui fa parte.</p>
<p>        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		I fondi dell’aiuto pubblico allo sviluppo si dividono in due grandi insiemi: l’aiuto multilaterale e quello bilaterale. Quest'ultimo riguarda le risorse che vanno da fonti istituzionali del paese donatore direttamente al paese ricevente</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/cosa-canale-bilaterale-canale-multilaterale/">
                "Cosa sono il canale bilaterale e il canale multilaterale"</a></span>

            </div>
        </section>
		</p>
<p><strong>Quanto al canale bilaterale, al netto della spesa per i rifugiati, a partire dal 2018 si registra una continua flessione.</strong></p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">-18,20% </span>il calo dell'aiuto bilaterale al netto della spesa per i rifugiati tra il 2017 e il 2019.</p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>Una dinamica che lascia intendere una scarsa attenzione politica al tema della cooperazione allo sviluppo e che purtroppo</strong>, nonostante <a href="http://www.vita.it/it/article/2019/05/18/emanuela-del-re-entro-il-2020-lo-030-del-pil-per-la-cooperazione-inter/151625/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dichiarazioni</a> e prese di posizione autorevoli, sembra che si riproporrà anche nei prossimi anni.</p>
<p><strong>Foto Credit</strong>: Pablo Tosco - Oxfam</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/laiuto-pubblico-allo-sviluppo-prima-del-coronavirus/">L&#8217;aiuto pubblico allo sviluppo prima del coronavirus</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La peer review della cooperazione italiana</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-peer-review-della-cooperazione-italiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Dec 2020 14:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=113993</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel 2019 la cooperazione italiana è stata sottoposta a un processo di revisione da parte del comitato aiuto allo sviluppo dell'Ocse. Negli scorsi giorni sono stati presentati gli esiti di questo esame.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-peer-review-della-cooperazione-italiana/">La peer review della cooperazione italiana</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Italia insieme ad altri 29 paesi è membro del comitato aiuto allo sviluppo (Dac) dell&#8217;Ocse. Per questo <strong>la politica italiana di cooperazione si inquadra in un contesto multilaterale caratterizzato da principi, linee guida, standard e obiettivi definiti collettivamente</strong> dai membri dell&#8217;organizzazione.</p>
<p>        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		All’interno dell’Ocse opera il comitato per l’aiuto allo sviluppo, noto con l’acronimo inglese “Dac”</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/cosa-paesi-dac/">
                "Che cosa sono i paesi dac"</a></span>

            </div>
        </section>
		</p>
<p>In questo contesto<strong> il settore della cooperazione di ciascun paese membro viene periodicamente sottoposto a una <em>peer review</em> (valutazione tra pari)</strong>. Lo scorso 30 novembre sono stati finalmente presentati pubblicamente i risultati della <em>peer review</em> della cooperazione italiana conclusasi nel 2019.</p>
<p><iframe src="//www.radioradicale.it/scheda/622510/iframe" width="560" height="355" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3>Che cos&#8217;è la peer review</h3>
<p>Per verificare che i paesi membri procedano nella direzione degli obiettivi comuni, e valutare i progressi compiuti negli ultimi anni, ciascun paese membro viene periodicamente sottoposto a una <em>peer review</em>.</p>
<p>La valutazione viene effettuata da un gruppo di funzionari del Dac e di 2 paesi membri (per l’Italia, Spagna e Nuova Zelanda) che prima esaminano la relazione presentata dal paese membro valutato e poi <strong>si recano sul posto per intervistare funzionari, parlamentari e gli altri stakeholder rappresentanti della società civile</strong>, delle Ong, del mondo profit e delle amministrazioni locali.<strong> In questo modo vengono quindi raccolte diverse opinioni e punti di vista.</strong></p>
<p>Inoltre la valutazione prevede una visita sul campo in un paese dove la cooperazione del paese esaminato è particolarmente significativa. Nel caso dell’Italia è stato indicato il Senegal.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.esteri.it/mae/it/sala_stampa/archivionotizie/approfondimenti/2020/06/e-online-la-peer-review-dell-ocse-sulla-cooperazione-allo-sviluppo-italiana.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi la<br><strong>peer review</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>Alla fine di questo processo <strong>viene quindi pubblicato un rapporto in cui viene analizzato se e in che misura il paese esaminato stia attuando le politiche Dac</strong>, se si sta attenendo ai principi e alle raccomandazioni dell&#8217;organizzazione, e quali sono stati i progressi compiuti sia a livello di funzionamento delle strutture di lavoro e di governance interna che nei paesi beneficiari delle politiche di cooperazione.</p>
<h3>La valutazione della politica italiana di cooperazione</h3>
<p><strong>L&#8217;attenzione della <em>peer review</em> si è incentrata sulle politiche portate avanti nel quinquennio 2014-2019</strong>. L&#8217;Italia infatti si era sottoposta a questo processo di revisione l&#8217;ultima volta proprio nel 2014.</p>
<p>In quell&#8217;occasione erano state indicate all&#8217;Italia alcune raccomandazioni che oggi sono considerate parzialmente adottate per il 65% dei casi e pienamente adottate per il 15%.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">80% </span>delle raccomandazioni proposte dal dac nella peer review 2014 sono state parzialmente (65%) o totalmente (15%) adottate.</p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>Tra gli aspetti positivi della cooperazione italiana viene messo in evidenza un approccio fortemente multilaterale</strong>. L&#8217;Italia infatti da sempre riserva una componente importante del proprio aiuto pubblico allo sviluppo alle organizzazioni internazionali.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/limportanza-del-canale-multilaterale-nellaiuto-allo-sviluppo-italiano/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi<br><strong>L’importanza del canale multilaterale nell’aiuto allo sviluppo italiano</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		I fondi dell’aiuto pubblico allo sviluppo si dividono in due grandi insiemi, che indicano in sostanza la via con cui dovrebbero arrivare ai paesi a cui sono destinati: l’aiuto bilaterale e quello multilaterale.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/cosa-canale-bilaterale-canale-multilaterale/">
                "Cosa sono il canale bilaterale e il canale multilaterale"</a></span>

            </div>
        </section>
		</p>
<p>Inoltre viene riconosciuta al nostro paese una <strong>capacità di leadership in campi come il patrimonio culturale e l&#8217;agricoltura ma anche una presenza importante in settori come la parità di genere e la disabilità.</strong></p>
<h3>Le raccomandazioni</h3>
<p><strong>Sono 11 le raccomandazioni finali presentate dal comitato Ocse Dac nella <em>peer review</em> 2019 della cooperazione italiana.</strong></p>
<p>La prima riguarda l&#8217;implementazione del piano anticorruzione e un&#8217;adeguata formazione del personale dell&#8217;Agenzia Italiana per la cooperazione (Aics).</p>
<p><strong>La seconda raccomandazione mette in evidenza la necessità di attuare i meccanismi per realizzare e monitorare la coerenza delle politiche di cooperazione</strong>, come previsto dalla <a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2014-08-11;125!vig=2020-12-10" target="_blank" rel="noopener noreferrer">legge 125/2014.</a> Una carenza spesso sottolineata anche dal mondo delle Ong italiane.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/la-cooperazione-e-la-legge-di-bilancio-intervista-a-silvia-stilli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi l&#8217;intervista a<br><strong>Silvia Stilli</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p><strong>Alcune raccomandazioni successive poi indicano come l&#8217;Italia debba concentrare i propri sforzi</strong>, sia per quanto riguarda le politiche adottate nei confronti dei paesi prioritari, ma anche rispetto ai propri punti di forza, in particolare aumentando i finanziamenti alla fitta rete di Ong e Osc, organizzazioni della società civile presenti nel nostro paese e attive in questo settore.</p>
<p><strong>Un punto particolarmente critico riguarda la sesta raccomandazione sull&#8217;aumento dei fondi destinati alla cooperazione.</strong> Se fino al 2017 abbiamo assistito a una crescita dell&#8217;aiuto pubblico allo sviluppo, a partire dal 2018 questa tendenza si è invertita. L&#8217;Italia infatti si sta pericolosamente allontanando dall&#8217;obiettivo di destinare lo 0,7% del reddito nazionale lordo in aiuto pubblico allo sviluppo (Aps/Rnl), così come è molto lontana dagli obiettivi indicati per i paesi a più basso tasso di sviluppo (<a href="https://www.openpolis.it/parole/cosa-paesi-ldcs/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ldcs</a>).</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/numeri/ancora-pochi-i-fondi-italiani-per-i-paesi-piu-svantaggiati/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai al grafico<br><strong>Ancora pochi i fondi italiani per i paesi più svantaggiati</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-crollo-dei-fondi-italiani-per-laiuto-pubblico-allo-sviluppo/">Il crollo dei fondi italiani per l&#8217;aiuto pubblico allo sviluppo</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-crollo-dei-fondi-italiani-per-laiuto-pubblico-allo-sviluppo/">Il rapporto tra aiuto pubblico allo sviluppo e reddito nazionale lordo italiano tra 2012 e 2019.</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong><a href="https://www.oecd.org/dac/financing-sustainable-development/development-finance-data/ODA-2019-detailed-summary.pdf" target="_blank" rel="noopener">Ocse</a> - <a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2020/10/APS_DatiMaeci_InAttesaDiValidazioneOcse.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Ministero degli affari esteri e della cooperazione</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: venerdì 21 Agosto 2020)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-95344"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-95344" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/il-crollo-dei-fondi-italiani-per-laiuto-pubblico-allo-sviluppo/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>

