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  <title>Openpolis - ULTIME DICHIARAZIONI INSERITE</title>
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  <updated>2012-02-03T00:00:00Z</updated>
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  <title>Giocondo TALAMONTI - TERNI HA LE POTENZIALITA’…</title>
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  <updated>2012-02-03T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Il mercato dell’inox, come tanti altri dell’industria pesante, soffre le minime variazioni che interessano il settore. La concorrenza, fino a qualche decennio fa, debole e con scarsa tecnologia, non rappresentava un problema. I costi dell’energia, aumentati paurosamente negli ultimi anni, sono oggi un ostacolo preoccupante per il futuro del comparto. La necessità di investimenti sempre più massicci per fronteggiare l’inossidabile asiatico, rischia di non vedere i ritorni attesi. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;
Le nuvole  nere che aleggiavano sulla TK-AST stavano diventando incubi per gli operai e le famiglie ternane; troppe voci si sono rincorse per delineare un quadro tragico per l’economia della città. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;
Poi, ecco spuntare Outokumpu, una società finlandese che si è guadagnato il mercato europeo dell’inox in pochi anni di presenza e si propone, con l’acquisizione del 70% di TK-AST, di diventare una fra le prime nel mondo. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;
Tutti risolti i problemi di Terni? &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;
In attesa di definire il quadro completo della trattativa e poter quindi giungere a valutazioni più rispondenti, occorre esprimere apprezzamento per l’acquisizione, tenuto conto della rassicurazione fatta dalla dirigenza in materia di mantenimento dei posti di lavoro e del ruolo di avamposto che si intende affidare al sito ternano per il mercato nordafricano e del Medio Oriente. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;
Ma la prudenza è d’obbligo. Abbiamo fatto il callo a promesse rosee e progetti faraonici delle tante multinazionali che hanno scelto di insediarsi nel nostro territorio e non smettiamo, ancora oggi, di piangerci addosso per non aver preso le precauzioni opportune ad evitare che con troppa frequenza centinaia di famiglie si siano trovate senza una fonte di reddito, anche in presenza di utili di bilancio consistenti realizzati dall’azienda che chiude per strategie riferibili ad una logica di presenza nel panorama distributivo mondiale. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;
L’esperienza acquista deve servirci per individuare il percorso migliore a garantire livelli e qualità di lavoro. Se il patrimonio materiale di un’industria può essere facilmente quantificato, più complesso appare lo sforzo di dare alla professionalità delle maestranze il giusto prezzo. Fino ad oggi, la ciambella di salvataggio per uscire dalle criticità cicliche di questo tipo di produzione è sempre stato il livello qualitativo dei dipendenti. Prima ancora che ai valori immobiliari, chi subentra guarda alle capacità produttive dei dipendenti, al bagaglio tecnologico posseduto, alla tradizione industriale del sito, in quanto ricorso irrinunciabile per contrastare efficacemente la concorrenza. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;
Così come correttamente opera chi decide di insediarsi assicurandosi le opportune garanzie, altrettanto la città deve fare per dare certezze di continuità occupazionale ai lavoratori dell’azienda.
Da qui deriva la necessità di condizionare  le scelte della Outokumpu per ottenere un minimo di garanzia che, alla fine, si trasformeà in un ulteriore vantaggio per l’impresa, a compenso della serenità del lavoratore nello svolgimento dei suoi compiti. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;
In questa fase preliminare, le forze politiche cittadine devono attivarsi per realizzare un progetto socio-economico che parta da paritetiche condizioni di vantaggio, monitorando e favorendo l’iter d’insediamento della nuova società, programmando gli interventi di competenza dell’amministrazione pubblica per agevolare l’operatività, ma pretendendo anche che ai lavoratori non siano chiesti solo sacrifici e che si sentano integrati in un più vasto disegno industriale. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;
A tale proposito, è indispensabile che si intrecci un dialogo fra impresa e scuola, migliorando quello già esistente,  impegnati ambedue ad assicurare nuove forze di lavoro, opportunamente preparate e formate secondo le esigenze dell’azienda e quella della moderna metallurgia. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;
Terni ha le potenzialità necessarie per dare fondamento ad una linea di strategia formativa che si tradurrà in un beneficio concreto per l’Outokumpu, quest’ultima deve aprirsi al dialogo e alla collaborazione per rispondere ad una vocazionalità che dura da oltre cento anni. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;
Terni, 3.02.2012 &lt;br /&gt;
Giocondo Talamonti
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  <title>Andrea RICCARDI - 25 milioni a regioni, priorità nidi e anziani</title>
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  <updated>2012-02-02T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">«In un momento di crisi, in cui le famiglie italiane rischiano l'impoverimento e le risorse sono limitate, è necessario scegliere con estrema attenzione le priorità di intervento: quest'anno le risorse del Fondo nazionale della famiglia destinate alle Regioni dovranno essere impiegate per gli asili nido e per l'assistenza domiciliare degli anziani». </summary>
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  <title>Marina STACCIOLI - PMI, `IL CREDIT CRUNCH STA UCCIDENDO LE AZIENDE, LA REGIONE SI MOBILITI` </title>
