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  <title>Openpolis - LE ULTIME DICHIARAZIONI DI MARCELLA ZAPPATERRA</title>
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  <id>http://www.openpolis.it/</id>
  <updated>2009-09-13T00:00:00Z</updated>
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  <title>Questione pinete dei Lidi. Precisazioni.</title>
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  <updated>2009-09-13T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>417816</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
“Si susseguono negli ultimi giorni interventi sulla stampa locale a proposito della questione sulla salvaguardia delle pinete dei Lidi Estensi e Spina.
&lt;p&gt;
Ho già risposto alle cinque domande che il gruppo parrocchiale di San Paolo mi ha rivolto, anche se avrei preferito non apprenderle prima dalla stampa ma affrontare e approfondire i singoli problemi in un confronto diretto con tutti gli interlocutori interessati, rispetto al quale non mi sono mai sottratta e su cui confermo la mia piena disponibilità.
&lt;p&gt;

Leggo ora che nelle risposte ai quesiti mancherebbe una “presa di posizione di carattere politico”, o che la “Provincia abdica alla sua funzione di tutela e preservazione del paesaggio”, oppure che, personalmente, starei disattendendo alle promesse fatte durante la campagna elettorale.
&lt;p&gt;

Dico subito che non intendo alimentare un dibattito con questi presupposti, né innescare polemiche verso le quali non provo mai un naturale interesse, in quanto cerco di convogliare il mio impegno istituzionale unicamente alla soluzione dei problemi. E questo significa, dal mio punto di vista, che se su questa questione esistono dubbi, perplessità, timori e preoccupazioni, che è perfettamente legittimo avere ed esprimere, credo sia più produttivo incontrarsi, discuterne e trovare i percorsi il più possibile condivisi, sempre nel rispetto della normativa.
&lt;p&gt;

Quanto alla mancanza di una presa di posizione politica, voglio precisare che le domande che mi sono state rivolte richiedevano una risposta in ordine alle competenze che il quadro normativo vigente attribuisce alla Provincia. Penso che sia un mio preciso dovere istituzionale innanzitutto rispettare le leggi prima di esprimere eventuali valutazioni, che trovo doveroso lasciare ad altre sedi. Se poi mi fosse stata chiesta anche una valutazione politica, avrei dato anche quella.
&lt;p&gt;
La Provincia non ha nessuna intenzione di rinunciare ai propri compiti, normativi ed istituzionali, di salvaguardia del paesaggio, né di favorire interessi particolari, né, tantomeno, di porsi in contrasto con le politiche e le misure normative della Regione Emilia-Romagna.
Restando aperta al dialogo su questi temi non intendo più, a partire da oggi, interloquire a mezzo stampa, per non rischiare di alimentare ulteriori fraintendimenti o incomprensioni.
&lt;p&gt;

Quanto al fatto di non avere mantenuto le promesse elettorali, non pretendo di essere giudicata tra cinque anni, ma nemmeno dopo due mesi dalla proclamazione”.&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;


Marcella Zappaterra&lt;br /&gt;

Presidente della Provincia di Ferrara&lt;br /&gt;

</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Il Consiglio provinciale approva le linee programmatiche della presidente Marcella Zappaterra</title>
  <link rel="alternate" href="http://www.openpolis.it/dichiarazione/401890"></link>
  <updated>2009-07-23T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>401890</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Tre sono state le parole chiave della relazione della presidente della Provincia, Marcella Zappaterra, sulle linee programmatiche per il nuovo mandato amministrativo: metodo di confronto con tutti gli attori del territorio, merito e prospettive per le soluzioni ai problemi più immediati e a quelli più di medio termine.&lt;br /&gt;

Su questa impostazione di fondo sono stati trattati i vari temi di un’esposizione che ha fatto chiaro riferimento al programma elettorale e al contesto dei risultati che la Provincia ha conseguito negli anni trascorsi.&lt;br /&gt;

«Dal 2000 al 2008 – ha esordito – diversi sono stati i risultati positivi di un’azione di governo messi a segno sul fronte della riduzione dei dati della disoccupazione, della riduzione delle distanze dalle medie regionali e sul rapporto fra i Comuni del territorio».&lt;br /&gt;

