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	<title>Alberto Cirio Archivi - Openpolis</title>
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	<lastBuildDate>Thu, 10 Sep 2020 10:57:46 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Piemonte, chi sta gestendo l’emergenza Covid-19</title>
		<link>https://www.openpolis.it/piemonte-chi-sta-gestendo-lemergenza-covid-19/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2020 09:41:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=77364</guid>

					<description><![CDATA[<p>In Piemonte la macchina dell'emergenza si è sviluppata in modo abbastanza caotico. L'unità di crisi è stata creata, riformata, commissariata e infine è stato sostituito il vertice. Intanto altri organi, come quello guidato da Ferruccio Fazio, ne hanno parzialmente eroso le competenze.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/piemonte-chi-sta-gestendo-lemergenza-covid-19/">Piemonte, chi sta gestendo l’emergenza Covid-19</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In Piemonte la catena di comando dell&#8217;emergenza è stata strutturata in più passaggi. <strong>Nelle varie fasi sono stati creati nuovi organi, assegnate nuove competenze, integrati nuovi membri (con ruoli talvolta sovrapposti) ed effettuati veri e propri cambi al vertice.</strong></p>
<p>Molte delle principali nomine sono state fatte con decreto del presidente della giunta regionale. Al di là di questo però<strong> il governatore Alberto Cirio, di Forza Italia, è rimasto abbastanza esterno all&#8217;organizzazione emergenziale</strong>. Infatti mentre l&#8217;assessore al welfare Icardi e quello alla protezione civile Gabusi hanno assunto un ruolo all&#8217;interno dell&#8217;unità di crisi, Cirio non fa parte di nessuno degli organi creati ad hoc. Probabilmente anche a causa del periodo di quarantena a cui si è dovuto sottoporre, visto che era risultato positivo al covid-19, ha anche scelto di delegare il ruolo di soggetto attuatore a due dirigenti regionali a capo delle aree welfare e protezione civile.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/veneto-chi-sta-gestendo-lemergenza-covid-19/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche<br><strong>Veneto, chi sta gestendo l’emergenza</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Rispondendo alle critiche ricevute per la gestione dell&#8217;emergenza Cirio ha in più occasioni sottolineato come i problemi emersi siano stati il sintomo di <strong>carenze strutturali di cui non può essere accusata la sua amministrazione</strong>, in carica da giugno dell&#8217;anno scorso.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Io, quando è scoppiata l’epidemia, ero presidente da sette mesi e una sanità regionale non si distrugge e non si costruisce in sette mesi, si prende quella che c’è.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://torino.corriere.it/politica/20_aprile_18/cirio-la-medicina-territorio-mancata-non-c-era-piu-866f08a4-80eb-11ea-ac8a-0c2cb4ad9c17.shtml" target="_blank">- Alberto Cirio - Il corriere della sera</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>In effetti, a tutti i livelli, l&#8217;emergenza coronavirus ha fatto emergere pregi e difetti del sistema paese. È peraltro evidente che non può essere una task force, nel bel mezzo di un&#8217;emergenza, a risolvere criticità di carattere strutturale. In ogni caso <strong>una definizione chiara della macchina dell&#8217;emergenza è sicuramente utile</strong> a individuare per tempo le carenze e a cercare di trovare rimedi almeno parziali.</p>
<h3>Una gestione confusa a scapito di chiarezza e trasparenza</h3>
<p>Ad oggi sono 4 gli organismi che sono stati creati: <strong>l&#8217;unità di crisi, il comitato tecnico scientifico, il gruppo per la gestione della fase 2 guidato da Ferruccio Fazio e</strong> <strong>il gruppo di lavoro sulla riorganizzazione ospedaliera presieduto da Giovanni Monchiero</strong>. All&#8217;interno di queste strutture abbiamo censito complessivamente 47 persone. Dalle fonti però risulta che anche altri sono stati inseriti a vario titolo all&#8217;interno di questi organi e in particolare l&#8217;unità di crisi.</p>
<p>Infatti i documenti ufficiali delegano al responsabile dell&#8217;unità di crisi la facoltà di nominare altri componenti, tuttavia <strong>non è stato possibile reperire un elenco esaustivo di tutti i membri nelle varie fasi che si sono succedute</strong>. Da diversi comunicati stampa della regione si desume però che nel tempo sono stati nominati nuovi membri di cui ci siamo limitati a registrate solo i più significativi.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">47 </span>le persone che abbiamo censito in Piemonte con ruoli nelle organizzazioni create ad hoc per la gestione dell&#8217;emergenza coronavirus.</p>
			        </section>
		
<p><strong>Nel corso di una crisi di questa portata, sarebbe importante conoscere con precisione chi ricopre, in ogni fase dell&#8217;emergenza, incarichi di responsabilità.</strong> Inizialmente l&#8217;istituzione dell&#8217;unità di crisi, del comitato tecnico scientifico e alcune modifiche successive sono state adottate con decreti del presidente facilmente reperibili sui siti istituzionali.</p>
<p>Di successive integrazioni, cambi al vertice, nonché dell&#8217;istituzione del gruppo per la gestione della fase 2 si perde traccia negli atti della regione, dovendosi affidare piuttosto a comunicati e altre fonti stampa.</p>