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  <updated>2012-02-02T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">“Il vero settore che combatte contro la crisi è quello delle medie, piccole e piccolissime imprese”. E’ ciò che ha dichiarato la consigliera regionale del Gruppo misto Marina Staccioli (Movimento Identità Toscana). “La stretta creditizia delle banche non ha portato niente di buono a questo settore -continua la consigliera- solo fallimenti e chiusure”. In questi giorni nella provincia di Massa Carrara numerosi imprenditori, di diversi settori, hanno consegnato le chiavi delle proprie attività al prefetto in segno di protesta contro gli aumenti, “questo –afferma Staccioli- è il gesto di imprenditori che non si possono più permettere ulteriori pagamenti e di far fallire il lavoro a cui si sono dedicati”. Inoltre Cesare Micheloni, consigliere provinciale di Massa-Carrara (Movimento Identità Toscana), aggiunge che `pur essendo corretto effettuarli, i recenti controlli realizzati nelle PMI e nelle attività commerciali della provincia da parte della Guardia di Finanza e dell`Agenzia dell`Entrate possono dare un messaggio sbagliato, etichettando questa categoria come quella degli evasori`. Sempre più numerosi, inoltre, i negozi di artigiani e commercianti che chiudono nei centri storici perché non possono avere i ritmi e i costi delle catene di grande distribuzione. “Il centro storico senza imprese locali, fonte di eccellenza, non è un vero centro storico -continua Staccioli- è solo un centro fatto con lo stampino che si può ritrovare in qualsiasi altra città. Il coraggio e la serietà di queste imprese andrebbe aiutato: la Regione, con Fidi Toscana, - conclude Staccioli - si deve fare promotrice di aiuti in modo da facilitare e velocizzare l`accesso al credito”. Su questo tema si è espresso anche Vincenzo Capovani, responsabile per la provincia di Lucca del Movimento Identità Toscana, `siamo di fronte ad un calo del fatturato delle piccole e medie aziende, per il settore commerciale il problema è la grande distribuzione mentre per il settore artigianale è l`importazione selvaggia da altri paesi famosi per i costi di manodopera ridotti`. Le pubbliche amministrazioni -continua Capovani- devono smettere di utilizzare tali categorie come un proprio bancomat, in questo momento di difficoltà economica non si possono accettare aumenti spropositati`. `Sarebbe interessante sapere che fine hanno fatto i 110 miliardi di euro concessi dalla Comunità Europea alle Banche italiane per dare maggiori aiuti al nostro paese, ma con l`impossibilità dell`accesso al credito per le PMI, -conclude Capovani- sembra che il nostro sistema bancario sia ostile allo sviluppo economico`. (m.p) Martina Porcelli Collaboratore Gruppo Misto Consigliere Marina Staccioli Tel. 0552387914 cell. 3291270686 </summary>
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  <title>Giocondo TALAMONTI - IL GIORNO DELLA MEMORIA</title>
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  <updated>2012-02-01T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Non esiste crescita sociale disgiunta dalla storia. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;
L’ITIS “L. Allievi”, per stimolare l’attenzione delle giovani generazioni su una delle pagine più buie della storia dell’umanità, alle ore 9.30 del 31.01.2012,  si è unito alle numerose celebrazioni della “Giornata della Memoria”, organizzate nel territorio nazionale, in ricordo delle persecuzioni e dello sterminio del popolo ebraico. L’iniziativa patrocinata dal Comune di Terni e dall’UNLA-UCSA si è svolta con il contributo dell’ANPI ed ANPPIA di Terni. Hanno partecipato all’incontro : Mario Tempesta dell’ANPPIA nazionale, la Prof.ssa Ravenna Marcella, docente dell’Università di Ferrara e l’ing. Nando Tagliacozzo. Tutti hanno evidenziato il concetto che  il ricordo non deve costituire una ritualità, ma deve rappresentare l’occasione per coltivare la memoria dei fatti; non si impara la storia per conoscere gli avvenimenti, ma per modificare i propri comportamenti. All’apertura è stato osservato un minuto di silenzio in memoria del Presidente scomparso Oscar Luigi componente dell’ANPPIA (Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti). &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;
	I filmati proiettati durante il convegno sono serviti per far prendere coscienza della  cruda realtà dei lager nazisti nei quali si è consumato il più vile oltraggio alla dignità dell’uomo ed ai valori di libertà e giustizia. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;
	I temi della tolleranza e della comprensione nel contesto di ogni moderna democrazia non possono cancellare la memoria degli eventi drammatici legati alla discriminazione razziale nazista; anzi, il riproporli, nella loro crudezza, alla sensibilità dei giovani di oggi, indica la strada per evitare altri errori e per trasmettere i valori della vita e della fraternità nelle differenze etniche ed ideologiche. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;
Splendido l’intervento della Prof.ssa Ravenna che, sul senso della memoria, ha fatto leva per contrastare i fenomeni di esclusione morale. Ella ha sottolineato il  concetto secondo cui,  i fatti che si ricordano, possono evitare che accadano nuovamente seppure in forme diverse. La comunicazione diminuisce le distanze, dà dignità, facilità e capacità di soddisfare i bisogni di uguaglianza fra esseri umani. L’ing. Nando Tagliacozzo ha raccontato la propria esperienza di figlio di ebrei ed ha richiamato l’attenzione degli studenti su quanto sia importante testimoniare e ricordare ciò che è accaduto. Se ci fosse consapevolezza della Shoah l’ “altro”, il “diverso”, non sarebbe definito tale, ma persona con la quale coesistere pacificamente su una terra e su  un universo che è di tutti e di ciascuno. La Giornata della Memoria deve costantemente insegnarci che la Shoah subita dalla popolazione ebraica,  fatta di persone (giovani, anziani, donne, uomini, bambini, ragazze, popolo) è stata un oltraggio all’intera umanità e che il ricordo e assimilazione devono rappresentare l’antitodo necessario ad evitare che se ne possa verificare qualche altro. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;
L’interiorizzazione del valore della shoah corregge la spinta individualistica ed egoistica che è in ciascuno di noi e ci proietta nella dimensione del rispetto della persona e della solidarietà, dandoci la capacità della gradualizzazione dei bisogni. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;
						Il Dirigente Scolastico &lt;br /&gt;
Giocondo Talamonti
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  <title>Sergio NUCCI - La sanità negata</title>
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  <updated>2012-02-01T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Ogni notizia riguardante la malasanità suscita sempre nell’opinione pubblica grande eco. Per tanti motivi, non ultimo, per il fatto che quando si parla della salute dei cittadini ci si sente direttamente coinvolti, quasi vivessimo in prima persona il dramma di chi soffre.

