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  <title>Openpolis - LE ULTIME DICHIARAZIONI DI Lanfranco TENAGLIA</title>
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  <updated>2008-12-26T00:00:00Z</updated>
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  <title>Non sussistevano le ragioni per le quali è stato arrestato il sindaco di Pescara</title>
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  <updated>2008-12-26T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">&quot;Si tratta di una vicenda grave, e Veltroni ha fatto bene a definirla così&quot;. A due giorni dalla scarcerazione del sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso, la posizione del Partito democratico rimane quella espressa a caldo dal segretario. A ribadirlo è oggi il ministro della Giustizia del governo ombra Lanfranco Tenaglia in un'intervista a Sky Tg24. &quot;Forse - sottolinea Tenaglia - sarebbe stata necessaria più prudenza nell'emettere i provvedimenti di custodia cautelare, anche perché ci sono state conseguenze gravi, come le dimissioni del sindaco di Pescara. Quando prendono questo tipo di decisioni, i magistrati devono agire con prudenza e rispetto delle procedure&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;Ora - conclude l'esponente dei democratici - ai magistrati chiediamo di fare presto, perché i cittadini hanno diritto di sapere presto quello che è accaduto a Pescara e quale sarà il destino della giunta&quot;. Ma il caso abruzzese ha aperto anche una riflessione all'interno del partito del quale si è fatto portavoce l'ex presidente della Camera Luciano Violante. &quot;Serve molta prudenza ma anche una valutazione seria dei dati che va fatta nei confronti di tutta la magistratura&quot;, dice l'esponente democratico.

&lt;p&gt;
Poi, senza mezze misure, aggiunge: &quot;Non sussistevano le ragioni per le quali è stato arrestato il sindaco di Pescara, credo ci voglia molta prudenza perché è caduta una amministrazione per ragioni, a quanto pare, insussistenti. Serve prudenza e una valutazione seria dei dati che va fatta nei confronti di tutta la magistratura&quot;.</summary>
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  <title>Cassazione su Eluana Englaro: Il centrodestra colmi il vuoto legislativo invece di attaccare la magistratura.</title>
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  <updated>2008-11-13T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Il centrodestra invece di attaccare in maniera scomposta la cassazione e l'autonomia e l'indipendenza della magistratura, si interroghi sul fatto che l'intervento della cassazione dimostra l'esistenza di un vuoto legislativo che deve essere il legislatore a colmare e non la magistratura in via di supplenza</summary>
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  <title>Intercettazioni, Berlusconi ha fretta di chiudere</title>
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  <updated>2008-07-02T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Dopo aver incassato senza colpo ferire il parere di incostituzionalità da parte del Csm sulla norma blocca-processi, Silvio Berlusconi torna alla carica sul tema delle intercettazioni telefoniche. In effetti, in questi primi mesi di legislatura, al centro delle attenzioni dei premier – e quindi di tutto il governo – non sembra esserci altro. Processi e intercettazioni, in generale la giustizia. Ecco gli incubi di Berlusconi. Incubi a cui il Cavaliere sta dedicando le energie di tutto il suo esecutivo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oggi o domani potrebbe essere messo all'ordine del giorno del Consiglio dei ministri il provvedimento che blocca per decreto la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche – casualmente proprio pochi giorni dopo le imbarazzanti rivelazioni in cui viene svelato il rapporto privilegiato a fini tutt’altro che nobili tra il premier e Agostino Saccà, direttore di Rai Fiction. Niente errori di trascrizione, questa volta. Berlusconi vuole un decreto legge che vada a sostituire il disegno di legge. La sostanza non cambia, ma la forma sì, eccome.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Niente passaggi parlamentari. Provvedimento immediatamente operativo. Il premier ha fretta di chiudere la bocca alla stampa. L’annuncio parte da Napoli: “Ci sono termini di necessità e urgenza per intervenire, non con un disegno di legge che richiede tempi lunghi. Stiamo vivendo un momento di emergenza, perché siamo fuori da una società che abbia comportamenti civili. Non credo che un Paese possa permettersi ciò che sta accadendo, che è accaduto e che si prospetta possa accadere, cioè che privati cittadini si vedano sottratto il loro diritto alla privacy con interventi violenti che possono portare danni irreparabili alla loro immagine: uno Stato liberale democratico questo non lo può permettere”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma i fatti sono altri. La stampa italiana non pullula di intercettazioni telefoniche che mettono in luce i fatti privati di qualsiasi cittadino. Nel caso del premier, invece, mettono in luce l'uso da parte di Berlusconi della sua posizione istituzionale per sbrigare affari totalmente incompatibili con il suo ruolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Stessa cosa si dica per quanto riguarda la norma blocca-processi – o salva-premier che dirsi voglia. Il presidente del Consiglio alza i toni dello scontro con la magistratura a livelli mai registrati nella storia della Repubblica. Delegittima ripetutamente agli occhi dei cittadini uno dei poteri dello Stato costituzionalmente riconosciuti. E lo fa dicendo loro apertamente che i giudici sono come delle “metastasi” della democrazia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di fatto, però il premier non si ferma. Il ritorno dell'ipotesi di intervenire in materia per decreto, già bocciata a suo tempo da Napolitano, non potrà che acuire la tensione con il Quirinale. Inoltre l'appropriazione di Berlusconi del richiamo del Capo dello Stato nella lettera di ieri a Nicola Mancino, ai corretti ambiti di intervento del Csm, escludendo esplicitamente le valutazioni sulla costituzionalità dei provvedimenti come richiesto da Fini e Schifani, non è stata gradita da Napolitano, che si appresta a un nuovo, defatigante esercizio del suo ruolo di garanzia in una “escalation” che ha pochi precedenti nella storia della Repubblica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;TENAGLIA: NESSUNA CONDIZIONE DI URGENZA PER DL&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&quot;Non c'è nessuna condizione di urgenza che giustifichi il ricorso ad un decreto legge&quot; sulle intercettazioni&lt;/b&gt;. Lo dice il ministro ombra della Giustizia del Pd &lt;b&gt;Lanfranco Tenaglia&lt;/b&gt; intervenendo ad un convegno dell'Fnsi. &quot;Una norma che riguarda diritti costituzionali fondamentali - aggiunge - va esaminata dal Parlamento con tempi opportuni. D'altra parte solo 20 giorni fa il Governo aveva scelto la strada del disegno di legge&quot;. Nel merito poi, secondo il ministro Tenaglia &quot;una moderna normativa sulle intercettazioni non deve porre limiti alla magistratura nello svolgimento delle indagini e ai giornalisti nell'esercizio del diritto di cronaca. Le regole che ci sono- conclude Tenaglia- basterebbero, bisogna solo integrarle con forme di controllo più precise&quot;. 

