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  <title>Openpolis - LE ULTIME DICHIARAZIONI DI Sandro BONDI</title>
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  <updated>2009-06-22T00:00:00Z</updated>
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  <title>L'insidia più grande per la nostra democrazia è l'azione del quotidiano Repubblica.</title>
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  <updated>2009-06-22T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391658</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&quot;L'insidia più grande per la nostra democrazia&quot; è l'azione del quotidiano Repubblica, &quot;un superpartito che concentra in sé la dimensione politica, quella economica, quella culturale e perfino quella giudiziaria&quot;. Lo afferma, in una lettera pubblicata dal Giornale, il ministro per i Beni e le Attività culturali Sandro Bondi, che definisce Repubblica &quot;l'erede principale&quot; della cultura giacobina.

&lt;p&gt;
&quot;Nell'ipotesi che abbia successo il progetto destabilizzante&quot; del quotidiano, si avrebbe &quot;non la caduta di un regime, come ritiene Eugenio Scalfari, né la fuga di gerarchi felloni&quot;, ma &quot;l'indebolimento della nostra democrazia e la rovina dell'Italia&quot;.

&lt;p&gt;
Secondo il ministro, Scalfari è abile nel &quot;divulgare e accreditare nell'opinione pubblica una visione storiografica, politica e culturale che è esattamente agli antipodi della realtà&quot; e nel &quot;descrivere un regime corrotto e morente, contro il quale il suo quotidiano ha lanciato l'offensiva finale, trascinando con sè anche il Corriere della Sera e ciò che resta della sinistra&quot;.

&lt;p&gt;
La realtà, prosegue Bondi è invece che &quot;un governo democraticamente eletto subisce un'aggressione sistematica (...) sulla base di una campagna scandalistica paragonabile alla pesca con lo strascico&quot;.&lt;br /&gt;
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  <title>La lezione di Fini contro le dittature.</title>
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  <updated>2008-09-15T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Ilvo Diamanti scrive giustamente che &quot;è difficile guardare avanti quando si continua a camminare con la testa voltata indietro&quot;, a proposito di un passato che riaffiora di continuo nelle discussioni politiche.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Ma come dare torto a Walter Veltroni quando teme la perdita della memoria da parte dell'opinione pubblica italiana?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
Fra questi due estremi si pone il problema dell'unità nazionale e, in ultima analisi, il fondamento più solido della nostra democrazia.&lt;br /&gt;


La memoria del nostro passato continua purtroppo ad alimentare contrapposizioni e divisioni politiche. Sia che si parli del fascismo che addirittura del Risorgimento. Basti pensare alle incredibili dichiarazioni di una persona colta come Adriano Sofri, che aveva dato l'impressione di aver riflettuto con drammatica sofferenza e lucida intelligenza alla storia dell'estremismo rivoluzionario. Oppure alle incredibili parole pronunciate ieri dallo stesso Veltroni, sì proprio Veltroni l'uomo del dialogo e del rinnovamento della sinistra, sul valore del comunismo, sia pure nella sua tragica grandezza (sic).&lt;br /&gt;


Quanto siamo lontani da un Paese normale. Eppure solo una memoria condivisa del nostro passato può al contrario rendere normale la nostra democrazia e vita politica. Bene ha fatto perciò il presidente della Camera, Gianfranco Fini, a ripetere il giudizio inappellabile nei confronti del fascismo. In questo modo, il leader di Alleanza Nazionale e del costituendo Partito della Libertà compie un atto di verità, favorendo al tempo stesso l'evoluzione positiva dell'intero sistema politico italiano.&lt;br /&gt;