E’ successo anche stavolta per le indagini che vedono coinvolte alcune cliniche private molto note del tirreno cosentino.  Nulla da dire sulla legittimità degli accertamenti, come sempre sono convinto che la giustizia farà il suo corso e che i responsabili pagheranno mentre gli innocenti potranno provare la loro estraneità. Tuttavia, una considerazione devo farla relativamente ad una clinica, la “San Luca” di Praja a Mare, molto nota in ambiente odontoiatrico, e nella quale vengono eseguiti interventi notoriamente tabù nei nostri nosocomi. È un fatto che per prestazioni un tantino complicate di chirurgia odontoiatrica, nostri concittadini aventi diritto, ovvero che sono assistiti dal Servizio Sanitario Nazionale, si siano rivolti in passato (ed auguro anche in futuro) a questo centro  dal quale sono arrivate risposte a legittime richieste di assistenza. 

Ripeto, non conosco le carte e non so se ci siano e quali siano le responsabilità, ma la notizia in se, per la sua cruda drammaticità, impone a chi ne ha facoltà di interrogarsi e capire perché alcune degenerazioni siano frutto, molte volte, di una sanità negata nei nostri ospedali.

Se esistono centri che erogano prestazioni in regime di convenzionamento è perché lì, l’offerta pubblica o è assente, o è insufficiente, o è (dispiace dirlo) di qualità minore.

Solo ed esclusivamente per questo.

Fanno bene le autorità a vigilare che tutto avvenga secondo i crismi della legalità, ma chi ci governa farebbe bene a garantire un’assistenza sanitaria piena ed efficiente in ogni dove. Soprattutto, ad esempio, nel nostro ospedale regionale, dove branche come la cardiochirurgia o la chirurgia maxillo-facciale latitano.

Con il movimento Buongiorno Cosenza ho chiesto al Sindaco Occhiuto di diventare parte diligente nella realizzazione di cardiochirurgia a Cosenza. Bene! A questo punto lo invito a farsi portavoce di un’altra esigenza molto avvertita dalla popolazione, ovvero dell’istituzione all’Annunziata di un reparto di chirurgia maxillo-facciale dove curare con scienza e coscienza quegli sfortunati che per chirurgie odontoiatriche, anche banali, devono rivolgersi al privato di turno o al centro convenzionato sia esso la clinica “San Luca” o l’Ospedale “Miulli” di Acquaviva delle Fonti a Bari (sic!).

Ci sono tante malasanità nella nostra regione, non c’è che dire. Una è sicuramente quella che riguarda la sanità negata dei nostri ospedali.

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  <title>Marina STACCIOLI - TICKET SANITARI, “ESENTATO CHI PERDE IL LAVORO” </title>
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  <updated>2012-02-01T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">“Sulle norme serve più chiarezza. Anche nei confronti di chi deve applicarle”

“Più tutele per chi perde il lavoro, a partire dalla certezza dell’esenzione del ticket. Sull’applicazione della normativa regionale serve più chiarezza”. Così la consigliera regionale Marina Staccioli (Gruppo Misto) commenta la risposta dell’assessore al Diritto alla Salute Daniela Scaramuccia ad una interpellanza presentata in merito alle fasce esentate dal pagamento del ticket sanitario. “Secondo una deliberazione della Giunta di fine dicembre 2011 – dichiara Staccioli – coloro che hanno perso il posto di lavoro sono esentati a prescindere dal reddito. Eppure – continua la consigliera – molti presidi medici non sono al corrente della normativa e continuano a basarsi sulla dichiarazione Isee dell’anno precedente”. “Serve una comunicazione più puntuale tra la Giunta e gli organi periferici – continua la consigliera – . L’assessore ci ha promesso un maggior impegno da questo punto di vista: vigileremo che questo impegno diventi un atto concreto”. (f.p.) </summary>
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  <title>Antonino LUSI - Caso Lusi: &quot;Se pure dovessero emergere in futuro delle responsabilità oggettive, si tratta di mio fratello e gli starò comunque vicino&quot;</title>
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  <updated>2012-02-01T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Il fratello del senatore del Pd, Antonino Lusi, sindaco di Capistrello, ha confermato «massima fiducia nella magistratura», e si è detto convinto che «la vicenda sarà chiarita».

«Se pure dovessero emergere in futuro delle responsabilità oggettive», ha chiarito, «si tratta di mio fratello e gli starò comunque vicino».</summary>
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  <title>Franco MIRABELLI - Fine della corsa di Formigoni</title>
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  <updated>2012-02-01T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">&quot;Le inchieste di questi mesi che coinvolgono a diverso titolo figure di primo piano del governo della Lombardia e gettano ombre sulla gestione di questioni importanti, dallo smaltimento dei rifiuti, al San Raffaele dove si scopre un buco di un miliardo e mezzo di euro mentre ogni anno Regione Lombardia versa allo stesso ospedale oltre 600 milioni per le prestazioni erogate. Emerge un sistema di governo fortemente permeabile alla illegalità, poco trasparente e con un sistema di controlli insufficienti. Ma al di la delle inchieste l’inizio di questa legislatura mostra, per la prima volta con evidenza, che la stagione formigoniana è giunta al termine, il sistema di consenso e di potere che ha rappresentato mostra tutti i suoi limiti e, soprattutto, non appare in grado di governare la Lombardia guardando al futuro, garantendone il rilancio, essendo protagonista della costruzione di un Expo 2015 che porti beneficio a tutta la regione e al Paese&quot;. Lo ha scritto il consigliere regionale Pd della Lombardia &lt;b&gt;Franco Mirabelli&lt;/b&gt; in un &lt;a href=&quot;http://www.nuovitaliani.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=2981&quot;&gt;articolo per &lt;b&gt;Nuovi Italiani&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;a href=&quot;http://www.nuovitaliani.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=2981&quot;&gt;Articolo di Franco Mirabelli per Nuovi Italiani&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;</summary>
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  <title>Stefano STEFANI - Missioni/ Lega voterà no al decreto di proroga in Aula Camera Stefani contro Riccardi: Grave intrusione nell'esame del testo</title>
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  <updated>2012-02-01T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Roma, 1 feb. (TMNews) - La Lega voterà contro al decreto di
proroga delle missioni internazionali fino al 31 dicembre del
2012. Lo ha annunciato il presidente della commissione Esteri di
Montecitorio, Stefano Stefani, che ha definito l'esame del
provvedimento &quot;un rituale ormai stucchevole se non fosse per
l'impegno profuso dai soldati. L'unica consolazione - ha spiegato
il leghista - è la durata annuale e non più semestrale della
proroga per cui non dovremo trovarci a recitare tra sei mesi
questa inutile commedia&quot;. 

