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  <title>Openpolis - LE ULTIME DICHIARAZIONI DI Umberto BOSSI</title>
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  <updated>2010-02-15T00:00:00Z</updated>
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  <title>La protezione Civile non deve diventare una Spa e non deve sparire.</title>
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  <updated>2010-02-15T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">&lt;br /&gt;
E' il parere del segretario federale della Lega Nord, Umberto Bossi, che da Pavia sollecita il mondo politico a una riflessione perche' ''bisogna stare molto attenti a fare certe scelte''.

&lt;p&gt;
Bossi, che questa mattina ha partecipato insieme al ministro Tremonti all'inaugurazione del primo centro nazionale di adroterapia oncologica all'ospedale di Pavia, ha ricordato proprio la posizione gia' espressa dal ministro dell'Economia sulla questione: ''Tremonti lo aveva detto da tempo e aveva ragione: quando non ci sono i controlli, nascono i pasticci e in politica ci devono essere controlli.

&lt;p&gt;
Nessuno in politica - ha concluso Bossi - puo' evitare di avere controlli''.&lt;br /&gt;
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  <title>Rivedere la legge sui pentiti</title>
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  <updated>2009-12-06T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Il ministro per le Riforme, Umberto Bossi, ritiene che la legge sui pentiti sia da rivedere. Ai giornalisti che, a Palazzo Marino dove ha visitato il presepe insieme al sindaco di Milano Letizia Moratti, gli chiedevano se la legge fosse da rivedere ha risposto: «Per me sì». Quanto all’arresto di Gaetano Fidanzati ieri a Milano, Bossi ha constatato che «dovunque ci siano i soldi la mafia cerca di infiltrarsi». Tornando poi sulle dichiarazioni del boss pentito Gaspare Spatuzza, il leader della Lega ha ribadito la sua fiducia nel presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. «Non credo - ha detto - vada in giro a mettere bombe. La mafia si è un po' arrabbiata perché noi abbiamo fatto leggi pesantissime contro la mafia. Per questo la mafia si è mossa e si sta muovendo».&lt;br /&gt;

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  <title>Elezioni regionali. &quot;Alla Lega i presidenti di Piemonte e Veneto&quot;</title>
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  <updated>2009-11-07T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>418764</id>
  <summary type="html">

&lt;br /&gt;
Varese - &quot;A noi vanno Veneto e Piemonte, la Lombardia resta a Formigoni con un vicepresidente della Lega&quot;.
&lt;p&gt; Così il segretario della Lega Nord Umberto Bossi ha parlato dello stato delle trattative nel centrodestra per la definizione delle candidature per i presidenti delle regioni in vista delle elezioni della prossima primavera. Bossi ha inaugurato oggi pomeriggio la sezione della Lega Nord di Somma Lombardo in provincia di Varese.

&lt;p&gt;
&quot;Non applicheremo sentenza sul crocifisso&quot;.&lt;br /&gt;
 &quot;Se anche il ricorso del Governo andasse male e fosse confermata la prima sentenza, il governo non la applicherebbe&quot;, ha dichiarato il ministro delle Riforme riguardo alla sentenza della corte europea sui crocifissi nelle scuole. &quot;I magistrati anche quando sono europei decidono sopra il popolo e contro il popolo, questo non va bene, il popolo è contrario a questa sentenza che è stata fatta da un magistrato europeo -ha concluso Bossi- e che è contro il popolo&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;Bersani parte male&quot;.&lt;br /&gt;
 Il leader del Pd, Pier Luigi Bersani, &quot;Parte male. Non ha capito che chi è contro la Lega è morto&quot;. Umberto Bossi ha commentato così le dichiarazioni del leader del Pd che oggi ha sostenuto la necessità di un’assemblea dei sindaci del Pd per fare del vero federalismo, perchè la &quot;Lega racconta favole&quot;. 
&lt;p&gt;Il ministro non ha gradito queste affermazioni: &quot;quello di Bersani è un errore. Non ha capito che al di sopra del Po chi è contro la Lega è morto. Questo, indipendentemente dal fatto che chi è alleato con la Lega vince le elezioni&quot;.

