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  <title>Openpolis - LE ULTIME DICHIARAZIONI DI Salvatore CUFFARO</title>
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  <updated>2010-03-19T00:00:00Z</updated>
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  <title>Pensione record all'ex direttore generale dell'emergenza rifiuti, 1.369 euro al giorno.</title>
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  <updated>2010-03-19T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Quasi 500 mila euro l'anno, 41.600 euro al mese, 1.369 euro al giorno all'avvocato Felice Crosta, per un diritto stabilito da una legge della Regione siciliana, approvata nella stagione d'oro del governatore Cuffaro.

Alcuni paragoni: Giorgio Napolitano, ha un'indennità annua di circa 220 mila euro. Carlo Azeglio Ciampi, circa 408 mila euro.

Felice Crosta è il dirigente che negli ultimi 10 anni ha gestito l'emergenza rifiuti in Sicilia: &quot;Un'emergenza che non è finita: gli Ato, gli organismi che dovevano assicurare il servizio di raccolta e smaltimento, hanno accumulato oltre un miliardo di debiti, la gara per i termovalorizzatori è stata annullata dall'Unione europea e i cassonetti stracolmi autorizzano ormai i paragoni con la Campania. Ma Crosta, prima da vicecommissario per l'emergenza poi da capo dell'agenzia siciliana per i rifiuti, in questi anni ha visto accrescere i propri compensi fino a 460 mila euro. Una cifra che il suo mentore, l'ex governatore Salvatore Cuffaro, gli accordò nel marzo 2006.&quot;</summary>
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  <title>Sicilia. Cuffaro svela Lombardo. «Vuole tutto. Paralizzerà la Regione»  -  Colloquio</title>
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  <updated>2009-05-23T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&quot;Quando il governatore ero io, non c`è nomina che non abbiamo fatto insieme&quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 Se lo ricorda il gallo che le regalò Lombardo, senatore? &lt;br /&gt;
Totò Cuffaro sorride, al ricordo del dono di quello che allora erail suo miglior amico, oltre che il suo alleato più fedele. «Certo che me lo ricordo» sussurra. Lui gli aveva regalato un maialino, e l`altro aveva ricambiato con il più bello dei suoi galli. Altri tempi.

&lt;p&gt;
Oggi il suo ex amico Raffaele ha annunciato la sua nuova giunta: la prima da 24 anni a questa parte - in cui Totò non entra o non designa almeno un assessore. Da questo momento è fuori dalla Regione, danaroso epicentro del potere in un`isola sempre più povera. E` l`ultimo atto, mormorano a Palermo, della &quot;decuffarizzazione&quot; della Sicilia.&lt;br /&gt;


Eppure lui è di ottimo umore. Ha passato momenti peggiori:l`avviso di garanzia per concorso esterno in associazione mafiosa, per esempio.&lt;br /&gt;


O la condanna che lo costrinse a dimettersi da presidente della Regione.

&lt;p&gt;
Siamo nel suo studio, al secondo piano di un elegante condominio, davanti a una scrivania circondata da crocifissi e madonnine. «Quella è la Madonna di Tindari, quella è l`Immacolata Concezione, quella è la Madonna di Fatima, quella viene dal Brasile, quella dalla Spagna.

Me ne hanno regalate quattrocento, tra crocifissi e madonnine, quando è successo il mio fatto». Parla della condanna e delle dimissioni?&lt;br /&gt;
 «No, parlo dell`avviso di garanzia».&lt;br /&gt;


Ah, ecco.

Quando ancora Lombardo avvertiva: «Rinnegare Cuffaro è da vermi», e Totò diceva di Raffaele:&lt;br /&gt;


«Il nostro legame è indissolubile».

Oggi invece il suo successore a Palazzo d`Orleàns sta mettendo alla porta uno dopo l`altro tutti gli uomini del suo ex amico e alleato.

Ma lui non ci sta, a passare per il vecchio che viene cacciato dal nuovo. «Lombardo sta smantellando se stesso. E` stato il mio segretario regionale, nell`Udc.

E`stato il mio amico più caro, in politica, fin da quando frequentavamo insieme la segreteria di Calogero Mannino.