Ribadendo le &quot;perplessità&quot; che il Carroccio &quot;esprime da tempo,
anche quando era al governo, sulla partecipazione italiana alle
missioni&quot;, Stefani ha puntato il dito contro il ministro della
Cooperazione e dell'Integrazione, Andrea Riccardi, lamentando
&quot;una vera e propria intrusione nell'esame del testo da parte del
Ministro. Pur non avendo alcuna delega al riguardo - ha detto
l'esponente leghista - il neo ministro si è inserito nelle
procedure di gestione dell'articolo 7 del decreto che riguarda
gli interventi di cooperazione complicandole. E la cosa più grave
è che questa intrusione viene tollerata dal ministro degli
Esteri, Giulio Terzi. E' l'inizio di una espropriazione delle
competenze che è un fatto politico perché significa staccare la
cooperazione dagli Esteri e comprenderla in un'ottica
assenzialistica e caritatevole&quot;.
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  <title>Stefano STEFANI - DICHIARAZIONE DI VOTO DEL PRESIDENTE STEFANI SUL DECRETO-LEGGE MISSIONI INTERNAZIONALI</title>
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  <updated>2012-02-01T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Le notizie drammatiche che in queste ore giungono dalla Siria delineano ormai il quadro di un’irreversibile crisi di regime sull’orlo della guerra civile, che si aggiunge ai tumultuosi, imprevisti e preoccupanti rivolgimenti che da un anno stanno scuotendo la regione mediterranea e medio-orientale.

	Il nostro immediato vicinato sta vivendo la più grande trasformazione della sua storia recente, diviso tra le generose ma vaghe aspirazioni democratiche dei giovani, la messe di consensi popolari raccolta dalle forze islamistiche, ma sempre più condizionato dall’influenza politica ed economica dei Paesi del Golfo.

	E l’Europa sta a guardare, si potrebbe dire richiamandosi alle stelle del celebre romanzo di Cronin. La crisi dell’euro sta infatti assorbendo tutte le risorse comunitarie, mentre corriamo il pericolo di restare esclusi da un processo storico che scaricherà presto su di noi le sue tensioni, come già sta avvenendo sul piano migratorio (vedi Tunisia e Libia).

	A fronte di tale scenario geo-politico, l’esame parlamentare del decreto-legge sulle missioni internazionali non sfugge ad un’impressione di un rituale ormai stucchevole, se non fosse per la consapevolezza dell’impegno profuso dai nostri soldati e del prezzo in vite umane da loro pagato.

	La sola consolazione è che il decreto-legge è tornato ad avere durata annuale, per cui non dovremo ritrovarci tra sei mesi a recitare la stessa commedia.

	Nonostante la rilevanza della nostra presenza internazionale, che continua ad essere tra le più elevate dei Paesi occidentali, risulta infatti evidente la subalternità politica dell’Italia, che non può certo ritenersi compensata dal ritorno di un connazionale alla guida della missione UNIFIL che peraltro rischia di trovarsi coinvolta nelle conseguenze della crisi siriana.

	Risultano pertanto confermate ed anzi aggravate le perplessità che la Lega esprime da tempo sulla partecipazione italiana alle missioni internazionali, anche quando è stata al governo. Fu un ministro leghista, infatti, a ottenere che l’ultimo decreto-legge prevedesse una riduzione da 9000 a 7000 delle unità delle forze armate e di polizia impegnate all’estero.

	Tale riduzione sembra confermata nel presente decreto, ma senza apprezzabili conseguenze sul piano degli oneri finanziari, che si riducono soltanto di poco più di 100 milioni di euro. A fronte di una diminuzione delle truppe di oltre il 20%, si registra infatti un risparmio soltanto dell’8%.

	Ho posto con secchezza la questione ai Ministri degli esteri e della difesa nella loro audizione congiunta. Mi è stato risposto che la proporzione non può essere matematica. Mi sembra ovvio, in ragione delle spese fisse, ma la differenza è troppo rilevante per essere liquidata così. Ma si vede che la matematica è un’opinione…

	Dopo queste considerazioni generali, farò riferimento alle problematiche che considero più importanti in relazione alle singole missioni.

	In Afghanistan – dove dispieghiamo il nostro contingente più numeroso - a dieci anni dall’inizio dell’intervento della comunità internazionale, il bilancio è decisamente negativo e sta imponendo la trattativa con i talebani da una base di debolezza. Il Presidente Karzai è tornato in Europa a battere cassa, passando anche per Roma, ma non è in grado di garantire alcuna prospettiva certa, tanto che invoca la prosecuzione della presenza internazionale nel suo Paese anche dopo la fatidica data del 2014 fissata in chiave meramente pre-elettorale dal Presidente Obama.

	Sappiamo bene che non si risolve la crisi afghana se non nel quadro regionale, e cioè coinvolgendo il Pakistan, ma anche l’Iran. Ebbene, su questo fronte non è stato fatto alcun passo avanti!

	L’Iraq è ben lungi dall’essere pacificato, come dimostrano la continua serie degli attentati terroristici e l’endemica rivalità tra le forze politiche che sono in realtà una sorta di clan etnico-religiosi, nonostante la retorica statunitense dell’esportazione della democrazia.

	Altrettanto senza uscita appare la situazione in Somalia. Si attende a fine febbraio una conferenza internazionale a Londra, il che conferma come anche per quanto concerne un’ex colonia l’Italia non svolge più un ruolo di guida.

