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  <title>Openpolis - LE ULTIME DICHIARAZIONI DI Gianni LETTA</title>
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  <updated>2010-02-14T00:00:00Z</updated>
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  <title>«La Protezione civile rimane con la sua struttura, le sue funzioni e le sue regole, che sono e restano pubbliche»</title>
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  <updated>2010-02-14T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>477983</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Non è vero che si trasforma in una società privata.
&lt;p&gt; Al termine della visita del Papa all'ostello della Caritas alla Stazione Termini, a chi gli chiedeva notizie circa il decreto sulla Protezione civile, il sottosegretario Gianni Letta ha risposto: &quot;Anch'io mi arrabbierei se qualcuno pensasse di 'trasformare' la Protezione civile in una società privata. Ma non è così, e chi lo dice non dice il vero. La Protezione civile è e rimane un dipartimento della Presidenza del Consiglio con la sua struttura, le sue funzioni e le sue regole, che sono e restano pubbliche. Con il decreto si era solo pensato di dotarla di uno strumento ulteriore, aggiuntivo, che le consentisse di operare, in determinate circostanze, con maggiore flessibilità ed efficacia&quot;. Sono personalmente convinto - ha aggiunto Letta - che come in tutti questi anni nelle emergenze drammatiche e nei 'grandi eventi' ha operato con successo senza questo ulteriore strumento, la Protezione civile di Bertolaso potrà tranquillamente continuare a farlo con gli strumenti abituali e con lo stesso spirito e lo stesso impegno. Questi sì sono i veri strumenti del successo&quot;.&lt;br /&gt;
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  <title>Sugli imprenditori che ridevano la notte del terremoto</title>
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  <updated>2010-02-12T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&quot;Nessuna di quelle persone e imprese ha messo mai piede all’Aquila e non hanno avuto e non avranno un euro.&quot;&lt;br /&gt;
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  <title>&quot;Spero che il presidente Berlusconi rinnovi a Bertolaso, a nome di tutto il governo, la sua fiducia. La mia l'ha sicuramente</title>
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  <updated>2010-02-10T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta ha fatto subito capire che l'esecutivo era intenzionato a respingere le dimissioni di Bertolaso . &quot;Conoscete la stima che ho per Bertolaso e non posso che confermarla nella maniera più seria e più convinta. Sono sicuro che chiarirà presto ogni cosa&quot;. Bertolaso, ha aggiunto Letta, &quot;è coinvolto marginalmente in una vicenda che riguarda altre persone&quot;.
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  <title>Gli 800 milioni accantonati per la Banda larga saranno disponibili  solo una volta certi del superamento della crisi economica.  [Link interno: banda larga]</title>
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  <updated>2009-11-04T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>418722</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Gli 800 milioni accantonati a favore dello sviluppo della &lt;a href=&quot;http://www.openpolis.it/dichiarazione/418726&quot;&gt;&lt;b&gt;banda larga&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; saranno resi disponibili dal governo solo una volta certi del superamento dell'emergenza dettata dalla crisi economica.

&lt;p&gt;
Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta durante una conferenza stampa sulle manifestazioni per il centenario del Nobel a Guglielmo Marconi.
&lt;p&gt;

&quot;I soldi stanno lì, se le cose miglioreranno e si potrà uscire dalla crisi la prima delle priorità ordinarie sarà la banda larga. La faremo quando saremo sicuri che quelle risorse non debbano essere destinate ad altri interventi per occupazione o altro&quot;, ha spiegato Letta.

&lt;p&gt;
Il mese scorso il ministro per l'Innovazione Renato Brunetta ha espresso fiducia sullo sblocco di tali risorse da parte del Cipe entro fine anno e ha indicato in 1,87 miliardi di euro la cifra necessaria per portare Internet a due mega di velocità in tutte le case e rendere una realtà nei rapporti tra cittadini e stato la posta elettronica certificata. &lt;br /&gt;
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  <title>Il taglio dell'IRAP è un riferimento programmatico, ma non c'è un intendimento nell'immediato.</title>
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  <updated>2009-10-23T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>418456</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
In riferimento alla &lt;a href=&quot;http://www.openpolis.it/dichiarazione/418455&quot;&gt;dichiarazione di Berlusconi&lt;/a&gt; sulla soprressione dell'IRAP:

&lt;p&gt;
Il taglio dell'Irap fa parte del programma di governo ma non è un obiettivo da raggiungere nell'immediato.

&lt;p&gt;
Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta secondo quanto riferisce Vasco Errani, presidente della conferenza delle Regioni.

&lt;p&gt;
&quot;È un riferimento programmatico, ma non c'è un intendimento nell'immediato&quot;, ha detto Letta secondo Errani, durante un incontro con le Regioni.

