<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xml:lang="en">
  <title>Openpolis - LE ULTIME DICHIARAZIONI DI Luca Giorgio BARBARESCHI</title>
  <link rel="alternate" href="http://www.openpolis.it/"></link>
  <id>http://www.openpolis.it/</id>
  <updated>2009-11-06T00:00:00Z</updated>
<entry>
  <title>«Le mie assenze non sono giustificate. Il mio impegno nel prossimo futuro sarà di ridurle quanto più è possibile».</title>
  <link rel="alternate" href="http://www.openpolis.it/dichiarazione/418762"></link>
  <updated>2009-11-06T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>418762</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;La risposta di Gian Antonio Stella alla replica del deputato-attore.
&lt;p&gt;
Dispiace che un professionista come Gian Antonio Stella faccia affidamento su di una intervista pubblicata su Il Fatto Quotidiano del 31 ottobre, manipolata in modo evidente in cui non ho mai dichiarato che lo stipendio di politico non mi basta, così come non mi aspettavo che si continuasse la prassi giornalistica di estrapolare alcune affermazioni dal contesto nel quale erano inserite. Quest’anno, come deputato, ho presentato 5 proposte di legge, tre sulla pedofilia, una contro la pirateria e una sullo spettacolo, ottenendo una legge che istituisce la giornata nazionale contro la pedofilia, uno dei pochissimi (purtroppo) disegni di legge di iniziativa parlamentare andati a buon fine. La mia lotta per i fondi per lo spettacolo è stata appoggiata da uno schieramento bipartisan, così come la mia attività di imprenditore dello spettacolo porta lavoro a decine di donne e uomini che lavorano in campo culturale, in un Paese ancora incapace di valorizzare appieno il proprio patrimonio e le proprie eccellenze. Impegni antecedenti la mia candidatura hanno ostacolato per brevi periodi la mia presenza in aula. Questo non giustifica le mie assenze, che sono al 50%, e per questo il mio impegno nel prossimo futuro sarà di ridurle quanto più è possibile. Forse il momento sarebbe maturo per non cedere a facili populismi, a favore di un impegno concreto e reale per il miglioramento del nostro Paese, come nel mio piccolo sto cercando di fare.

&lt;p&gt;
Luca Barbareschi&lt;br /&gt;

Roma&lt;br /&gt;


&lt;p&gt;
Posso capire l’imbarazzo di Barbareschi. Ma che mi rinfacci di aver riportato una frase uscita su un altro giornale che poi lui stesso ha ribadito (&lt;b&gt;«tolte tutte le spese, i collaboratori messi in regola e così via, non è che lo stipendio di parlamentare mi basti»&lt;/b&gt;) in una sua telefonata a me martedì pomeriggio è curioso. &lt;br /&gt;
Si chiederà il lettore:&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; come mai Barbareschi ha telefonato a Stella&lt;/b&gt; &lt;a href=&quot;http://www.openpolis.it/dichiarazione/418703&quot;&gt;&lt;b&gt;mentre scriveva la rubrica su di lui?&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;
 &lt;br /&gt;
La curiosità è anche mia. Anzi, giriamola a Gianfranco Fini: come mai la mia richiesta di informazioni sulle presenze in commissione dell’onorevole Barbareschi rivolta all’ufficio stampa della Camera (dove stanno dipendenti pubblici pagati con soldi pubblici e tenuti a dare informazioni pubbliche) non solo è rimasta senza risposta («i dati non ci sono») ma è magicamente arrivata nel giro di tre minuti alle orecchie dell’attore-deputato? Il presidente Fini trova questo normale? E lui, Barbareschi, dopo essere stato eletto anche sull’onda delle polemiche feroci della destra contro la sinistra additata come simbolo della «casta», trova normale invitare oggi a «non cedere a facili populismi» chi sottolinea il suo monte assenze del 52,3%?
&lt;p&gt;

