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  <title>Openpolis - LE ULTIME DICHIARAZIONI DI Renzo TONDO</title>
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  <updated>2010-01-11T00:00:00Z</updated>
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  <title>TURISMO E TEMPO LIBERO:  FUNIVIA KANIN: PROVE DI EUROREGIONE</title>
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  <updated>2010-01-11T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">La funivia del Kanin Sella Nevea – Bovec è una realtà.

servizio di: Gianfranco Biondi 
montaggio di: Sara Petri

Intervento audio di: Renzo Tondo 

Per ascoltare l'audio: &lt;a href=&quot;http://www.vivaradio.it/euroregionenews/web/scheda_news.php?id=1350&quot;&gt;LINK&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>«Bossi? È il Ghino di Tacco di oggi»</title>
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  <updated>2009-01-16T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">&lt;br /&gt;
No, la Regione Friuli Venezia Giulia non sforerà alcun patto di stabilità, né quello che deve sottoscrivere con il Governo nazionale, né quelli dei suoi enti locali. Ciò non significa però attribuire un errore alla Lega Nord, ma piuttosto «tenere saldamente la barra al centro, ascoltare le sensibilità di ciascuno e poi praticare l’etica della responsabilità».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

      Il governatore Renzo Tondo, intervistato ieri sera a Telefriuli dal direttore del Gazzettino Roberto Papetti e da quello dell’emittente, Alberto Terasso, si rimprovera certe dichiarazioni poco prudenti, che magari «portano certi giornali a titolare &quot;Tondo contro Bossi&quot;». In realtà il Carroccio «esprime legittimamente una giusta protesta» di fronte alla possibilità accordata al Comune di Roma di non rispettare i limiti contabili. «La protesta ha buone ragioni - constata Tondo - perché si è creato un vulnus, con tanto di precedenti. Sono cose che fanno inorridire chi ha amministrato bene un Comune e se chi non l’ha fatto si è rivelato più furbo, bisogna riconoscere un pieno diritto ad arrabbiarsi. E a protestare». Resta il fatto che «noi dobbiamo essere coerenti, anche se altri fanno i furbi».
&lt;p&gt;
      La Lega è in Friuli un alleato leale, però è chiaro che «punta molto sull’immagine e sulla comunicazione e quando constata la scarsa coerenza di alcune realtà, eleva il livello del confronto». Bossi come Craxi?, lo incalza Papetti. «Per certi versi sì - risponde Tondo - perché proporsi come Ghino di Tacco è legittimo per un partito che interpreta il sentire comune».
&lt;p&gt;
      In ogni caso, nel primo scorcio di legislatura in coabitazione con i leghisti Renzo Tondo ha percepito «assai più polemiche apparse sui media rispetto a quelle effettivamente consumate». Ma per fortuna, stavolta, non è colpa dei giornalisti: «È la politica che ha gestito una serie di situazioni in modo fortemente mediatico».
&lt;p&gt;
      Sempre nel novero delle esperienze di rodaggio del mandato regionale, Terasso chiede al presidente se si senta un direttore d’orchestra o invece un solista. Se sia intervenuta qualche stroncatura. «Sì, mi sento direttore d’orchestra - spiega Tondo - ma un’orchestra che suona bene. Certo qualche volta c’è una stecca, magari può capitare anche a me», aggiunge con quella sobrietà che è stata la parola più ricorrente nella sua intervista. Ma nessuno si nasconde dietro un dito: «Tenere insieme una coalizione non è semplicissimo - confida il governatore - Il problema non è la coalizione, ma piuttosto il confronto con i problemi effettivi, soprattutto con l’economia e le aspettative dei cittadini».
&lt;p&gt;
      Ma governare il cambiamento - che è uno slogan importante nella comunicazione di Tondo - non passa attraverso la svalutazione di chi lo ha preceduto e che è stato sconfitto contro le quotazioni di eserciti di bookmakers: «Avrei dovuto mediare meglio le dichiarazioni sul lavoro di Riccardo Illy per ottenere l’Irpef trattenuta ai nostri pensionati - ammette il presidente - perché in realtà ha agito bene». E se «nel medio periodo il nostro diritto non sarà riconosciuto, andremo alla Corte costituzionale. Anche contro un Governo amico».&lt;br /&gt;
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  <title>Eluana. «La vicenda è strettamente privata e riguarda la famiglia Englaro e anche il Governo avrebbe fatto meglio a non prendere posizioni».</title>
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  <updated>2008-12-27T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">&lt;br /&gt;
UDINE, 27 DIC - Udine tace e rispetta l'appello di papà Beppino Englaro al silenzio e alla riflessione. &lt;br /&gt;
Ma l'impressione che si raccoglie in città soprattutto tra gli amici della famiglia carnica è che a gennaio tutto si possa compiere e tutto possa finire. Non parlano i vertici della casa di cura &quot;Citta' di Udine&quot; dopo le polemiche delle scorse settimane. Ufficialmente perché in ferie, ma soprattutto per evitare inutili clamori.&lt;br /&gt;