&lt;p&gt;
Secondo una fonte della rappresentanza regionale, che ha chiesto di non essere citata, Letta ha anche aggiunto &quot;che comunque il taglio dell'Irap sarà affrontato progressivamente senza togliere risorse e avendo a riferimento il quadro economico interno ed internazionale&quot;.&lt;br /&gt;
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  <title>Berlusconi assente &quot;perché immobilizzato a casa dal torcicollo che lo tormenta da tempo e che forse è qualcosa di più&quot;</title>
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  <updated>2009-06-24T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Un torcicollo. Questa la causa dell'assenza del premier Silvio Berlusconi all’assemblea di Confcommercio. Il premier avrebbe dovuto prendere la parola dal palco ma ha annullato l'intervento «perché immobilizzato a casa dal torcicollo che lo tormenta da tempo e che forse è qualcosa di più» ha detto il sottosegretario alla presidenza, Gianni Letta, intervenuto al posto del presidente del Consiglio. «Non è riuscito a muoversi - ha spiegato Letta -, ha chiamato un medico per farsi una puntura. Se dovesse passargli il torcicollo forse riuscirà a venire ad ascoltare le conclusioni del presidente Sangalli, altrimenti spero che lo comprenderete», ha aggiunto il sottosegretario alla presidenza. «Se non ci fosse stata una ragione così seria e così fortemente impeditiva, Berlusconi avrebbe fatto qualunque rinuncia per essere qui» ha aggiunto Letta, scusandosi con la platea. «Ma Berlusconi è presente in spirito - ha proseguito - e sarà sicuramente presente alla prossima assemblea della vostra associazione». Prima di fornire questa spiegazione, Letta aveva ironizzato sul tono del presidente Sangalli che lo aveva brevemente preceduto sul palco: «Ha parlato con amarezza, sofferenza e tormento...sembrava dovesse dare l’annuncio di un evento luttuoso tanto era il suo rammarico per dovervi dire una cosa che neanche vi ha detto, e cioè che il presidente Berlusconi non sarebbe venuto».&lt;br /&gt;
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  <title>&quot;In tempi di crisi si deve dialogare&quot;  -  Colloquio</title>
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  <updated>2008-10-11T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&quot;E' un sentimento che deve essere tanto più forte in momenti così difficili come questo&quot;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

ROMA - È qui, con le fotocopie della Bibbia in mano. Gianni Letta ripassa. Nuovo Testamento, Vangelo di Matteo, capitolo 7, e dal podio legge: &quot;Perché osservi la pagliuzza nell'occhio del tuo fratello mentre non ti accorgi della trave davanti al suo occhio... Ipocrita&quot;. Otto minuti in tutto. Ma quasi un'ora - non è ancora l'alba - nella sagrestia di Santa Croce in Gerusalemme trascorre tra incontri con i cardinali, conversazioni. Piacevole, insomma. &quot;Rigenerante&quot;, dice. 
&lt;br /&gt;

Tanto che il &quot;grand commis&quot; - l'uomo che Veltroni invidia a Berlusconi e giudica &quot;un libero professionista&quot; in questo governo, uno che ha &quot;la cultura delle istituzioni che abbiamo noi&quot; - fa quello che il premier non si sogna neppure di preparare: pungola l'opposizione a non abbandonare la via del dialogo. Apre. Lancia un appello: &quot;Questo è il momento della coesione nazionale&quot;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



La crisi dei mercati non può essere banalizzata. Sono le 6,30 del mattino e ancora a Letta non sono arrivate le ultimissime sulla sfiducia delle Borse. Sarà un venerdì nerissimo, ma nel retropalco addobbato con piante di felci, poco dopo essersi inchinato al presidente della Cei Angelo Bagnasco, venuto prima per salutarlo, il sottosegretario tesse la tela del confronto con l'altra metà del campo: &quot;Nel rispetto dei rispettivi ruoli, ciascuno, maggioranza e opposizione, devono fare la propria parte nell'interesse dei cittadini, del paese e del sentimento di coesione nazionale. Un sentimento che deve essere tanto più forte nei momenti così difficili come questo&quot;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



Tempo di responsabilità nazionale, quindi? &quot;Certo, di sentimento di coesione nazionale&quot;. Invita. Scandisce. Lo rincorrono i Papa-boys con telecamera e gli chiedono se &quot;allora è cominciata bene la sua giornata?&quot;. &quot;La giornata che comincia così non può che essere buona&quot;. Non lo sarà. Scappa a Napoli il sottosegretario, nominato da Papa Ratzinger &quot;gentiluomo di Sua Santità&quot;, e sarà alle prese con un consiglio dei ministri sui rifiuti finito in un flop e la gaffe del premier sulla sospensione delle Borse. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



Pressato dagli impegni, dove trova il tempo per la lettura dei Vangeli nella maratona no-stop della Bibbia? Giuseppe Betori, neo arcivescovo di Firenze, ex segretario dei vescovi, si complimenta con lui: &quot;Lei qui, a un'ora antelucana, ma c'è abituato?&quot;. &quot;Abituatissimo&quot;, replica il dottor Letta, completo carta da zucchero tasmanian, stoffa per tutte le stagioni. 