Passi in avanti compiuti anche grazie al buon utilizzo dei fondi europei, nazionali, regionali e locali.Risultati che sono ora messi in discussione dalla crisi in atto. Proprio per fronteggiare la crisi economica in corso un primo impegno è sul dialogo costruttivo fra Giunta e Consiglio «in un momento – ha ricordato la presidente – in cui la posta in gioco è alta per le imprese, i lavoratori e le famiglie».
Una collaborazione che si estende con tutti i Comuni del territorio, a partire dalla volontà di incontrare i sindaci nelle sedi delle Giunte comunali per conoscere e fare esperienza dei problemi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;La Provincia&lt;/b&gt;
«La Provincia è una realtà strategica per svolgere un ruolo di governo di area vasta, per la gestione delle reti, per lo sviluppo infrastrutturale e per una crescita economica equilibrata e sostenibile - ha detto Marcella Zappaterra - in una logica di efficacia, efficienza e di buona gestione amministrativa».
Vanno in questa direzione la riduzione del numero di assessori, con accorpamento delle deleghe, la riduzione dei gruppi consiliari decretata dagli elettori, con diminuzione dei costi di funzionamento, e le scelte nell’ambito dell’innovazione organizzativa e tecnologica, per contenere gli oneri burocratici ed economici del funzionamento della macchina amministrativa, con l’obiettivo di ridurre i tempi nell’erogazione dei servizi al territorio.
«Vogliamo costruire un patto tra amministratori, cittadini e portatori di interessi – ha continuato la presidente – con l’obiettivo di valorizzare il senso di comunità e di appartenenza e nel quale la Provincia si fa garante dell’interesse collettivo».
Una strada che passa attraverso il contenimento degli incarichi esterni, la valorizzazione delle risorse interne all’ente e con nuove forme di gestione dei servizi, oltre alla valutazione dei risultati con metodi nuovi e con la responsabilizzazione dei dirigenti.
L’ipotesi di costituire una società patrimoniale è una prima proposta concreta per una rinnovata gestione del patrimonio e dei servizi, anche per ovviare alle regole imposte dal rispetto del patto di stabilità, che limitano le capacità di spesa pure in presenza di disponibilità di spesa. «Non vuole essere una sovrastruttura per creare nuovi posti – ha precisato Marcella Zappaterra – ma un processo di aziendalizzazione per valorizzare e recuperare risorse».
La trasparenza sarà il criterio guida per le nomine pubbliche alle aziende partecipate, mentre massima attenzione sarà dedicata per la semplificazione e omogeneizzazione dei regolamenti, anche fra gli enti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Sviluppo economico e welfare&lt;/b&gt;
«Lo sviluppo economico non deve prescindere dalla coesione sociale, perché innanzitutto viene lo sviluppo umano – ha continuato – e in questo senso fondamentale sarà l’attenzione per un welfare efficiente e di qualità».
Coesione significa anche attivazione e prosecuzione dei Tavoli provinciali: dalla Consulta economica, alla conferenza dei sindaci, fino a quello recente istituito per i problemi della pesca.Scuola, Formazione professionale, Politiche del lavoro e Welfare, sono i primi temi da affrontare, con un rilancio del ruolo dei Centri per l’impiego, affinché la crisi economica in atto possa essere prima di tutto un’occasione per riqualificare il capitale umano. In questo senso i fondi europei andranno maggiormente indirizzati su percorsi mirati.
«Anche alla luce della Presidenza che la Provincia ha nella conferenza socio sanitaria territoriale – ha proseguito parlando di sanità e welfare – ci attende una stagione impegnativa. È ormai prossima la conclusione del polo ospedaliero di Cona e alla Provincia spetta un ruolo di controllo e monitoraggio, con un’attenzione particolare ai deboli e ai meno tutelati e per una rete sanitaria provinciale all’insegna della qualità e dell’appropriatezza».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Crisi economica&lt;/b&gt;
Sulle risposte concrete per fronteggiare la crisi economica sono stati ricordati gli impegni con le fondazioni bancarie e i Comuni in favore delle imprese e dei lavoratori.
«Stiamo ora attivamente collaborando con il Comune di Ferrara – ha aggiunto – per individuare tutte le forme di intervento utili al sostegno delle famiglie».
Sotto questo aspetto, a settembre sarà aperto un confronto anche con le aziende di servizio per studiare forme di agevolazione, dilazione o rateizzazione nel pagamento delle bollette.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt;Infrastrutture&lt;/b&gt;
Nel mandato amministrativo appena concluso sono state realizzate opere importanti: Cispadana, Tangenziale Est, altre stanno prendendo avvio, come l’Idrovia.
«Ora, per volontà del Governo, sembra prendere concreto avvio la realizzazione della E55. Abbiamo chiesto un tavolo perché non deve accadere che l’adeguamento autostradale dell’attuale Ferrara - Mare possa sfociare sulla Romea e, quindi, per chiedere un impegno sulla priorità di realizzare il tratto ferrarese della E55».
L’impegno per l’idrovia, per il potenziamento della rete ferroviaria e per la realizzazione della SS16, si accompagnerà con l’attenzione allo sviluppo della rete ciclabile, per aumentare complessivamente la dotazione infrastrutturale e di una mobilità più intermodale del territorio.
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Turismo e Cultura&lt;/b&gt;
«Il Turismo è uno dei temi centrali dello sviluppo locale, con un’attenzione particolare ai tre settori della Costa, della Città d’Arte e Cultura e al nostro patrimonio ambientale e naturalistico».
Per quanto riguarda il capitolo Costa, occorrerà migliorarne qualità e promozione, affrontando seriamente il problema dell’offerta ricettiva.
Sulla Cultura la presidente della Provincia ha ricordato la stretta sinergia con il Comune di Ferrara, evitando inutili ed inesistenti competizioni in merito alle iniziative culturali, da Ferrara Arte a Ermitage Italia.
«Occorrerà ripensare – ha precisato a questo proposito – alcune forme e strumenti, come ad esempio l’Istituzione Castello che non ha soddisfatto in pieno le aspettative, specie in ordine alla promozione del sistema Delizie. Su Ermitage Italia occorre maggiormente verificare le ricadute sulla città e sul territorio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Sicurezza e manutenzione stradale&lt;/b&gt;
«Definiremo un piano insieme con i Comuni – ha detto Marcella Zappaterra – verificando concretamente le priorità e le necessità di intervento, anche con maggiori risorse rispetto al passato».
 