Quando anche nel nostro Paese tutti saranno disposti a dichiarare la stessa e inequivocabile condanna verso tutti i totalitarismi che hanno funestato il Novecento (l'equivalenza di nazismo, comunismo e fascismo), allora saremo davvero sicuri di essere diventati una democrazia normale, di cui la libertà e la democrazia sono gli unici valori fondanti. &lt;br /&gt;
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  <title>&quot;Voglio un superdirettore per tutti i musei italiani&quot;  -  Intervista</title>
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  <updated>2008-07-22T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>358177</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Ministro Sandro Bondi, il turismo in Italia è legato alla ricchezza di beni culturali: lei crede che la crisi di questi anni sia dovuta alla cattiva gestione del nostro patrimonio?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Sicuramente c’è qualcosa che non va. Si dice comunemente che i beni culturali siano il nostro petrolio, ma è un petrolio che non riusciamo ad estrarre».&lt;br /&gt;
 
&lt;b&gt;
E la colpa di chi è?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Ci sono certamente altre cause che spiegano il ritardo accumulato nello sviluppo del turismo culturale, come la mancanza di moderne catene alberghiere, la crisi della nostra compagnia di bandiera, i limiti delle infrastrutture, l’assenza di un progetto di comunicazione. Ma pesa anche l’incapacità di sfruttare al meglio le nostre bellezze».&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;Per citare casi recenti, i media stranieri parlano di Pompei come se avessimo un gioiello che non sappiamo valorizzare...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Non possiamo dire di puntare sul turismo se lasciamo le vetrine culturali dell’Italia nelle condizioni di Pompei. Nessuno ha mai fatto niente, io non mi sono rassegnato e ho preso un provvedimento unico nella storia del nostro Paese».&lt;br /&gt;
 
&lt;b&gt;
Il modello del commissario può essere applicato ad altri beni culturali?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Sì, credo che il provvedimento per Pompei possa diventare un modello. E parlo di gestioni autonome dei Beni culturali con fondazioni o consorzi, frutto della collaborazione tra il ministero, gli enti locali e i privati, che sono le più efficienti».&lt;br /&gt;
 
&lt;b&gt;
Altri esempi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Due settimane fa abbiamo siglato un accordo con le fondazioni bancarie per la Reggia di La Venaria in Piemonte. Poi un consorzio per la gestione di Villa Reale di Monza».&lt;br /&gt;
 
&lt;b&gt;
E nei prossimi mesi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Sto lavorando a un piano nazionale dei musei italiani. Voglio dimostrare che è possibile valorizzarli, destinando risorse adeguate, sia pubbliche che private. Ho deciso di bandire un concorso aperto anche agli stranieri per il posto di direttore generale per i musei italiani».&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;Potremmo avere un capo dei musei non italiano?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Adesso non c’è la figura di direttore generale. Io voglio, entro la fine dell’anno, istituirla. E il bando pubblico sarà internazionale». &lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Quante sono le risorse?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Venti milioni del governo per quest’anno. Con le fondazioni spero di arrivare in tutto a 40 milioni».&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;E sul fronte del turismo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Con Michela Brambilla lavoro a un piano per la valorizzazione degli itinerari turistico culturali, con particolare attenzione all’Italia minore, alle piccole città d’arte che rappresentano una ricchezza diffusa senza paragoni nel mondo. Poi io vorrei sostenere l’arte contemporanea, in modo da lasciare alle nuove generazioni testimonianze nobili e alte della nostra civiltà».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; È riuscito ad evitare i temuti tagli nella manovra. Si aspettava gratitudine dal mondo del cinema?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«A parte l’eccezione di alcuni esagitati, i produttori, gli esercenti, gli attori e i registi hanno dimostrato rispetto e attenzione. Adesso il secondo obiettivo che mi pongo è quello di realizzare in Italia una agenzia nazionale per il cinema».&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;Un nuovo carrozzone?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Al contrario, è un modo per semplificare visto che ingloberà tutti gli enti esistenti, sul modello francese».&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;È possibile evitare che siano finanziati film che non arrivano nelle sale?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«È necessario. Non intendo più accettare lo scandalo di film finanziati dallo Stato solo perché piacciono ad alcuni pseudo-intellettuali di sinistra innamorati delle loro idee e soprattutto delle loro piccole botteghe. Questo scandalo deve finire».&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;Magari i sussidi potrebbero scomparire...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Non è uno strumento tutto negativo. Due film come Il Divo o Gomorra hanno ricevuto un contributo e il pubblico li ha premiati».&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;Ci sono categorie che sono per definizione di sinistra e lei ha forse a che fare con le più agguerrite. Non le viene la tentazione di scardinare quel mondo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«È un mondo complesso e io lo conosco bene».&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;Un tempo si parlava di egemonia culturale della sinistra. Esiste ancora?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«È più uno stereotipo che una realtà. La sinistra non ha mai esercitato una vera egemonia nella cultura italiana, anche se è vero che è riuscita ad impadronirsi dei gangli dell’organizzazione culturale nelle università, nelle case editrici, nei giornali e nelle televisioni e perfino nella magistratura».&lt;br /&gt;
 