Il cardinale Giovanni Battista Re, schietto come sanno essere i bresciani, lo interpella: &quot;Sono contento che sia venuto a leggere perché un grande personaggio come lei che legge i testi... però guardi, la pagina più bella del Vangelo l'ho letta io&quot;. È quella delle beatitudini - &quot;Beati i poveri di spirito... beati i miti&quot;. &lt;br /&gt;
Letta non l'ha neppure ascoltata perché si assenta una decina di minuti per un colloquio riservato con il cardinale dell'Opus Dei, monsignor Javier Echevarria, che lo segue nell'elenco dei lettori. Se ai cardinali fosse dato iscriversi a un partito, sarebbero del Letta-partito? Sorridente. Sulla crisi però, il braccio destro di Berlusconi è compunto: &quot;Il momento è davvero serio, ma lo stiamo affrontando come si conviene&quot;. Difende le misure &quot;salva banche&quot; del governo: &quot;Abbiamo adottato provvedimenti per dare serenità ai cittadini&quot;.&lt;br /&gt;
 

Sul resto, sorvola. Cosa ne pensa l'uomo del dialogo di quegli schiaffoni che il premier assesta all'opposizione del Pd, cominciando con il &quot;me ne frego&quot; (a Veltroni) per finire con l'attacco alzo zero alla manifestazione di piazza del 25 ottobre? &quot;Non do giudizi politici, credo di avere detto molto, non è nella mia abitudine...&quot;.&lt;br /&gt;
 

Infatti. Culto del non esporsi; il &quot;Grand Vizir&quot; titolò &quot;Le Monde&quot; quando è tornato con Berlusconi a Palazzo Chigi cinque mesi fa. Gli organizzatori della &quot;Bibbia giorno e notte&quot; sono un po' spicci anche con lui: c'è un viavai di lettori e familiari tra il retropalco e la sagrestia che ci manca solo di fare i cerimonieri. E poi, basta l'omaggio dei cardinali. Sempre i Papa-boys in agguato: &quot;Ci è parso che alla fine della lettura si sia commosso&quot;. È sembrato solo a loro. Letta, accondiscendente: &quot;Il clima è tale da suscitare emozione, c'è una tale partecipazione e si è riusciti ad attualizzare la parola di Dio nel mondo di oggi&quot;. Nacera Benali gli lascia il podio; il sottosegretario cederà il passo a monsignor Echevarria. Via lungo i corridoi del monastero. Ringrazia i padroni di casa, per &quot;la cortesia, l'intelligenza&quot; e s'imbatte in Maria Pia Fanfani, lettrice delle 8 e 44, giunta con un'ora di anticipo. 
&lt;br /&gt;
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  <title>Formicoso. «Le iniziative in atto sono solo indagini tecniche preliminari»</title>
  <link rel="alternate" href="http://www.openpolis.it/dichiarazione/374958"></link>
  <updated>2008-10-01T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>374958</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Ieri mattina i tredici sindaci del comprensorio del Formicoso, in Irpinia, si sono incatenati a Roma davanti Palazzo Chigi per dire no alla discarica di Andretta, poi l’incontro con il sottosegretario Letta&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Avellino. Interviene il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, a mediare nella spinosa questione della discarica da realizzare ad Andretta, in provincia di Avellino. Letta ha ricevuto ieri sera, a palazzo Chigi, una delegazione dei tredici sindaci altirpini accompagnati dal deputato avellinese Arturo Iannaccone (Mpa). Un incontro sollecitato proprio dal parlamentare che, nella giornata, aveva stazionato a piazza Colonna con i primi cittadini che, in fascia tricolore, si erano incatenati. Una forte protesta dopo l’arrivo in massa di 300 tra militari e forze dell’ordine, che avevano occupato l’area prescelta, sull’altopiano del Formicoso, zona a spiccata vocazione agricola. Letta ha riassunto i punti fermi del Governo: «Le iniziative adottate da Bertolaso riguardano esclusivamente le indagini preliminari geomorfologiche, pertanto allo stato attuale non è prevista la realizzazione di alcuna discarica nel territorio di Andretta fino a quando non saranno definiti tutti gli elementi necessari per decidere in tal senso». «Escludo quindi nel modo più assoluto - continua Letta in una lettera indirizzata a Iannaccone - che possa essere realizzata una seconda discarica nella provincia di Avellino prima che siano state realmente aperte tutte le altre discariche previste dal decreto legge 90». Letta, infine, spiega che la presenza dell’Esercito sul Formicoso «s’è resa necessaria perchè i sindaci avevano espresso il loro diniego anche alle preliminari attività di indagine geomorfologica» e che Bertolaso è sempre disposto ad incontrare i sindaci. Iannaccone è soddisfatto, analogamente l’europarlamentare Gargani e il senatore Sibilia di Fi che hanno seguito da vicino la vicenda, più cauti i primi cittadini che, pur cogliendo dati di significativa positività nella nota di Letta, avrebbero voluto l’annuncio del ritiro dei militari. Difficile che oggi, durante la visita del premier Berlusconi a Napoli, i sindaci incontrino Bertolaso, mentre già respingono l’accusa di aver detto «no» ai sondaggi: «Sono un’attività rapida - osservano - e non presuppongono una presenza prolungata di tanti soldati, con la militarizzazione dell’area per mesi». E domattina, sul Formicoso, grande manifestazione di protesta nel giorno che era stato precedentemente indicato per l’avvio dei sondaggi. Appuntamento anticipato dal blitz militare di lunedì. 