Gian Antonio Stella &lt;br /&gt;
</summary>
</entry>
<entry>
  <title>«La paga da deputato di 23.000mila euro lordi al mese non mi basta. Mi tocca lavorare»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://www.openpolis.it/dichiarazione/418639"></link>
  <updated>2009-10-31T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>418639</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Non faccio niente. Ma con un impegno della madonna...&quot;, recita  Luca Barbareschi nel suo ultimo lavoro teatrale.&lt;br /&gt;
 Lui è regista e primo attore di un musical nato da un'idea di Giorgio Gaber. Gira l'Italia. Ancona, Roma, Napoli, Crotone e ancora...
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Mi scusi, come concilia un impegno del genere con la sua attività di parlamentare?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&quot;Beh, non capisco la domanda: ho oltre l'80% di presenze&quot;
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sicuro? I dati ufficiali della Camera raccontano di un 47,70%...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&quot;Ah si. Vabbè, è quasi la metà. E' la stessa cosa&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non proprio...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&quot;Senta, io lavoro molto più di lei (è la prima volta che ci parliamo, n.d.r.). Dormo quattro ore a notte, sono in piedi dalle sei del mattino e sono in grado di organizzare il lavoro&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Però dalla commissione Trasporti, della quale lei è vice-presidente, lamentano le continue assenze...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&quot;Saranno i suoi amici a dire certe cose. In un anno e mezzo ho presentato quattro proposte di legge e ne ho portato a casa una. Sono uno dei più efficienti!&quot;
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Bene. Lei però, ha spesso denunciato il malaffare italiano, il lassismo politico: non crede che la complessità della macchina statale meriterebbe un po' più di attenzione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&quot;Nooo. Eppoi non potrei permettermelo: non ce la farei ad andare avanti con il solo stipendio da politico&quot;
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma sono circa 23.000mila euro lordi al mese, più tutti i benefit...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&quot;E allora? Non sono mica nato da una famiglia ricca. Nessuno mi ha lasciato niente&quot;
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Per lei, Montecitorio è un secondo lavoro...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&quot;E' facile parlare per voi! Voi giornalisti siete la vera casta, la feccia. Ora avete chiamato me come se fossi il male assoluto&quot;
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Eravamo incuriositi dalla sua poliedricità...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&quot;No! I nemici sono i giornalisti ladri. Sono la maggior parte, solo che non li becca mai nessuno&quot;. Intoccabili. Inoltre i problemi della vita sono altri...&quot;
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quali?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&quot;I ladri, i farabutti e tutti quelli come loro&quot;
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma proprio non vede la necessità di un maggiore impegno parlamentare?
&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;In Israele chi fa il deputato deve lasciare ogni altro lavoro&quot;
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Appunto...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&quot;Da noi non è così. Ho anche un'attività imprenditoriale da mandare avanti...&quot;
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Pure...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&quot;Sì. E sono bravissimo. Mi basta un'ora per dare le direttive giuste e farle eseguire&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sarà stanchissimo...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&quot;Cosa? Non ho capito...&quot;
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sento la sua voce molto affaticata...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;


&quot;Ah! Lo ripeto: mi sveglio presto, lavoro, e poi alle cinque vado a teatro per le prove. Anzi, la saluto, devo andare. Saluti Travaglio, mi piace molto come lavora&quot;
&lt;p&gt;

&lt;i&gt;Sì, sono le 16:30, è ora di correre al Quirino di Roma. Sono gli ultimi giorni, poi via per una lunga tournee, lontano dalla Capitale. Buon viaggio, e non si stanchi troppo, onorevole Barbareschi.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;

</summary>
</entry>
<entry>
  <title>«La Camera è un parco buoi. Inutile ascoltare i deliri Idv»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://www.openpolis.it/dichiarazione/390597"></link>
  <updated>2009-03-09T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>390597</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;All’accusa di assenteismo l’attore-deputato Luca Barbareschi replica: &quot;Il lavoro più importante è in Commissione, in aula si perde tempo&quot; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