&lt;p&gt;
Non c`è una sola nomina, non c`è una sola decisione politica, che io non abbia concordato preventivamente con lui. Prima ci mettevamo d`accordo noi due, poi convincevamo gli altri partiti ad accettarle».&lt;br /&gt;
 Io e Lombardo, spiega Cuffaro, eravamo una cosa sola. &lt;br /&gt;
«Sa una cosa? Io ho litigato una sola volta nella mia vita con Casini. Per nominare assessore un uomo di Lombardo, Pistorio. E sa quale assessorato gli diedi? L`assessorato alla Sanità. Infatti se lei va a vedere, buona parte dei direttori generali delle Asl siciliane sono uomini di Lombardo. &lt;br /&gt;
Suo cognato, per dire, è direttore generale a Enna. &lt;br /&gt;
A Catania, a Messina, a Caltagirone, a Palermo, a Caltanissetta, lei trova tutti uomini dell`Mpa di Lombardo. &lt;br /&gt;
Perciò quando sento dire che vuole smantellare la Sanità, io dico: si smantella da solo». Vuol dirmi, senatore, che lei non piazzò i suoi nomi nelle Asl? «Per carità, c`è pure qualche amico mio. Si capisce. Ma sono sempre di meno.&lt;br /&gt;


Uno è morto, un altro si è dimesso».
&lt;p&gt;

Però il &quot;cuffarismo&quot; era un sistema di potere sotto gli occhi di tutti, non se l`è inventato Lombardo.&lt;br /&gt;


«Parla dei direttori generali degli assessorati? Anche lì, ripeto, ogni nome lo scegliemmo insieme, io e Raffaele. Oggi vedo che quei nomi sono stati sostituiti, in buona parte, con quelli di dirigenti dell`Mpa. E questo lo chiama &quot;decuffarizzare&quot;? Vogliamo parlare di quello che è successo all`assessorato alla Sanità?».&lt;br /&gt;


Parliamone: dicono che lei non abbia preso bene il taglio dei fondi per le case di cure e i laboratori d`analisi, che lo scontro con Lombardo sia cominciato proprio da lì.&lt;br /&gt;
 «Macchè. La rottura è avvenuta quando lui, eletto presidente, ha cominciato a prendere le distanze da me.&lt;br /&gt;


Umanamente. Quando non ha smentito la notizia, falsa, che io ero rimasto quattro ore nella sua anticamera. Quando ha lasciato fuori dalla sua giunta l`unico nome che gli avevo dato io, il capogruppo dell`Udc. Voleva accreditare l`idea che io fossi il vecchio e lui il nuovo. Dopo di ché lui ha sbagliato tutto. &lt;br /&gt;
Ha voluto governare senza coinvolgere gli altri partiti. Ha rinnegato quello che c`era scritto nel programma».

&lt;p&gt;
E ha impugnato la bandiera dell`autonomismo, sfidando persino Berlusconi. Cuffaro alza gli occhi al cielo.&lt;br /&gt;
 «Se essere autonomisti significa fare quello che si vuole senza dar conto a nessuno, Lombardo è certamente un autonomista. Ma non tiriamo in ballo la difesa dell` autonomia siciliana perché è solo una burla indecente. &lt;br /&gt;
Lui sta solo utilizzando il suo ruolo istituzionale per portare voti al suo partito. Punto.

&lt;p&gt;
Non si fa un governo senza maggioranza». Il sottosegretario Micciché ha scommesso una cena per tutti i 90 membri dell`Assemblea regionale che la mozione di sfiducia contro Lombardo non avrà più di dieci voti.&lt;br /&gt;
 «E probabilmente non ha torto. Ma certo l`Assemblea non approverà le leggi proposte da questo governo. Dunque andremo alla paralisi. Se davvero Lombardo vuol bene alla Sicilia, si dimetta e ci faccia tornare alle urne».&lt;br /&gt;
 Magari qualcuno dei vostri potrebbe appoggiarlo.&lt;br /&gt;
 «Il primo che lo fa è espulso dal partito».