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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-mappa-del-potere-durante-lemergenza-covid-19-in-piemonte/">La mappa del potere durante l’emergenza covid-19 in Piemonte</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-mappa-del-potere-durante-lemergenza-covid-19-in-piemonte/">Le persone che in Piemonte  hanno avuto, in diverse fasi, ruoli all'interno dell'unità di crisi, del comitato tecnico scientifico e del gruppo per la gestione della fase 2.</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>openpolis                                                                <br>(ultimo aggiornamento: venerdì 29 Maggio 2020)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-77424"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                </div>

                            </div>

			
<h3>Le prime mosse della regione Piemonte</h3>
<p>Il 22 febbraio, appena prima che il governo decidesse di attribuire un ruolo particolare alle regioni, il Piemonte ha iniziato a strutturare la macchina dell'emergenza istituendo l'unità di crisi.</p>
        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Leggi l'atto istitutivo dell'</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2020/08/attach/dpgr_00020_1060_22022020.pdf" target="_blank" rel="noopener">unità di crisi</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		
<p><strong>In questa prima fase si era trattato di un organo leggero</strong>, anche se l'atto istitutivo prevedeva che il coordinatore dell'unità provvedesse poi a successive nomine attingendo in particolare dalla direzione welfare, dalle direzioni sanitarie e dalle unità operative di malattie infettive e rianimazione. In ogni caso <strong>il decreto del presidente si limita a indicare esplicitamente solo 6 membri.</strong></p>
<p><strong>Tra questi il solo responsabile politico citato è l'assessore Luigi Icardi</strong> a cui è attribuita la "supervisione relativa alla verifica dell’operatività dell’unità di crisi". Icardi è un politico della Lega ben radicato sul territorio. Due volte sindaco di Santo Stefano Belbo, consigliere provinciale di Cuneo dal 2009 al 2014 è stato eletto nel 2019 al consiglio regionale, venendo poi scelto come assessore regionale alla sanità.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Inizialmente, dal punto di vista operativo, l'unità di crisi era composta principalmente da membri del servizio di emergenza del 118.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Due sono invece i componenti dell'amministrazione.<strong> Il segretario generale della regione Paolo Frascisco, con il "ruolo di referente generale delle attività svolte presso l’unità di crisi"</strong>, e Sandra Beltramo dirigente del settore protezione civile della regione. Oltre a questi gli altri componenti appartengono tutti al servizio emergenza del 118. Primo tra tutti <strong>Mario Raviolo, direttore della maxiemergenza 118</strong> e come tale <a href="http://www.protezionecivile.gov.it/amministrazione-trasparente/provvedimenti/dettaglio/-/asset_publisher/default/content/direttiva-del-24-giugno-2016-individuazione-della-centrale-remota-operazioni-soccorso-sanitario-cross-e-dei-referenti-sanitari-regionali-in-caso-di--1">referente sanitario regionale</a>, ovvero l'anello di congiunzione con la struttura nazionale della protezione civile. A lui è demandato il ruolo di <strong>coordinatore generale delle attività dell'unità di crisi.</strong></p>
            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-prima-composizione-dellunita-di-crisi-della-regione-piemonte/">La prima composizione dell&#8217;unità di crisi della regione Piemonte</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-prima-composizione-dellunita-di-crisi-della-regione-piemonte/">Istituita prima che fosse richiesto dal governo, l'unità di crisi era inizialmente una struttura molto leggera.</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong><a href="http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2020/08/attach/dpgr_00020_1060_22022020.pdf" target="_blank" rel="noopener">Decreto del presidente della regione Piemonte n. 22/2020</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: venerdì 29 Maggio 2020)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2020/06/La-prima-composizione-dell’unità-di-crisi-della-regione-Piemonte.png" target="_blank" download></a>
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	                                                <a title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-download-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2020/06/La-prima-composizione-dellunità-di-crisi-del-Piemonte-CSV.zip" target="_blank"
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                        <div>
                            <p><label for="embed-chart-77380"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-77380" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			
<h3>L'attribuzione delle competenze alle regioni nella fase uno</h3>
<p>Nel frattempo anche sul piano nazionale veniva strutturata la catena di comando. Questa si è sviluppata innanzitutto orizzontalmente coinvolgendo la protezione civile, l'istituto superiore di sanità e vari organi politici attraverso l'istituzione di task force e unità di crisi.</p>
        <section class="dossier">
            <div>
															Scopri chi sta gestendo l'emergenza a livello nazionale									                <span class="read-more"><a href="https://www.openpolis.it/esercizi/norme-in-deroga-senza-trasparenza/">"Coronavirus, chi decide durante lo stato di emergenza"</a></span>
            </div>
        </section>
		
        <section class="blockquote">
							<p>Sia la protezione civile che la sanità sono materie di competenza concorrente tra stato e regioni e questo talvolta può generare confusione.</p>
<p>
			        </section>
		
