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Posizioni sul tema: "Regolamentare per legge i diritti delle coppie di conviventi dello stesso sesso o di sesso diverso (unioni civili)"


  • inserito il 25 febbraio 2008 da agser88
    Area: diritti civili
    Titolo originale del tema:
    "Introduzione PACS (unioni civili)"

    Introduzione di una legge che regoli le unioni civili riprendendo il disegno di legge dei "DICO" che si è arenata in parlamento.
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Commenti (15)

  • Inserito il 05 aprile 2009 da PUDDU75
    io sono contraria perchè, forse sarò all'antica, ma credo ancora nel matrimonio pur essendo atea e non credendo nell'istituzione chiesa mi basta essere sposata per lo stato.
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  • Inserito il 25 marzo 2008 da corarb
    oggi nn doveva iniziare il test?
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  • Inserito il 14 marzo 2008 da Federico CIVITELLA
    Non si può imporre per legge il divieto ad una affettività, dietro il matrimonio, si da per scontata una affettività. Anche se va detto che non è scritto da nessuna parte che il matrimonio sia tra uomini e donne, se non per una tradizione
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  • Inserito il 13 marzo 2008 da Marco FERRERO
    Dan SER, posso solo, ovviamente, eprimere una opinione personale, ma tra le righe posso dire che è anche condivisa da alcuni utenti. Gli omosessuali oltre agli inaglienabili diritti individuali devono essere garantiti anche come coppia (ovvero ad esempio pensione di reversibilità beni in comune, eredità ecc....) questo oggi in italia non c'è quindi va normato, su questo sono perfettamente d'accordo. Il distinguo viene dopo, non sono d'accordo sulla azione fatta in Spagna (ad esempio) sull'adozione da parte dei gay, in quanto una coppia gay non può (ovviamente) procreare (senza aiuto esterno) quindi non è una limitazione del diritto non concedere adozioni, in più a mio avviso entra il diritto del bambino (nel limite del possibile) ad avere una famiglia di un padre e una madre, non lo ritengo un opzional ma un sacrosanto diritto del bambino. Seconda cosa, come mi pare di avere già accennato, non possono essere i PACS il modo per risolvere il problema delle coppoe omosessuali in quanto è uno stromento che coinvolge anche gli etero (e molto anche visto la sproporzione che esiste tra il nuomero di coppie gay e etero), non possiamo porre le basi di una crisi nella famiglia tradizionale per risolvere un problema, sesspur esistente ed urgente, quale quello dei gay. Ci vuole una soluzione ad HOC che normi tutta la questione, ma nulla che ledi la dignità e il valore della famiglia tradizionale e del matromonio. Il diritto (dovere) dei molti è preminente su quello dei pochi. Poi se tu mi dicessi: "e se si facesse una proposta solo per i Gay?" io ti risponderei ok! senza problemi. Ma non facciamo confusione sulle cose: nessuna discriminazione per i gay, ma nessun elemento lecislativo che mini la già terribilmente martoriata famiglia tradizionale.
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  • Inserito il 12 marzo 2008 da Dan SER
    Caro Marco Ferrero, voi vi riferivate alle coppie etero, ma io volevo riferirmi proprio a quelle omosessuali: mentre gli etero oggi possono scegliere se sposarsi o meno, le coppie gay non hanno alcuna tutela legislativa (= diritti/doveri), per cui bloccando qualunque discussione sulle coppie di fatto in generale, si lascia nel disagio una grossa porzione della popolazione italiana... (ma non mi hai risposto: una coppia gay può o no essere famiglia?) - saluti a tutti
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  • Inserito il 10 marzo 2008 da alex81
    Io mi sorprendo anche come questo tema sià quasi in cima tra le priorità. E' impressionante la pochezza che c'è nella testa di molti. Io credo che siano ben altre le priorità in questo paese, e di certo non i Pacs che tra l'altro nel dare dei diritti a gente che non si prendono dei doveri, si rischia a mettere in secondo piano la famiglia che porta veramente avanti questa società
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  • Inserito il 10 marzo 2008 da Marco FERRERO
    Caro Dan SER evidentemente non hai letto bene il commento moi e di altri. Noi ci riferivamo alle coppie etero e non a quelle gay. Quindi la tua affermazione, secondo me, non è pertinente su quello che abbiamo detto (almeno alcuni di noi), che ribadisco: i Pacs (per le coppie etero) sono un assurdo, pericoloso e inutile surrogato del matrimonio. Come già dissi diverso il discorso delle coppie omosessuali essendo un discorso diverso va semplicemente affrontato in modo diverso e non con uno strumento che vada a minare la condizione famigliare degli etero. Poi all'bbiezione che ci sono situazioni particolari tra gli etero che impediscono loro di ... bla bla bla. Sono d'accordo su tutto, forse va rivisto il diritto di famiglia, ma non i diritti doveri della famiglia naturale. Senza famiglia non c'è la nostra civiltà. Non si tratta di essere razzisti, ma di essere democratici, non è possibile per cercare di tutelare i diritti dei pochi si mina l'esistenza dei molti! Bisogna trovare soluzioni, si, ma alternative ad uno strumento lecislativo che avrebbe tutti i pericoli che alcuni di noi hanno espresso.