La struttura - dopo aver chiarito gli ultimi dettagli della vicenda con gli avvocati e i vertici della regione Friuli Venezia Giulia - ha ribadito la propria disponibilità ad accogliere Eluana per il suo ultimo viaggio.&lt;br /&gt;

Nella clinica tutto si svolge regolarmente, ma al terzo piano è già tutto pronto per accogliere la ragazza e assisterla nel protocollo di distacco dall'alimentazione forzata che la tiene in vita da 17 anni.&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;
Non parla Renzo Tondo, presidente del Friuli Venezia Giulia, amico di famiglia degli Englaro. Ha sempre detto che &lt;b&gt;«la vicenda è strettamente privata e riguarda la famiglia Englaro da una parte e la casa di cura 'Citta' di Udiné dall'altra».&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Per questo non ha voluto coinvolgere la Regione &lt;b&gt;«e anche il Governo&lt;/b&gt; - ha più volte detto Tondo - &lt;b&gt;avrebbe fatto meglio a non prendere posizioni».&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;
Non parla &lt;b&gt;Ferruccio Saro&lt;/b&gt;, senatore del Pdl, anch'egli amico degli Englaro. &lt;b&gt;«Rispetto l'appello-invito di papà Beppino»&lt;/b&gt; ha solo detto oggi.&lt;br /&gt;

Ma a Udine tra le persone che conoscono gli Englaro la convinzione che si è fatta strada in queste settimane è che il calvario di Eluana possa veramente finire in Friuli. E in tempi brevissimi.&lt;br /&gt;
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  <title>Eluana, l'Udc minaccia la crisi nella giunta friulana</title>
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  <updated>2008-12-21T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Pressione del partito centrista sul presidente Renzo Tondo: «Dica un no chiaro alla morte in una struttura della regione»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Udine - «Le dichiarazioni di Compagnon mi lasciano abbastanza stupito e cercherò di approfondirle» ha poi replicato Tondo, che ieri pomeriggio, alle porte di Udine, è intervenuto all'incontro natalizio con i sostenitori del sen. Ferruccio Saro. «Posso solo testimoniare che dal gruppo dell'Udc, venerdì in Consiglio, la mia posizione tenuta sulla vicenda è stata apprezzata - ha aggiunto il governatore - lo stesso consigliere regionale del partito Giorgio Venier Romano ha espresso parole assolutamente coerenti con quelle di neutralità che io ho rappresentato perchè ha ribadito Tondo - ho detto che come il Governo sulla questione non doveva metterci il naso, così non doveva farlo e non lo ha fatto la Regione, perchè si tratta di un regolamento di rapporti tra privati».