                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Oltre ai fondi destinati alla cooperazione viene sottolineata inoltre la necessità <strong>accrescere il personale</strong> dedicato al settore sia presso il ministero degli esteri che presso l'Agenzia italiana della cooperazione allo sviluppo (Aics).</p>
<p>Infine, in più punti, <strong>si evidenzia come l'Italia necessiti di migliorare le sue capacità di programmazione</strong>. Raccomandazioni e linee guida infatti dovrebbero migliorare la coerenza dei programmi italiani e prevedere obiettivi precisi e monitoratili, collegati agli obiettivi di sviluppo dell'agenda 2030 delle Nazioni unite.</p>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Leggi il documento di openpolis preparato per la</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2020/07/Audizione-in-commissione-esteri-07_2020.pdf" target="_blank" rel="noopener">presentazione del documento triennale di programmazione</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		</p>
<p>Rispetto a questo punto il <a href="https://www.esteri.it/mae/resource/doc/2020/09/documento_triennale_2019-2021_-_rev.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">documento triennale di programmazione 2019-2021</a>, pubblicato con ampio ritardo nell'estate del 2020, ha in effetti compiuto alcuni progressi. <strong>In questo documento infatti le priorità della cooperazione italiana sono inquadrate nell'ambito degli obiettivi di sviluppo sostenibile e per ciascun obiettivo sono indicati specifici targhet</strong> che si riferiscono a particolari indicatori previsti dall'Ocse.</p>
<p>L'obiettivo è quello di destinare almeno il 75% dei fondi destinati al canale bilaterale allocabile della cooperazione a questi settori. Un obiettivo largo, a cui probabilmente sarebbe stato meglio affiancare anche obiettivi più mirati, ma che costituisce comunque un utile passo avanti.</p>
<h3>La <em>peer review</em> e la società civile</h3>
<p>Come abbiamo visto <strong>le Ong e le Osc italiane non sono state semplici spettatori</strong>, hanno invece partecipato attivamente al processo di <em>peer review, </em>sia presentando documenti che tramite incontri con gli osservatori Ocse Dac.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="http://www.vita.it/it/article/2020/06/22/cooperazione-internazionale-locse-da-i-voti-allitalia-e-non-sono-buoni/155956/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi l'articolo su<br><strong>Vita</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>Le osservazioni finali di queste organizzazioni ricalcano in buona parte i temi emersi nella <em>peer review</em> <strong>sottolineando in particolare la mancata applicazione di due degli elementi più innovativi della riforma della cooperazione: l'Agenzia della cooperazione</strong>, per la sua cronica carenza di personale, e <strong>il mancato coinvolgimento di una molteplicità di attori, istituzionali e non, nella definizione delle politiche di cooperazione. </strong>A mancare infatti è stato il regolare ed efficace funzionamento degli organismi di governance (Consiglio nazionale della cooperazione, Comitato interministeriale per la cooperazione) previsti dalla legge stessa. Una struttura di consultazione, multi attore e multi livello, che era stata peraltro apprezzata e considerata innovativa dai valutatori del Dac.</p>
<p><strong>Inoltre viene evidenziata l'incoerenza della politica migratoria italiana</strong>, con particolare riguardo al ruolo svolto dal ministero dell'interno. Un tema che sia le Ong che openpolis hanno sottolineato in più occasioni.</p>
<p>In conclusione le richieste si concentrano su un aumento del supporto alle Ong e alle Osc della cooperazione, una maggiore concentrazione delle risorse verso i paesi prioritari e soprattutto <strong>l'apertura da parte del ministero degli esteri e della cooperazione di un confronto pubblico sul tema dell'aiuto</strong> pubblico allo sviluppo e delle sue prospettive. <strong>Una discussione che deve coinvolgere i soggetti istituzionali, incluso il Dac e il parlamento italiano, ma anche i tanti attori della società civile.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto Credit: <a href="https://www.esteri.it/mae/ar/sala_stampa/archivionotizie/eventi/2019/10/del-re-all-ocse-la-cooperazione-allo-svilupppo-e-una-priorita-per-l-italia.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-peer-review-della-cooperazione-italiana/">La peer review della cooperazione italiana</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un altro passo indietro</title>
		<link>https://www.openpolis.it/esercizi/un-altro-passo-indietro-per-la-cooperazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2020 06:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?post_type=opmag_minidossier&#038;p=65831</guid>

					<description><![CDATA[<p>Gli stanziamenti dell'ultima legge di bilancio lasciano prevedere anni difficili per la cooperazione allo sviluppo. Intanto i dati definitivi sull'aps nel 2018 certificano un calo drastico rispetto all'anno precedente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/un-altro-passo-indietro-per-la-cooperazione/">Un altro passo indietro</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Premessa</h3>
<p><strong>Questa edizione di Cooperazione Italia era stata conclusa alla vigilia dello scoppio dell’emergenza del Covid-19. Il quadro provocato dalla crisi ha profondamente mutato il contesto in cui il lavoro era stato realizzato, rendendo alcuni dei riferimenti superati dagli eventi.</strong></p>
<p><strong>A seguito di una riflessione di openpolis e Oxfam Italia abbiamo deciso di pubblicare comunque questo lavoro sul sito in modo da renderlo noto al pubblico, alla comunità di esperti, operatori e ai decisori politici. Se alcune delle analisi sono probabilmente superate dal nuovo scenario, una parte delle considerazioni e delle proposte conservano una loro attualità e utilità.</strong></p>
<p><strong>Quanto sta accadendo impone a tutti un profondo ripensamento sui temi dell’aiuto pubblico allo sviluppo. Da parte nostra auspichiamo che ciò accada in modo positivo e lungimirante. Se una lezione abbiamo già imparato dalla crisi che stiamo vivendo è che nessuno deve essere lasciato indietro e che nessuno è al sicuro, se non siamo al sicuro tutti.</strong></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p>Come tutti gli altri paesi del comitato Ocse Dac l’Italia si è posta l’obiettivo di destinare lo 0,7% del proprio reddito nazionale lordo (rnl) in aiuto pubblico allo sviluppo (aps) entro il 2030. Nel frattempo però, a partire dal 2016  il nostro paese si è anche impegnato in sede internazionale a raggiungere l’obiettivo intermedio dello 0,30% aps/rnl entro il 2020.</p>
<p>Anche se i dati definitivi sull’aps italiano nel 2020 saranno disponibili solo alla fine del 2021, analizzando la legge di bilancio approvata a fine dicembre 2019 emerge chiaramente come l’obiettivo intermedio sia ormai sfumato.</p>
<h3>Mancato l&#8217;obiettivo intermedio del 2020</h3>
<p>La legge di bilancio definisce le risorse che lo stato si impegna a destinare nei diversi ambiti della finanza pubblica per il triennio 2020-2022. Si è trattato dunque dell’ultima occasione per assegnare alla cooperazione i finanziamenti necessari per raggiungere la tappa intermedia del 2020.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/attivita_istituzionali/formazione_e_gestione_del_bilancio/bilancio_di_previsione/bilancio_finanziario/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Consulta il bilancio finanziario dello stato<br><strong>per gli anni 2020-2022</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		L&#8217;Italia rinuncia all&#8217;obiettivo dello 0,30% aps/rnl entro il 2020</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/quante-risorse-la-cooperazione-allo-sviluppo/">
                "Quante risorse per la cooperazione allo sviluppo"</a></span>