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Interventi&lt;/b&gt;
L’intervento di Mauro Malaguti (PdL) ha aperto la discussione. Malaguti non ha condiviso i passi avanti compiuti  negli ultimi anni e ha espresso perplessità sulla natura anche commerciale dell’idrovia: «meglio sarebbe concentrarsi piuttosto sullo sviluppo di un trasporto merci su rotaie, o su quelle grandi arterie anche per la logistica commerciale che ancora restano sogni nel cassetto, o che nascono obsolete, inadeguate e pericolose, come i tratti realizzati di Cispadana».
Sul Turismo occorrerebbe, per l’esponente del PdL, concentrare di più l’attenzione sulla valorizzazione dei prodotti della tradizione enogastronomica e promuovere eventi come il Palio. L’ipotesi società patrimoniale è vista come una soluzione che spoglia la Provincia «delle sue principali funzioni lasciandola di fatto come un guscio vuoto». Un'iniziativa sulla quale, se necessario - ha precisato - potrebbe essere interpellata la Ragioneria dello Stato e anche ricorrere ad un esposto alla Corte dei Conti.
&lt;br /&gt;

Mario Castelluzzo (PD): bene l’idea della società patrimoniale per sostenere e valorizzare il patrimonio dell’ente. Sulle Politiche del lavoro e della Formazione professionale, occorre spendere bene le risorse nella misura in cui lo chiede il sistema produttivo. Consenso per la realizzazione della E55 e fare pressione sull’Anas per la realizzazione del Tunnel di Porto Garibaldi.
&lt;br /&gt;

Fabio Bergamini (capogruppo Lega Nord): perplessità sul mancato accenno all’Agricoltura e in modo particolare sul tema ogm. Occorre fare di più per l’insediamento di giovani agricoltori sul territorio. Sul tema immigrazione l’augurio che le risorse siano utilizzate innanzitutto per attività di alfabetizzazione e di educazione civica.
&lt;br /&gt;

Filippo Farinelli (capogruppo Rifondazione Comunisti Italiani): Consenso generale sulle linee programmatiche e sul quadro delineato sulla crisi economica. Su viabilità e infrastrutture richiamato l’impegno per una verifica concreta di fattibilità della tratta Ostellato – Comacchio. Sui temi della pesca tenere presente la realtà comacchiese oltre a quella di Goro.
&lt;br /&gt;

