Posizioni sul tema: "Sostenere con denaro pubblico le famiglie che scelgono la scuola privata"
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inserito il
01 marzo 2008 da
Stefano CALVANO
Titolo originale del tema "Sei favorevole ad aumentare la libertà di scelta tra istruzione pubblica e privata attaverso l'introduzione di rimborsi per le famiglie (es. Buono scuola)?"
Invece di finanziare direttamente le scuola private, si propone di rimborsare le famiglie che scelgono la scuola privata per i loro figli. Chi è favorevole crede che solo così vi possa essere competitività tra i due sistemi (pubblico e privato) e un conseguente aumento di qualità anche per il settore pubblico.
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Di seguito le posizioni dei politici su questo tema.
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La Sinistra L'Arcobaleno Fausto BERTINOTTI » Contrario
scuole private libere ma senza oneri per lo Stato -
Partito Democratico Giuseppe FIORONI » Molto favorevole
Lettera del Ministro Fioroni alla scuole parificate per un bilancio 2007: 150 milioni di euro in più e altre misure a vostro favore -
Stefano VALDEGAMBERI » Molto favorevole
Finanziamento regionale alle scuole private -
Partito Democratico Giuseppe FIORONI » Molto favorevole
Fioroni apre alla scuola privata -
La Destra Francesco STORACE » Favorevole
"Una Europa fatta non solo di moneta ma di valori comuni - ha detto, ricordando l’impegno della sua Giunta per l’effettivo riconoscimento della parità scolastica e per la legge sugli oratori -
Unione di Centro Pier Ferdinando CASINI » Molto favorevole
Garanzia della libertà di educazione della famiglia, attraverso la graduale introduzione del buono scuola. -
Sinistra Critica Franco TURIGLIATTO » Molto contrario
No alla scuola privata -
Silvio BERLUSCONI » Favorevole
Programma del PDL - Seconda missione, 3^ paragrafo
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Inserito il 05 giugno 2009 da Artaudette
un appunto sulle posizioni dei politici: noto con disgusto - ma del resto lo avevo già letto - il "molto favorevole" dell'ex ministro dell'istruzione Fioroni, che non si distacca in nulla o quasi dal suo successore Gelmini nonostante la differenza di schieramento - quest'ultima però pare abbia anticipato gli ingenti finanziamenti alle parificate che il predecessore aveva proposto con motivazione di "massima urgenza"... a Fioroni anche il demerito di aver abolito l'abilitazione all'insegnamento nelle primarie/materne che Sc.della formazione primaria permette di acquisire, rendendo ambigua se non pericolosa la situazione (concorsi? una nuova ssis che non avrebbe senso, perchè già il corso di laurea prepara sulla parte pedagogica?). unico merito dell'incompetente gelmini quindi quello di averla ripristinata. vorrei segnalare anche l'ambiguità di fondo nell'abilitazione al sostegno: unico modo per ottenerla sarebbe frequentare corsi esterni a quello di laurea nella maggior parte dei casi, e nel mio questo mi ha costretto ad iscrivermi ad un'università privata che la incorpora nello stesso corso di laurea - buona didattica non invasiva nei confronti di chi non è cattolico ma meno organizzata di quanto facessero credere e strutturata in modo da far ripetere l'anno moloto facilmente e furbamente - cosa che avrei rigettato da ogni punto di vista. secondo me ogni corso di laurea dovrebbe avere questa possibilità, soprattutto se pubblico. come molti sanno quest'abilitazione oggi è l'unica speranza di inserirsi subito nella scuola, visto anche il numero di tagli. non posso che sospettare accordi "sottobanco" tra questo genere di università para-vaticana e i governi stessi, con la trafila di avvocati ignoranti che si sono succeduti al ministero della p.i.