&lt;p&gt;
«C'è un cittadino italiano che si chiama Beppino Englaro, che dopo una sua battaglia legittima si è visto riconosciuto dalla Cassazione un diritto e ha deciso di esercitarlo in questa regione dove è nato e dove ha radici profonde. Ha individuato un soggetto privato, resosi disponibile ad aiutarlo in questo difficilissimo e sofferto percorso. Io credo che questa sia una vicenda che deve rimanere all'interno delle dinamiche del diritto e di carattere personale. Così come se penso che il Governo abbia fatto un atto legittimo, ma ininfluente, così credo che la Regione farebbe un atto legittimo, ma altrettanto ininfluente. Anche oggi ho sentito Beppino Englaro - ha poi confidato Tondo - gli ho fatto i complimenti per questa scelta e messaggio che ha dato a tutta la comunità: questo è il momento della riflessione, di una moratoria nei confronti dei media. L'ultima cosa che dovremmo fare è strumentalizzare la vicenda. Faremmo male a Eluana, a Beppino, al diritto, a noi stessi, all'intera comunità».&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;
L'Udc del Friuli Venezia Giulia chiede chiarezza al governatore Renzo Tondo sull'eventualità che Eluana Englaro venga a morire a Udine. «Altrimenti - ha detto il segretario regionale Angelo Compagnon - prenderemo atto. Cioé i nostri rappresentanti faranno un passo indietro. Insomma apriremo la crisi politica». Il deputato centrista ieri è intervenuto per riaffermare la posizione del partito su «alcuni valori non negoziabili, in primis la difesa della vita umana senza se e senza ma. Non si può essere indifferenti rispetto a un'eutanasia dolce come si sta prospettando in questo caso in Friuli, in particolare a Udine, che tutto sarà tranne che dolce». La presenza dell'Udc in Giunta e maggioranza regionale (con Pdl, Lega e Pensionati) è «incompatibile con un atteggiamento equivoco sul caso Eluana Englaro». Da qui la richiesta di un chiarimento politico, con la precisazione che «se dopo la presa d'atto formale della Regione i familiari di Eluana decidessero di portare la ragazza a morire in Friuli non succederebbe nulla, perché sarebbe un fatto tra privati. Ma vogliamo che la Regione si esprima contro tale possibilità».

&lt;p&gt;
Una posizione simile a quella già espressa dal segretario regionale della Lega, Pietro Fontanini, al quale però è bastata la dichiarazione rilasciata da Tondo venerdì scorso in merito alla necessità della politica di fare un passo indietro rispetto alla vicenda personale della famiglia. Anche Isidoro Gottardo, coordinatore regionale Pdl è intervenuto per spiegare come sia «destituita da ogni fondamento l'ipotesi che il partito possa venir meno al rispetto dei contenuti della Carta dei valori». Parlando anche a nome dell'altro coordinatore Roberto Menia, Gottardo ha voluto ricordare al segretario Udc che nella Carta «si è riconosciuta la coalizione di centrodestra che ha espresso la candidatura del presidente Tondo e che ha costituito preambolo al programma di Governo della Regione». «Per quanto riguarda le responsabilità della Giunta regionale - ha concluso - riteniamo che le dichiarazioni del presidente Tondo siano chiare ed esaustive. Tanto più alla luce di queste, ogni preoccupazione dell'Udc appare infondata».&lt;br /&gt;
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  <title>A Sacconi: atto legittimo, ma ininfluente</title>
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  <updated>2008-12-18T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">&lt;br /&gt;Il governatore del Friuli Venezia Giulia è cauto nei confronti del ministro a cui però non riconosce la possibilità di intervenire &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

«Il ministro può applicare le leggi che vengono fatte. È una presa di posizione legittima la sua, ma non credo possa influire». Così il Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo, ha commentato ieri l’atto di indirizzo del ministro del Welfare Maurizio Sacconi rivolto alle Regioni e le conseguenti ricadute sul caso di Eluana Englaro.