	Sottolineo invece positivamente la presenza in Sudan e in Sud Sudan. Quanto al rinnovo del contributo italiano alla missione europea in Georgia, mi preme segnalare che sono state le Commissioni a pretenderlo dal Governo per non essere esclusi da un’area come quella del Caucaso meridionale così importante anche per gli approvvigionamenti energetici.

	Si era infatti giunti al paradosso che, mente si continuano ad autorizzare partecipazioni simboliche in missioni anche pluridecennali ormai spesso svuotate di contenuto politico, si dava per esaurita allo scorso settembre una missione che invece l’Unione europea ha prorogato e che conserva intera la sua strategicità.

	Apprezziamo naturalmente il rafforzamento della nostra presenza in Kosovo, che resta la sola garanzia per la sopravvivenza delle comunità serbo-ortodosse. Ma restiamo stupefatti dalla motivazione addotta di dover far fronte ad una recrudescenza della conflittualità interetnica. Ma non ci si rende conto che la causa è stata proprio la dissennata riduzione del contingente internazionale disposta nei precedenti decreti? Chi ha mai potuto credere alla favola di un Kosovo pacificato?

	Cogliamo invece l’occasione per rinnovare il nostro appello perché la Serbia entri nella famiglia europea a pieno titolo, se si vuole veramente stabilizzare la regione.

	Se queste ragioni politiche non fossero sufficienti a motivare il voto contrario della Lega, se ne è aggiunta un’altra gravissima in questo decreto sul versante degli interventi di cooperazione civile. Mi riferisco alla vera e propria intrusione nel testo normativo del nuovo Ministro per la cooperazione internazionale e l’integrazione. 

	Pur non avendo ricevuto alcuna delega al riguardo, il neoministro si è inserito nelle procedure di gestione degli interventi di cui all’articolo 7 del presente decreto complicando in modo straordinario la gestione e rendendo problematica la fattibilità degli interventi stessi.

	Ma la cosa più grave, di fatto tollerata dal Ministero degli esteri, è l’inizio di un’espropriazione di competenze che non è un mero fatto amministrativo, ma è un fatto politico perché significa staccare la cooperazione dal quadro della politica estera e ricomprenderla in un’ottica assistenzialistica e caritatevole.

	Dichiaro quindi il voto contrario del gruppo della Lega Nord, che incalzerà Governo e maggioranza nel corso dell’anno di vigenza del presente decreto richiamando gli obiettivi indispensabili del risparmio di bilancio, della sicurezza dei nostri militari e della finalizzazione politica degli interventi di cooperazione. 

	Smettiamola di inseguire il mito provinciale di una media potenza e diamoci da fare veramente per la pace che non si consegue certo aumentando la pressione militare!
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  <title>Franco MIRABELLI - Lombardia: la maggioranza impedisce alla commissione di inchiesta sul San Raffaele di funzionare</title>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>623854</id>
  <summary type="html">&quot;Anche oggi la commissione d'inchiesta sul San Raffaele è stata bloccata dalla maggioranza che non consente l'elezione del presidente che spetta alle minoranze. Evidentemente Pdl e Lega non vogliono approfondire le ragioni di un buco di un miliardo e mezzo in un Ente a cui la Regione Lombardia da un contributo di 600 milioni all'anno.&quot; - Lo scrive il consigliere regionale Pd della Lombardia &lt;b&gt;Franco Mirabelli&lt;/b&gt;.</summary>
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  <title>Severino DAMIOLINI - Sellero Mozione per l'Adozione P.E.B.A. ed eliminazione barriere architettoniche presso spazi ed edifici pubblici</title>
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  <updated>2012-01-31T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>623845</id>
  <summary type="html">Crediamo che il grado di maturità e civiltà di un'amministrazione si misuri anche dal modo in cui questa è in grado di garantire l'accessibilità degli ambienti pubblici in modo sicuro ed autonomo da parte di tutti i cittadini qualunque sia la condizione fisica o mentale degli stessi. Per questo motivo il nostro gruppo Consiliare ha predisposto una mozione &lt;a href=&quot;http://www.box.com/s/8q7e89zygqkleh0uxuus&quot;&gt;(allegata)&lt;/a&gt; con cui si vuole impegnare la Giunta a predisporre un Piano di eliminazione delle barriere architettoniche per le aree e gli edifici di proprietà comunale e a rilevanza pubblica. Piano, previsto per legge, ma che il Comune di Sellero non ha mai adottato nonostante una nostra precedente mozione dell'aprile 2010, poi archiviata in seguito alla promessa fatta dal Sindaco Bressanelli di attivarsi in questo senso e di eliminare le barriere architettoniche presso le strutture pubbliche (es. Centro anziani, Cimitero). Promessa che purtroppo si è rivelata una delle solite &quot;promesse da marinaio&quot; alle quali in questi anni siamo stati abituati dal nostro primo cittadino.</summary>
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  <title>Antonio CANNITO - Barletta: I socialisti escono dalla maggioranza, per il bene di Barletta. I consiglieri Antonio Cannito e Franco Pastore abbandonano il &quot;Maffei bis&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://www.openpolis.it/dichiarazione/623705"></link>
  <updated>2012-01-29T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>623705</id>
  <summary type="html">profondamente delusi e sconfortati dalla perdurante situazione di ingovernabilità, amareggiati per l'incapacità del centro-sinistra di esprimere una linea chiara tesa alla realizzazione degli obiettivi strategici concordati nelle linee di mandato, preso atto della costante insussistenza numerica della maggioranza sui provvedimenti approdati in Consiglio Comunale, hanno deciso di abbandonare la maggioranza, per riappropriarsi della capacità critica spesso subordinata alla difesa del sindaco e del suo governo cittadino. I Socialisti di Barletta sosterranno i provvedimenti che saranno ispirati al perseguimento del bene comune, si opporranno con fermezza a tutti coloro che pensano alla nostra città come ad una realtà medioevale governata dal suo signorotto, attendono l'elezione della nuova dirigenza del Partito Democratico per verificare le condizioni di possibili alleanze future. Presenteranno, nei prossimi giorni le dimissioni da tutte le posizioni di responsabilità condivise con l'attuale maggioranza.