<p><strong>I centri di comando però sono stati distribuiti anche verticalmente riconoscendo un ampio ruolo alle regioni.</strong> Questo tuttavia è avvenuto nel contesto di un sistema istituzionale articolato, in cui troppo spesso non sono chiari i limiti tra le competenze regionali e quelle nazionali. Tema che si pone in particolare nelle materie di competenza concorrente tra stato e regioni, come la sanità e la protezione civile. Un problema strutturale che però emerge con ancora più forza in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/chi-sta-gestendo-lemergenza-covid-19-in-calabria/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche<br><strong>Chi sta gestendo l’emergenza Covid-19 in Calabria</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p><strong>L'attribuzione di un ruolo importante alle regioni non è stata una scelta obbligata.</strong> Nei primi giorni dell'emergenza infatti i partiti di centrodestra, ma anche forze di maggioranza come Italia viva, avevano caldeggiato l'<strong>ipotesi di nominare un super commissario con poteri straordinari per coordinare l'emergenza su tutto il territorio nazionale.</strong> Certo le regioni avevano un ruolo importante già in partenza, essendo loro la gestione della sanità. Ma la scelta, a livello nazionale, è stata quella di non comprimerlo.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Non c'è la minima efficacia nell'avocare a livello centrale le competenze delle Regioni. Sottrarre competenze alle Regioni sarebbe un errore. Sarebbe disfunzionale, non lo si può fare a emergenza in corso</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.agi.it/politica/news/2020-03-11/coronavirus-centrodestra-salvini-tajani-meloni-7440626/" target="_blank">- Giuseppe Conte sull'ipotesi di nominare un supercommissario. Agi 11 marzo 2020</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>Una scelta diventata definitiva quando è stata esclusa l'ipotesi del super commissario, ma che aveva preso le mosse già da alcuni giorni con la <strong><a href="http://www.protezionecivile.gov.it/amministrazione-trasparente/provvedimenti/-/content-view/view/1223120" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nomina</a> dei presidenti di regione quali soggetti attuatori della protezione civile per l'emergenza Covid-19,</strong> <strong>un ruolo che permette ai governatori di agire in deroga alla normativa</strong> (<a href="http://www.protezionecivile.gov.it/amministrazione-trasparente/provvedimenti/dettaglio/-/asset_publisher/default/content/ocdpc-n-630-del-3-febbraio-2020-primi-interventi-urgenti-di-protezione-civile-in-relazione-all-emergenza-relativa-al-rischio-sanitario-connesso-all-in" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ordinanza del capo della protezione civile 630/2020</a>).</p>
<h3>Una prima ristrutturazione della macchina organizzativa</h3>
<p><strong>Si è trattato di una scelta che ha permesso alle regioni un ampio margine di manovra, riconoscendogli il ruolo di ente più adatto a governare l'emergenza alla luce delle specificità territoriali</strong>. Tuttavia questa decisione ha anche reso meno chiara la catena di comando, creando incertezza sulle competenze attribuite ai vari soggetti.</p>
<p>Per adattare l'unità di crisi già istituita al nuovo quadro definito a livello nazionale e in particolare in seguito all'emanazione delle <a href="http://www.protezionecivile.gov.it/amministrazione-trasparente/provvedimenti/-/content-view/view/1222234" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Misure operative della protezione civile</a>, il 6 marzo un nuovo decreto ha ridefinito la struttura dell'unità di crisi, istituito il comitato tecnico scientifico e creato nuove figure.</p>
        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Leggi il</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2020/05/Piemonte_modifiche_unità_di_crisi-e-comitato-scientifico.pdf" target="_blank" rel="noopener">decreto</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		
<p>Dovendo probabilmente prendere atto dei limiti imposti dal regime di quarantena a cui si è dovuto sottoporre da alcuni giorni, con questo atto il governatore <strong>Cirio ha anche delegato le sue funzione di soggetto attuatore a due dirigenti regionali</strong>. Si tratta di Salvatore Femia, direttore generale delle opere pubbliche, difesa del suolo e protezione civile, e di Fabio Aimar direttore generale della sanità. Entrambi questi dirigenti, oltre al ruolo di delegati del soggetto attuatore, devono al governatore Cirio anche la nomina ai vertici dell'amministrazione regionale.</p>
<p>Quanto ai responsabili politici in questo momento <strong>entra a far parte dell'unità anche Marco Gabusi, assessore con deleghe alla protezione civile</strong>, che assume gli stessi compiti già assegnati a Icardi. Anche Gabusi ha seguito un lungo percorso nella politica del territorio. Iscritto a Forza Italia, ha iniziato nel comune di Canelli dove è stato consigliere, vicesindaco e sindaco per due mandati, oltre ad aver ricoperto la carica di presidente della provincia di Asti.</p>
<p>Con questo decreto inoltre sono attribuite nuove competenze all'unità di crisi e viene istituito il comitato tecnico scientifico.</p>
<h3>Il comitato tecnico scientifico</h3>
<p>Stando all'atto istitutivo quest'organo ha carattere consultivo e "<strong>rilascia pareri, su richiesta del presidente dell’unità di crisi</strong>". A presiederlo il dottor Roberto Testi, dell'Asl di Torino, e alla vicepresidenza Franco Ripa, dirigente della direzione welfare della regione. <strong>Con la sua formazione vengono inserite nella macchina dell'emergenza figure perlopiù di carattere medico.</strong></p>