&lt;p&gt;
Giustizia, testo pronto.&lt;br /&gt;
 Il leader della Lega, Umberto Bossi, auspica l’apertura di un dialogo con l’opposizione in commissione sul tema della riforma della giustizia. &quot;Abbiamo le nostre idee, abbiamo già scritto il primo testo - ha detto durante l’inaugurazione di una nuova sede del partito - adesso bisognerà portarlo in commissione e trattare con l’opposizione&quot;.&lt;br /&gt;

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  <title>C'è un tentativo di fare fuori Tremonti, ma io lo proteggo.</title>
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  <updated>2009-10-23T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">&lt;br /&gt;
l leader della Lega Umberto Bossi torna a ribadire il suo sostegno al ministro dell'Economia, criticato negli ultimi giorni anche all'interno della maggioranza di governo per le esternazioni sul posto fisso e colto di sorpresa dalle parole del premier sull'Irap.
&lt;p&gt; Tremonti non si era recato nella mattinata di venerdì a Palazzo Chigi dove alle 12 era convocato il Cdm - riunione poi annullata - ed era rimasto al ministero in attesa del ritorno di Berlusconi dalla Russia.&lt;br /&gt;
 Solo nel pomeriggio il titolare del ministero di via XX Settembre ha raggiunto Palazzo Chigi per la riunione tra il governo e le Regioni per definire l'accordo sul patto per la salute 2010-2012 e per discutere il tema dei fondi Fas e delle competenze in materia di turismo.
&lt;p&gt; Con Tremonti il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e i ministri Fitto, Calderoli, Scajola, Prestigiacomo, Sacconi e Brambilla.
&lt;p&gt; Assente il premier, che ha dovuto posticipare il rientro dalla Russia a causa di una tempesta di neve.&lt;br /&gt;
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  <title>Lodo Alfano: &quot;Non sarà bocciato, speriamo bene - aggiunge. - Non si può sfidare l'ira dei popoli...&quot;</title>
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  <updated>2009-10-07T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">&lt;br /&gt;
«Io sono per la saggezza. Perché sfidare l'ira dei popoli?». Umberto Bossi dice di «non avere segnali» sulla bocciatura o meno della Corte costituzionale del Lodo Alfano, ma appare comunque ottimista. «Non sarà bocciato, speriamo bene - aggiunge. - Non si può sfidare l'ira dei popoli...».

&lt;p&gt;
COLLOQUIO - Dichiarazioni che arrivano dopo l'incontro con il presidente della Camera, Gianfranco Fini: «Ci siamo chiariti le idee, mentre aspettiamo la decisione. Io e Fini non vogliamo le elezioni, perché dobbiamo fare le riforme, altrimenti cosa andiamo a dire alle persone?». E Se il Lodo Alfano venisse bocciato? Allora, spiega il Senatùr, «noi potremmo entrare in funzione solo trascinando il popolo. E il popolo lo abbiamo, sono i vecchi Galli». Più tardi il ministro chiarisce: in caso di bocciatura del provvedimento, le elezioni regionali diventerebbero «politiche». Lì «il popolo si esprimerà su Berlusconi», che «naturalmente vincerebbe».&lt;br /&gt;
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  <title>Bocciatura Lodo Alfano: &quot;Se si ferma il federalismo facciamo la guerra&quot;</title>
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  <updated>2009-10-07T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Minacciosi i toni di Bossi: «Se si ferma il federalismo facciamo la guerra» ha infatti affermato il leader della Lega subito dopo la notizia della bocciatura del lodo Alfano. «Andiamo avanti, non ci piegano». E, parlando del suo incontro con Silvio Berlusconi, ha riferito: «Nemmeno lui vuole le elezioni anticipate. L'ho trovato forte e questo mi ha fatto molto piacere, l'ho trovato deciso a combattere»&lt;br /&gt;
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  <title>A Natale italiani tutti via da Kabul</title>
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  <updated>2009-09-17T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Bossi non torna indietro. E come aveva già detto 45 giorni fa, oggi ribadisce la sua posizione: &quot;I nostri militari via da Kabul&quot;. Il leader del Carroccio non ha dubbi: &quot;Spero che a Natale possano venire tutti a casa&quot;, dice oggi a Monfalcone (Gorizia), commentando la strage di militari italiani a Kabul.
&lt;p&gt;