            </div>
        </section>
		</p>
<p>La legge di riforma della cooperazione (<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2014-08-11;125!vig=" target="_blank" rel="noopener noreferrer">l. 125/2014</a>) stabilisce che in sede di legge di bilancio sia predisposta dal ministero dell&#8217;economia una tabella con incluse le spese di ciascun ministero che rientrano nell&#8217;ambito proprio dell’aiuto pubblico allo sviluppo. Stando a queste previsioni l’Italia nel 2020 conta di stanziare per la cooperazione 4,7 miliardi di euro. Decisamente meno di quanto sarebbe stato necessario per raggiungere l’obiettivo dello 0,30% aps/rnl.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">€ 721 milioni </span>mancano all&#8217;appello per raggiungere lo 0,30% aps/rnl nel 2020.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Settecento milioni in meno di quanto necessario, dunque, che pesano in maniera determinante sul bilancio della cooperazione. Infatti i fondi previsti per il 2020, messi in rapporto alle <a href="http://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2019/NADEF_2019__FINALE.pdf#page=22" target="_blank" rel="noopener noreferrer">previsioni sul pil</a>, suggeriscono che nel 2020 l’Italia si assesterà intorno allo 0,26% aps/rnl fallendo il raggiungimento dell’obiettivo intermedio.</p>
<p>Eppure si trattava di un traguardo che era apparso raggiungibile. Il governo Gentiloni in effetti lo aveva già centrato nel 2017, se pur con molte criticità. La principale di queste era rappresentata crescita esponenziale delle spese sostenute per i rifugiati, che  coprivano un terzo dell’intero aps italiano.</p>
<p>In ogni caso fino allo scorso anno attori politici e istituzionali avevano continuato a ribadire, anche in varie occasioni pubbliche, l’impegno per il raggiungimento dell’obiettivo intermedio.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Obiettivo del governo è raggiungere lo 0,30% del Pil per la cooperazione internazionale entro il 2020</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="http://www.vita.it/it/article/2019/05/18/emanuela-del-re-entro-il-2020-lo-030-del-pil-per-la-cooperazione-inter/151625/" target="_blank">- Luigi Di Maio  all’inaugurazione dell’ExCo a Roma il 15/05/2019 - da Vita.it</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/laiuto-pubblico-allo-sviluppo-tra-il-2017-e-il-2020/">L&#8217;aiuto pubblico allo sviluppo tra il 2017 e il 2020</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/laiuto-pubblico-allo-sviluppo-tra-il-2017-e-il-2020/">A partire dal 2018 l'Italia si allontana dall'obiettivo intermedio dello 0,30% aps/rnl e non si vedo inversioni di rotta.</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_65834_tab3"><p>Per gli anni 2017 e 2018 è indicato il rapporto aps/rnl fissato dai dati definitivi Ocse. A partire dai dati 2018 l&#8217;Ocse ha modificato metodo di calcolo passando al Grant equivalents. Utilizzando il metoto precedente (Net disbursements) il rapporto aps/rnl 2018 sarebbe stato 0,24%.</p>
<p>Per il 2019 è indicato il rapporto tra fondi stanziati in cooperazione dalla legge di bilancio 2019 e il pil.</p>
<p>Per gli anni 2020-2022 è indicato il rapporto tra fondi stanziati in cooperazione dalla legge di bilancio 2020 e il pil nominale previsto dalla nota di aggiornamento al Def.</p>
</div>
			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>Elaborazione openpolis su dati <a href="https://stats.oecd.org/" target="_blank" rel="noopener">Ocse</a> e <a href="http://www.mef.gov.it/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/index.html#cont2" target="_blank" rel="noopener">Ministero dell'economia e delle finanze</a>.                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 21 Gennaio 2020)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2020/04/laiuto-pubblico-allo-sviluppo-tra-il-2017-e-il-2020.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="laiuto-pubblico-allo-sviluppo-tra-il-2017-e-il-2020"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-65834"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-65834" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/laiuto-pubblico-allo-sviluppo-tra-il-2017-e-il-2020/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
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                            </div>

			</p>
<p>L'aspetto, se possibile, ancora più scoraggiante riguarda gli impegni di spesa per il biennio successivo (2021-2022) che sono previsti in calo in termini assoluti e che dovrebbero fissare il rapporto aps/rnl a quota 0,25%. Nel prossimo biennio dunque non si intravede alcun segnale che indichi un'inversione di rotta verso l'obiettivo previsto per il 2030. Un traguardo che purtroppo appare oggi ancor più irrealistico che in passato.</p>
<h3>La riforma incompleta della cooperazione</h3>
<p>Ma l'arretramento della politica di cooperazione italiana non si limita alla riduzione dei fondi stanziati. Con la di riforma varata nella scorsa legislatura s'intendeva riorganizzare il sistema della cooperazione in modo da renderlo più efficace attraverso una maggiore sinergia tra i vari attori della cooperazione che avrebbero dovuto agire in maniera coordinata in un quadro di programmazione strategica pluriennale.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2014-08-11;125!vig=" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi la legge di<br><strong>riforma della cooperazione</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>Purtroppo però sono molti gli aspetti della riforma che per ora rimangono inapplicati. Il sistema di <em>governance</em> previsto dalla legge infatti risulta bloccato, visto che ormai da molto tempo non si riuniscono due organi chiave come il Consiglio nazionale per la cooperazione allo sviluppo e il Comitato interministeriale di cooperazione allo sviluppo. Anche il principio di programmazione pluriennale previsto dalla riforma non viene rispettato. Infatti l'ultimo documento di programmazione strategica che è stato pubblicato è quello relativo agli anni <a href="https://www.esteri.it/mae/resource/doc/2018/02/doc_triennale_2017-2019_27.07.2017.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">2017-2019</a>.</p>
<h3></h3>
<p>Foto credit: <a href="https://www.esteri.it/mae/it/sala_stampa/archiviomultimedia/albumfotografico?id=8850" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ministero degli esteri</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/un-altro-passo-indietro-per-la-cooperazione/">Un altro passo indietro</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Italia e la cooperazione in ambito sanitario: intervista a Sara Albiani</title>
		<link>https://www.openpolis.it/litalia-e-la-cooperazione-in-ambito-sanitario-intervista-a-sara-albiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jan 2020 08:26:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=65824</guid>