&lt;b&gt;Detta così è egemonia...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Diciamo che è un mondo costituito da diversi gironi. Il primo è formato da funzionari, con il compito di organizzare la cultura in modo da renderla funzionale agli obiettivi politici della sinistra. Il secondo è formato da coloro che ritengono essere chic dichiararsi di sinistra. Il terzo è formato da tutti quegli intellettuali che, fino a oggi, per poter lavorare sapevano di doversi rivolgere ai funzionari».&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;Sono i suoi interlocutori?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Con loro si può e si deve dialogare, perché sono alla ricerca di nuove relazioni e protagonisti. Il mio obiettivo non è quello di sostituire questo sistema con un altro di diverso segno politico. Voglio costruirne uno nuovo fondato sulla libertà e sul riconoscimento dei veri uomini di cultura». &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Perché dice spesso di non essere di destra?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Perché sono onesto intellettualmente. Non sarei onesto se dicessi di essere un campione del liberalismo».&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;Si sente un ex Pci?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«La mia vicenda personale è quella di un cattolico che aderisce giovanissimo al Pci di Berlinguer sull’onda delle speranze suscitate dal compromesso storico». &lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Poi però approda al centrodestra...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Se non si comprende come una persona come me possa giungere ad abbracciare la causa di Berlusconi si comprende poco della storia del nostro Paese».&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;Nelle sue materie ritiene sia necessario dialogare con la sinistra?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Bisogna dialogare con chi ha idee. Con Salvatore Settis, presidente del Consiglio nazionale dei Beni culturali, ad esempio, non ho opinioni perfettamente coincidenti, ma gli riconosco un impegno senza riserve, un rigore e una moralità sempre più rara».&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;Chi tra i tanti esponenti della cultura che ha incontrato l’ha delusa di più?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Chi non alcun rispetto per me come persona, non tanto come ministro».&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;Il meno ostile?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Non voglio comprometterlo».&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;Non teme che a volte la buona educazione possa nuocerle?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«No. E neppure una certa bontà, perché sono certo che la bontà alla fine è una forza travolgente».&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;Cosa sarebbe successo se fosse stato meno buono con Umberto Eco?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Ho seguito ugualmente la sua lezione, che francamente ho trovato noiosa. Non vedevo l’ora di andarmene».&lt;br /&gt;
 