Alessandro Rorato (capogruppo IdV): Condivisione del programma, in particolare sui temi della legalità, della trasparenza, del risparmio e del contenimento delle consulenze.
&lt;br /&gt;

Stefania Milani (PdL): Sulle pari opportunità non si entra nel merito della situazione delle aziende private, mentre sulla Scuola non si affronta il tema del bullismo. Maggiore attenzione sulle pari opportunità è chiesta anche sul versante della Formazione professionale. Per quanto riguarda la sicurezza stradale, occorre valorizzare maggiormente le realtà associative che operano nel settore.
&lt;br /&gt;

Ugo Taddeo (capogruppo PdL): La società patrimoniale non sia uno strumento per aggirare il patto di stabilità. Perplessità sulla realizzazione del tunnel di Porto Garibaldi: forse era più semplice realizzare un nuovo ponte. Secondo il consigliere del PdL anche il tema Cultura non è affrontato in modo adeguato, come invece meriterebbe.
&lt;br /&gt;

Paolo Calvano (PD): La provincia di Ferrara è effettivamente cambiata negli ultimi dieci anni. Bene la proposta di un Tavolo provinciale contro la crisi economica e bene anche quello istituito sui problemi della pesca. Positivo il giudizio sulla proposta della società patrimoniale per ovviare ai limiti imposti dal patto di stabilità. L’idrovia è un’infrastruttura utile e attesa da anni e i 140 milioni di euro a disposizione non si possono dirottare su altre proposte.
&lt;br /&gt;

Davide Verri (capogruppo Per Noi): Positivo il giudizio sul rinnovato impegno di coordinamento con gli enti locali del territorio, negli ultimi tempi un po’ venuto meno. Vanno potenziate e rilanciate nel loro ruolo la conferenza dei sindaci e la conferenza socio sanitaria territoriale. «Mi sarei aspettato un cenno – ha concluso – sulla riduzione della pressione fiscale, per una Provincia che costa meno e che tassa anche meno».
&lt;br /&gt;

Sergio Guglielmini (capogruppo PD): una relazione che tiene conto della realtà che abbiamo attorno. Il ruolo della Provincia come luogo decisionale e non luogo di potere, come elemento che emerge in modo chiaro dalla relazione della presidente. La Provincia svolge compiti importanti  e determinanti  su deleghe strategiche: edilizia scolastica, infrastrutture, sviluppo, sicurezza stradale.


&lt;p&gt;

Nella replica la presidente della Provincia, Marcella Zappaterra, ha richiamato la proposta della società patrimoniale: «nell’attesa che il Governo cambi i limiti del patto di stabilità, non vogliamo restare fermi e inattivi, svuotando in questo caso sì di fatto, il ruolo della Provincia. È una contraddizione candidarsi a governare un ente di cui si aspetta l’abolizione. Per questo vogliamo affermare con forza il compito e il ruolo della Provincia. Nessuno intende derogare alla normativa sugli affidamenti in house che di per sé prevede già forme di controllo analogo, in base alle quali la Provincia può esercitare sulla patrimoniale lo stesso controllo che esercita sui servizi gestiti direttamente; quindi non si pone un problema di depauperamento delle funzioni del Consiglio provinciale».&lt;br /&gt;

A Davide Verri ha infine risposto che la mancanza di accenno alla riduzione della pressione fiscale, dipende unicamente dal fatto che prima occorre avere un quadro chiaro della situazione di bilancio per sapere se si è in grado di mantenere un impegno così preciso.


&lt;br /&gt;