            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/come-composto-il-comitato-tecnico-scientifico-della-regione-piemonte/">Com&#8217;è composto il comitato tecnico scientifico della regione Piemonte</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/come-composto-il-comitato-tecnico-scientifico-della-regione-piemonte/">Un organo consultivo, con il compito di rilasciare pareri su richiesta del presidente dell’unità di crisi, è composto per la maggior parte da professionisti del settore sanitario, ma non solo.</a></h3>
                                    </div>
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                             aria-labelledby="chart_77795_tab3"><p>Mentre l’istituzione di un’unità di crisi in ciascuna regione è stata richiesta dalla protezione civile nazionale, task force e comitati scientifici sono costituiti su iniziativa della regione per contribuire alla gestione dell’emergenza.</p>
<p>Il comitato tecnico scientifico della regione Piemonte è un organo consultivo con il compito di rilasciare pareri &#8220;su richiesta del presidente dell’unità di crisi&#8221;.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong><a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2020/05/Piemonte_modifiche_unit%C3%A0_di_crisi-e-comitato-scientifico.pdf" target="_blank" rel="noopener">Decreto del Presidente della Giunta Regionale del Piemonte 27/2020</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: venerdì 29 Maggio 2020)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-77795"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-77795" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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<p><strong>La maggior parte dei membri del comitato viene infatti dalle aziende ospedaliere universitarie, e in seconda battuta dalle Asl</strong>. Tra questi due gruppi si trovano in particolare i direttori sanitari della Asl di Novara, dell'azienda ospedaliera di Novara e dell'azienda ospedaliera di Torino. Quest'ultimo nel giro di pochi giorni sarà anche nominato da Cirio commissario straordinario della stessa azienda ospedaliera.</p>
<p>Fanno parte del nuovo organo anche due dirigenti regionali (delle direzioni welfare e protezione civile), i rettori delle università di Torino e del Piemonte orientale (entrambi professori di medicina) e un dirigente dell'area protezione civile del comune di Torino. Caso particolare rispetto alle altre regioni analizzate, tra i membri si trova anche Marcello Tatangelo, pubblico ministero della procura di Torino.</p>
<h3>Un commissario per l'unità di crisi</h3>
<p><strong>È metà marzo quando il quadro fin qui delineato inizia a complicarsi</strong>. Da alcuni giorni il coordinatore dell'unità di crisi Raviolo è al centro di numerose polemiche per la gestione dell'emergenza, anche da parte della <a href="https://www.targatocn.it/2020/03/13/leggi-notizia/argomenti/salute-e-benessere/articolo/siamo-stati-lasciati-soli-lordine-dei-medici-del-piemonte-attacca-mario-raviolo-direttore-dell.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">federazione regionale degli ordini dei medici</a>.</p>
<p>Il 16 marzo con un nuovo decreto <strong>Vincenzo Michele Coccolo viene nominato commissario straordinario per l'emergenza covid-19</strong>. Il ruolo di Raviolo non viene formalmente toccato, tuttavia il nuovo commissario assume poteri chiaramente sovraordinati.</p>
        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Leggi il</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2020/05/Piemonte_Commissario-unità-di-crisi.pdf" target="_blank" rel="noopener">decreto</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		
        <section class="blockquote">
							<p>Il nuovo commissario assume poteri superiori rispetto al coordinatore dell'unità di crisi, i cui compiti però non vengono formalmente rivisti.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Viene infatti stabilito che il commissario <strong>coordina e sovrintende a tutte le funzioni dell’unità di crisi</strong>. Inoltre se da un lato la normativa nazionale riserva al referente sanitario regionale il raccordo con la centrale remota operazioni soccorso (Cross), ruolo che sembra rimanere in capo a Raviolo, dall'altro il nuovo decreto indica il commissario come rappresentante operativo unico della regione Piemonte nei confronti degli organi nazionali preposti.</p>
<p>In aggiunta Coccolo è <strong>incaricato del commissariamento straordinario del sistema regionale di protezione civile</strong>. Per assisterlo nello svolgimento dei suoi compiti sono inoltre indicate una serie strutture e figure aggiuntive, tra cui lo stesso Raviolo.</p>
<p><strong>In un quadro poco chiaro sembra comunque che Coccolo provveda a nuove nomine all'interno dell'unità.</strong> Sia da fonti <a href="https://rbe.it/2020/03/31/piemonte-rallenta-laumento-dei-contagiati-ma-la-strada-e-ancora-lunga/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">stampa</a> che da un <a href="https://www.regione.piemonte.it/web/pinforma/notizie/lunita-crisi-della-regione-piemonte-fatto-limpossibile-per-gestire-ogni-aspetto-legato-alla-pandemia" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comunicato</a> regionale si apprende infatti che verso fine marzo il dottor Flavio Boraso, direttore generale dell'Asl To3, è stato nominato coordinatore sanitario dell'unità di crisi.</p>
<h3>Cambia ancora l'unità di crisi</h3>