&quot;Quanto accaduto - ha aggiunto Bossi - significa che è difficile esportare la democrazia. Il tentativo di portare la democrazia in Afghanistan è fallito&quot;. &quot;Le missioni costano un sacco di soldi - ha aggiunto - e purtroppo anche delle vite umane. Questo è sicuro. Io sono sempre dello stesso parere. A casa quanto prima&quot;. Bossi ha infine annunciato che su questo tema &quot;si discuterà nel prossimo Consiglio dei Ministri&quot;.&lt;br /&gt;
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  <title>La Padania un giorno sarà uno stato libero, indipendente e sovrano. Neppure il carcere ci spaventa.</title>
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  <updated>2009-09-13T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">&lt;br /&gt;
«Non basterà il federalismo, vogliamo cambiamenti più radicali. Venezia e Milano, se avessero fatto l’accordo secoli fa, non sarebbe arrivato neanche Napoleone». E ancora: «Saremo liberi con le buone o con le meno buone. È un diritto dei popoli essere liberi». Nella giornata conclusiva della festa dei popoli padani, poco prima di riversare in Laguna l'ampolla con l'acqua del Po prelevata sul Monviso, Umberto Bossi è tornato ad alzare i toni e a rilanciare, di fatto, la tematica secessionista. Perchè «l'Italia è già federalista» e ora la gente della Padania non si accontenta più.

&lt;p&gt;
«NON CI FERMA NEANCHE IL CARCERE»&lt;br /&gt;
 «Non ci fermeremo - ha detto il Senatùr -, neppure il carcere ci spaventa. Ci fanno la guerra in tutti i modi ma alla fine pagheranno perchè i popoli vincono. I lombardi, i veneti quando furono uniti non furono mai sconfitti». Il giorno dopo avere buttato lì, durante un comizio a Ferrara, l'ipotesi di elezioni anticipate qualora non si completi il passaggio alla forma dello stato federalista, il capo della Lega gioca una volta di più la carta dell'identità. E annuncia per l'anno prossimo una catena umana sul Po, un atto che dovrebbe simboleggiare una barriera contro l'immigrazione e per ribadire che i popoli padani vogliono ottenere «i loro diritti di libertà».&lt;br /&gt;
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  <title>Berlusconi-Escort:&quot;Chi ha in mano le prostitute e la mafia, sono convinto che e' la mafia che ha organizzato tutta questa cosa qui&quot;</title>
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  <updated>2009-09-11T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&quot;C'è la mafia dietro le vicende del premier.&quot;

&lt;p&gt;
Pian del Re (Cuneo)- ''Penso che tutto sia stato messo in piedi dalla mafia''. Cosi' il leader della Lega, Umberto Bossi, a Pian del Re dove ha rinnovato il rito della raccolta dell'acqua dalle sorgenti del Po, risponde a chi gli domanda una sua impressione sulle vicende delle ultime settimane che riguardano il presidente del Consiglio. ''Abbiamo fatto leggi pesantissime contro la mafia -prosegue Bossi- e quindi l'ho detto anche a Berlusconi guarda che qui c'entra la mafia. Chi ha in mano le prostitute e la mafia, sono convinto che e' la mafia che ha organizzato tutta questa cosa qui''.&lt;br /&gt;
 Per ritorsione contro il governo? Chiedono i cronisti. ''Esatto'', conclude Bossi. &lt;br /&gt;
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  <title>«Nell'agenda delle riforme anche una revisione di Concordato e Patti Lateranensi»</title>
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  <updated>2009-08-27T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">&lt;br /&gt;
«Se i rapporti fra lo Stato e la Chiesa andranno avanti lungo questa deriva, ossia le gerarchie ecclesiastiche proseguiranno in questa politica marcatamente interventista nei confronti delle decisioni e degli orientamenti della politica e delle istituzioni al di là di ogni ragionevole confine di neutralità delle rispettive sfere di intervento, bisognerà inserire nell'agenda delle riforme anche una revisione di Concordato e Patti Lateranensi. &lt;br /&gt;
Non ci pare il caso».