La relazione ha infine avuto il voto favorevole di 18 consiglieri (PD, IdV, Rifondazione Comunisti Italiani), un astenuto (Per Noi) e 8 contrari (PdL e Lega Nord). &lt;br /&gt;
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  <title>Presentazione della nuova giunta provinciale</title>
  <link rel="alternate" href="http://www.openpolis.it/dichiarazione/391904"></link>
  <updated>2009-07-14T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391904</id>
  <summary type="html">&lt;b&gt;Una squadra di nove persone rappresentativa del territorio e nel rispetto delle pari opportunità&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Massimiliano Fiorillo (42 anni, vicepresidente, con deleghe alla Sanità, Servizi sociali e Politiche abitative);
&lt;br /&gt;
Caterina Ferri (32 anni, deleghe alla Formazione professionale, Politiche del lavoro e Pari opportunità);
&lt;br /&gt;
Giorgio Bellini (53 anni, si occuperà di Ambiente, Agenda 21 Locale e Mobilità ciclabile);
&lt;br /&gt;
Davide Bellotti (49 anni, delega al Turismo);
&lt;br /&gt;
Davide Nardini (55 anni, sarà l’assessore al Bilancio, Fondi comunitari e Lavori pubblici);
&lt;br /&gt;
Carlotta Gaiani (36 anni, andrà alle Attività produttive);
&lt;br /&gt;
Patrizia Bianchini (56 anni, deleghe alla Pianificazione territoriale e Urbanistica);
&lt;br /&gt;
Tonino Zanni (62 anni, seguirà la Mobilità, la Sicurezza stradale, la Navigazione interna, la Protezione civile e la Pubblica Istruzione).
&lt;br /&gt;
Questa è la composizione della nuova Giunta provinciale che ho presentato, rimangono a me le deleghe all’Agricoltura, Infrastrutture, Cultura, Università e Ricerca e quella al Personale.
&lt;br /&gt;
Nella formazione si è cercato di tener conto di esperienze consolidate  e nuove figure che per la prima volta assumono responsabilità amministrative a livello di Giunta.
&lt;br /&gt;
Nella seduta del 10 luglio è stato eletto presidente del Consiglio provinciale (voto unanime dei 31 consiglieri) Leonardo Trombini (Pd)e con 30 voti vicepresidente Antonio Fortini (PdL), mentre un voto è andato a Davide Verri (Per Noi).
&lt;br /&gt;
Si è quindi passati alla designazione dei gruppi e dei capigruppo consiliari:
all’unanimità l’assemblea ha decretato Sergio Guglielmini capogruppo Pd (16 componenti), Ugo Taddeo capogruppo PdL (8 componenti), Fabio Bergamini capogruppo Lega Nord (3 consiglieri) e Davide Verri, Alessandro Rorato e Filippo Farinelli capigruppo rispettivamente di Per Noi, Italia dei Valori e Rifondazione Comunisti Italiani, ciascuno formato da un componente.
&lt;br /&gt;
Il primo incontro della conferenza dei capigruppo è stato stabilità per oggi lunedì 13 luglio alle 15,30 e la prossima seduta del Consiglio provinciale, venerdì 23 luglio, nel corso della quale esporrò le linee programmatiche del nuovo mandato amministrativo.
&lt;br /&gt;
In allegato la composizione del Consiglio e della Giunta provinciale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;ALLEGATI&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


    * &lt;a href=&quot;http://www.provincia.fe.it/download/GIUNTA%20PROVINCIALE%202009.pdf?server=sd2.provincia.fe.it&amp;db=/intranet/internet.nsf&amp;uid=38583C526AE328D0C12575EF003C9859&quot;&gt;GIUNTA PROVINCIALE 2009.pdf&lt;/a&gt; 
    * &lt;a href=&quot;http://www.provincia.fe.it/download/Consiglio%20provinciale%202009.pdf?server=sd2.provincia.fe.it&amp;db=/intranet/internet.nsf&amp;uid=38583C526AE328D0C12575EF003C9859&quot;&gt;Consiglio provinciale 2009.pdf&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Si riparte</title>
  <link rel="alternate" href="http://www.openpolis.it/dichiarazione/391546"></link>
  <updated>2009-06-10T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391546</id>
  <summary type="html">

Il ballottaggio per 480 voti è davvero una beffa, ma resistiamo altri 15 giorni e convinciamo quel 49,77% di persone che ci hanno sostenuto finora ad andare a votare anche il 21 giugno, con le stesse motivazioni e programma per cui si sono già espressi e ci hanno dato fiducia.