La scena si svolge alla periferia di Torino in una roulotte. All’interno, Luca Barbareschi, 52 anni, aitante attore e deputato del Pdl. Sulla viuzza si affaccia la scuola che ospita la troupe impegnata nelle riprese di una fiction Rai.
 È la pausa pranzo e le maestranze si godono un pallido sole. Intorno, le Alpi innevate. Barbareschi, dopo una mattinata di «ciak», siede davanti a un vassoietto. Piatti e posate sono di plastica, i cibi chiusi nel cellophane. Tra un’ora, l’attore riprende a girare. Alle 18, sale sulla sua Mercedes e corre a Milano. Entro le 20 deve essere al Teatro Manzoni dove alle 20.45 recita Il caso di Alessandro e Maria, commedia di Giorgio Gaber. Alle 23.30, Barbareschi si riprecipiterà a Torino, violando l’intero codice della strada. Domani ripeterà la giornata di oggi e farà altrettanto per tutta la settimana.&lt;br /&gt;


Mentre questo martire di Talia dissigilla il vassoietto con una perizia che denuncia la lunga pratica con i precotti, emerge nella penombra della roulotte un tizio col blocchetto in mano. È il vostro cronista intenzionato a cavare dalla bocca piena del divo-deputato riflessioni e confidenze.
&lt;br /&gt;

«Con tanto attivismo quand’è che onora il suo mandato parlamentare?», lo colpevolizzo nell’istante esatto in cui infila nelle fauci la prima fettina di prosciutto.
&lt;br /&gt;

«Effettivamente, da un mesetto mi faccio vedere poco a Montecitorio», minimizza.
&lt;br /&gt;

«La sua è tra le più basse presenze in aula: 60,5 per cento».
&lt;br /&gt;

«Avrò abbassato la media in questi mesi di sovraccarico sulla scena. Ho però uno staff parlamentare di prim’ordine, attraverso cui agisco. In un anno, ho presentato cinque proposte di legge».
&lt;br /&gt;

«Quattro volte su dieci, lei è assente», insisto.
&lt;br /&gt;

«Per me, il lavoro si fa in Commissione. Non riesco a perdere tempo in aula per ascoltare 60 persone che dicono le stesse cose».
&lt;br /&gt;

«&lt;b&gt;Craxi diceva dell’aula&lt;/b&gt;: è un parco buoi».
&lt;br /&gt;