 
&lt;br /&gt;
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  <title>&quot;Non ci sono privilegi per il Clero&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://www.openpolis.it/dichiarazione/357018"></link>
  <updated>2008-06-17T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Caro Direttore,  leggo su La Stampa dell’altro ieri un’intervista di Beppe Minello a Luciano Violante ed un’intervista di Giacomo Galeazzi al prof. D’Agostino, concernenti il disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri, recante norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali.&lt;br /&gt;
 Le due interviste toccano, in particolare, il contenuto dell’articolo 12, comma 2, lettera e) del disegno di legge concernente la comunicazione all’autorità ecclesiastica competente relativa a procedimenti penali nei confronti di ecclesiastici. 

 

Per fugare ogni equivoco, vorrei chiarire alcuni punti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 

 

&lt;b&gt;1)&lt;/b&gt; La norma riproduce il testo del ddl presentato il 15 dicembre 2006 dal ministro della Giustizia pro-tempore, on. Mastella, con il quale si intendeva adeguare il vigente art. 129, comma 2, delle norme di attuazione del c.p.p. al contenuto dell’Intesa approvata con scambio di lettere del 26 luglio 2006 tra il presidente del Consiglio ed il segretario di Stato della Santa Sede. 

 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;2)&lt;/b&gt; La norma prevede che quando un ecclesiastico sia in dagato, arrestato o fermato o sottoposto a provvedimenti limitativi della libertà personale o comunque sia esercitata nei suoi confronti l’azione penale, ne venga data informazione all’autorità ecclesiastica competente, individuata nei commi successivi. Essa quindi non modifica la sostanza dell’art. 129 vigente delle disposizioni di attuazione del c.p.p., ma si limita a specificare quali siano il soggetto a cui il pubblico ministero deve inviare l’informazione. Contrariamente a quanto affermato nelle due interviste, non vengono introdotti privilegi nei confronti degli ecclesiastici, i quali sono sottoposti, come tutti i cittadini, alle norme del codice di procedura penale e dell’intero ordinamento giuridico italiano. 

 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;3)&lt;/b&gt; La norma non costituisce una violazione del principio concordatario, come invece affermato dal prof. D’Agostino, ma dà effettiva attuazione al punto 2, lettere b), dei Procotollo addizionale all’Accordo che apporta modificazioni al Concordato Lateranense dell’U febbraio 1929, firmato 1118 febbraio 1984, il quale assicura che l’autorità giudiziaria darà comunicazione all’autorità ecclesiastica competente per territorio dei procedimenti penali promossi a carico di ecclesiastici, ma non specifica né le varie categorie di ecclesiastici, né le autorità della Chiesa alle quali concretamente debba essere inviata l’informazione. 
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

 

&lt;b&gt;4)&lt;/b&gt; La norma, contrariamente a quanto affermato dall’on. Violante, non è riferita alle intercettazioni che coinvolgono un ecclesiastico, ma, come già specificato, riguarda l’informativa sull’azione penale, di cui all’art. 129 delle norme di attuazione del c.p.p.. 
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

 
&lt;b&gt;
5)&lt;/b&gt; Infine, ove confessioni religiose diverse dalla cattolica richiedessero una analoga norma, si potrebbe procedere all’integrazione delle intese vigenti, o si potrebbe introdurre tale disposizione in eventuali nuove intese da stipulare.  
&lt;br /&gt;
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