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Inserito il 05 giugno 2009 da Artaudette
probabilmente la scuola parificata sarà un'opportunità di lavoro per chi, come me, prenderà la laurea in scienze della formazione primaria in un periodo sfavorevole. ciò nonostante non posso non dirmi contraria al sistema privato e parificato in genere, e non posso non segnalare l'ipocrisia di fondo delle scuole parificate che per ottenere finanziamenti si dichiarano tali ma di fatto non rispettano le regole che dichiarano di osservare. la testimonianza assai diffusa viene da altri studenti-lavoratori del mio corso, che nella maggior parte dei casi sono impiegati in queste scuole con uno stipendio inferiore alla norma e con contratti traballanti o inesistenti. l'unico "vantaggio" per il lavoratore sarebbe poter accedere a queste scuole senza aver conseguito l'abilitazione, ma a parte la disonestà che questo comporterebbe per l'utenza tale condizione è rispettata solo per gli illustri sconosciuti che si presentano ai colloqui con suore e preti ect...per il resto il sistema di reclutamento continua ad avvenire tramite conoscenze e in base a un colloquio faccia a faccia che permette a dirigenti e segretari di scegliere il candidato in base ad attegiamento, vestiario ed abilità nel mentire (per esempio, sull'aderenza alla fede religiosa) e molti degli insegnanti continuano a non avere nulla più che il vecchio diploma magistrale. che si basino anche loro sul sistema di graduatorie, se vogliono avere credibilità. alla docente che pensa che gli studenti delle statali scrivano "qual è" con l'apostrofo dico che pur non avendo esperienza diretta l'impressione ricevuta dagli alunni formati dalle private non è molto più favorevole, anzi. se a livello didattico è impossibile generalizzare, mipare però che a livello umano questi ragazzi siano addirittura diseducati, vista la convinzione inculcata di appartenere ad una elite protetta (la scuola privata si piega ad ogni richiesta del enitore in carriera, basta che quest'ultimo paghi) e basata sulla disponibilità economica
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Inserito il 05 aprile 2009 da PUDDU75
che se la paghino la scola privata. Bisogno smetterla di finanziare cose che già si finanziano da sole come le scuole private chi le sceglie se le paga.
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Inserito il 27 giugno 2008 da Erica BATTINI
Secondo me non va finanziata ne la scuola privata ne le famiglie che la scelgono. Chi sceglie di mandare i propri figli in una scuola privata deve essere consapevole che deve pagare una retta salata altrimenti manda il proprio figlio in una scuola pubblica.
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Inserito il 04 aprile 2008 da addormentata
sono una docente di lingua straniera, e per diversi anni ho insegnato con grande soddisfazione e motivazione in una scuola superiore privata legalmente riconosciuta. E' seguito un lungo periodo di precarietà nelle scuole superiori e lì ho iniziato a capire che la scuola italiana si regge grazie ad un numero non esagerato di insegnanti che credono nel lavoro che svolgono. Tre anni fa è arrivato il tanto sospirato ruolo nella scuola elementare...e sono entrata in contatto con una scuola che prova a non essere noiosa, ma deve fare i conti con i fondi che non sono mai sufficienti, con i limiti di dirigenti che, sorretti da una profonda frustrazione, si permettono di assumere atteggiamenti di comando e non di condivisione di un progetto comune. E che dire della volontà di tante maestre nell'insegnamento della L2 (ing)...e dei danni derivati dall'inadeguatezza della loro preparazione? E che dire, ancora, dell'insegnamento di una disciplina così all'avanguardia come l'informatica? Idea geniale, ma come si fa ad insegnare informatica quando si hanno a disposizione 2 pc e non ci si può collegare ad Internet? Io credo che non solo si debba poter scegliere tra pubblica e privata, ma ritengo che lo Srato abbia il dovere di riconoscere a tutti gli effetti gli anni di servizio in Istituti e Licei legalmente riconosciuti, perchè sono proprio queste scuole che ridanno visibilità ed autostima, unite ad una preparazione che non ha nulla da invidiare a quella di studenti della scuola di Stato che continuano a scrivere qual è con l'apostrofo e credono che il congiuntivo sia un virus da evitare a tutti costi!Ridiamo alla scuola la dignità e l'importanza che le spetta, per tornare ad avere dei GIOVANI PENSANTI in grado di competere con gli studenti europei...magari in lingua inglese. Il diritto di una scelta non deve dipendere da una scelta politica. Il diritto di crescere come individuo in una scuola sana, onesta e sicura,non può essere negato in alcun modo.
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Inserito il 04 aprile 2008 da addormentata
sono una docente di lingua straniera, e per diversi anni ho insegnato con grande soddisfazione e motivazione in una scuola superiore privata legalmente riconosciuta. E' seguito un lungo periodo di precarietà nelle scuole superiori e lì ho iniziato a capire che la scuola italiana si regge grazie ad un numero non esagerato di insegnanti che credono nel lavoro che svolgono. Tre anni fa è arrivato il tanto sospirato ruolo nella scuola elementare...e sono entrata in contatto con una scuola che prova a non essere noiosa, ma deve fare i conti con i fondi che non sono mai sufficienti, con i limiti di dirigenti che, sorretti da una profonda frustrazione, si permettono di assumere atteggiamenti di comando e non di condivisione di un progetto comune. E che dire della volontà di tante maestre nell'insegnamento della L2 (ing)...e dei danni derivati dall'inadeguatezza della loro preparazione? E che dire, ancora, dell'insegnamento di una disciplina così all'avanguardia come l'informatica? Idea geniale, ma come si fa ad insegnare informatica quando si hanno a disposizione 2 pc e non ci si può collegare ad Internet? Io credo che non solo si debba poter scegliere tra pubblica e privata, ma ritengo che lo Srato abbia il dovere di riconoscere a tutti gli effetti gli anni di servizio in Istituti e Licei legalmente riconosciuti, perchè sono proprio queste scuole che ridanno visibilità ed autostima, unite ad una preparazione che non ha nulla da invidiare a quella di studenti della scuola di Stato che continuano a scrivere qual è con l'apostrofo e credono che il congiuntivo sia un virus da evitare a tutti costi!Ridiamo alla scuola la dignità e l'importanza che le spetta, per tornare ad avere dei GIOVANI PENSANTI in grado di competere con gli studenti europei...magari in lingua inglese. Il diritto di una scelta non deve dipendere da una scelta politica. Il diritto di crescere come individuo in una scuola sana, onesta e sicura,non può essere negato in alcun modo.