«Ha ragione. Preferisco fare all’esterno. Ho già organizzato due convegni, uno dei quali sulle malattie rare. È più utile che scaldare il banco ascoltando il delirio di uno dell’Italia dei valori. Andrebbe fatta chiarezza».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;«Cioè?».&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«O, come alla Knesset (Parlamento di Israele, ndr), vietiamo per legge al deputato qualsiasi attività estranea o ci nascondiamo dietro una foglia di fico. Tanto tutti fanno altro. Chi l’avvocato, chi il medico ecc. Ma io sono l’unico che non è pagato quando lavora», dice e per il dispetto infila contemporaneamente in bocca una cucchiaiata di minestra e una forchettata di insalata.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;«Gira gratis la fiction?».&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Per una strana regola non scritta, il deputato che compare in un programma Rai, talk show o fiction, non riceve compensi. Ma io vivo di questo. L’indennità parlamentare mi serve solo per pagare i collaboratori».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;«Lavori per Mediaset».&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Mi piacerebbe. Ma da anni non ho la fortuna di lavorare per Mediaset. Per di più, approfittando di questa regola di lana caprina, un parlamentare della mia stessa parte politica, mi sta mettendo i bastoni tra le ruote».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;«In che senso?».&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Come sa, ho una casa di produzione, la Casanova. Quell’individuo, con mani in pasta nella Rai, boicotta me per favorire un altro produttore a lui caro. Gliel’ho anche detto a brutto muso. Ma intanto il mio lavoro ne risente».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;«Chi è il brutalone?».&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Prima che a lei, farò il suo nome alla Procura della Repubblica. Il tempo di raccogliere le prove testimoniali», dice Barbareschi con un cipiglio reso più terribile dalla barba saracena e gli occhi chiari scintillanti.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;«Par di capire che si sente ostacolato dai colleghi del centrodestra».&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Pensavo potessero servire la mia preparazione e la mia intelligenza. Appena arrivato, ho avuto strette di mano e promesse di ogni genere. Fai questo, fai quello. Poi, sono spariti tutti».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;«È il genio incompreso».&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Ho un solo interlocutore: Sandro Bondi. In lui ho scoperto un amico e un uomo leale. Sembriamo il buon dio e il diavolo. Lui, garbato e timido. Io, guascone ed esuberante».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;«Farà fagotto in anticipo?».&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Chi mi stima dice: “Vattene”. Ma non do questa soddisfazione a nessuno. Con pazienza, stupirò tutti. Soprattutto con la mia attività fuori dal Parlamento».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;«In un anno alla Camera, la sua sola dichiarazione memorabile è quella a favore di nozze e adozioni gay».&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Ho detto solo che il problema va affrontato in modo laico. Non sopporto i ricatti della Chiesa. Né le uscite di chi, nato radicale per morire clericale, leggi Rutelli, le fa per raccattare quattro voti».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;«Pensa davvero che un bimbo sia ben allevato da genitori unisex?».&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«No. Penso che abbia bisogno di una mamma e di un papà. Sono però aperto alla possibilità di genitori gay, poiché il 90 per cento dei matrimoni etero sono un disastro».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;«Lei stesso ne ha uno fallito alle spalle».&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«E ho visto quanto hanno sofferto le mie tre figlie. Si sottovalutano le fatiche del matrimonio. Per pilotare un jumbo si studia due anni. Poi, in cinque minuti di distrazione, si mette al mondo un figlio», dice e, concluso il pasto con una mela, ricompone i resti con minuzia riavvolgendoli nel cellophane.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Figlio di separati, allevato da sua nonna, ha avuto un’educazione religiosa. Ma a scuola dai gesuiti ha subito abusi sessuali.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Tra i 9 e i 12 anni. Avevo bisogno di attenzioni e un cinquantenne ha sfruttato con facilità la mia sensibilità di ragazzino».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;E il gesuita pedofilo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«È morto. Ma ha avuto il tempo di fare male a me e ai miei compagni. Bastava guardarlo. Ci adocchiava con la bava dall’angolo della bocca. E non era il solo. Il satirismo talare era diffusissimo».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Come l’'ha cambiata l’'esperienza?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Forse è stato il motore del mio desiderio di autoaffermazione: fare, leggere, viaggiare. Il bisogno di sentirsi utile, perché ti sentivi nulla».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ora, però, sembra strasicuro di sé.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«In realtà, sono fragile e ipersensibile. Frequento solo persone con cui mi capisco. Vado d’accordo con Maurizio Sacconi, uomo positivo e intelligente».