&lt;p&gt;
Il cameriere porta via il caffè, il telefonino di Cuffaro riprende a squillare, deve andare a un incontro elettorale.&lt;br /&gt;
 Ma il gallo, gli domando, che fine ha fatto il gallo di Lombardo? &lt;br /&gt;
«Una brutta fine, purtroppo. Ha cominciato a beccare e a uccidere le galline. Ci abbiamo fatto il brodo. Raffaele si è mangiato il maiale che gli avevo regalato io, io mi sono mangiato il gallo che mi aveva regalato lui. Direi che siamo pari».

&lt;p&gt;
Guardate i direttori generali degli assessorati: sostituiti in gran parte con dirigenti del suo partito, l`Mpa.&lt;br /&gt;
 Lui si è mangiato il maialino che gli avevo regalato io, io il gallo che mi aveva regalato lui. Siamo pari, direi.&lt;br /&gt;
  
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  <title>Farò di tutto per impedire l'elezione di Miccichè a presidente della Regione siciliana</title>
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  <updated>2008-02-08T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Fumata nera al vertice siciliano della Casa delle libertà per trovare un nome condiviso per la candidatura alla presidenza della Regione Sicilia. I candidati sono sostanzialmente quattro: Gianfranco Miccichè per Forza Italia, Raffaele Lombardo per l'Mpa (Movimento per l'autonomia), Pippo Scalia per An e Saverio Romano per l'Udc.

&lt;p&gt;
CUFFARO: «MAI MICCICHÈ» - «Farò di tutto per impedire l'elezione di Miccichè a presidente della Regione siciliana», ha detto l'ex governatore Salvatore Cuffaro, le cui dimissioni dopo la condanna a cinque anni per aver favorito un mafioso e l'interdizione dai pubblici uffici hanno causato la fine della legislatura regionale e imposto nuove elezioni (che non si terranno in corrispondenza con le politiche del 13-14 aprile). «Quando Miccichè mi ha chiesto di dimettermi perché altrimenti avrei danneggiato l'immagine della Sicilia, l'ho fatto», ha spiegato Cuffaro. «Ma proprio perché amo quest'isola, adesso farò di tutto per impedire che lui possa danneggiare la Sicilia con la sua elezione».</summary>
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  <title>Mi dimetto da Governatore della Sicilia. E' una decisione irrevocabile.</title>
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  <updated>2008-01-26T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Lascia il Governatore della Sicilia. Anticipando il procedimento di sospensione avviato presso il ministero dell'Interno e richiesto dalla procura di Palermo, Salvatore Cuffaro annuncia le sue dimissioni &quot;irrevocabili&quot;. Dopo le polemiche legate alla condanna a cinque anni di reclusione per favoreggiamento, il Governatore abbandona perchè &quot;non può essere fattore di divisione&quot;: &quot;Mi dimetto per non tradire quegli ideali ai quali sono stato educato. Lo faccio per la mia famiglia e lo faccio come ultimo atto di rispetto verso i siciliani&quot;.

&lt;p&gt;
L'aveva anticipato suo fratello Silvio Cuffaro, sindaco di Raffadali, prima che iniziasse l'assemblea regionale: &quot;Festeggeremo con i cannoli. Mio fratello è molto sereno, adesso potrà occuparsi della sua famiglia&quot;.</summary>
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  <title>Salvatore Cuffaro si è dimesso.</title>
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  <updated>2008-01-26T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">PREFERISCO LA VIA DELL'UMILTA' 
&quot;Francamente preferisco la via dell'umiltà. Lo faccio per non tradire quegli ideali ai quali sono stato educato, lo faccio per la mia famiglia e lo faccio come ultimo atto di rispetto verso i siciliani, che in questi anni ho servito con dedizione, semplicità e con quella onestà che sono certo mi verrà completamente riconosciuta&quot;.
&lt;br /&gt;
Il presidente della Regione, Salvatore Cuffaro, ha motivato così, nel suo discorso in aula, la decisione di dimettersi.
&lt;p&gt;
&quot;Fino a quando non ci sarà una sentenza definitiva - ha spiegato - ci sarà una verità processuale e una verità sostanziale. Con la mia decisione rispetterò la prima, in coerenza con il comportamento che ho tenuto in questi anni nei confronti della magistratura e delle istituzioni, ma con determinazione - ha concluso il Governatore - mi batterò, in tutte le sedi, per l'affermazione della verità sostanziale, a difesa della mia vita pubblica e privata&quot;.</summary>
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  <title>Mai festeggiato la mia condanna a 5 anni</title>
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  <updated>2008-01-20T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">«Non ho mai festeggiato, perchè è forte in me la consapevolezza del peso della condanna a mio carico». 