 
&lt;p&gt;

«Che io sappia - ha proseguito il governatore Tondo - la vicenda di Eluana è un rapporto tra un soggetto privato, il padre di Eluana, Giuseppe Englaro (che è friulano di Paluzza, ndr) e una clinica privata. Ciò che accade, se dovesse accadere, succede all’interno e in conseguenza di un pronunciamento della Corte di Cassazione, e quindi - ha concluso Renzo Tondo - della giuridizione italiana». Le stringate parole di Tondo sono interpretate dai legali degli Englaro come un paletto a Sacconi: la Regione decide sulle cliniche, c’è una sentenza e va applicata.

&lt;p&gt;
 

Intanto da Roma arrivo un deciso &quot;No&quot; a «speculazioni politiche o dogmatiche sul corpo di Eluana» da parte dei Valdesi che auspicano di assistere a un esito diverso di quanto visto «al tempo di Pier Giorgio Welby o di Terry Schiavo. Sul corpo di Eluana si sta giocando uno scontro politico cinico e lesivo della dignità di una persona e della sua famiglia. Con un vero e proprio accanimento politico, governatori e ministri si ergono a paladini di un simbolo e di una visione della vita che pretendono universale e che invece è parziale ed esclusiva. Politici, teologi, commentatori di ogni tipo disputano su Eluana richiamandosi a principi e dogmi assoluti: guardano verso l’alto sfuggendo allo sguardo spento di una giovane donna che, quando ha potuto, ha chiesto che si ponesse fine a un’esistenza per lei non più vita».

 
&lt;p&gt;

E da Torino attacca Silvio Viale, il medico radicale che si è detto disposto a rimuovere il sondino di Eluana: «Le minacce del ministro Sacconi sono segno di debolezza e rinforzano il sostegno popolare a Eluana. Mi stupisce che o Sacconi si sia fatto fregare dal gruppo di lavoro addomesticato della Roccella. Ridicola poi è la citazione della Convenzione sui disabili quando proprio alla disabile Eluana si nega il diritto al rispetto della propria volontà, come dicono i giudici».

 
&lt;p&gt;

 

«È cominciato il catto-berluschnismo: il nuovo regime che annulla la separazione dei poteri dello Stato, conferendo tutto il potere all’esecutivo» è l’attacco di Maurizio Mori, presidente della Consulta di bioetica «Così si impone nelle strutture pubbliche e private convenzionate l’alimentazione e l’idratazione artificiale con un atto che segna la fine dello stato liberale con la separazione dei poteri, rendendo quello esecutivo l’unico potere forte che regola la vita sociale italiana. È difficile sapere che tipo di regime si stia aprendo, ma sicuramente segna l’inizio di un catto-berluschismo grazie a una sinistra allo sbando». «È legittimo intervenire - dichiara il prof. Stefano Rodotà (ex garante della privacy) - una struttura privata non violerebbe alcuna norma perché il riferimento alla convenzione Onu sulla disabilità è molto dubbio in questo caso», ma darebbe invece attuazione a una sentenza di Cassazione». &lt;br /&gt;
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  <title>Ora una frenata sul reddito di cittadinanza: «Sperimentiamolo».</title>
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  <updated>2008-05-27T00:00:00Z</updated>
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  <id>356224</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Anche se intende modificare la norma&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 &lt;b&gt;Udine&lt;/b&gt;- Non è una marcia indietro, ma Renzo Tondo sul reddito di cittadinanza ha deciso di frenare con le proprie intenzioni bellicose.&lt;br /&gt;
 Ieri mattina il presidente della Regione ha fatto sapere che la misura introdotta dalla precedente amministrazione Illy, e duramente contestata in campagna elettorale, verrà mantenuta in via sperimentale per circa un anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;«Ci sono persone che già usufruiscono della misura - ha spiegato ieri Tondo - e in attesa di nuove norme manterremo il provvedimento, anche se si potrebbero prevedere delle regole per favorire chi risiede in Friuli Venezia Giulia da alcuni anni».&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