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Il ministro del Welfare è un laico ma ha preso una posizione ecclesiale su Eluana Englaro.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Rispetto la sua posizione. Mi ha parlato dei suoi dubbi. Lo ha fatto con passione. Un esponente dell’epicità della vita, in un Paese in cui l’epicità è bandita».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Il gesuita le ha fatto perdere la fede?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Sì. Le mie figlie sono cresciute senza religione, ma con un’educazione spirituale. Io ho invece un legame con l’ebraismo, per parte di madre».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ha fatto però sesso senza tabù.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Ho amato molto. Talmente innamorato da rompere il matrimonio. Oggi, forse, direi a mia moglie: parliamone, facciamo terapia di coppia. Ma il punto è che dopo 20 anni - stavamo insieme dai 14 anni e lo siamo rimasti fino a 35 - l’appetito sessuale scompare. Ah, se ci fosse una formula per durare. Che so, lo scambio di coppie o altro».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ha una compagna?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Sono single, purtroppo. Fino a due anni fa, ho anche pensato di avere ancora un figlio. Ora so che il tempo non è dalla mia parte».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Ha messo l’occhio su qualche parlamentare?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Ce ne sono di molto carine, grazie al Cav. La Prestigiacomo, bella ed elegante. La Lanzillotta, del Pd, che ha una testa strepitosa».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Be’, ma con la testa...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Io parto dalla testa che porta il resto. Per cominciare da altrove, sono troppo vecchio».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Lei ha posato nudo sul «Venerdì».&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Potevo evitarlo. Ma siccome avevano già posato Sgarbi e Benetton, coprendosi però con le mani, mi sono detto: sono ben fatto, faccio un nudo integrale».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Con che effetto?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Il mio amico Gigi Magni ha detto: “Hai presunto troppo, non sei Rocco Siffredi”».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ha difeso la bisessualità. Bisex come Pecoraro?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«L’ho difesa per partito preso. Comunque, è pratica diffusa. Tanto che ci sono più trans che prostitute. È nella natura umana. Mi irrita invece la gaytudine fatta di mossette. Mai capito perché i gay scimmiottino le donne».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Lei era craxiano.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«L’unico modernizzatore dell’Italia. Fa rabbia vederlo riabilitato dagli stessi che lo hanno impiccato».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Tra Bobo nel Pd e Stefania nel Pdl?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Mi addolora vederli litigare per un cognome che appartiene al padre, invece di farsi un nome per conto loro».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ora è un finiano di An.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Preferirei essere del Pdl. Se si farà. Ma vedo nubi. Ringrazio però Fini che mi ha voluto. Ne apprezzo le posizioni sgradite ai suoi e alla Chiesa».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Il Cav?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Gli voglio molto bene, ma non lo sento altrettanto interessato a me».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Che idea ne ha?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Statista di livello mondiale. L’ultimo ad avere altrettanta visibilità e rispetto era stato Mussolini. Non ho mai visto, come con lui, leader di tutto il mondo andare a casa sua per condividerne le strategie».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Lei ha detto: «In teatro non mi batte nessuno». E i mostri sacri, Albertazzi, Lavia, Proietti?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Mostri sacri? Bravi attori. Proietti è il fuoriclasse vero. Lavia, un grande artigiano del teatro. Di Albertazzi non dico nulla. Con me è stato scorretto».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;L’ho beccata sul set, anziché in aula. Lei è eletto in Sardegna, gente che non perdona. Come si giustifica?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«So che tengono la leppa (coltello a serramanico, ndr) pronta. Eviterò che la usino lavorando: per loro e per tutti; dentro e fuori dall’aula». &lt;br /&gt;
</summary>
</entry>
<entry>
  <title>L'avvento di nuovi supporti tecnologici, quali internet e le chat line, ha modificato le modalità di espressione della pedofilia, che si è arricchita di ulteriori nuovi profili comportamentali e di nuove forme di diffusione e di adescamento</title>
  <link rel="alternate" href="http://www.openpolis.it/dichiarazione/382185"></link>
  <updated>2008-11-21T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>382185</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Internet è un nodo da sciogliere, le connessioni mettono in relazione persone, conoscenze e informazioni ma intessono altresì una tela che irretisce. L'onorevole Barbareschi, deputato PDL che da tempo immemore si interessa anche di Rete, ne illustra rischi e opportunità.

