Ti trovi in Home  » Posizioni  » Riformare il settore della televisione per superare il duopolio RAI-Mediaset e favorire il pluralismo della informazione

Chiudi blocco

Contribuisci ad openpolis

  • Il contributo di molti è la garanzia per l'indipendenza e la sostenibiltà di openpolis.
    Dona

Posizioni sul tema: "Riformare il settore della televisione per superare il duopolio RAI-Mediaset e favorire il pluralismo della informazione"


  • inserito il 25 febbraio 2008 da Marco FERRERO
    Area: informazione
    Titolo originale del tema:
    "Liberalizzazione delle frequenze radiotelevisive" e accorpamento del tema "Abolizione del canone rai"

    Abrogazione della legge Gasparri che, con la legislazione precedente, blocca la nascita di nuove emittenti radiotelevisive.
    » Segnala errori / abusi

      56   priorità | 3 commenti | Commenta
 
Di seguito le posizioni dei politici su questo tema. aggiungi posizione

Chiudi blocco

Posizioni dei politici sul tema (11)

» Aggiungi posizione di un politico Ordina per:
Ultime aggiunte
 
Esporta Esporta RSS Chiudi blocco

Commenti (3)

  • Inserito il 18 marzo 2008 da Gianni MONTANI
    Concordo con Marco Ferrero. Guardando avanti il problema è la certificazione delle emissioni locali via etere e meno di quelle via cavo: le cosiddette Telestreet. CERTIFICAZIONE DEL DIGITALE TERRESTRE Tecnologicamente è assurdo mantenere in piedi l'analogico che tanto ha dato a Berlusconi e che tanto ci ha dato in termini di miglioramento del prodotto RAI. Ma passando al Digitale terrestre verranno a crearsi tante realtà locali non interconnesse tra di loro che potranno imporre come già in parte fanno sull'analogico il loro monopolio di informazione a livello comunale o comunque locale. Cio' deve essere impedito facilitando l'accesso a questo potere da parte di piu' soggetti e limitando quelle figure di anchorman o anchorwoman caserecci piu' vicine alla politica o alla religione che all'informazione. DEREGULATION DELLA INTERNET TELEVISION Una totale deregulation della internet television potrebbe causare il medesimo effetto di Wikipedia. Viene venduto come oro colato da Beppe Grillo il curriculum vitae di Berlusconi che in realtà è una parafrasi dei libri di Marco Travaglio. Ma ciò non è così preoccupante. Così come non lo è il fenomeno YOUTUBE. Ci sono talmente tanti tubisti che diventare popolare non è così semplice. E comunque la popolarità dura un tempo molto limitato. In pratica non è questo il mezzo. Internet è libera per definizione. CONCLUSIONI Propongo di rivitalizzare il contributo per l'acquisto del decoder digitale terrestre ex Gasparri per 3 mesi massimo. Dopodichè si deve spegnere l'analogico in un anno massimo. (In svizzera è già spento da tempo). Ma nel frattempo bisogna garantire l'accesso alle antenne digitali terrestre che sono piu' localizzate dell'analogico a piu' soggetti abilitati e certificati da associazioni di consumatori radio televisivi e centri di ascolto universitari.
    Vota il commento: Vota0% | Vota0%
  • Inserito il 29 febbraio 2008 da Marco FERRERO
    Nel riassunto sono stato avaro di speigazioni, bene tutto questo, ma si vede andare oltre, normare le Telestreet per esempio!!!! Dare veramente la possibilità ai cittadini di esprimersi secondo quanto dice l'articolo 21 della costituzione.
    Vota il commento: Vota100% | Vota0%
  • Inserito il 28 febbraio 2008 da Paolo TENCONI
    Benissimo l'abolizione della Gasparri, però solo questo non basta. Per liberalizzare bisogna riscrivere tutto il sistema di assegnazione delle radiofrequenze, ripartendo da prima della legge Mammì del 1990, che di fatto legittimava il duopolio rai-fininvest. Allora io (seguendo lo slancio di Di Pietro) aggiungerei: - 1 sola tv pubblica senza pubblicità e pagata col canone attuale; - 1 sola tv per ogni privato (pertanto cessione di italia1 - per es. - ad altri e trasferimento di rete4 su satellite per far posto a europa7).
    Vota il commento: Vota100% | Vota0%

Per scrivere il tuo commento devi essere loggato