Il reddito di cittadinanza - concepito dal Centrosinistra come una misura temporanea e di accompagnamento ad unriscatto sociale dei beneficiati - durerà ancora nel tempo.&lt;br /&gt;
 Anche se resta da verificare se le risorse stanziate dalla precedente amministrazione verranno nel frattempo aumentate o meno.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Di sicuro&lt;/b&gt;, la norma non piace al coordinatore regionale di Forza Italia-Pdl, Isidoro Gottardo che ne parla come di una misura «nata da un'impostazione ideologico-assistenzialistica della Sinistra che mortifica la meritocrazia ed è conflittuale con l'impostazione politico-programmatica del Centrodestra».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;«Il Centrodestra - precisa Gottardo&lt;/b&gt; - non ha mai messo in discussione la necessità di uno strumento sociale a sostegno delle situazioni di povertà e di disagio.&lt;br /&gt;
 Altra cosa però è mantenere attivo uno strumento che dà diritto di percepire dalla Regione, in modo indistinto, un assegno mensile, per il solo fatto di essere residenti e di non avere reddito».&lt;br /&gt;


Secondo Gottardo inoltre è «inaccettabile che un beneficiario possa rifiutare anche una sola volta un lavoro che gli viene offerto e continuare a percepire il reddito di cittadinanza.&lt;br /&gt;
 È nostra ferma intenzione - conclude - non mancare alla parola data agli elettori e gli impegni assunti verranno mantenuti».
&lt;br /&gt;
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  <title>Il programma: priorità famiglie. Precedenza ai residenti per le case Ater.</title>
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  <updated>2008-05-16T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;«Oggi il 50% di alloggi va a extracomunitari». Stop ai centri commerciali&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

«Vanno ricercati i punti di coesione. A cominciare dal rispetto istituzionale per il lavoro svolto negli ultimi cinque anni da giunta e consiglio uscenti».&lt;br /&gt;
 Silvio Berlusconi, chiedendo a Roma la fiducia, apre all'opposizione? Renzo Tondo, replicando a Trieste, non è da meno. Ma rivendica, orgoglioso, il copyright: «Ho sempre detto che non sarò un uomo solo al comando».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;IL PROGRAMMA&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
Il presidente della Regione presenta il suo programma di governo, 25 cartelle limate sino all'ultimo e lette con un po' di emozione, davanti ai dieci assessori e all'aula pressoché al completo. Punta sui costi della politica, sul federalismo fiscale, sulla sicurezza. Non infierisce sul debito «molto elevato», non cita l'Euroregione, nemmeno la Friulia holding. Ripropone, «settore per settore», le promesse elettorali: le risorse più che raddoppiate per la famiglia, la «tolleranza zero con chi non si integra», le corsie preferenziali per i residenti, l'attenzione alle piccole imprese e non solo alle grandi, il taglio generalizzato dell'Irap... Prima di tutto, però, Tondo promette di restituire centralità al consiglio, «eletto con il presidente e non dopo», e auspica «la massima coesione sociale», pur nel rispetto dei ruoli. Una nuova stagione, all'insegna del dialogo, è alle porte? Chissà: «Offro piena collaborazione. Vediamo la risposta» dirà, a fine seduta, il presidente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;I CAPISALDI&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
Nell'attesa, dopo il saluto a Riccardo Illy, Tondo dedica le prime otto cartelle ai capisaldi della sua «era». Vuole «rigore» ed «austerità» nelle istituzioni perché i cittadini chiedono di ridurre i costi della politica: promette di tagliare le consulenze e gli stipendi dei manager, auspicando che i consiglieri facciano altrettanto con sé stessi. Assicura lotta spietata alla burocrazia inutile: ci sono troppe leggi, troppi sprechi, mentre ci vuole più privato e una Regione più snella, pur nella salvaguardia della «risorsa prima», i dipendenti. Garantisce grande sforzo affinché il Friuli Venezia Giulia, quello che non intende dimenticare né la minoranza italiana di Slovenia e Croazia né la questione dei beni abbandonati, diventi «piattaforma di incontro» dello sviluppo italiano ed europeo: e allora rilancia gli Stati generali transfrontalieri, le antenne a supporto delle imprese, la cooperazione con i paesi della nuova Europa.&lt;br /&gt;
 Ancora, definisce «priorità assoluta» un nuovo statuto di autonomia ma si deve ripartire daccapo, ricercando sinergie tra il Consiglio e il Parlamento, inseguendo più risorse, più poteri e un patto con il governo su infrastrutture, pensioni e sanità. Subito dopo, accende i riflettori sul federalismo e sulla riduzione della pressione fiscale, annunciando il taglio dell'1% dell'Irap per tutte le pmi, gli incentivi ai Comuni che riducono Ici e addizionali, l'eliminazione dell'Irpef per i contribuenti minori. Ancora, calca la mano sulla sicurezza, puntando su intese con Roma, poliziotti di quartiere e riforma della polizia locale. Infine, lancia un «patto di responsabilità» per la ripresa e lo sviluppo economico, promettendo il coinvolgimento del mondo produttivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 