&lt;p&gt;
L'occasione è la conclusione dell'iter parlamentare per la proposta di legge che istituisce la giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia: sarà &quot;il punto di partenza per la creazione di una coscienza nazionale sul problema dell'aggressione sessuale nei confronti dei minori - ha dichiarato l'onorevole Barbareschi - e delle problematiche collegate anche massiccia e crescente diffusione delle nuove tecnologie&quot;.

&lt;p&gt;
L'onorevole ha in più occasioni manifestato l'urgenza di responsabilizzare la società civile, di allertare i cittadini della rete rispetto ai rischi tesi dagli strumenti messi a disposizione dalle tecnologie: &quot;L'avvento di nuovi supporti tecnologici, quali internet e le chat line - spiegava nei mesi scorsi ai colleghi in Parlamento - ha modificato le modalità di espressione della pedofilia, che si è arricchita di ulteriori nuovi profili comportamentali e di nuove forme di diffusione e di adescamento&quot;.
Barbareschi citava i dati di Telefono Arcobaleno, sottolineando come &quot;lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pornografia minorile negli ultimi cinque anni sono più che raddoppiati: il 2007 si attesta come l'anno record della pedofilia on line, con un incremento del 131 per cento rispetto al quinquennio precedente&quot;. Proprio il presidente di Telefono Arcobaleno Giovanni Arena, in occasione della Giornata Mondiale dell'Infanzia, ha sfornato i dati più aggiornati calcolando che &quot;la dimensione della pedofilia online dal 2006 a oggi è praticamente raddoppiata&quot;. È la tecnologia a celare delle insidie, ribadisce ora Barbareschi, &quot;la Rete spesso finisce per trasformarsi nella tela che sempre più di frequente cattura le nuove generazioni&quot;.&lt;br /&gt;
</summary>
</entry>
<entry>
  <title>«La tecnologia entri in classe»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://www.openpolis.it/dichiarazione/375193"></link>
  <updated>2008-10-11T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>375193</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Onorevole Luca Barbareschi, vicepresidente della commissione Trasporti e telecomunicazioni di Montecitorio, la riforma della scuola varata dal Parlamento è stata duramente contestata. Forse una parte del Paese è rimasta indietro rispetto alla politica?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

«Il dovere delle istituzioni è stare avanti rispetto alla gente comune. C’è sempre qualcosa che apre la strada. Bisogna mettere in comunicazione le parti virtuose».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Un tema del quale si è occupata anche la sua Fondazione che ha organizzato un convegno sull’importanza dei contenuti nel settore dei mass media.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;


«Bisogna decidere quali prodotti aiutano a crescere. La Rai si è svuotata di significato e trasporta i contenuti delle multinazionali straniere. Sulle autostrade della comunicazione stiamo diventando casellanti come lo siamo diventati anche su quelle reali».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Le istituzioni, quindi, devono fermare questa deriva?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

«Questa è la ragione per cui il ministro Gelmini mi ha nominato suo consulente sulle problematiche dei minori perché si rende conto che i contenuti per l’età formativa sono importanti. Qualsiasi innovazione è inutile se non ci sono contenuti validi. Bisogna potare i rami secchi e investire su quelli nuovi».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Come deve concretizzarsi questa linea?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

«Bisogna creare un link fra futuro e passato. Se i giovani sanno utilizzare il cellulare già a tre anni bisogna produrre contenuti educativi che siano sfruttabili anche su quella piattaforma. Allo stesso modo, la proposta di Brunetta delle pagelle on line è adatta ai tempi perché la scuola deve essere vissuta come propria da chi ne fa parte».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;La riforma Gelmini dovrebbe contribuire a migliorare la qualità dell’offerta formativa anche attraverso la tecnologia.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

«Si dovrà arrivare, ad avere rapporti diretti e coinvolgenti. Soprattutto se i grandi operatori delle comunicazioni saranno invogliati a fornire il contributo della loro esperienza. La tecnologia ha sempre stimolato la creatività».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Qual è il punto debole della comunicazione?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;


«Conduco una battaglia personale contro la pedofilia. Posso studiare e documentarmi su testi di medicina, di psicologia, di sociologia e poi compiere un’opera divulgativa. Ma tutto questo lavoro rischia di essere vanificato da certe fiction equivoche».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;La tv è sempre una «cattiva maestra»?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;