					<description><![CDATA[<p>Da diversi anni l'Italia considera il settore sanitario come uno degli ambiti strategici della propria politica di cooperazione. Non è ancora chiaro però se a questa priorità farà seguito uno stabile aumento delle risorse destinate al settore.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/litalia-e-la-cooperazione-in-ambito-sanitario-intervista-a-sara-albiani/">L&#8217;Italia e la cooperazione in ambito sanitario: intervista a Sara Albiani</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sara Albiani è Global Health policy advisor di Oxfam Italia. Abbiamo chiesto a Sara di raccontarci, partendo dai dati, la politica italiana di cooperazione in campo sanitario.</p>
<p>A livello complessivo tra il 40 e il 50% dei fondi destinati dalla comunità internazionale al settore sanitario della cooperazione passano dal cosiddetto canale multilaterale, ovvero da varie organizzazioni internazionali.</p>
<h3>Quali sono i principali canali multilaterali attraverso cui l’Italia finanzia la salute globale?</h3>
<p><em>Fino al 2008 gran parte di questo aiuto era veicolato tramite il Fondo Globale per la lotta contro l’AIDS, la Tubercolosi e la Malaria, tanto che il motivo principale della riduzione dei volumi in cooperazione sanitaria registratasi tra il 2009 e il 2013 è in gran parte dovuta al mancato contributo al Fondo Globale che l’Italia è tornata a finanziare nel 2014 e che ha permesso la realizzazione di progressi straordinari nella lotta contro queste epidemie.</em></p>
<p><em>Il Fondo Globale, lanciato durante la Presidenza italiana G7 del 2001, ha contribuito a salvare 27 milioni di vite, riducendo di un terzo il numero di decessi causati da AIDS, tubercolosi e malaria, investendo più di 41 miliardi di dollari a sostegno dei Paesi maggiormente colpiti.</em></p>
<p><em>Il Fondo opera in più di 100 paesi e concentra il 92% delle risorse nei Paesi a reddito basso e medio-basso che registrano un’alta incidenza delle tre malattie, con il 65% dei programmi attuati in Africa Sub-Sahariana. Alcuni dei Paesi in cui opera il Fondo, soprattutto africani, sono prioritari per la Cooperazione italiana (ad esempio Etiopia, Mozambico, Sudan).</em></p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">1,6 milioni </span>le persone morte di tubercolosi solo nel 2017</p>
			        </section>
		</p>
<p><em>Tuttavia, molto resta ancora da fare. Ad esempio, la tubercolosi uccide più persone di qualsiasi altra malattia infettiva: solo nel 2017, circa 1,6 milioni di persone ​sono morte a causa di questa malattia. La​ tubercolosi resistente ai farmaci è in aumento e​ costituisce un terzo del totale dei decessi dovuti alla​ resistenza antimicrobica, rappresentando un rischio​ potenzialmente catastrofico per la sicurezza sanitaria​ mondiale.</em></p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Difendere la salute, ed in particolare quella dei bambini, ha un impatto enorme sulla riduzione della povertà e la promozione dello sviluppo umano.</p>
			        </section>
		</p>
<p><em>Altro importante canale dell’APS sanitario italiano è la Gavi Alliance (Global Alliance for Vaccines and Immunization), sia attraverso contributi diretti che attraverso i suoi meccanismi innovativi di finanziamento – l’Advanced Market Committment (AMC) e l’International Finance Facility for Immunisation (IFFIm). La Gavi Alliance è un&#8217;organizzazione internazionale creata nel 2000 per migliorare l&#8217;accesso a nuovi vaccini o a vaccini poco utilizzati a favore dei bambini che vivono nei Paesi più poveri del mondo. Difendere la salute, ed in particolare quella dei bambini, ha un impatto enorme sulla riduzione della povertà e la promozione dello sviluppo umano. Dal 2000, 700 milioni di bambini nei Paesi in via di sviluppo sono stati vaccinati e 10 milioni di vite umane sono state salvate grazie al lavoro di Gavi. Tra il 2000 e il 2017 Gavi ha supportato programmi d&#8217;immunizzazione con undici vaccini, tra cui il vaccino pentavalente e vaccini contro le malattie da pneumococco e rotavirus, che rappresentano le principali cause di morti infantili, e contro il papillomavirus umano che, come è noto, si è rivelato tra le cause più importanti all’origine dei tumori che mietono più vittime fra le donne.</em></p>
<h3>Quali sono in ambito sanitario le principali differenze tra l’aiuto multilaterale e quello erogato direttamente dai paesi donatori (canale bilaterale)?</h3>
<p><em>In ambito sanitario, il canale multilaterale offre grandissime possibilità. Innanzitutto, permette di utilizzare le economie di scala per l’acquisto di farmaci e quindi ottenere una diminuzione dei prezzi. Il Fondo Globale ha promosso un meccanismo di pooled procurement, cioè un sistema su base volontaria di acquisto di farmaci attraverso un unico ordine di volume elevato, aumentando così la concorrenza tra i fornitori e favorendo la riduzione dei prezzi e dei costi di transazione.</em></p>
<p><em>I canali multilaterali costituiscono poi dei luoghi di confronto e di scambio di expertise e conoscenze di grande rilievo che hanno permesso di creare dei sistemi innovativi sia a livello finanziario che programmatico.</em></p>
<p><em>I fondi multilaterali per la salute inoltre agiscono attraverso dei meccanismi di dialogo e confronto strutturati tra i vari attori coinvolti, dalla società civile, al settore privato, ai diversi governi, ai paesi beneficiari.</em></p>
<p><em>Non è da sottovalutare infine l’importante ruolo svolto dal canale multilaterale come moltiplicatore dell’impatto dei programmi. In particolare, visti i livelli di investimento in APS dell’Italia, il suo contributo ai fondi multilaterali le consente di aumentare l’impatto nella lotta contro specifiche malattie e il rafforzamento dei sistemi sanitari, svolgendo al contempo un ruolo di influenza nei meccanismi decisionali interni ai fondi stessi.</em></p>
<p><em>Naturalmente, i canali multilaterali presentano alcune criticità, per esempio nel coinvolgimento del settore privato profit sia nel processo di decision making interno che nella realizzazione di programmi. Gavi è poi oggetto di forti critiche rispetto al finanziamento alle case farmaceutiche e al suo ruolo nell’incremento dei prezzi di alcuni vaccini nei paesi in via di sviluppo.</em></p>
<p><em>Ma proprio anche a fronte di queste criticità, svolgere un ruolo importante all’interno di questi fondi, risulta fondamentale per poter influenzarne le politiche e mitigarne i rischi.</em></p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/limpegno-della-cooperazione-italiana-nel-settore-sanitario/">L&#8217;impegno della cooperazione italiana nel settore sanitario</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/limpegno-della-cooperazione-italiana-nel-settore-sanitario/">I primi 15 paesi Dac per quota di aiuto bilaterale destinata al settore sanitario nel 2016 e nel 2017</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong><a href="https://stats.oecd.org/" target="_blank" rel="noopener">Ocse</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 21 Ottobre 2019)
                                        </p>
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                            <p><label for="embed-chart-59277"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                </div>