&lt;b&gt;
LE PRIORITÀ&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
Solo adesso, definiti i capisaldi del programma, Tondo entra nel dettaglio. E puntigliosamente, partendo dall'agricoltura e concludendo con la sanità, ripropone temi, impegni, promesse della campagna elettorale. Nell'industria, ad esempio, si rivolge alle pmi, giacché l'attuale gestione degli incentivi è «percepita come premiante solo per le realtà più grandi». Nel commercio, ribadisce il blocco delle licenze per la grande distribuzione e il tetto di venti aperture domenicali. Nella scuola, promette una nuova legge quadro e l'effettiva parità scolastica. Nella cultura, più peso alle Province. &lt;br /&gt;
Nel welfare, dopo aver evidenziato la crescita delle famiglie povere e garantito ancora una volta priorità a quelle «autoctone», conferma l'abrogazione del reddito di base, l'integrazione delle pensioni minime, il fondo di rotazione per adeguare le case di riposo. &lt;br /&gt;
Nella sanità, cita tra l'altro una nuova governance, l'atteso Cup regionale, la tutela degli ospedali di rete, l'aumento degli organici. Nelle infrastrutture, infine, la realizzazione della Tav e di un hub aeroportuale con Venezia e Lubiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;LE LEGGI DA RIFARE&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
Ma come dimenticare le leggi che l'era illyana ha approvato e che quella tondiana vuole rifare o modificare? Il pacchetto è nutrito. C'è l'immigrazione dove prevedere il censimento effettivo e i corsi di italiano e regole civiche obbligatori, se si vogliono i contributi. Ci sono gli alloggi popolari dove inserire tra i requisiti d'accesso «almeno 5 anni di residenza», visto che «più del 50% delle disponibilità Ater finisce agli extracomunitari». E poi, importantissima, c'è l'urbanistica dove il rischio attuale è «l'ingovernabilità del territorio». Non è finita, non ancora. C'è il volontariato: «Quasi 6 mila associazioni da valorizzare». C'è la questione femminile: «L'obiettivo è andare oltre la parità». E soprattutto c'è la famiglia, cavallo di battaglia del centrodestra: «Destineremo, entro i primi tre anni, almeno l'1% della spesa corrente». Più di 40 milioni di euro all'anno, traduce l'assessore Roberto Molinaro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;LA RESPONSABILITÀ&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
Tondo parla già da più di un'ora quando inizia le conclusioni. Fa un richiamo all'«etica della responsabilità», alla «forza del dialogo», alla «pazienza della politica». E delinea infine il Friuli Venezia Giulia che vorrebbe, con «più figli», «più imprese», «più ricchezza», e capace di costruirsi un futuro: «È l'unico vero grande obiettivo che desidero porre al mio lavoro. Non ho traguardi personali da raggiungere e ho la piena consapevolezza del fatto che la politica mi ha dato molto». È finita. La maggioranza applaude. In piedi. L'opposizione, con l'eccezione di Giorgio Baiutti e Daniele Gerolin che accennano al battimano, tace. Composta. «Ma non posso pretendere troppo...» commenta Tondo. Mercoledì lo aspettano dibattito e voto.&lt;br /&gt;