<p><strong>Trascorso un mese non cessano le <a href="https://torino.repubblica.it/cronaca/2020/04/18/news/replica_anaao-254387619/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">polemiche</a> sul ruolo di Raviolo.</strong> Particolare clamore suscita una puntata di Report, incentrata proprio su alcune carenze mostrate dal sistema emergenziale piemontese nel corso delle crisi sanitaria.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.rai.it/programmi/report/inchieste/Il-pasticcio-piemontese-413ec5db-57e7-4822-8fe0-db45887a0b92.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Guarda la puntata di<br><strong>Report</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Tre giorni dopo, il 23 aprile, un <a href="https://www.regione.piemonte.it/web/pinforma/comunicati-stampa/coronavirus-piemonte-lunita-crisi-affida-allepidemiologo-internazionale-paolo-vineis-supervisione" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comunicato</a> della regione informa che Raviolo <strong>non fa più parte dell'unità di crisi. Al suo posto, Elide Azzan, dell'Asl di Novara, già componente del comitato tecnico scientifico</strong>. Neanche in questo caso però è chiaro se questa assuma il ruolo di referente sanitario regionale, originariamente ricoperto da Raviolo. Oltre a lei entra nell'unità anche Paolo Vineis, vicepresidente del consiglio superiore di sanità e membro della Task force dati per l'emergenza Covid-19, a cui viene affidata la "nuova area di supporto alla pianificazione strategica dell’unità di crisi".</p>
<h3>Nascono due nuovi gruppi di lavoro</h3>
<p>Pochi giorni prima che Raviolo venisse escluso dall'unità di crisi, un nuovo tassello si era aggiunto alla macchina dell'emergenza. <strong>Il 21 aprile si è infatti insediato il <a href="https://www.regione.piemonte.it/web/pinforma/notizie/parte-fase2-per-costruire-sanita-territorio" target="_blank" rel="noopener noreferrer">gruppo per la gestione della fase 2,</a> sotto la guida di Ferruccio Fazio</strong>.</p>
<p>Pur in possesso di una notevole esperienza in campo medico <strong>Fazio non può essere considerato una figura tecnica</strong> ma piuttosto un politico dalla presenza piuttosto ingombrante. Attualmente sindaco di Garessio, dal 2009 al 2011 è stato ministro della salute del IV governo Berlusconi.</p>
<p><strong>Non è però l'unico membro politico del nuovo organo</strong>. Oltre a lui infatti si trova <a href="http://www.cr.piemonte.it/web/assemblea/consiglieri/eletto/153-alessandro-stecco" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Alessandro Stecco</a> che, oltre ad essere medico specializzato in neurologia, è <strong>presidente della commissione sanità in seno al consiglio regionale</strong> del Piemonte, eletto nelle liste della Lega. <strong>Non risulta invece la presenza di esponenti politici di forze di opposizione.</strong></p>
<p>Inoltre <strong>fanno parte del gruppo 5 professionisti del settore sanitario, di cui tre sono rispettivamente i presidenti dell'ordine dei medici, di quello degli infermieri e di quello dei farmacisti di Torino.</strong></p>
        <section class="blockquote">
							<p>Quella di Ferruccio Fazio è una presenza politica di peso che mette in discussione sia il ruolo dell'unità di crisi che quello dell'assessore alla sanità.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Avendo questo nuovo organo il compito di gestire la fase 2 si potrebbe pensare che non sussistano problemi di sovrapposizione con il resto della macchina dell'emergenza. Almeno in una prima fase però, <strong>la distinzione di ruoli tra il nuovo organo e l'unità di crisi non sembra chiara</strong> e in effetti emergono velocemente <a href="https://lospiffero.com/ls_article.php?id=51853" target="_blank" rel="noopener noreferrer">conflitti di competenza</a> in merito alla definizione delle linee guida da seguire durante la nuova fase.</p>
<p>Inoltre non è solo l'unità di crisi ad essere in qualche modo scavalcata dal nuovo gruppo di lavoro.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>L’obiettivo che la Regione ha assegnato al gruppo di lavoro è infatti analizzare e certificare le carenze strutturali che l’emergenza Coronavirus ha messo in luce sul sistema sanitario piemontese e da lì ripartire per costruire una strategia che rivolga particolare attenzione alla medicina di territorio e al corretto rapporto tra assistenza ospedaliera e territoriale.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.regione.piemonte.it/web/pinforma/notizie/parte-fase2-per-costruire-sanita-territorio" target="_blank">- Comunicato della regione Piemonte</a>
									            </div>
        </section>
		
<p><strong>Come osservato da alcuni <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2020/04/20/piemonte-cirio-si-arrende-lex-ministro-fazio-in-aiuto/5775460/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">commentatori</a>, ridefinire la struttura sanitaria regionale, dovrebbe essere il compito dell'assessore alla sanità</strong>.</p>
<p>A circa 10 giorni di distanza, proprio su impulso dell'assessore alla sanità Icardi, <strong><a href="https://www.regione.piemonte.it/web/pinforma/comunicati-stampa/coronavirus-piemonte-costituito-gruppo-lavoro-sulla-riorganizzazione-ospedaliera-lassessore" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nasce</a> un altro gruppo di lavoro, questa volta incentrato sulla riorganizzazione ospedaliera</strong>. A presiederlo Giovanni Monchiero, per anni dirigente nelle asl del Piemonte e parlamentare di Scelta civica nella XVII legislatura (2013-2018). Oltre a lui fanno parte del gruppo altri 10 membri, tutti provenienti dalle asl o dalle aziende ospedaliere. Di questi 2 fanno anche parte del comitato tecnico scientifico e una, Elide Azzan, sia del comitato che dell'unità di crisi.</p>
<p><strong>Il gruppo Fazio e quello di Monchiero si distinguono dunque per competenza</strong>. Il primo si occupa di medicina territoriale, il secondo di organizzazione ospedaliera. Se da un lato in questo modo aumenta il numero di competenze messe in campo, dall'altro <strong>viene da chiedersi se il proliferare di gruppi di lavoro non rischi di minare la coerenza e l'organicità della politica sanitaria piemontese.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/piemonte-chi-sta-gestendo-lemergenza-covid-19/">Piemonte, chi sta gestendo l’emergenza Covid-19</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cresce il ruolo delle regioni nella politica di oggi</title>