Il consigliere Antonio Cannito ha affermato che la &quot;goccia che ha fatto traboccare il vaso&quot; sarebbe stato il discutibile e confuso consiglio comunale, dopo cinque anni vissuti all'interno di una maggioranza poco decisionista e lassista. Pur uscendo dalla maggioranza - continua il consigliere Cannito - i socialisti continueranno a sostenere l'approvazione di provvedimenti per il bene della città, e non di quei personaggi che non hanno a cuore le sorti di Barletta.</summary>
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  <title>Francesco PASTORE - Barletta: I socialisti escono dalla maggioranza, per il bene di Barletta. I consiglieri Antonio Cannito e Franco Pastore abbandonano il &quot;Maffei bis&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://www.openpolis.it/dichiarazione/623704"></link>
  <updated>2012-01-29T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
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  <summary type="html">profondamente delusi e sconfortati dalla perdurante situazione di ingovernabilità, amareggiati per l'incapacità del centro-sinistra di esprimere una linea chiara tesa alla realizzazione degli obiettivi strategici concordati nelle linee di mandato, preso atto della costante insussistenza numerica della maggioranza sui provvedimenti approdati in Consiglio Comunale, hanno deciso di abbandonare la maggioranza, per riappropriarsi della capacità critica spesso subordinata alla difesa del sindaco e del suo governo cittadino. I Socialisti di Barletta sosterranno i provvedimenti che saranno ispirati al perseguimento del bene comune, si opporranno con fermezza a tutti coloro che pensano alla nostra città come ad una realtà medioevale governata dal suo signorotto, attendono l'elezione della nuova dirigenza del Partito Democratico per verificare le condizioni di possibili alleanze future. Presenteranno, nei prossimi giorni le dimissioni da tutte le posizioni di responsabilità condivise con l'attuale maggioranza.

Il consigliere Antonio Cannito ha affermato che la &quot;goccia che ha fatto traboccare il vaso&quot; sarebbe stato il discutibile e confuso consiglio comunale, dopo cinque anni vissuti all'interno di una maggioranza poco decisionista e lassista. Pur uscendo dalla maggioranza - continua il consigliere Cannito - i socialisti continueranno a sostenere l'approvazione di provvedimenti per il bene della città, e non di quei personaggi che non hanno a cuore le sorti di Barletta.</summary>
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  <title>Sante giuseppe MASCOLO - L'Assessore Mascolo risponde al Consigliere DIbenedetto: &quot;l'appartenenza all’Italia dei Valori va dimostrata nei comportamenti&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://www.openpolis.it/dichiarazione/623702"></link>
  <updated>2012-01-29T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>623702</id>
  <summary type="html">Legalità, buona amministrazione, imparzialità e trasparenza, sono i principi cardine della pubblica amministrazione che, in aggiunta ai principi di eguaglianza, correttezza e buona fede, imprescindibili per il sottoscritto, hanno caratterizzato il mio impegno nel portare avanti le istanze dei cittadini in questi mesi di assessorato.

Gli atti portati nel consiglio comunale del 25/01/2012, che hanno avuto un’istruttoria di oltre due anni, hanno ricevuto in consiglio comunale una risposta negativa con scarsa discussione nel merito.

Le “regole“ a cui fa riferimento il consigliere Dibenedetto sono propriamente le N.T.A. (Norme Tecniche di Attuazione al PRG vigente) le quali per l’appunto prevedono che determinati provvedimenti, devono essere discussi e deliberati dal consiglio comuale, dopo la necessaria istruttoria da parte dei relativi Dirigenti comunali del settore edilizia o degli altri settori interessati.

Respingo al mittente le affrettate conclusioni, non fosse altro per la estrema genericità ed assoluta incongruenza a cui è giunto, per motivare il suo voto contrario alle proposte di deliberazione.

Sarebbe il caso di ricordare al consigliere Dibenedetto, che il Piano Urbanistico Generale non è stato ancora adottato dal Comune di Barletta, vigendo ancora il Piano Regolatore Generale (PRG) e che le proposte di deliberazione consiliare non erano assolutamente delle richieste di variante al vigente PRG (non al PUG ancora inesistente).

Ed ancora il consigliere Dibenedetto fa confusione tra edilizia ed urbanistica: le proposte approdate in consiglio comunale, riguardavano atti di edilizia e non di urbanistica che è delega di altro assessore. Avrebbe dovuto prestare attenzione all’intervento del Presidente del Consiglio Comunale, Franco Pastore, sull’argomento.

Il consigliere Dibenedetto avrebbe potuto tranquillamente chiedere spiegazioni al settore edilizia per svolgere in maniera più appropriata il compito di consigliere.

Forse con il suo unico fine di far “affondare la nave”, non si preoccupava di discutere in maniera appropriata le legittime istanze presentate da quei cittadini.

In merito alle richieste avanzate dai consiglieri di opposizione (sic !) Gorgoglione e Basile di ritiro delle relative proposte di deliberazione consiliare, faccio rilevare al consigliere Dibenedetto che queste avevano subito un lungo esame nelle numerose commissioni consiliari, e se pur con il giudizio di astensione di alcuni componenti, sono state licenziate per il consiglio comunale.

Non dimentichi il consigliere Dibenedetto che la conferenza dei capi gruppo consiliari, di cui egli stesso fa parte, ha iscritto le relative proposte all’ordine del giorno del consiglio comunale del 25 Gennaio 2012.

Gli atti legittimamente presentati per la discussione in consiglio comunale, potevano essere rinviati e/o ritirati, anche durante il medesimo consiglio dal sindaco unitamente alla conferenza dei capi gruppo. Richiesta tra l'altro avanzata dal consigliere IdV Salvatore Filannino.