S.C.
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  <title>(PD) INTERCETTAZIONI: BERLUSCONI PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO.</title>
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  <updated>2008-06-07T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>356643</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&quot;Berlusconi perde il pelo ma non il vizio. Ridurre la possibilita' di effettuare intercettazioni solo a determinati reati impedira' alla polizia e alla magistratura di scoprirne e perseguirne altri non meno gravi come le rapine, le concussioni, le corruzioni, le truffe ai danni dello Stato''.&lt;br /&gt;
 E' quanto dichiara il ministro della Giustizia del governo ombra del Pd Lanfranco Tenaglia. &lt;br /&gt;
''Altro che sicurezza e certezza della pena -aggiunge Tenaglia-, con questo provvedimento non si fa altro che garantire impunita' e intralciare il lavoro delle forze dell'ordine, che rischieranno addirittura di essere loro stesse incriminate, arrivando al paradosso di mettere in carcere il controllore al posto del controllato.&lt;br /&gt;
 Noi ribadiamo -conclude il ministro ombra del Pd - che siamo favorevoli ad una legge che, senza limitare lo strumento di indagine, garantisca pero' in maniera stringente la privacy dei cittadini''. 
&lt;br /&gt;
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  <title>Restituire fiducia nella giustizia</title>
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  <updated>2008-02-29T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">“Continuando a parlare di separazione delle carriere Berlusconi insiste nel fare una battaglia ideologica, che non contribuisce all'efficienza del sistema giustizia”.
&lt;br /&gt;

Lo dice Lanfranco Tenaglia, responsabile Giustizia del Partito Democratico.
&lt;br /&gt;

“La nostra priorità sarà quella di restituire fiducia nella giustizia, attraverso misure legislative che assicurino la rapidità dei processi senza diminuire le garanzie effettive dei cittadini”.
&lt;br /&gt;

“Bisogna avere il coraggio dell'efficienza, rinunciando anche a privilegi o a comodità burocratiche, che l'organizzazione della giustizia comporta in certi settori. La giustizia è come una macchina con le ruote sgonfie, con poca benzina e con un motore che funziona male”.&lt;br /&gt;


“Con l'ufficio del processo, il riordino delle circoscrizioni territoriali degli uffici giudiziari e il processo telematico, noi Democratici vogliamo rigonfiare le ruote e fare il pieno per ripartire e poi passare agli interventi sul processo civile e penale”.
&lt;br /&gt;

“L'efficienza è il principale rimedio contro casi, come quelli della scarcerazione del figlio di Riina, che sconcertano l'opinione pubblica e impegnano la politica a risolvere il problema giustizia”.
wwww.partitodemocratico.it
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