		<link>https://www.openpolis.it/cresce-il-ruolo-delle-regioni-nella-politica-di-oggi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Oct 2019 08:51:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=58373</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sono sempre più centrali nello stabilire l'agenda della politica nazionale: dal dibattito sull'autonomia differenziata, al loro peso nella futura scelta per il nuovo presidente della repubblica. Perché molti politici nazionali lasciano il parlamento per farsi eleggere in regione. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/cresce-il-ruolo-delle-regioni-nella-politica-di-oggi/">Cresce il ruolo delle regioni nella politica di oggi</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se l&#8217;attuale fase politica si sta contraddistinguendo per una forte instabilità partitica, il ruolo delle regioni appare invece in costante ascesa.</p>
<p>Il dibattito sull&#8217;autonomia differenziata ha dimostrato quanto queste istituzioni abbiano una crescente centralità nello stabilire l&#8217;agenda politica del paese. Non a caso Salvini ha indicato la via dei consigli regionali come quella da percorrere per giungere al referendum abrogativo sulla legge elettorale.</p>
<p><strong>In questo scenario, come confermato dall&#8217;elezione di Donatella Tesei in Umbria, le tornate elettorali regionali hanno sempre più peso nell&#8217;influenzare gli equilibri politici a livello nazionale</strong>. Lo avranno ancora di più in prospettiva 2022, con l&#8217;elezione del nuovo presidente della repubblica. Elezioni che stanno diventando anche il campo di prova per nuove alleanze partitiche, vedi quella tra il Movimento 5 stelle e il Partito democratico, e un piano b per molti politici nazionali che decidono di lasciare il parlamento per incarichi in giunte regionali. Ultima in ordine di tempo proprio la senatrice Tesei.</p>
<h3>Il referendum sulla legge elettorale</h3>
<p>Tra i temi più caldi dell&#8217;attuale dibattito politico c&#8217;è sicuramente quello sulla legge elettorale.</p>
<p>La necessità di riformare il rosatellum bis, approvato nella scorsa legislatura, sta portando tutti i principali partiti nazionali a posizionarsi sull&#8217;argomento. La Lega guidata da Matteo Salvini spinge fortemente per il passaggio ad un maggioritario puro. Ma non trovandosi più in una posizione di governo, l&#8217;ex ministro dell&#8217;interno sta spingendo per giungere all&#8217;abrogazione della parte proporzionale dell&#8217;attuale legge elettorale attraverso un referendum popolare.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>È indetto referendum popolare per deliberare l&#8217;abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.senato.it/1025?sezione=127&articolo_numero_articolo=75" target="_blank">- articolo 75 - Costituzione italiana</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>La costituzione prevede due possibilità per chiedere l&#8217;indizione di un referendum abrogativo: o attraverso la raccolta di 500.000 firme di elettori o attraverso il pronunciamento di 5 consigli regionali. Trovandosi alla guida di 11 delle 20 regioni italiane, il centrodestra, con il suo attuale leader Matteo Salvini, ha deciso che quest&#8217;ultima è la strada migliore da percorrere:</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Se 5 Regioni a maggioranza assoluta chiedono un referendum, la proposta non si sottopone a un voto sulla piattaforma Rousseau, ma tra i cittadini avere un sistema elettorale in Italia totalmente maggioritario. Chi vince un voto in più vince, collegio per collegio come i sindaci</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.lapresse.it/politica/salvini_5_regioni_chiedano_referendum_su_legge_elettorale_sindaci-1812699/news/2019-09-14/" target="_blank">- Matteo Salvini - 14 settembre 2019</a>
									            </div>
        </section>
		
<p><strong>Dopo il via libera di Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Sardegna e Piemonte quindi il centrodestra, guidato da Roberto Calderoli ha depositato il 30 settembre il quesito in cassazione.</strong> Richiesta di referendum che nel frattempo è stato deliberata anche da altre 3 regioni: Abruzzo, Basilicata e Liguria.</p>
<p>La scelta di coinvolgere le regioni in questo processo è politica. Un tentativo da parte del centrodestra di far capire il suo peso nel paese, guidando oltre la metà delle regioni italiane, tra cui alcune delle più importanti al livello economico (Lombardia e Veneto su tutte). Una scelta che dà ulteriore centralità a questi organi, e che conferma il crescente ruolo proprio delle regioni nello stabilire l&#8217;agenda politica del paese.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">1 su 67 </span>i quesiti referendari proposti dalle regioni dal 1946 ad oggi.</p>
			        </section>
		
<p>Nella storia repubblicana in una sola occasione il referendum abrogativo è stato indetto su iniziativa delle regioni. Un unico caso che però è il più recente, risale al 2016, e che in un certo senso conferma quanto detto fino ad ora. Se il referendum verrà calendarizzato sarà la seconda occasione in pochi anni in cui le regioni hanno contribuito a dettare l&#8217;agenda referendaria nazionale. Una cosa che non era mai successa prima.</p>
<h3>Il dibattito sulle autonomie</h3>