&lt;p&gt;
È il passaggio cruciale dell'editoriale di ieri della Padania - tono e stile, quasi cavourriano, o liberal-risorgimentale - dal significativo titolo &quot;Strane ingerenze ideologiche in uno Stato laico&quot;.

&lt;p&gt;
In breve: tra Lega Nord e Chiesa cattolica, ormai è guerra aperta, e in questa occasione, è il caso di dire, le parole sono pietre. Dopo gli insulti tra il ministro Calderoli e Monsignor Vigliò, dopo l'ultima sortita di Bossi (che ha definito &quot;senza senso&quot; le parole del Vaticano sui migranti lasciati morire in mare e ha invitato il medesimo ad aprire le sue porte ai &quot;clandestini&quot;), ora la minaccia della Lega è, nientemeno, che la revisione (o la denuncia?) del Concordato. Non andrà avanti, si suppone, ma un certo effetto lo fa.
&lt;p&gt; Il tutto accade - si badi bene - alla vigilia dell'incontro tra Berlusconi e il cardinal Bertone alla Festa aquilana della Perdonanza (storica istituzione di Celestino V), con il Cavaliere impegnato da vari mesi a recuperare un buon rapporto con le gerarchie ecclesiastiche, che non gli risparmiano nulla sul suo &quot;stile di vita&quot;. &lt;br /&gt;
Infatti per il centrodestra ci ha pensato Maurizio Lupi a chiedere a Bossi di &quot;abbassare i toni&quot; e di smetterla di indossare i panni dell'anticlericalismo da giovane Pannella. 
&lt;p&gt;Insomma, dalle parti del centro-destra devono essere alquanto preoccupati. Il fatto è che questa Lega &quot;di lotta e di Governo&quot; va dritta per la sua strada: è tutta l'estate che occupa la scena, certo approfittando anche dell'appannamento politico del premier, s'inventa una battaglia o una proposta al giorno, semina idee e cultura. &lt;br /&gt;
A suo modo, s'intende, cioè sulla base di posizioni quasi sempre, nel merito, pessime o anche devastanti, ma dimostrando nei fatti di essere l'unica forza che, in questo paese, fa politica con determinazione e, ahimé, crescente successo.

&lt;p&gt;
In questa ultimissima circostanza, siamo poi al massimo della furbizia: nello scontro con la Chiesa, la Lega &quot;coniuga&quot; una causa pessima, come l'odio per i migranti, con una causa di sinistra, la rivendicazione della laicità dello Stato. Con tanto di robusto invito al Vaticano di smetterla di impicciarsi della cose, insomma della politica italiana - quante volte, noi di sinistra, l'abbiamo gridato, proposto, agitato?

 
&lt;p&gt;

Nella fattispecie, non c'è dubbio dove stia il torto: sta tutto dalla parte della Lega, che della crociata, anche ideologica, contro l'&quot;invasione dei clandestini&quot;, ha fatto una delle sue autentiche bandiere - forse la sua bandiera principale. &lt;br /&gt;
Di più: di fronte ai settanta eritrei morti in mare, per colpa delle loro leggi, hanno davvero dato prova, i leghisti, di cinismo e anche di un po' di crudeltà. &lt;br /&gt;
(La &quot;realpolitik&quot; e anche la &quot;sicurezza&quot; non c'entrano quasi niente se è vero, come ben sa il ministro Maroni, che stiamo parlando di una percentuale molto bassa dell'immigrazione clandestina, quella via mare, che arriva sì e no al 15 per cento di quella totale). 
&lt;p&gt;La sola forza che si è opposta con vigore e vera passione a questa politica (e a questa ideologia) è stata la Chiesa cattolica: un caso di benedetta ingerenza, anche di fronte alla tiepidezza della reazione della sinistra e del mondo democratico, se mai ancora sussiste. Oltretutto, quando interviene sulle questioni dell'immigrazione e chiama in causa i valori dell'accoglienza, della carità e della pietà, la Chiesa non fa altro che esercitare onestamente il suo mestiere - adempie alla sua funzione, per così dire, &quot;naturale&quot;.