                            </div>

			</p>
<p>I dati ci mostrano come i fondi del canale bilaterale destinati alla sanità dai membri del comitato Ocse Dac sono cresciuti negli ultimi anni. Per quanto riguarda l’Italia il 2017 è stato un anno record per le cifre investite nel settore sanitario della cooperazione. Tuttavia si è trattato di un anno particolare e i dati sui fondi impegnati in quell’anno sono fortemente influenzati da azioni di cancellazione del debito che rappresentano operazioni una tantum. Se si esclude il 2017 gli importi destinati dall’Italia a questo settore risultano altalenanti e non si evidenzia un particolare trend di crescita. Al contrario considerando queste cifre in rapporto al totale dell’aiuto bilaterale la quota destinata alla sanità risulta calare.</p>
<h3>Come ti spieghi questa riduzione alla luce del fatto che la sanità continua a rimanere uno dei settori definiti come prioritari dalla politica di cooperazione italiana?</h3>
<p><em>Vi è sicuramente una difficoltà nel trasferire le priorità politiche sui temi nell’allocazione finanziaria per gli stessi. Mi pare che si sia assistito negli ultimi anni ad una depoliticizzazione della cooperazione allo sviluppo, mentre la <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2014-08-11;125!vig=">legge 125/14</a> aveva creato un quadro normativo, meccanismi e strutture che ne dovevano promuovere il coinvolgimento di diversi livelli dell’amministrazione pubblica, partendo dai diversi ministeri coinvolti fino agli enti locali, e della società civile proprio nell’ottica di dare coerenza politica e di sistema alla cooperazione. Inoltre, all’interno del MAECI e di AICS le competenze in ambito sanitario, seppur di valore, sono poche in un organico già di per sé non sufficiente a rispondere alle sfide e ai compiti.</em></p>
<h3>Negli ultimi anni hai notato una maggiore attenzione da parte delle istituzioni su questi settori?</h3>
<p><em>Assolutamente sì e questo dà speranza per il futuro. Innanzitutto nel 2014, come accennato prima, l’Italia è tornata a finanziare il Fondo Globale diventando l’ottavo contributore pubblico. Lo scorso agosto il Presidente Conte, in occasione del G7 di Biarritz ha annunciato un aumento del finanziamento italiano del 15% (da 140 milioni a 160.000 di euro), aumento confermato a Lione in ottobre durante alla conferenza di ricostituzione del Fondo.</em></p>
<p><em>L’Italia è anche il terzo donatore di Gavi. In occasione della conferenza dei donatori tenutasi a Berlino nel 2015, l’Italia ha promesso un contributo diretto al GAVI di 120 milioni di dollari per il periodo 2016-2020, impegno poi conferma nel dicembre del 2016 in occasione della firma del contribution agreement. L’Italia è il maggior donatore dell’Advanced Market Committments, che è un meccanismo innovativo di finanziamento per l’acquisto del vaccino anti-pneumococcico.</em></p>
<p><em>La proposta della Vice Ministra Del Re all’Organizzazione Mondiale della Sanità sull’istituzione della giornata mondiale della diarrea infantile è anche conferma di un sempre maggiore impegno italiano sui temi della salute globale. Ricordiamo infatti che ogni anno nel mondo muoiono circa 535.000 bambini sotto i 5 anni a causa di malattie diarroiche che sono facilmente debellabili, anche grazie a semplice accorgimenti e servizi igienico-sanitari adeguati, ma che ancora oggi rappresenta una piaga terribile.</em></p>
<p><em>Vorrei anche ricordare l’iniziativa italiana sulla trasparenza nel mercato dei farmaci, vaccini e prodotti sanitari, che ha portato nel maggio 2019 all’approvazione da parte l’Assemblea Mondiale della Sanità di una risoluzione, che, come ha dichiarato Tedros Adhanom Gheyebresus, direttore generale dell’OMS, rappresenta un pilastro per il rafforzamento nella trasparenza con l’obiettivo di raggiungere la copertura sanitaria universale.</em></p>
<p><em>In questo quadro, ci sembra che ci siano i presupposti per prevedere un aumento nell’impegno italiano su questi temi.</em></p>
<p><em>Ci auguriamo quindi che l’Italia mantenga un ruolo di leadership nella salute globale portando nuove idee e nuovi finanziamenti per migliorare l’accesso alla salute nel mondo.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Foto credit</strong>: <a href="https://www.unmultimedia.org/s/photo/detail/803/0803486.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">UN Photo</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/litalia-e-la-cooperazione-in-ambito-sanitario-intervista-a-sara-albiani/">L&#8217;Italia e la cooperazione in ambito sanitario: intervista a Sara Albiani</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;aiuto allo sviluppo e la lotta alle disuguaglianze</title>
		<link>https://www.openpolis.it/laiuto-allo-sviluppo-e-la-lotta-alle-disuguaglianze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 May 2019 13:01:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=43282</guid>

					<description><![CDATA[<p>La crescita delle disuguaglianze è un tratto caratteristico di questo tempo e il contrasto a questo fenomeno è stato inserito tra gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Su questo l'aps può dare un contributo determinate ma per ora non è stato fatto abbastanza. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/laiuto-allo-sviluppo-e-la-lotta-alle-disuguaglianze/">L&#8217;aiuto allo sviluppo e la lotta alle disuguaglianze</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La forte disuguaglianza nei livelli di reddito è un tratto caratteristico di questa fase storica. Sia tra i vari paesi del mondo sia all’interno di quelli stessi paesi. <strong>Secondo la banca mondiale nel 2015 il 10% della popolazione mondiale viveva in condizioni di estrema povertà. Per questo la riduzione della disuguaglianza è un elemento caratterizzante dell’intera Agenda 2030</strong> nonché il decimo pilastro degli<a href="https://sustainabledevelopment.un.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> obiettivi di sviluppo sostenibile</a> (Sdg) delle Nazioni Unite.</p>
<p>Oxfam ha dedicato a questo tema il rapporto &#8220;<a href="https://www.oxfamitalia.org/wp-content/uploads/2019/04/BP-lAiuto-allo-Sviluppo-ai-tempi-della-disuguaglianza.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">L&#8217;aiuto allo sviluppo ai tempi della disuguaglianza</a>&#8220;. Qui vengono definite <strong>10 &#8220;regole d&#8217;oro&#8221; che i paesi donatori dovrebbero seguire per combattere povertà e diseguaglianza massimizzando gli effetti degli aiuti allo sviluppo ed evitando che questi arrechino danni</strong> invece che contribuire allo sviluppo. Tra queste si trovano:</p>
<ul>
<li>la creazione di sistemi di monitoraggio della riduzione della disuguaglianza sul modello della banca mondiale;</li>
<li>aumentare la spesa degli aiuti per favorire la mobilizzazione di risorse interne;</li>
<li>aumentare gli aiuti nei settori che si sono dimostrati più efficaci nella lotta alle disuguaglianze;</li>
<li>smettere di utilizzare gli aiuti per finanziare il partenariato pubblico privato;</li>
<li>affrontare con maggiore urgenza il problema della disuguaglianza di genere.</li>
</ul>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Leggi il rapporto<br />
</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://www.oxfamitalia.org/wp-content/uploads/2019/04/BP-lAiuto-allo-Sviluppo-ai-tempi-della-disuguaglianza.pdf" target="_blank" rel="noopener">L'aiuto allo sviluppo ai tempi della disuguaglianza</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		</p>
<h3>La riduzione delle disuguaglianze</h3>
<p>La prima proposta del rapporto è quella che tutte le agenzie bilaterali inizino a seguire il modello della banca mondiale stabilendo <strong>regole giuridicamente vincolanti per rivolgere qualsiasi tipo di aiuto verso due obiettivi: la riduzione della disuguaglianza e della povertà</strong>. Secondo la stessa banca mondiale infatti è proprio la <strong>riduzione del divario di reddito tra il 10% più ricco e il 40% più povero</strong> ad essere la chiave per combattere la povertà. Per questo ha posto tra i sui principi guida due obiettivi: ridurre il tasso di povertà estrema sotto il 3% e aumentare il livello di reddito del 40% più povero della popolazione.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">2.500 miliardi di dollari </span>in più sarebbero necessari ai paesi con reddito basso e medio-basso per raggiungere gli Sdg secondo le Nazioni Unite.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Essendo poco realistico che si possano raggiungere gli Sdg con il solo uso degli aiuti,<strong> un tema cruciale risulta essere quello della mobilitazione delle risorse interne (Drm). Lo scopo dovrebbe essere quello di aiutare i paesi a basso reddito a sviluppare sistemi fiscali progressivi che ridistribuiscano le risorse presenti nel paese.</strong></p>
<p>Si tratta di un obiettivo complesso ma molto importante a cui i paesi donatori, nonostante il grande potenziale, non hanno sinora conferito abbastanza rilievo. <strong> Oxfam ha stimato l&#8217;effetto che potrebbe avere un aumento della Drm del 2% nei paesi a reddito basso e medio-basso. I risultati parlano di un aumento del budget complessivo di questi paesi pari a 144 miliardi di dollari</strong>, ovvero poco meno di tutto l&#8217;aps erogato annualmente dai paesi Dac.</p>
<p><strong>È dunque cruciale che l&#8217;aps sia destinato in misura molto più consistente per aiutare i governi a sviluppare sistemi fiscali più equi.</strong> Si tenga presente infatti che oltre al suo effetto più diretto la Drm ha anche il potenziale di innescare processi virtuosi. <strong>Una maggiore capacità fiscale dei governi locali fornisce la possibilità di investire in servizi pubblici che a loro volta hanno un ruolo cruciale nel ridurre le disuguaglianze. </strong></p>
<h3>L&#8217;uso dell&#8217;aps per promuovere i servizi sociali</h3>
<p><strong>Infatti per combattere la disuguaglianza è particolarmente efficace intervenire proprio sui servizi essenziali, in particolare salute ed educazione </strong>che sono leve più importanti per il contrasto alla povertà. In assenza di servizi gratuiti in questi settori sono infatti le fasce più deboli a pagare il prezzo maggiore con il conseguente aumento dei livelli di disuguaglianza.</p>
<p><strong>Nonostante i buoni propositi però una quota ancora troppo bassa degli aiuti allo sviluppo è destinata a questi obiettivi.</strong> Inoltre tra il 2010 e il 2016 questa quota o non è cresciuta o si è addirittura ridotta.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-quote-di-aps-genuino-destinate-ai-servizi-essenziali-dai-paesi-dac/">Le quote di aps genuino destinate ai servizi essenziali dai paesi Dac</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-quote-di-aps-genuino-destinate-ai-servizi-essenziali-dai-paesi-dac/">Educazione e sanità di base sono settori fondamentali per lo sviluppo ma a queste voci viene destinata una quota minoritaria dell'aps genuino.</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/le-quote-di-aps-genuino-destinate-ai-servizi-essenziali-dai-paesi-dac/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-tablepress"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/05/le-quote-di-aps-genuino-destinate-ai-servizi-essenziali-dai-paesi-dac-1.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-quote-di-aps-genuino-destinate-ai-servizi-essenziali-dai-paesi-dac/">Le quote di aps genuino destinate ai servizi essenziali dai paesi Dac - Educazione e sanità di base sono settori fondamentali per lo sviluppo ma a queste voci viene destinata una quota minoritaria dell'aps genuino.</a></div>
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			        			                                <div id="chart_44021_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_44021_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_44021_tab3"><p>Gli indicatori sull&#8217;educazione di base e sulla sanità di base e la salute riproduttiva sono calcolati in rapporto all&#8217;<a href="https://www.openpolis.it/parole/cosa-si-intende-aiuto-genuino-aiuto-gonfiato/" target="_blank" rel="noopener">aps genuino</a> secondo la metodologia di <a href="https://concordeurope.org/wp-content/uploads/2018/10/CONCORD_AidWatch_Report_2018_web.pdf" target="_blank" rel="noopener">AidWatch</a>. In questo modo è possibile mostrare quanto dell&#8217;aps vero e proprio viene destinato a questi settori.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong><a href="http://www.realityofaid.org/wp-content/uploads/2018/12/RoA-Full-Report2018FINAL3-min.pdf#page=251" target="_blank" rel="noopener">The Reality of Aid 2018 Report</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 29 Aprile 2019)
                                        </p>
                </div>
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						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="le-quote-di-aps-genuino-destinate-ai-servizi-essenziali-dai-paesi-dac"></div>
						                        