<p>Non è la prima volta in questa legislatura che le regioni finiscono al centro del dibattito.<strong> Era già successo prolungatamente durante il governo Conte I, in seguito delle iniziative intraprese da Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna per ottenere un&#8217;autonomia differenziata</strong>.</p>
<p>Dopo aver sottoscritto tre accordi preliminari nella scorsa legislatura infatti, il negoziato è proseguito anche nell&#8217;attuale ampliando il quadro delle materie da trasferire rispetto a quello originariamente previsto. Nel frattempo anche altre regioni hanno intrapreso il percorso per la richiesta di condizioni particolari di autonomia: Piemonte, Liguria, Toscana, Umbria, Marche e Campania. Una serie di eventi che hanno fatto diventare la materia una prerogativa dei due governi presieduti da Giuseppe Conte.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/-ER1_OunFh0?start=3205" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Nella <a href="http://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2019/NADEF_2019__FINALE.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nota di aggiornamento al Def 2019</a> recentemente approvata dal nuovo governo 5stelle-Pd viene infatti riferito l&#8217;impegno del governo a portare avanti il processo di attuazione del federalismo differenziato.<strong> In particolare, come anche confermato dal ministro per gli affari regionali Boccia in commissione il 17 ottobre scorso, l&#8217;intenzione del governo è di presentare un disegno di legge collegato alla manovra per favorire l&#8217;autonomia differenziata.</strong></p>
        <section class="blockquote">
							<p>Con la Lega ora all&#8217;opposizione, partito che guida anche Veneto e Lombardia, il tema dell&#8217;autonomie è destinato a tornare d&#8217;attualità.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Una tematica molto calda, persino inserita nel programma di governo dell&#8217;esecutivo Conte II, che è più volte finita al centro di scontri tra i vari partiti in parlamento. <strong>La partita è certamente ancora aperta, e con la Lega ora all&#8217;opposizione, partito storicamente favorevole ad un sistema sempre più federalista, è immaginabile che la discussione tornerà accesa</strong>. Anche perché 2 delle 3 regioni che hanno avviato l&#8217;iter, Lombardia e Veneto, sono guidate proprio dalla Lega.</p>
<h3>Le prossime elezioni regionali</h3>
<p>Il voto di ieri ha sancito la vittoria del centrodestra nelle elezioni in Umbria, con l&#8217;elezione di Donatella Tesei a presidente della giunta regionale. Un esito a tratti scontato, visto soprattutto il risultato delle europee nella regione, ma che ha avuto comunque una certa importanza.<strong> Da un lato perché ha confermato i numeri del centrodestra, sempre di più la coalizione maggioritaria del paese, dall&#8217;altro perché è stato il primo banco di prova per l&#8217;alleanza elettorale tra il Movimento 5 stelle e il Partito democratico.</strong></p>
<p>Da questo punto di vista quindi le elezioni regionali sono un laboratorio importante per la politica nazionale, e in una fase storica in cui il consenso politico è molto volatile, rappresentano un dato ufficiale con cui tastare il polso dei cittadini molto più ricorrente delle elezioni nazionali.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>In un periodo in cui il consenso è volatile, le elezioni regionali sono appuntamenti fondamentali per valutare la forza dei partiti.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Proprio per questo motivo il 2020 sarà un test da non sottovalutare per tutte le forze politiche nazionali, soprattutto per monitorare il consenso elettorale dell&#8217;attuale governo 5stelle-Pd. <strong>L&#8217;anno prossimo si terranno infatti le elezioni regionali in Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Puglia, Campania e Veneto</strong>. Tutte, tranne quest&#8217;ultima, sono attualmente guidate dal centrosinistra, ed ulteriori vittorie del centrodestra avrebbero delle evidenti ripercussioni anche sugli instabili equilibri nazionali.</p>
<h3>Le elezioni del presidente della repubblica nel 2022</h3>
<p>L&#8217;attuale esecutivo 5stelle-Pd nasce, tra le altre cose, con la volontà di voler arrivare fino al 2022, per poter così eleggere il nuovo presidente della repubblica. L&#8217;anomala alleanza tra due partiti storicamente avversari basa infatti molto della sua forza sul voler evitare le elezioni anticipate. Un evento che con molta probabilità porterebbe ad un parlamento a maggioranza centrodestra, che quindi avrebbe così un peso non da poco nel trovare il successo di Mattarella.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Il presidente della repubblica è eletto dal parlamento in seduta comune dei suoi membri. All&#8217;elezione partecipano tre delegati per ogni regione eletti dal consiglio regionale in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle d&#8217;Aosta ha un solo delegato</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.senato.it/1025?articolo_numero_articolo=83&sezione=128" target="_blank">- Art. 83 costituzione della repubblica italiana</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>Come noto però, oltre al parlamento in seduta comune, contribuiscono all&#8217;elezione del presidente della repubblica anche i delegati delle regioni: 58 consiglieri regionali (3 per regione e 1 per la Valle d&#8217;Aosta). <strong>Proprio per questo motivo le elezioni regionali meritano particolare attenzione, e possono rappresentare una variabile determinante per il voto del 2022.</strong></p>
        <section class="blockquote">