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Inserito il 04 aprile 2008 da addormentata
sono una docente di lingua straniera, e per diversi anni ho insegnato con grande soddisfazione e motivazione in una scuola superiore privata legalmente riconosciuta. E' seguito un lungo periodo di precarietà nelle scuole superiori e lì ho iniziato a capire che la scuola italiana si regge grazie ad un numero non esagerato di insegnanti che credono nel lavoro che svolgono. Tre anni fa è arrivato il tanto sospirato ruolo nella scuola elementare...e sono entrata in contatto con una scuola che prova a non essere noiosa, ma deve fare i conti con i fondi che non sono mai sufficienti, con i limiti di dirigenti che, sorretti da una profonda frustrazione, si permettono di assumere atteggiamenti di comando e non di condivisione di un progetto comune. E che dire della volontà di tante maestre nell'insegnamento della L2 (ing)...e dei danni derivati dall'inadeguatezza della loro preparazione? E che dire, ancora, dell'insegnamento di una disciplina così all'avanguardia come l'informatica? Idea geniale, ma come si fa ad insegnare informatica quando si hanno a disposizione 2 pc e non ci si può collegare ad Internet? Io credo che non solo si debba poter scegliere tra pubblica e privata, ma ritengo che lo Srato abbia il dovere di riconoscere a tutti gli effetti gli anni di servizio in Istituti e Licei legalmente riconosciuti, perchè sono proprio queste scuole che ridanno visibilità ed autostima, unite ad una preparazione che non ha nulla da invidiare a quella di studenti della scuola di Stato che continuano a scrivere qual è con l'apostrofo e credono che il congiuntivo sia un virus da evitare a tutti costi!Ridiamo alla scuola la dignità e l'importanza che le spetta, per tornare ad avere dei GIOVANI PENSANTI in grado di competere con gli studenti europei...magari in lingua inglese. Il diritto di una scelta non deve dipendere da una scelta politica. Il diritto di crescere come individuo in una scuola sana, onesta e sicura,non può essere negato in alcun modo.
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Inserito il 27 marzo 2008 da tismarti
Tema posto male. Chi sceglie la scuola privata sostiene con le proprie tasse anche quella statale. Per avere effettiva libertà di scelta il sistema pubblico e quello parificato devono concorrere per il finanziamento statale in base alla qualità del servizio offerto. Meglio ancora il buono scuola da spendere presso la scuola che offre un miglior livello formativo.
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Inserito il 09 marzo 2008 da davidef
Anzi introdurrei il sistema dei buoni anche nel campo della sanità: dev'essere il cittadino ad avere la libertà di scelta su come e dove curarsi, favorendo la libera concorrenza tra pubblico e privato. In questo modo l'efficienza aumenterebbe e la spesa pubblica potrebbe essere ridotta.
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Inserito il 09 marzo 2008 da davidef
Ottimo tema, ben formulato. L'obiettivo non è finanziare le scuole private, ma quello di garantire la libertà di scelta ad ogni cittadino. Che lo stato finanzi la scuola pubblica o quella privata poco cambia in termini di spesa pubblica: in questo modo però verrebbero premiate le scuole preferite dai cittadini. E poi questo andrebbe anche a vantaggio della laicità dell'istruzione: finora l'unica alternativa possibile alla scuola pubblica era quella cattolica, finanziata indirettamente dallo stato attraverso l'8 mer mille. Con i buoni scuola, invece, si permetterebbe la nascita di altre alternative laiche, che finora non hanno potuto aver luogo a causa della concorrenza sleale esercitata sia dalla scuola pubblica che da quella cattolica, le quali ad oggi sono le uniche a godere più o meno direttamente dei finanziamenti pubblici.
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Inserito il 01 marzo 2008 da West72
scusate c'era già un tema simile.
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Inserito il 01 marzo 2008 da Giacomo BOSCHI
Oddio stavo proprio per inserire un quesito di tenore opposto! Sinceramente c'è un problema di fondo: lo stato di fatto continuerebbe a finanziare una scuola privata, mentre già non ha soldi per fornire una istruzione pubblica decente.
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