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Secondo il rapporto <a href="http://www.realityofaid.org/wp-content/uploads/2018/12/RoA-Full-Report2018FINAL3-min.pdf#page=251" target="_blank" rel="noopener noreferrer">The Reality of Aid 2018</a> la quota di aiuti che i paesi Dac destinano all'educazione di base è calata dal 4,3% dell'<a href="https://www.openpolis.it/parole/cosa-si-intende-aiuto-genuino-aiuto-gonfiato/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">aps genuino</a> nel 2010 al 3,8 del 2016. Si tratta dunque non solo di percentuali molto basse ma anche di un trend in riduzione.</p>
<p>Per quanto riguarda l'istruzione invece lo stesso rapporto ha registrato livelli altalenanti. I dati infatti oscillano intorno al 17% dell'aps genuino, senza che sia rilevabile una chiara tendenza  di crescita.</p>
<h3>Il paternariato pubblico-privato</h3>
<p>In questi settori si avverte insomma un'evidente difficoltà a reperire risorse sufficienti. <strong>Per questo in anni recenti si è fatta strada l'idea di utilizzare fondi pubblici per attrarre investimenti là dove le condizioni di mercato non lo renderebbero vantaggioso e coinvolgere in questo modo il settore privato.</strong> Anche l'Italia con l'approvazione della riforma della cooperazione ha previsto il coinvolgimento del settore privato (<a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2014-08-11;125" target="_blank" rel="noopener noreferrer">art.27 l.125/2014</a>) riconoscendone quindi l’importanza nella cooperazione.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Il coinvolgimento del settore privato previsto all’art. 27 della Legge 125/2014 coincide con la tendenza in ambito internazionale a vedere riconosciuto alle imprese un ruolo crescente nell’attività di cooperazione allo sviluppo con l’obiettivo di promuovere una cultura d’impresa che contribuisca alla realizzazione dell’Agenda 2030</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.esteri.it/mae/resource/doc/2018/02/doc_triennale_2017-2019_27.07.2017.pdf#page=11" target="_blank">- Cooperazione internazionale per lo sviluppo, Documento Triennale di Programmazione e di Indirizzo 2017-2019</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Emergono molti dubbi sulla reale efficacia del partenariato pubblico privato nella lotta alle disuguaglianze.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Il rapporto di Oxfam mette però in guardia rispetto all'utilizzo di questo strumento indicando la necessità di utilizzare maggiore cautela quando si tratta di coinvolgere i privati. Infatti alcuni <a href="https://eurodad.org/files/pdf/1546844-mixed-messages-the-rhetoric-and-the-reality-of-using-blended-finance-to-leave-no-one-behind--1511464491.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studi</a> sostengono che<strong> il partenariato pubblico privato (Ppp) potrebbe produrre risultati inattesi finendo per aumentare le disuguaglianze</strong>. Al momento il sistema statistico dell'Ocse non rende possibili analisi di dettaglio su questo tema. Tuttavia per dare un'idea delle dimensioni del fenomeno si consideri che tra i paesi Dac il volume dei finanziamenti destinati al Ppp è passato da 550 milioni di dollari nel 2016 a quasi un miliardo nel 2017.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">987 milioni di dollari </span>il volume del paternariato pubblico privato nel 2017.</p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>Effetti negativi del Ppp sono stati peraltro osservati proprio in settori chiave per la lotta alla disuguaglianza come ad esempio in campo scolastico</strong>. Una ricerca svolta su un programma di questo tipo sviluppato in Punjab ha fatto emergere come la selezione per competenze accademiche disincentivava l'inclusione degli alunni più poveri e non favoriva la parità di genere.</p>
<h3>La parità di genere negli aiuti allo sviluppo</h3>
<p>L'<a href="https://sustainabledevelopment.un.org/sdg5" target="_blank" rel="noopener noreferrer">obiettivo numero 5 degli Sdg</a> si rivolge proprio al raggiungimento della parità di genere a livello globale, un aspetto rispetto al quale la cooperazione allo sviluppo non può prescindere. D'altronde <strong>il progresso nei livelli di parità tra i sessi a livello salariale crea di per se enormi potenzialità di sviluppo economico</strong>. Secondo un <a href="https://www.mckinsey.com/~/media/McKinsey/Featured%20Insights/Employment%20and%20Growth/How%20advancing%20womens%20equality%20can%20add%2012%20trillion%20to%20global%20growth/MGI%20Power%20of%20parity_Full%20report_September%202015.ashx" target="_blank" rel="noopener noreferrer">rapporto</a> del 2015 dell'istituto McKinsey se nel 2025 la partecipazione femminile all'economia raggiungesse la parità con quella maschile, l’economia globale crescerebbe di 28milia miliardi di dollari.</p>
<p><strong>Contribuire a questo processo attraverso gli aiuti allo sviluppo ha dunque sia un valore in sé che un effetto positivo sull'economia complessiva del paese in cui si interviene</strong>. I contributi in aps su questo tema non sono però sufficienti per sperare di raggiungere risultati concreti entro il 2030. Nel 2017 infatti <strong>tra i fondi destinati dai paesi Dac a progetti di sviluppo solo il 34% aveva tra i sui obiettivi rilevanti il perseguimento della parità di genere e solamente il 4% considerava questo come obiettivo principale.</strong></p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-parita-di-genere-negli-aiuti-allo-sviluppo/">La parità di genere negli aiuti allo sviluppo</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-parita-di-genere-negli-aiuti-allo-sviluppo/">I fondi stanziati in progetti che hanno tra i loro target il raggiungimento della parità di genere nel 2017.</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
                    <div id="chart_43970_tab1" role="tab" aria-controls="chart_43970_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_43970_tab1">
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/la-parita-di-genere-negli-aiuti-allo-sviluppo/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-tablepress"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/05/la-parita-di-genere-negli-aiuti-allo-sviluppo.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-parita-di-genere-negli-aiuti-allo-sviluppo/">La parità di genere negli aiuti allo sviluppo - I fondi stanziati in progetti che hanno tra i loro target il raggiungimento della parità di genere nel 2017.</a></div>
                    </div>
			        			                                <div id="chart_43970_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_43970_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_43970_tab3"><p>I progetti di cooperazione possono avere vari target e tra questi quello della parità di genere. Può trattarsi dell&#8217;obiettivo principale del progetto o di un obiettivo comunque rilevante. Il target non è però monitorabile in tutti i progetti. I dati considerati sono quelli del Creditor Reporting System (CRS) dell&#8217;Ocse che considera i progetti finanziati con i fondi allocabili del canale bilaterale.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong><a href="https://stats.oecd.org/" target="_blank" rel="noopener">Ocse</a>, Aid projects targeting gender equality and womens empowerment (CRS)                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 29 Aprile 2019)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/05/la-parita-di-genere-negli-aiuti-allo-sviluppo.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="la-parita-di-genere-negli-aiuti-allo-sviluppo"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-43970"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-43970" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p><strong>Foto credit: </strong><a href="https://www.flickr.com/photos/unubonn/15191416036/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">United Nations University in Bonn. World Risk Report 2014</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/laiuto-allo-sviluppo-e-la-lotta-alle-disuguaglianze/">L&#8217;aiuto allo sviluppo e la lotta alle disuguaglianze</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nel 2017 cala l&#8217;aiuto pubblico allo sviluppo dei paesi Dac</title>
		<link>https://www.openpolis.it/nel-2017-cala-laiuto-pubblico-allo-sviluppo-dei-paesi-dac/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Apr 2019 22:41:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=40966</guid>