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  <title>AZZERO 200 NOMINE DI RUTELLI.</title>
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  <updated>2008-05-29T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Il Ministro Sandro Bondi azzera le nomine del suo predecessore al ministero dei beni Culturali Francesco Rutelli.&lt;br /&gt;
 Oltre 200 nomine di seconda fascia, fatte dall'allora Ministro Rutelli nel marzo scorso e che avevano sollevato non poche polemiche, sono state annullate con un provvedimento firmato dal Capo di Gabinetto Salvatore Nastasi.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 La notizia e' stata annunciata dal sindacato autionomo Confsal che ha allegato il provvedimento del capo di Gabinetto del ministro Sandro Bondi.&lt;br /&gt;
 &quot;Si rende noto che questo Gabinetto - si legge -, a seguito delle osservazioni formulate dalla Corte dei Conti, ha provveduto a ritirare il Decreto Ministeriale 28 febbraio 2008, concernente l'articolazione degli uffici dirigenziali di livello non generale dell'amministrazione centrale e periferica. &lt;br /&gt;
Tanto si rappresenta in particolare ai Direttori Regionali, per le necessarie, urgenti comunicazioni che dovranno essere inoltrate alle componenti sezioni di controllo della Corte dei Conti, alle quali siano stati gia' trasmessi, per la prescritta registrazione, i Decreti di conferimento di incarichi dirigenziali di livello non generale&quot;.&lt;br /&gt;
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  <title>CASINI HA COMPIUTO TRE ERRORI CAPITALI</title>
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  <updated>2008-03-30T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html"> &lt;br /&gt;
&quot;I tre errori capitali compiuti da Casini nel corso di questi ultimi anni: il logoramento dall'interno del governo Berlusconi, fino a teorizzare una discontinuita' e l'apertura di una crisi di governo; il rifiuto di stipulare una federazione tra Forza Italia ed Udc come nucleo fondamentale del Partito popolare europeo in Italia; e, infine, la mancanza di lungimiranza politica nel non aderire alla prospettiva politica del partito dei moderati, dei cattolici e dei liberali italiani condannandosi nel futuro alla irrilevanza politica.&lt;br /&gt;
 E lo dice uno come me che ha sempre cercato fino all'ultimo secondo di salvare un rapporto con l'Udc&quot;.&lt;br /&gt;
 E' quanto ha detto Sandro Bondi, coordinatore di Forza Italia.&lt;br /&gt;

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  <title>IL TENTATIVO DI VELTRONI NAUFRAGA SUGLI SCOGLI DELLA REALTA'</title>
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  <updated>2008-03-06T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">&lt;b&gt;''In queste ore emerge chiaramente, che il tentativo di Veltroni di conciliare gli opposti attraverso l'illusorio e disinvolto strumento della parola naufraga sugli scogli della realta' e della mancanza di una riflessione seria sugli errori compiuti nel passato''.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Lo afferma Sandro Bondi, coordinatore nazionale di Forza Italia, convinto che ''il nuovo infatti puo' nascere solo in seguito ad una riflessione rigorosa e quindi sofferta sul proprio passato, altrimenti si tratta solo dell'ennesima scorciatoia che conduce a ripetere sempre gli stessi errori, in una sorta di coazione a ripetere''.&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt;''In Prodi almeno - va detto per onesta' - c'era la presunzione, fondata su una concezione culturale radicata nella storia italiana, seppure fallito miseramente, di rappresentare la sintesi tra la tradizione comunista e quella cattolico democratica, mentre ora siamo semplicemente di fronte ad una melassa politica derivante da un freddo cinismo di potere mescolato ad un nuovismo falso e ipocrita'', conclude.&lt;/b&gt; </summary>
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  <title>FI non candiderà chi ha procedimenti penali in corso</title>
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  <updated>2008-02-21T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">“Nel corso del nostro primo incontro abbiamo delineato e concordato i criteri essenziali per la formazione delle liste elettorali”. Inizia così la lettera inviata dal coordinatore nazionale di Forza Italia, Sandro Bondi, ai coordinatori regionali, ai membri del comitato candidature e al presidente Silvio Berlusconi. “Fermo restando la decisione di riconfermare in linea di massima i parlamentari uscenti che abbiano lavorato con lealtà e impegno in questa legislatura e riconfermando l'esclusione della candidatura per i consiglieri regionali e per i parlamentari europei, salvo per coloro che ricoprono responsabilità politiche nazionali o svolgono rilevanti funzioni in questa campagna elettorale, ti invito – continua la lettera – a tenere in considerazione nella formulazione di nuove proposte del loro grado di rappresentatività sul territorio locale di carattere locale o nazionale. Per quanto riguarda la riconferma dei parlamentari uscenti è necessario valutare il numero delle legislature ricoperte, il loro radicamento territoriale, l'impegno profuso a favore del partito specialmente in occasione delle grandi manifestazioni promosse in due anni di opposizione, con l'obiettivo – prosegue la missiva di Bondi – di favorire un necessario e naturale ricambio della nostra rappresentanza parlamentare, con particolare attenzione alle donne e ai giovani. In ultimo, ti ricordo, che eventuali procedimenti penali che riguardano nostri parlamentari o eventuali candidati, esclusi naturalmente quelli che, come sappiamo, hanno un’origine di carattere politico, costituiscono un motivo sufficiente di esclusione, soprattutto per un partito come il nostro che – conclude Bondi – dalla sua nascita ha sempre potuto vantare un’assoluta onestà da parte di tutti i suoi rappresentanti”.</summary>
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  <title>Mozione per un &quot;adeguamento della legge sull'interruzione di gravidanza&quot;</title>
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  <updated>2008-01-05T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">(...) a quasi trent'anni dall'introduzione della legge sull'interruzione di gravidanza in Italia, i grandi cambiamenti intervenuti nel costume, nelle pratiche mediche e nelle tecniche diagnostiche, rendono indifferibile un adeguamento della legge attraverso l'emanazione di linee guida da parte del Ministero della salute; 