&lt;p&gt;
E quindi come la mettiamo, noi di sinistra, noi laici? Come facciamo a dire &quot;brava&quot; alla Lega, che minaccia di fare una cosa giusta - la denuncia del regime concordatario che dà alla Chiesa cattolica inauditi privilegi economici e culturali - brandendo una ragione odiosa come il razzismo e la persecuzione dei clandestini? Forse, c'è qui una perfetta metafora della nostra sconfitta e delle nostre impotenze attuali.

&lt;p&gt;
Da una parte, c'è la crisi della Chiesa cattolica - ma è una crisi che si consuma &quot;da destra&quot;, non certo da sinistra (e nemmeno dal centro), dall'altra la montante aggressività di una destra intelligente, la Lega, che non ha paura dellle proprie cause e le porta avanti, a &quot;dispetto di Dio e dei santi&quot;, è il caso di dire. &lt;br /&gt;
E che è perfino capace, con un classico procedimento gramsciano di &quot;rivoluzione passiva&quot;, di appropriarsi là dove e serve, anche a sinistra, di idee e posizioni. In altre parole, la Lega di Bossi pratica la propria autonomia politica anche attraverso un incessante revisionismo politico-ideologico: ciò che le consente di essere non solo il motore più attivo del centro-destra, ma la vera &quot;testa d'uovo&quot; della maggioranza attuale.

&lt;p&gt;
Del resto, non ci ha &quot;rubato&quot; da un bel pezzo i voti degli operai del Nord? Non passa con disinvoltura dall'antiislamismo fanatico all'anticlericarismo ottocentesco? Non riscopre le bellezze della comunità territoriale, dialetti compresi, di cui anche noi tante volte abbiamo parlato con ammirata trepidazione? Forse, urge una riflessione di fondo, prima che sia troppo tardi. Dall'altra parte, c'è la Chiesa cattolica: la quale, più diventa un soggetto minoritario e una forza spiritualmente in declino, più accresce le sue pretese, chiamiamole così, &quot;materiali&quot;.

&lt;p&gt;
La Chiesa dell'assistenza e della carità cristiana, la Chiesa pro-lavoro e pro-migranti convive oggi, vale a dire, con un forte spirito &quot;neotemporalistico&quot; e una rilevante smania di potere. Qui sta una parte sostanziosa del problema: le alte gerarchie ecclesiastiche (anche loro approfittando dello scarso appeal del Papa) non rinunciano a fare politica. E lo fanno a tutto campo: vorrebbero dallo Stato (dal Parlamento e dalle istituzioni) una vera e propria delega all'amministrazione dei problemi così detti etici. Ennesima prova della pericolosità di questa dimensione: nei problemi così detti etici, c'è tutto, dall'aborto alla finevita, dalla libertà di orientamento sessuale all'imposizione della dottrina cattolica nelle scuole, dalla scienza all'immigrazione.

&lt;p&gt;
E anche per questo il Vaticano è destinato a cadere in contraddizioni flagranti: appoggia il Cavaliere, per scoprire che &quot;non è un santo&quot; e corrompe le giovani generazioni; appoggia di fatto la Lega, nella campagna omofoba, per poi scoprire che la Lega nutre &quot;disprezzo&quot; nei confronti di tutte le diversità; appoggia tutti i governi possibili, a patto che sgancino soldi e consentano quella vera e propria truffa legalizzata che è l'otto per mille. 
&lt;p&gt;Davvero, tra una destra politicamente sempre più forte e una Chiesa così conciata, siamo proprio presi in trappola. Dubbio finale: che tutto questo accada perché, in questo paese, non c'è proprio più traccia di ciò che chiamiamo sinistra?&lt;br /&gt;
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