					<description><![CDATA[<p>I dati definitivi Ocse per il 2017 mostrano un calo dei fondi destinati all'aps da parte dei paesi del comitato Dac. Una riduzione che, se pur inferiore rispetto a quanto emergeva dai dati preliminari, conferma la fine di un trend di crescita che proseguiva dal 2012.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/nel-2017-cala-laiuto-pubblico-allo-sviluppo-dei-paesi-dac/">Nel 2017 cala l&#8217;aiuto pubblico allo sviluppo dei paesi Dac</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Il calo dell&#8217;aiuto pubblico allo sviluppo</h3>
<p>I dati definitivi per il 2017 certificano che, rispetto al 2016, <strong>il livello complessivo dei fondi erogati dai paesi appartenenti al comitato per l&#8217;aiuto allo sviluppo dell&#8217;Ocse (Dac) si è ridotto invece di aumentare.</strong></p>
<p>        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		I fondi destinati all&#8217;aps da parte dei paesi Dac si sono ridotti dello 0,15% tra il 2016 e il 2017.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/cosa-paesi-dac/">
                "Che cosa sono i paesi dac"</a></span>

            </div>
        </section>
		</p>
<p>Di riduzione dei fondi per la cooperazione si era già parlato ad aprile 2018, quando l&#8217;Ocse aveva rilasciato i <a href="http://www.oecd.org/development/financing-sustainable-development/development-finance-data/ODA-2017-detailed-summary.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dati preliminari</a> relativi al 2017. In quell&#8217;occasione era emerso di un calo dello 0,60% rispetto al 2016 che nei dati definitivi risulta ridotto allo 0,15%.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/laiuto-pubblico-allo-sviluppo-in-crescita-nel-2017/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai a<br />
<br><strong>L’aiuto pubblico allo sviluppo in crescita nel 2017</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>In ogni caso<strong> si tratta della prima riduzione nel volume di risorse destinate all&#8217;aps dal 2012</strong>. Un calo che, se non si interviene con un&#8217;inversione di rotta potrebbe segnare in maniera ben più incisiva i dati sui prossimi anni, compromettendo il raggiungimento dello 0,70 di aps globale previsto dall’agenda 2030.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/laiuto-pubblico-allo-sviluppo-nei-paesi-dac-2012-2017/">L&#8217;aiuto pubblico allo sviluppo nei paesi Dac 2012-2017</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/laiuto-pubblico-allo-sviluppo-nei-paesi-dac-2012-2017/">Nel 2016 si interrompe il trend di crescita dei fondi destinati all'aps da parte dei paesi del comitato per l’aiuto allo sviluppo dell'Ocse.</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
                    <div id="chart_40884_tab1" role="tab" aria-controls="chart_40884_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    </div>
			        			                                <div id="chart_40884_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_40884_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_40884_tab3"><p>Gli andamenti nel tempo che comparano o aggregano i dati di paesi con valute diverse si calcolano in dollari a prezzi costanti. Guardando gli stessi dati in valori correnti infatti risulterebbe una leggera crescita che tuttavia risulta fuorviante rispetto al calcolo in termini reali.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong><a href="https://stats.oecd.org/qwids" target="_blank" rel="noopener">Ocse</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 1 Aprile 2019)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/04/laiuto-pubblico-allo-sviluppo-nei-paesi-dac-2012-2017.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="laiuto-pubblico-allo-sviluppo-nei-paesi-dac-2012-2017"></div>
						                        
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                        <div>
                            <p><label for="embed-chart-40884"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-40884" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/laiuto-pubblico-allo-sviluppo-nei-paesi-dac-2012-2017/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<h3>Il calo della spesa per i rifugiati nel paese donatore</h3>
<p>Secondo il rapporto di Concord Europe <a href="https://concordeurope.org/wp-content/uploads/2018/10/CONCORD_AidWatch_Report_2018_web.pdf?851490&amp;851490" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Aidwatch 2018</a>, che analizzava i dati preliminari 2017 rispetto ai 28 paesi membri dell'Unione europea, emergeva come il calo nel volume complessivo dell'aps fosse strettamente legato al minore afflusso di rifugiati e  migranti sbarcati sulle coste europee nel corso del 2017.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/numeri/sbarchi-richieste-di-asilo-e-presenze-nei-centri-di-accoglienza/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai al grafico<br />
<br><strong>Sbarchi, richieste di asilo e presenze nei centri di accoglienza</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p><strong>Da diversi anni infatti la voce rifugiati nel paese donatore incide in maniera significativa sul volume dell'aps complessivo</strong>, in particolare in paesi donatori particolarmente esposti come l'<a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-crescita-dellaiuto-pubblico-allo-sviluppo-e-la-spesa-per-i-rifugiati/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Italia</a>, ma non solo.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/gli-aiuti-calano-perche-arrivano-meno-migranti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai a<br />
<br><strong>Gli aiuti calano perché arrivano meno migranti</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Tra il 2016 e il 2017 il valore della voce "rifugiati nel paese donatore" presente nell'aps dei paesi Dac è calato del 14%.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/cose-capitolo-spesa-rifugiati-nel-paese-donatore/">
                "Che cos&#8217;è il capitolo di spesa &#8220;rifugiati nel paese donatore&#8221;"</a></span>