Marcella.
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  <title>Il mio programma per la Presidenza della Provincia di Ferrara</title>
  <link rel="alternate" href="http://www.openpolis.it/dichiarazione/391336"></link>
  <updated>2009-05-01T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391336</id>
  <summary type="html">Negli ultimi dieci anni la Provincia di Ferrara ha colmato buona parte del gap che la divideva dalle realtà più sviluppate della Regione Emilia-Romagna, fra le più evolute a livello europeo.
Il tasso di disoccupazione è passato dall'8,5% del 1998 al 2,7% del 2007 (dati Istat), mentre la media regionale è scesa dal 5,4% al 2,9%; i redditi pro capite sono cresciuti del 10%; all'interno della Provincia, inoltre, si è ridotto il divario tra i comuni dell'Alto e quelli del Basso ferrarese; in termini di reddito pro capite, ad esempio, comuni come Codigoro, Goro, Ostellato, Migliaro e Migliarino hanno registrato negli ultimi 20 anni aumenti superiori al 40% e oggi si collocano in alcuni casi anche al di sopra della media provinciale.

Tutto ciò e stato certamente reso possibile dalle ingenti risorse (nazionali, regionali e locali) che qui si sono riversate, da politiche di investimento mirate e dalle opportunità offerte dai Fondi Strutturali Europei. Decisiva, poi, è stata la capacità dimostrata dal sistema istituzionale e dall'insieme delle forze sociali ed economiche ferraresi di esprimere nuova coesione, di saper fare sistema. Più volte in questi anni si è fatto riferimento ad un vero e proprio &quot;patto locale&quot; attraverso il quale è stato possibile condividere strategie ed obiettivi, superando vecchi particolarismi e compiendo, insieme, significativi passi avanti per uno sviluppo provinciale equilibrato, sostenibile e che tenesse conto della pluralità delle vocazioni che questo territorio esprime.

I risultati raggiunti rischiano ora di essere messi in discussione dalla crisi in atto che sta travolgendo il sistema economico e finanziario mondiale con effetti che probabilmente saranno maggiormente negativi per quelle realtà, come la nostra, ancora non sufficientemente strutturate e solide. Per questo è indispensabile reagire prontamente mettendo in campo risorse e progettualità, ma anche una grande unità d'intenti e capacità di innovazione.

Forti dell'esperienza di questi anni, della capacità dalle istituzioni ferraresi di fare sinergia e di saper attivare processi importanti di rinnovamento delle politiche e dei metodi di approccio al governo della cosa pubblica, possiamo accettare e vincere questa sfida.

E la Provincia potrà giocare un ruolo fondamentale. 

Qui potete trovare il mio programma completo http://marcellazappaterra.it/index.php?pg=25</summary>
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  <title>19 marzo: presentazione della candidatura al teatro Nuovo</title>
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  <updated>2009-03-17T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Giovedì 19 marzo 2009 al Teatro Nuovo - Piazza Trento e Trieste, ore 17.30

Presenterò la mia candidatura a Presidente della Provincia di Ferrara accompagnata dal Capogruppo dei Senatori del PD, &lt;b&gt;Anna Finocchiaro&lt;/b&gt;. Ritengo questa manifestazione di lancio della campagna elettorale davvero importante per condividere e creare l’entusiasmo e la passione necessari per il lavoro che ci attende e per il conseguimento degli obiettivi del Partito Democratico. Vi aspetto.</summary>
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  <title>PD: priorità e necessità</title>
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  <updated>2008-12-21T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>383170</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Non esiste una questione morale all’interno del PD. Ci sono delle criticità che dovranno essere risolte, ma questo è fisiologico. E’ una cosa abbastanza naturale quando:

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;a)&lt;/b&gt; un Partito ha molte responsabilità di governo a livello decentrato,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;b)&lt;/b&gt; non si sono avviati adeguati processi di rinnovamento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


Il PD è nato per cambiare la politica… un contributo importante lo ha già dato e continuerà a darlo combattendo il malaffare e la cattiva politica e mettendo da parte coloro che se ne sono resi responsabili.&lt;br /&gt;

Quello a cui stiamo assistendo è un attacco senza precedenti nei nostri confronti. Non sappiamo se ci sia una regia, sinceramente non lo credo, ma c’è sicuramente chi rimesta nel torbido. Oltre ad esprimere fiducia nella Magistratura rifiutiamo ogni tentativo di utilizzare questa situazione per mettere mano a riforme sulla giustizia volte a regolare conti aperti con le toghe.
&lt;p&gt;