&lt;p&gt;&lt;p&gt;Il presidente della Regione Sicilia Totò Cuffaro torna a ribadire con forza il concetto, difendendosi così da quanti (dopo la sentenza di primo grado che lo condanna il presidente della Regione Sicilia a cinque anni di reclusione e all'interdizione dai pubblici uffici per rivelazione di segreto d'ufficio e favoreggiamento semplice) lo accusano di aver festeggiato, con tanto di cannoli, il verdetto dei giudici. 

&lt;p&gt;«Ho solo detto, e lo ribadisco da tre giorni, che ho provato conforto per una sentenza che stabilisce che io - aggiunge - non ho mai favorito nè la mafia nè i singoli mafiosi. L'ho detto e lo ribadisco, non sento nessuna voglia di festeggiare, evidentemente a qualcuno fa comodo strumentalizzare, anche i gesti più normali della buona creanza com'è quello di offrire un caffè ai giornalisti intervenuti alla conferenza stampa».


&lt;p&gt;«È vergognoso - continua Cuffaro - strumentalizzare il fatto che abbia sollevato un vassoio con dei cannoli (portato in buona fede da qualcuno dei tantissimi che si sono stretti a me per abbracciarmi) come i tanti presenti hanno potuto verificare, al solo scopo di toglierlo dal tavolo dove ci stavamo sedendo per fare la conferenza stampa». 


&lt;p&gt;«Chiedo ai giornalisti presenti e che hanno potuto constatare che non c'è stato alcun festeggiamento, di aiutarmi a ristabilire il reale svolgimento dei fatti - aggiunge -. A nessuno auguro il calvario che abbiamo vissuto in questi lunghissimi cinque anni io e la mia famiglia, ma, quelli che come me, e sono purtroppo tantissimi, hanno dovuto sopportare per tanti anni il dramma di una accusa così infamante credo possono comprendere come ci si senta ad essere sollevati da un'accusa così pesante. Almeno in questo chiedo di essere capito».</summary>
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  <title>Condannato a 5 anni per mafia: &quot;Resto presidente della regione: non ho mai favorito la mafia&quot;</title>
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  <updated>2008-01-18T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Talpe Dda, Cuffaro condannato a 5 anni&lt;br /&gt;

Favoreggiamento e rivelazioni di segreti d'ufficio senza aggravanti
&lt;p&gt;

Il presidente della Regione siciliana, Salvatore Cuffaro, imputato di favoreggiamento aggravato alla mafia e violazione di segreto d'ufficio, è stato condannato a cinque anni di reclusione per favoreggiamento semplice nel processo di primo grado sulle Talpe alla Procura di Palermo. Cuffaro è stato anche interdetto dai pubblici uffici per tutta la durata della pena. Prima della lettura della sentenza Cuffaro, presente in aula, aveva detto: «Sono rispettoso delle istituzioni».

&lt;p&gt;
RESTO PRESIDENTE - Il Presidente della regione Sicilia dopo la sentenza ha aggiunto: «Resto presidente della regione: non ho mai favorito la mafia. Quello che farò lo sapete già. Domani alle 8 sarò al mio tavolo da lavoro. Grazie a tutti i siciliani che mi hanno sostenuto»</summary>
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  <title>Mai posto in essere condotte tese a favorire la mafia</title>
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  <updated>2007-10-15T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">&amp;quot;Ho appreso delle richieste formulate dai pubblici ministeri con amarezza, sentimento accresciuto dall'intima consapevolezza che mai mi ha abbandonato in questi anni, di non avere mai posto in essere condotte tese a favorire la mafia&amp;quot;.</summary>
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