            </div>
        </section>
		</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-costo-dei-rifugiati-nel-paese-donatore-nellaps-dei-paesi-dac/">Il costo dei rifugiati nel paese donatore nell&#8217;Aps dei paesi Dac</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-costo-dei-rifugiati-nel-paese-donatore-nellaps-dei-paesi-dac/">Per la prima volta dal 2012 cala la voce rifugiati nel paese donatore conteggiata all'interno dell'aiuto pubblico allo sviluppo.</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/il-costo-dei-rifugiati-nel-paese-donatore-nellaps-dei-paesi-dac/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="520" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-tablepress"><amp-img width="1010" height="520" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/04/il-costo-dei-rifugiati-nel-paese-donatore-nellaps-dei-paesi-dac.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-costo-dei-rifugiati-nel-paese-donatore-nellaps-dei-paesi-dac/">Il costo dei rifugiati nel paese donatore nell&#8217;Aps dei paesi Dac - Per la prima volta dal 2012 cala la voce rifugiati nel paese donatore conteggiata all'interno dell'aiuto pubblico allo sviluppo.</a></div>
                    </div>
			        			                                <div id="chart_41027_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_41027_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_41027_tab3"><p>La voce “rifugiati nel paese donatore” è uno specifico capitolo di spesa all’interno della rendicontazione ufficiale sull’uso dei fondi di aps. Si tratta di fondi che non escono dal paese donatore e che vengono utilizzati per l&#8217;accoglienza dei migranti. L&#8217;inclusione di questa spesa all&#8217;interno dell&#8217;aps è stata da più parti contestata e rappresenta la voce principale di quello che viene definito &#8220;<a href="https://www.openpolis.it/parole/cosa-si-intende-aiuto-genuino-aiuto-gonfiato/" target="_blank" rel="noopener">aiuto gonfiato</a>&#8220;.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong><a href="https://stats.oecd.org/qwids" target="_blank" rel="noopener">Ocse</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 1 Aprile 2019)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/04/il-costo-dei-rifugiati-nel-paese-donatore-nellaps-dei-paesi-dac.png" target="_blank" download></a>
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                            <p><label for="embed-chart-41027"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-41027" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Per la prima volta dal 2012 calano i fondi rendicontati come "spesa per i rifugiati nel paese donatore".</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>I dati definitivi per il 2017 confermano che il calo della voce "rifugiati nel paese donatore", insieme a una flessione del canale multilaterale, rappresenta una delle componenti principali nella riduzione dei fondi per l'aiuto pubblico allo sviluppo (aps)</strong>. Il calo dei fondi così rendicontati non è di per sé una cattiva notizia visto che la decisione di inserire questa voce all'interno dell'aps è stata da più parti contestata. Il problema però è che questa riduzione non è stata bilanciata dall’allocazioni di risorse  in aps destinate alla lotta alla povertà e lo sviluppo sostenibile.</p>
<p>Quello dei rifugiati è un tema particolarmente rilevante quando si parla dei fondi per l'aps, e sarà necessario monitorarlo da vicino anche nei prossimi anni. Questo perché, almeno per quanto riguarda l'Europa, la <a href="https://data2.unhcr.org/en/situations/mediterranean" target="_blank" rel="noopener noreferrer">riduzione dell'arrivo di richiedenti asilo e migranti</a> è un fenomeno che è iniziato nel 2017 ma che poi è proseguito nel 2018 e risulta confermato dai dati sui primi mesi del 2019. Di conseguenza è lecito attendersi che anche i costi rendicontati per l'accoglienza dei migranti siano destinati a calare e con questi il volume complessivo dell'aps. L'unico modo per evitare questa riduzione è infatti che i governi decidano di investire di più in altri settori della cooperazione incrementando i fondi destinati all'<a href="https://www.openpolis.it/parole/cosa-si-intende-aiuto-genuino-aiuto-gonfiato/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">aiuto genuino</a>.</p>
<h3>Calano gli aiuti anche dai paesi europei</h3>
<p>Concentrando l'analisi sui paesi dell'Unione europea membri del comitato Dac emerge come nel 2017, nella maggior parte dei casi, si sia verificata una<strong> riduzione nel rapporto tra investimenti in aiuto pubblico allo sviluppo e reddito nazionale lordo (aps/rnl) rispetto all'anno precedente</strong>.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-calo-dellaps-nei-paesi-europei/">Il calo dell&#8217;aps nei paesi europei</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-calo-dellaps-nei-paesi-europei/">Variazione del rapporto aps/rnl nei paesi europei del comitato Ocse-Dac tra il 2016 e il 2017.</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
                    <div id="chart_40840_tab1" role="tab" aria-controls="chart_40840_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/il-calo-dellaps-nei-paesi-europei/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/04/il-calo-dellaps-nei-paesi-europei.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-calo-dellaps-nei-paesi-europei/">Il calo dell&#8217;aps nei paesi europei - Variazione del rapporto aps/rnl nei paesi europei del comitato Ocse-Dac tra il 2016 e il 2017.</a></div>
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			        			                                <div id="chart_40840_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_40840_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_40840_tab3"><p>Il rapporto tra fondi stanziati in aiuto pubblico allo sviluppo e reddito nazionale lordo (aps/rnl) è un indicatore che cerca di misurare l’impegno del paese donatore espresso in relazione alla ricchezza prodotta. L&#8217;obiettivo dei paesi Dac è quello di raggiungere lo 0,7 aps/rnl entro il 2030, un risultato attualmente raggiunto da solo 4 paesi.</p>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong><a href="http://www.oecd.org/dac/financing-sustainable-development/development-finance-data/statisticsonresourceflowstodevelopingcountries.htm" target="_blank" rel="noopener">Ocse</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 1 Aprile 2019)
                                        </p>
                </div>
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                            </div>

			</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">14 </span>dei 20 paesi europei del comitato Ocse-Dac, nel 2017 hanno ridotto il rapporto aps/rnl rispetto all'anno precedente.</p>
			        </section>
		</p>
<p>La riduzione della quota di risorse destinata all'aps ha coinvolto principalmente paesi come la Spagna, l'Austria e l'Ungheria, mentre in Svezia e Francia si sono visti i principali aumenti. <strong>Per una volta anche l'Italia si è trovata nel gruppo dei 6 paesi che, in controtendenza sul dato europeo, hanno accresciuto le risorse destinate alla cooperazione.</strong></p>
<p>Ma non sono solo i paesi europei a ridurrei il proprio impegno in materia di cooperazione. Nel 2017 infatti si è assistito anche a un<strong> calo considerevole del contributo delle istituzioni europee all'aiuto pubblico allo sviluppo</strong> che è passato da 15,4 miliardi di euro nel 2016 a 14,5 nel 2017 che, in termini reali, rappresenta un calo del 6,7% del proprio contributo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/nel-2017-cala-laiuto-pubblico-allo-sviluppo-dei-paesi-dac/">Nel 2017 cala l&#8217;aiuto pubblico allo sviluppo dei paesi Dac</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
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