In merito alla frase di Dibenedetto: “Non si può concedere ciò che si vuole ad amici e conoscenti in barba a quelle che sono le regole, se pur vetuste, stabilite dal piano regolatore”, va precisato che quei provvedimenti, al mio arrivo in assessorato, avevano già subito un’istruttoria pressoché conclusa, di oltre due anni.

Le proposte sono state portate in Consiglio Comunale proprio perché le “ regole “ (art. 2.07 e art. 2.09 delle NTA del vigente PRG) lo prevedono espressamente.

Se il consigliere Dibenedetto, fosse in possesso di notizie relative ad amici e conoscenti, vicini al sottoscritto, che lo avrebbero spinto a portare tali proposte in consiglio comunale, proposte, lo si ribadisce, tecnicamente istruite e complete da ben 2 anni, ben farebbe a recarsi presso l’autorità giudiziaria competente per i provvedimenti del caso.

Sarebbe opportuno che tali affrettati giudizi fossero meglio ponderati dal consigliere Dibenedetto anche al fine di dare corretta informazione ai cittadini e non invece notizie non corrispondenti al vero, oltre che fantasiose.

L’appartenenza all’Italia dei Valori va dimostrata nei comportamenti e non in congetture infondate</summary>
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  <title>Annamaria CANCELLIERI - «Immigrati cittadini? Non solo per nascita, servono le condizioni»</title>
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  <updated>2012-01-29T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">&lt;br /&gt;«Sono favorevole all'eliminazione del valore legale della laurea. Ma il merito va premiato».
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Il diritto di cittadinanza è fondamentale ma non può essere concesso a chiunque. Il ministro dell'Interno lo sottolinea esplicitamente intervenendo su Rai3 alla trasmissione Che tempo che fa.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt; «Lo ius soli (il diritto alla cittadinanza per nascita in un dato luogo, ndr) semplice avrebbe l'effetto di far nascere in Italia bambini da tutto il mondo».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;La cittadinanza&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;...«dovrebbe derivare da un insieme di fattori: se un bambino è nato in Italia, i genitori sono stabilmente in Italia e magari ha già fatto parte degli studi qua ed è inserito, allora credo sia giusto».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Titolo di studio&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«Assolutamente favorevole all'abolizione del valore legale del titolo di studio, a due condizioni: chiedo una valutazione seria delle università e pari opportunità perché tutti possano accedere alle università più prestigiose, per esempio con borse di studio». «Se premiamo il merito diamo speranze ai giovani delle proprie forze. Il merito è la strada che li porterà alla loro realizzazione».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Le carceri&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«L'amnistia la vedo come un atto di clemenza, se deve essere solo uno svuotamento delle carceri come cittadina mi ribello». «Mi domando come stando dentro non si possa uscire peggiorati».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Forconi&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«Non ci sono preoccupazioni rispetto a un'eversione terroristica» &lt;i&gt;ma c'è comunque il&lt;/i&gt; «timore che qualche cane sciolto possa inserirsi». «Io ho grande stima di Ivan Lobello (presidente di Confindustria Sicilia, ndr), e se dice che c'è il rischio di infiltrazioni mafiose nel movimento dei Forconi, il suo allarme è fondato su dati». 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;No Tav&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«Nessuno ha criminalizzato il movimento ma non si possono consentire, anche alla manifestazione più sana, violenze di quel genere. Finora c'è stato tanto dialogo, non so se ci sarà ancora spazio. Se sì, sarà percorso fino in fondo, ma un Paese deve anche fare scelte».&lt;br /&gt;

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  <title>Patrizia TOIA - Scalfaro ha salvaguardato l'onore democratico dell’Italia</title>
  <link rel="alternate" href="http://www.openpolis.it/dichiarazione/623698"></link>
  <updated>2012-01-29T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>623698</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&quot;Oggi dobbiamo rendere omaggio a un uomo che ha salvaguardato l'onore democratico del Paese. Nel corso della mia vita politica ho avuto l'onore di essere a fianco del presidente Scalfaro in momenti in cui rappresentava l'Italia all'estero, anche in contesti difficili - penso per esempio al suo discorso sui diritti umani in Cina - nei quali mostrò senza esitazione la capacità di dire sempre la verità&quot;. Lo dichiara l'europarlamentare del Pd &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;.
&lt;p&gt;

&quot;Al contempo, l'ho sempre ammirato per il suo comportamento esemplare - continua &lt;b&gt;Toia&lt;/b&gt; - in alcuni passaggi davvero difficili della vita politica ed istituzionale della nostra Repubblica. Con lui posso senza tema affermare di essermi formata nell'attività pubblica, potendo contare sul presidente Scalfaro come un riferimento e soprattutto come un indiscusso maestro&quot;.
&lt;p&gt;

&quot;La sua integrità e il suo spessore lo pongono oggi, insieme a pochi altri, - conclude in una nota - fra coloro che hanno segnato in bene la storia d'Italia. Nel dolore di questo momento triste, sono vicina a sua figlia Marianna con la quale anche ho diviso gioie e pure qualche dolore&quot;.&lt;br /&gt;