L’Italia dei Valori, ancor più degli altri, sostiene che il problema del paese e della sinistra sia riconducibile alla questione morale e sta assumendo posizioni giustizialiste e di totale irresponsabilità rispetto alle amministrazioni dove pure aveva suoi rappresentanti fino a ieri. Questo si aggiunge alla gestione del dopo elezioni caratterizzata da un’opposizione sempre e comunque ispirata alla violenza verbale e allo scontro.&lt;br /&gt;

Prendiamo atto che oggi le nostre strade sono divise.&lt;br /&gt;


I problemi del PD non sono riconducibili alla questione morale ma alla sua incapacità di comporre una sintesi unitaria al suo interno sui nodi di fondo che non abbiamo sciolto (o che per qualcuno non erano sciolti) all’atto della costituzione.&lt;br /&gt;

Se avessimo vinto le elezioni una gran parte di questi si sarebbero allentati e qualcuno si sarebbe anche sciolto motu proprio. Dal momento che le abbiamo perse quei nodi sono diventati ancora più stretti. Ora siamo costretti a ripartire e a fare tutti i diversi passaggi che, nella fretta e nella concitazione naturale in un percorso di creazione di un partito così rapido, sono stati saltati.
Salvati (alcuni giorni fa su il Riformista) ha indicato molto bene quali siano i punti sui quali è indispensabile portare a sintesi il dibattito interno al PD ed io condivido pienamente la sua analisi. Salvati però non ci dice una cosa: chi incarna le diverse anime del PD.&lt;br /&gt;

Fa molto bene a non addentrarsi su questo aspetto - sicuramente l’analisi acuta che ha fatto verrebbe strumentalizzata e ricondotta nell’alveo degli attacchi sferrati da una parte nei confronti dell’altra – tuttavia il problema di comprendere in modo chiaro quali siano le opinioni del gruppo dirigente c’è tutto.&lt;br /&gt;

Nell’opposizione che stiamo facendo non vedo il profilo riformista tracciato al Lingotto, ma al tempo stesso non sono dall’idea di un ritorno ad un passato di marca dalemiana. Se dobbiamo ricostruire un sistema proporzionalista, con alleanze variabili scelte dal Parlamento, con partiti che rispondono agli iscritti e a gruppi dirigenti perenni perché non contendibili, allora credo che il PD non abbia alcuna speranza di riprendersi. Quindi va bene la sintesi, ma questa deve uscire da un confronto vero e trasparente dove ogni elettore possa aver chiaro il quadro delle posizioni in campo. Non sto pensando ad una resa dei conti, ma ad un confronto vero che produca un progetto ed una nuova classe dirigente incaricata di portarlo avanti.&lt;br /&gt;

E’ ora di smetterla con i capi bastone e le correnti organizzate come gruppi di potere che spesso sono quelle che ci creano più “imbarazzi” sul versante etico e morale. Fare questo passaggio significa già dare un’impronta chiara al PD. Sul resto condivido quanto detto da Salvati, aggiungo una sola cosa. La scelta di fare un partito “a vocazione maggioritaria”, un partito che punta non a rappresentare questa o quella componente identitaria o sociale per quanto ampia possa essere, ma a porsi l’obiettivo di carattere generale di conquistare nel Paese i consensi necessari a portare avanti un programma di governo, incisivamente riformatore, è quella che ci ha consentito di mettere da parte le resistenze e i dubbi che c’erano sulla collocazione internazionale, le questioni di natura etica e morale ecc.
Se si mettesse in discussione questo punto e per farlo sarebbe sufficiente riproporre L’Unione e una riforma elettorale di natura proporzionale, il progetto del PD potremmo dichiararlo fallito. Non penso sarebbe una catastrofe, probabilmente ci sarebbero forze che si riorganizzerebbero per dar vita ad un nuovo soggetto o a più soggetti capaci di raccogliere il mondo del riformismo italiano, ma avremmo perso l’occasione di portare fino in fondo un progetto che al suo esordio ha ottenuto il grande risultato di rivoluzionare, in positivo, il sistema politico italiano. Non ne abbiamo raccolto i frutti in questi mesi, ma con un po’ di pazienza e chiarendo i punti che si dicevano, potrebbe arrivare anche il momento delle soddisfazioni.
&lt;p&gt;

Non dobbiamo, infine, escludere la possibilità di un congresso in tempi ravvicinati. Un buon congresso può essere un’occasione di rilancio anche per le Europee. Se andassimo alle elezioni in questo stato il rischio sarebbe di perderle alla grande e quindi di veder messo in discussione l’intero progetto e quindi di assistere ad “un ritorno al passato”. L’unica cosa che non deve succedere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;