							<p>Vincere le elezioni regionali vuole anche dire maggiore peso nell&#8217;elezione del presidente della repubblica nel 2022.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Come detto attualmente il centrodestra controlla oltre metà dei consigli regionali, nuove vittorie elettorali le permetterebbero quindi di ulteriormente incrementare le possibilità di influire sulla scelta del nuovo presidente della repubblica. <strong>Anche la partita per il Quirinale quindi mette le regioni in una posizione decisiva per gli equilibri nazionali.</strong></p>
<p>Un ruolo che è solo destinato a crescere quando, e se, verrà realmente implementato il taglio del numero di parlamentari. Se non si predispone quindi anche una riforma dell&#8217;articolo 83 della costituzione il peso dei 58 consiglieri regionali nella scelta del presidente della repubblica è desinato a crescere.</p>
<h3>Chi lascia il parlamento per andare in regione</h3>
<p>In questo scenario le regioni stanno diventando un luogo sempre più attrattivo in cui fare politica. Da inizio legislatura 13 tra deputati e senatori si sono dimessi per avere assunto un incarico incompatibile con il mandato parlamentare: 7 alla camera e 6 al senato. Tra questi, 9 lo hanno fatto perché nel frattempo sono stati eletti/nominati in giunta e/o consiglio regionale. <strong>Ultima in ordine di tempo proprio la neo eletta governatrice della regione Umbria, Donatella Tesei (Lega), che ora dovrà quindi dimettersi dal Senato.</strong></p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">9 </span>i parlamentari che hanno lasciato camera e senato per un incarico in regione.</p>
			        </section>
		
<p>Il primo è stato Massimiliano Fedriga (Lega) che da neo deputato dalla Lega ha gareggiato e vinto le elezioni regionali in Friuli-Venezia Giulia. Nell&#8217;estate del 2018 poi sia Claudia Maria Terzi (Lega) che Lara Magoni (Lega) hanno lasciato rispettivamente l&#8217;incarico di deputata e senatrice dopo essere state nominate in giunta dal governatore lombardo Fontana (Lega).</p>
        <section class="dossier">
            <div>
															Incompatibilità, scopri come funzionano<br />
									                <span class="read-more"><a href="https://www.openpolis.it/esercizi/i-limiti-al-cumulo-di-incarichi-politici/">"Caricometro, dove non arrivano le leggi"</a></span>
            </div>
        </section>
		
<p>Nel 2019 sono seguite poi le dimissioni di Maurizio Fugatti (Lega), Stefania Segnana (Lega) e Giulia Zanottelli (Lega), che hanno optato rispettivamente per le cariche di presidente e di consigliere della provincia autonoma di Trento, di Marco Marsilio (Fdi), diventato governatore dell&#8217;Abruzzo, e infine di Christian Solinas (PSd&#8217;Az), eletto presidente della giunta regionale sarda.</p>
            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/da-inizio-legislatura-9-parlamentari-si-sono-dimessi-per-incarichi-regionali/">Da inizio legislatura 9 parlamentari hanno lasciato l&#8217;aula per incarichi regionali</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/da-inizio-legislatura-9-parlamentari-si-sono-dimessi-per-incarichi-regionali/">Dove sono andati i parlamentari dimissionari per incompatibilità</a></h3>
                                    </div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/da-inizio-legislatura-9-parlamentari-si-sono-dimessi-per-incarichi-regionali/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="396" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-tablepress"><amp-img width="1010" height="396" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/10/da-inizio-legislatura-9-parlamentari-si-sono-dimessi-per-incarichi-regionali.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/da-inizio-legislatura-9-parlamentari-si-sono-dimessi-per-incarichi-regionali/">Da inizio legislatura 9 parlamentari hanno lasciato l&#8217;aula per incarichi regionali - Dove sono andati i parlamentari dimissionari per incompatibilità</a></div>
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			        			                                <div id="chart_59448_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_59448_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_59448_tab3"><p>Sono stati considerati solamente i parlamentari che si sono dimessi per incompatibilità. Colori quindi che sono andati a ricoprire un incarico in giunta/consiglio regionale, nel consiglio superiore della magistratura o al parlamento europeo.</p>
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                                            <strong>FONTE: </strong>dati ed elaborazione openpolis                                                            </p>
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                            </div>

			
<p>Con le prossime elezioni regionali è immaginabile che questo numero sia destinato a salire. Solamente per citare un esempio la candidata della Lega per le elezioni regionali in Emilia-Romagna è <a href="https://parlamento18.openpolis.it/parlamentare/cosa/id/420213/sf_highlight/borgonzoni" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lucia Borgonzoni</a>, attualmente senatrice.<strong> Una scelta quindi molto comune, con le regioni che danno sempre più l'impressione di essere un luogo in cui ci sono maggiori possibilità di impattare a livello politico rispetto al parlamento</strong>. In un contesto storico in cui proprio camera e senato si trovano sempre più svuotate dalle loro prerogative.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto credit - <a href="https://www.facebook.com/giovatoti/photos/a.1420354864878556/2452224695024896/?type=3&amp;theater" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Facebook ufficiale Giovanni Toti</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/cresce-il-ruolo-delle-regioni-nella-politica-di-oggi/">Cresce il ruolo delle regioni nella politica di oggi</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
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