«Se la politica ha paura di perdere il controllo della Rai, non si riuscirà mai a trasformarla in una media company. I contenuti fanno crescere l’azienda e per produrli serve un manager con le mani libere». 
&lt;br /&gt;
</summary>
</entry>
<entry>
  <title>I tagli al cinema un errore politico. - Intervista</title>
  <link rel="alternate" href="http://www.openpolis.it/dichiarazione/357338"></link>
  <updated>2008-06-27T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>357338</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Una giornata particolare.
Molto particolare. La citazione
del capolavoro di Ettore
Scola non è per niente fuori
luogo. In primo piano c’è una
battaglia politica a favore delle
agevolazioni fiscali per il cinema
italiano. Poi ci sono due attacchi
personali ricevuti sia
con la pubblicazioni di intercettazioni
telefoniche che con
l’incendio degli uffici della sua
casa di produzione cinematografica.
Si è trovato così al centro
di un forcing molto singolare,
nel corso della giornata di
ieri, il vicepresidente della Commissione
trasporti e Comunicazioni,
Luca Barbareschi che solo nel tardo pomeriggio
(nei corridoi del Transatlantico
e grazie alla solidarietà
espressa da alcuni colleghi deputati)
ha appreso della pubblicazione
da parte di un settimanale
di una serie di colloqui telefonici
che lo riguardano.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Onorevole Barbareschi,
dopo aver letto l’anticipazione
sulla pubblicazione
delle intercettazioni, che
idea si è fatto?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Innanzitutto è giusto chiarire
che non ne è uscito fuori nulla
di particolare ma l’aspetto più
preoccupante è un altro: si parla
di una telefonata fatta a Saccà
quando ero “solo” un imprenditore.
C’era un monitoraggio che
l’azienda di viale Mazzini aveva
fatto fare ad esterni per individuare
la somma per un contributo.
Tale somma era stata definita
in 4,4 milioni di euro ma ci
si voleva limitare a 3,6 milioni.
Ora, qual è la notizia? Che parlavo
con il direttore della fiction
Rai per fare delle trattative. È
strumentale. Mi irrita il giornalismo
italiano in cerca di pettegolezzi.
Perché poi chi legge non
comprende bene il senso del
messaggio. Mettono la foto con
il titolo: intercettazioni di Barbareschi.
È solo una maniera per
sporcare l’avversario.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;È amareggiato?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

È una politica giornalistica che
lascia interdetti. Facessero inchieste
vere. Ne potrei suggerire
tante.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Cioè?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Sui migliaia di fondi distorti da
politici della sinistra “illuminata”.
Perché un’azienda “virtuosa”
come Olivetti è sparita dal mercato.
Perché molti imprenditori
italiani hanno usato i fondi della
ricerca per “rimpolparsi” holding
in Svizzera. Si potrebbe andare
avanti all’infinito. Come
funzionano gli acquisti di grandi
società come la Rai presso
grandi consociate estere. Su queste
cose nessuno indaga mai. E
parliamo migliaia di miliardi.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;E dell’incendio degli uffici
della sua casa di produzione
cinematografica Casanova
Entertainment nei
pressi di viale Mazzini a
Roma…&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Mi auguro che non sia stato un
incendio di origine dolosa, ma il
rischio c’è perché quando uno si
occupa di cose come la pedofilia
rompe sempre le scatole a qualcuno.
La Casanova è una mia
creatura, una società per la quale
ho lavorato una vita e che
adesso ho ceduto in blind trust
per il periodo in cui sarò parlamentare.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Tutto ciò nel giorno in cui
è intervenuto sui tagli al
cinema.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Sarebbe un errore politico tagliare
le gambe al cinema italiano.
Un paese che taglia le gambe alla
cultura è un paese che ha scarsissime
possibilità di crescita, anche
dal punto di vista turistico.
Nessuno ha mai fatto nulla perché
venga valorizzata l’industria
degli audiovisivi in Italia. Un
peccato, perché il cinema italiano,
quando ne ha avuto la possibilità,
è stato leader nel mondo.
Siamo in un periodo di crescita,
ma se non abbiamo una
industria degli audiovisivi, non
abbiamo una immagine nel
mondo.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Un grido d’allarme che,
comunque, non è passato
inosservato...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Il governo si è impegnato a riconsiderare
l’eliminazione della
facilitazione fiscale dei Tax Shelter
e Tax Credit, cioé gli incentivi
fiscali alle attività audiovisive.&lt;br /&gt;
</summary>
</entry>
</feed>