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  <title>Giuseppe TASSONE - ”Le elezioni comunali del prossimo 6 maggio indicano una strada obbligata al servizio di Cuneo”</title>
  <link rel="alternate" href="http://www.openpolis.it/dichiarazione/623697"></link>
  <updated>2012-01-29T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>623697</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Le elezioni amministrative, a Cuneo, si svolgeranno il prossimo 6 e 7 maggio e l’eventuale ballottaggio il 20 e 21 maggio: il Consiglio Comunale avrà una nuova composizione: saranno 19, oltre al Sindaco, i consiglieri assegnati alla maggioranza e 13 alle opposizioni.
&lt;p&gt;
Una composizione ridotta nel numero di otto unità che renderà ancora più serrati e partecipativi i lavori del Consiglio e delle varie commissioni nelle quali si articola.
&lt;p&gt;
Il ridimensionamento dei margini tra maggioranza ed opposizione impone la necessità di un’assoluta coesione per poter realizzare i programmi e per assicurare quella necessaria stabilità che è indispensabile per assicurare risultati proficui e soprattutto interventi celeri ed immediati.
&lt;p&gt;
Almeno l’inizio dei lavori del nuovo Consiglio non sarà facile: la crisi economica che sta modificando le abitudini di vita del Paese ed anche i rapporti politici, infatti, indicherà la strada del “possibile” attraverso il termometro delle disponibilità di bilancio: sempre di più sarà necessario un rapporto, stretto e collaborativo, tra pubblico e privato per sopperire ai tagli di spesa e per venire incontro alle esigenze dei cittadini.
&lt;p&gt;
Il sociale, innanzi tutto, giocherà un ruolo essenziale, sia per assicurare la coesione sociale in città, sia per fornire puntuali risposte ad esigenze primarie degli strati più deboli della popolazione, ma sarà sul lavoro e sulla capacità di “immaginare” il futuro che l’amministrazione comunale dovrà dispiegare tutte le proprie potenzialità.
&lt;p&gt;
Crescita economica, rapporti transfrontalieri, individuazione di nuove aree di sviluppo, tra nuove tecnologie, turismo e produzione di eccellenza, costituiranno il vero banco di prova e denoteranno la capacità di traghettare la nostra città verso una ripresa che non solo è auspicabile, ma nella quale occorre fermamente credere attuando ogni intervento possibile per rendere concreta.
&lt;p&gt;
Anni difficili ci attendono, ma la città è in grado di affrontarli e soprattutto di superali se saprà essere coesa e se lo spirito che ha contraddistinto l’amministrazione in questi diciassette ultimi anni uscirà confermata e rafforzata dalle prossime consultazioni elettorali.
&lt;p&gt;
Di qui l’impegno forte da parte di chi si proporrà per governare la città, assieme con l’affermazione di quei principi di legalità e rispetto che debbono contraddistinguere ogni pubblico amministratore e che, in questi frangenti, trovano nella lotta all’evasione fiscale, vista anche come recupero di risorse per il territorio, uno degli argomenti irrinunciabili.
&lt;p&gt;

&lt;i&gt;Beppe Tassone&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;




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  <title>Giovanni CHIODI - ''Bertolaso imputato? Rischiamo ancora una volta di passare per ingrati...''  Le inchieste giudiziarie L'Aquila </title>
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  <updated>2012-01-29T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">&lt;br /&gt;
''Non è possibile che Bertolaso dopo tutto quello che ha fatto per L’Aquila e io ho visto il suo impegno, la sua passione e il suo coinvolgimento anche emotivo ora debba essere indicato davanti a tutta Italia come responsabile di omicidio colposo. La giustizia farà il suo corso ma noi oggi rischiamo ancora una volta di passare per ingrati''&lt;br /&gt;
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  <title>Michele DIBENEDETTO - Barletta: Le atmosfere dell'ultimo consiglio comunale. Altalene tra PUG e sintomi da &quot;Sindrome di Schettino&quot;</title>
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  <updated>2012-01-28T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Stando a quanto visto in consiglio comunale credo che gli studiosi della psiche umana debbano coniare una nuova sindrome. &quot;La sindrome di Schettino&quot;. Essa ha già fatto la prima vittima. Si tratta del consigliere comunale Salvatore Filannino». E' quanto scrive il consigliere comunale Michele Dibenedetto, presidente del gruppo consiliare dell'Italia dei Valori. «Infatti, mentre in consiglio comunale si discuteva di due importanti atti riguardanti delle variazioni al Piano Urbanistico Generale, presentati dall'assessore dell'Italia dei Valori – avv. Pino Mascolo – (probabilmente su suggerimento di qualcuno di cui non si conoscono le generalità), il consigliere Filannino ha pensato bene di essere assente al primo atto (Costruzione di un campo di tiro sportivo su suolo in contrada Petraro. Approvazione convenzione stipulata con la &quot;&quot;Bum Bum s.r.l.) e di nascondersi nell'aula adiacente alla sala consigliare a guardare in TV lo spettacolare affondo dell'Italia dei Valori nei mari della maggioranza di governo, quando si è votato un altro importante atto urbanistico (Permesso di costruire per la realizzazione di insediamento produttivo comprensivo di cantina vinicola e olearia in contrada Avagnana). Meraviglia peraltro l'atteggiamento del comandante in seconda – assessore Mascolo – al timone della nave, il quale nonostante i reiterati avvertimenti di pericolo lanciati perfino dai consiglieri d'opposizione Basile e Gorgoglione che lo invitavano a ritirare gli atti per ulteriori approfondimenti, visto che la V commissione si era espressa con l'astensione su entrambi i provvedimenti, lui impavido ed improvvido ha deciso di schiantarsi contro lo scoglio della maggioranza visibilmente contraria agli stessi atti. A questo punto, in qualità di presidente del gruppo consigliare dell'Italia dei Valori invito entrambi gli autori di questo sciagurato incidente a fare un attento esame di coscienza e a prendere atto della gravità dei fatti. Come minimo mi aspetto che l'Assessore Mascolo si renda conto del punto di non ritorno in cui è stato trascinato e faccia le opportune riflessioni per il bene della città. Nulla di personale ma ritengo che atti come quelli testè bocciati dalla maggioranza rientrano in quelle che sono le scelte fondametali della politica per il bene dell'intera cittadinanza. Non si può concedere ciò che si vuole ad amici e conoscenti in barba a quelle che sono le regole, seppur vetuste, stabilite dall'attuale piano regolatore. Ricordo che quando mi sono lanciato in questa avventurosa esperienza di consigliere comunale ho promesso ai miei elettori che non baratterò mai gli interessi personali con gli interessi diffusi della città. Mi auguro che lo stesso facciano i miei colleghi</summary>
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