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  <title>GRAZIE, GRAZIE A TUTTI... SONO E SARO' IL PRESIDENTE PER I CITTADINI, TRA LA GENTE E CON LA GENTE.</title>
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  <updated>2008-05-14T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Questa campagna elettorale, davvero entusiasmante, ci ha portato giorno dopo giorno tante soddisfazioni.&lt;br /&gt;
 Sono stato sempre tra di voi e con voi, sia con una costante presenza fisica da un capo all’altro della nostra splendida Regione, per capire i problemi reali a cui bisogna dare &lt;b&gt;una risposta pronta e concreta che con i mezzi informatici, come il blog e il sito web,&lt;/b&gt; per dare voce a tutti quelli che purtroppo, per ora, non ho potuto incontrare. &lt;br /&gt;

Voglio pubblicamente ringraziarvi per il vostro sostegno, per la vostra manifestazione di affetto, che tante volte mi avete dimostrato, e naturalmente per la fiducia che mi avete manifestato.&lt;br /&gt;

Il cammino per le riforme, che stiamo iniziando a intraprendere, non sarà di certo facile, ma sono già al lavoro per costruire una squadra forte, competente ed equilibrata, capace di rispondere alle diversificate aspettative e alle complesse esigenze del territorio e dei cittadini. &lt;br /&gt;

Questo sito tra pochi giorni terminerà il suo ciclo di vita, ma mi sembra doveroso ringraziare ancora tutte le persone che lo hanno visitato, tutti coloro che hanno scritto nel libro degli ospiti e tutta la gente comune che ha voluto collaborare con noi. &lt;br /&gt;

Ogni messaggio è stato trascritto e conservato; attestazioni di stima, commenti, critiche e soprattutto segnalazioni sono state e saranno prese in seria considerazione, consapevoli che il buon governo si fa con la gente e non al di sopra di essa. 
Questa vittoria è dedicata a tutti voi. Mandi. &lt;br /&gt;
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  <title> &quot;NON SARO' SOLO AL COMANDO MA SAPRO' COMANDARE&quot;</title>
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  <updated>2008-04-15T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Udine, 15 apr - &lt;b&gt;&quot;Non saro' un uomo solo al comando, ma sapro' comandare&quot;.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
Lo ha detto Renzo Tondo, che sta conducendo vittoriosamente la gara contro Illy per la presidenza della Regione Friuli Venezia Giulia a 130 sezioni dalla conclusione dello scrutinio. &lt;br /&gt;
&quot;Non intendo essere lasciato solo nell'azione di governo - ha detto Tondo - ma vorrei una squadra al lavoro intorno a me&quot;. &lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Di Illy Tondo ha detto che &quot;rappresenta sicuramente un valore aggiunto e proprio per questo lo invito a rimanere in consiglio e ad essere il capo dell'opposizione.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Una vera democrazia ha necessita' di un'opposizione forte, quello che non e' accaduto in questi 5 anni&quot;.&lt;br /&gt;
 &quot;Dobbiamo ammetterlo, abbiamo avuto un'opposizione debole, e quando l'opposizione e' debole - ha aggiunto il presidente - anche la maggioranza lo e', ed e' anche per questo - ha precisato Tondo - che e' scaturito un indebitamento cosi' grave come quello accumulato dal governo. &lt;br /&gt;
E' mancata proprio una puntuale azione di vigilanza dell'opposizione di centrodestra&quot;.
  &lt;br /&gt;
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