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  • Inserito il 09 marzo 2008 da Dan SER
    Domanda: due gay sono in grado di amarsi, vivere insieme, sostenersi costituendo un nucleo di solidarietà e affetto? Risposta: sì (se non vogliamo essere razzisti). ALlora perché non può esistere una legge che li riconosca come coppia? (con i Diritti e i Doveri che ne conseguono). Qualcuno risponderà: ma loro non possono avere figli! Allora vietiamo il matrimonio alle coppie eterosessuali che non vogliono fare figli, alle coppie di anziani, alle coppie sterili ecc. Perché una coppia etero senza figli può essere "famiglia" e non può esserlo una coppia gay? (vi prego, rispondetemi su questa domanda, e non con il solito "sì, ma poi dove andremo a finire").
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  • Inserito il 08 marzo 2008 da alex81
    Una cosa quanto mai inutile e pericolosa. Si vuole sostituire la famiglia con surrogato che non stà in piedi
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  • Inserito il 06 marzo 2008 da Aurynkk
    sono d'accordissimo con Marco Ferrero, al di là del discorso "doveri": se due etero vogliono essere riconosciuti dallo stato come coppia, c'è il matrimonio civile. perchè mai lo Stato dovrebbe permettersi di dare effetti simili al matrimonio a due persone che hanno scelto di non sposarsi? QUESTA sarebbe una violazione di libertà.
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  • Inserito il 03 marzo 2008 da Claudio MACCAGNI
    sono assolutamente favorevole. non credo però che questo sia un tema prioritario per il prossimo governo
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  • Inserito il 29 febbraio 2008 da Marco FERRERO
    beh, mi stupisco di tutti questi voti su questo problema, vedo per me il mio stipendio diminuisce, il mio mutuo aumenta, far un pieno di benzina mi rovina la vita, e in politica ho una legge elettorale che probabilemente renderà ancora ingovernabile l'Italia, ho una TV liberticida che inebetisce mezza italia... mah! comunque i PACS per gli etero sono inutili i diritti per gli etero sono tutelati dal matrimonio (visto che mica esiste solo il matrimonio religioso!) quindi tutte le coppie di fatto che vogliono tutelati certi diritti si sposino e come per incanto eccovi tutti i diritti, i pacs sarebbero un doppione del matrimonio civili, ovvero voglio gli stessi diritti degli sposati, ma non ne voglio i doveri... e dovrei pure pretendere che lo stato mi venga dietro? sono molto perplesso. Non si tratta di chiesa o non chiesa io penso che con i PACS (mi sto riferendo agli etero) sarebbero un doppione del matrimonio che in più da meno garanzie alla società civile, un pericoloso doppione normativo, diverso il discorso delle coppie omosessuali, si trovi una soluzione per questo problema, ma non possiamo, in una società civile e non anarchica, porre le basi per cancellare tutti i doveri.
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  • Inserito il 28 febbraio 2008 da Emanuele FAVARO
    Provate a seguire questo ragionamento: escludiamo per un attimo dalla questione la Chiesa e le coppie omosessuali. Consideriamo le unioni civili e le convivenze. I conviventi chiedono allo stato dei diritti particolari "di coppia", da aggiungere ai diritti civili di cui già godono in quanto cittadini. Anche coloro che scelgono di unirsi civilmente in matrimonio chiedono questi ulteriori diritti, però loro SI IMPEGNANO di fronte ad un rappresentante dello stato a rinunciare ciascuno ad un po' della propria libertà e al rischio della condivsione della vita e delle risorse economiche. E' questo IMPEGNO ad autolimitare la propria libertà che fa intervenire il supporto dello stato, per il quale una coppia sposata rappresenta un risparmio di spesa in termini economici e un investimento nel futuro in termini sociali. Non capisco perchè lo stato dovrebbe riconoscere ulteriori diritti ai conviventi "AGGRATIS", dato che loro non intendono assumersi nessun impegno vincolante nè dare alcuna garanzia nei confronti dello stato. Per le coppie omosessuali, e solo per esse, a mio modesto parere, vanno studiate delle forme giuridiche di unione simili ma non sovrapponibili al matrimonio civile, dato che il discorso (risparmio di spesa, investimento sociale) fatto per le coppie eterosessuali che si prendono l'impegno vale per loro in egual modo. In genere, tutti i DIRITTI non acquisiti per nascita comportano dei DOVERI. Sembra che nell'ITALIA DELLE LIBERTA' (= privilegio) tutti si dimentichino di questo.
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  • Inserito il 28 febbraio 2008 da dobraf
    Anzicchè PACS - viste le numerose sigle usate - forse sarebbe meglio dire. "Sei favorevole al riconoscimento pubblico dei diritti dei conviventi?"
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  • Inserito il 26 febbraio 2008 da clacla
    Penso che ognuno debba essere padrone della propria esistenza fino a che il suo agire non confligga con la libertà altrui, per questo non riesco ancora a comprendere perchè i cattolici ritengono che i Pacs possano mettere a repentaglio l'esistenza delle famiglie tradizionali.
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