Marcella.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

&lt;a href=&quot;http://marcellazappaterra.files.wordpress.com/2008/12/rif_salvati66947_07951.pdf&quot;&gt;Articolo di Salvati da Il Riformista “Il mio PD corre un grave pericolo”&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
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  <title>Marcella Zappaterra ha detto ‘sì’</title>
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  <updated>2008-10-18T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Mancava solo il suo ‘sì’ ufficiale e ieri sera è arrivato anche quello. L’occasione è stata la riunione della direzione provinciale, tenuta presso l’Hotel “Lucrezia Borgia”. All’ordine del giorno c’era “La situazione politica nazionale e locale verso le amministrative 2009”, discussione aperta proprio dalla relazione generale di Marcella Zappaterra sullo “stato dei lavori” a Ferrara e in provincia.
Dopo un semi-plebiscito, che ha visto scendere in campo in suo sostegno praticamente l’intero apparato del Partito democratico, Marcella Zappaterra ha accettato di correre per la carica di presidente della Provincia. Dopo le donne del Pd, i circoli della città, gli amministratori della Provincia e l’intervento sulla “Nuova” di Bratti, mancava solo l’avvallo di Franceschini per la corsa della segretaria provinciale.

marci1
E così è stato. Il vicesegretario nazionale ha dato il suo pieno appoggio al ticket Tagliani-Zappaterra per municipio e castello, “quello vincente”, come l’ha definito il numero due del Pd nazionale, che si è speso anche sull’ottimo lavoro svolto fin qui dalla segretaria provinciale, capace di governare bene una fase particolarmente delicata.
Ma il parlamentare si è soffermato anche sulle prossime strategie a livello nazionale e locale. A partire dal “nuovo modo di fare opposizione”, che dovrà vedere il partito scendere in piazza e cambiare il modo di fare informazione verso la gente. Un nuovo trend che, secondo alcuni, nasconde anche una certa dose di preoccupazione nei confronti dei risultati del centrodestra. Ma Franceschini chiede ottimismo a bandisce ogni forma di depressione o sentimento di inferiorità. Sia in Italia che a Ferrara, dove la crisi occupazionale denunciata in questi giorni dai sindacati – questa l’analisi del deputato - potrebbe creare scossoni e far cambiare agli elettori le intenzioni di voto. Ecco perché il Pd dovrà lavorare molto a livello territoriale.
Un accenno, poi, è stato rivolto alle primarie, che “vanno fatte solo se hanno un senso”: se esce un progetto politico differente all’interno della linea principale del partito allora si vada avanti con la selezione interna. In caso contrario una chiamata dei propri sostenitori alle urne che sia solo di facciata potrebbe essere controproducente.
Altri elogi alla Zappaterra sono arrivati da Roberto Montanari, che si è scontrato con Alfredo Bertelli sulla bontà della scelta per la presidenza della Provincia. Secondo il segretario alla presidenza della Regione, infatti, proprio perché ha svolto benissimo il suo ruolo come numero uno del Pd provinciale, Marcella Zappaterra dovrebbe restare al suo posto.
Ma la stragrande maggioranza ha ovviamente prevalso e adesso la discussione passa sul dopo-Zappaterra. Su questo più o meno tutti, da Franceschini a Bratti, da Montanari ai segretari di circolo, sono stati concordi nel chiedere una successione rapida che avvenga all’interno di una discussione trasparente, per “evitare che il futuro segretario venga scelto attraverso articoli di giornale”. Altra condizione necessaria, il passaggio attraverso il consenso dei circoli.
A questo proposito una voce si è alzata anche da parte di Manuela Paltrinieri e Paolo Calvano, spalleggiati da Montanari, che hanno sottolineato come il successore dovrà per forza di cose appartenere al “nuovo corso” che fin dai tempi del coordinamento ha sostenuto Marcella Zappaterra.
Quanto alla segretaria ancora in carica, se il 28 ottobre (giorno del deposito delle candidature del Pd per le amministrative) non ci sarà ancora un nome pronto per succederle, rimarrà al suo posto ad interim. In caso contrario la sue dimissioni saranno automatiche.</summary>
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