(...)
le linee guida dovrebbero servire anche a richiedere alle regioni informazioni attualmente trascurate, per esempio:

a) il numero di colloqui svolti nei consultori e il corrispondente numero di certificati rilasciati. Questo dato (necessariamente parziale, perché esclude le donne che si rivolgono ai medici privati) può però fornire un'idea dello stato di applicazione dell'articolo 2 della legge, cioè della capacità dei consultori di intervenire per evitare gli aborti, e proporre alle donne aiuti concreti e soluzioni agli eventuali problemi che le inducono ad interrompere la gravidanza;

b) il numero di bambini nati vivi in seguito ad aborti tardivi (effettuati cioè oltre i 90 giorni);

c) quando si tratti di interruzioni di gravidanza tardive, dovrebbe sempre essere comunicata la settimana di gestazione (e non soltanto l'indicazione generica «entro i 90 giorni» e «oltre i 90 giorni»);

d) quando, secondo l'articolo 6, l'interruzione di gravidanza viene effettuata perché sono accertate «rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro che determino un grave pericolo per la salute psichica o fisica della donna», l'accertamento diagnostico deve essere verificato dopo l'aborto. È di fondamentale importanza, infatti, sapere quale effettivo riscontro hanno le diagnosi prenatali, che spesso si basano non su certezze ma su probabilità;

e) per promuovere politiche di sostegno alle maternità difficili, e campagne mirate contro l'uso dell'aborto a fini eugenetici, è importante conoscere e rendere pubblici i dati sulle patologie fetali in base alla quale si ricorre all'articolo 6. Sarebbe utile compilare annualmente una casistica delle patologie in base alle quali le donne italiane decidono di interrompere la gravidanza, e prevedere la raccolta di informazioni (per esempio grazie a un colloquio con uno psicologo) sui motivi che spingono le donne a non tenere un figlio diversamente abile; (...)</summary>
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  <title>Una mozione per rivedere la 194</title>
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  <updated>2008-01-01T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Piena concordanza con le parole di monsignor Ruini, e l'annuncio di una mozione parlamentare per rivedere le linee guida della legge 194. Il coordinatore nazionale di Forza Italia, Sandro Bondi, premettendo di parlare &quot;a titolo personale&quot;, plaude alle affermazioni del porporato, che in un'intervista al Tg5 si è detto favorevole alla proposta di una moratoria degli aborti lanciata da Giuliano Ferrara all'indomani dell'approvazione, all'Onu, della moratoria delle esecuzioni capitali e ha parlato della necessità di migliorare la legge sull'interruzione di gravidanza.

&lt;p&gt;
Bondi si dice convinto &quot;di dover rappresentare le ragioni dei laici come dei credenti di Forza Italia, uniti dalla difesa della dignità della persona e del valore sacro della vita. Alla luce di questi valori - ricorda - ho presentato una mozione parlamentare per rivedere le linee guida della Legge 194, sulla base della necessità di tenere conto delle nuove possibilità tecnologiche che rischiano di inficiarne i principi ispiratori&quot;.</summary>
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