Posizioni sul tema: "Riformare il settore della televisione per superare il duopolio RAI-Mediaset e favorire il pluralismo della informazione"
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inserito il
25 febbraio 2008 da
Marco FERRERO
Titolo originale del tema:
"Liberalizzazione delle frequenze radiotelevisive" e accorpamento del tema "Abolizione del canone rai"Abrogazione della legge Gasparri che, con la legislazione precedente, blocca la nascita di nuove emittenti radiotelevisive.
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Di seguito le posizioni dei politici su questo tema.
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Italia dei Valori Antonio DI PIETRO » Molto favorevole
una sola rete televisiva per ciascun operatore, Rai e Mediaset compresi -
Italia dei Valori Antonio DI PIETRO » Molto favorevole
"Togliamo le tv al Cavaliere" - Il leader dell'Idv all'attacco di Mediaset.(19 febbraio 2008) - fonte: Il Tempo - Laura Della Pasqua - - inserita il 19 febbraio 2008 da Valter CARRARO -
Partito Democratico WALTER VELTRONI » Tendenzialmente favorevole
Mediaset, Veltroni bacchetta Di Pietro(19 febbraio 2008) - fonte: Il Gazzettino Ed. Nazionale - - inserita il 20 febbraio 2008 da Valter CARRARO -
Silvio BERLUSCONI » Contrario
LA SINISTRA VUOLE RIDIMENSIONARE RAI E MEDIASET -
Partito Democratico WALTER VELTRONI » Favorevole
OLTRE IL DUOPOLIO, LA TV DELL'ERA DIGITALE (Programma del PD - elezione 2008) -
Partito Democratico WALTER VELTRONI » Molto favorevole
portare la banda larga in tutta Italia e garantire a tutti gli italiani una TV di qualità -
La Destra Francesco STORACE » Tendenzialmente favorevole
Il pluralismo non e’ garantito da nessuno dei due giganti dell’informazione. -
Silvio BERLUSCONI » Molto contrario
Par Condicio: sara' tra le prime leggi che aboliremo. (Agcom multa Mediaset per il Tg4) -
Unione di Centro Rocco BUTTIGLIONE » Contrario
Il problema del sistema televisivo italiano non è il superamento del duopolio -
Italia dei Valori Antonio DI PIETRO » Molto favorevole
Programma di governo IdV: un intervento radicale sull’informazione -
Per il Bene Comune Stefano MONTANARI » Molto favorevole
La TV di stato dovrebbe essere una TV di servizio. Tutto il resto dovrebbe essere di pertinenza di eventuali TV private.
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Inserito il 18 marzo 2008 da Gianni MONTANI
Concordo con Marco Ferrero. Guardando avanti il problema è la certificazione delle emissioni locali via etere e meno di quelle via cavo: le cosiddette Telestreet. CERTIFICAZIONE DEL DIGITALE TERRESTRE Tecnologicamente è assurdo mantenere in piedi l'analogico che tanto ha dato a Berlusconi e che tanto ci ha dato in termini di miglioramento del prodotto RAI. Ma passando al Digitale terrestre verranno a crearsi tante realtà locali non interconnesse tra di loro che potranno imporre come già in parte fanno sull'analogico il loro monopolio di informazione a livello comunale o comunque locale. Cio' deve essere impedito facilitando l'accesso a questo potere da parte di piu' soggetti e limitando quelle figure di anchorman o anchorwoman caserecci piu' vicine alla politica o alla religione che all'informazione. DEREGULATION DELLA INTERNET TELEVISION Una totale deregulation della internet television potrebbe causare il medesimo effetto di Wikipedia. Viene venduto come oro colato da Beppe Grillo il curriculum vitae di Berlusconi che in realtà è una parafrasi dei libri di Marco Travaglio. Ma ciò non è così preoccupante. Così come non lo è il fenomeno YOUTUBE. Ci sono talmente tanti tubisti che diventare popolare non è così semplice. E comunque la popolarità dura un tempo molto limitato. In pratica non è questo il mezzo. Internet è libera per definizione. CONCLUSIONI Propongo di rivitalizzare il contributo per l'acquisto del decoder digitale terrestre ex Gasparri per 3 mesi massimo. Dopodichè si deve spegnere l'analogico in un anno massimo. (In svizzera è già spento da tempo). Ma nel frattempo bisogna garantire l'accesso alle antenne digitali terrestre che sono piu' localizzate dell'analogico a piu' soggetti abilitati e certificati da associazioni di consumatori radio televisivi e centri di ascolto universitari.
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Inserito il 29 febbraio 2008 da Marco FERRERO
Nel riassunto sono stato avaro di speigazioni, bene tutto questo, ma si vede andare oltre, normare le Telestreet per esempio!!!! Dare veramente la possibilità ai cittadini di esprimersi secondo quanto dice l'articolo 21 della costituzione.
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Inserito il 28 febbraio 2008 da Paolo TENCONI
Benissimo l'abolizione della Gasparri, però solo questo non basta. Per liberalizzare bisogna riscrivere tutto il sistema di assegnazione delle radiofrequenze, ripartendo da prima della legge Mammì del 1990, che di fatto legittimava il duopolio rai-fininvest. Allora io (seguendo lo slancio di Di Pietro) aggiungerei: - 1 sola tv pubblica senza pubblicità e pagata col canone attuale; - 1 sola tv per ogni privato (pertanto cessione di italia1 - per es. - ad altri e trasferimento di rete4 su satellite per far posto a europa7).
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